Category Archives: Luca Marca

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Colletta alimentare, in provincia di Cremona donate più di 57 tonnellate di alimenti

Ancora una volta Cremona si contraddistingue per generosità. Lo dicono i dati della 28ª Giornata nazionale della Colletta alimentare, che sabato 16 novembre si è svolta su tutto il territorio nazionale. Sono stati tanti, infatti, coloro che, facendo la spesa nei supermercati aderenti, hanno deciso di acquistare anche qualcosa da donare ai più bisognosi, affidando all’uscita il frutto della propria generosità ai volontari in casacca arancione. Sul territorio diocesano oltre settanta i supermercati che hanno aderito all’iniziativa tra Cremonese, Casalasco e Mantovano, Bergamasca e Milanese. Continue reading »

Luca Marca
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Sabato 16 novembre in tutta Italia si svolgerà la Giornata nazionale della Colletta alimentare, un’iniziativa durante la quale nei supermercati si potranno acquistare alimenti non deperibili da donare all’uscita alle persone in difficoltà grazie alla presenza in loco dei volontari della Colletta. Un piccolo gesto per chi può permetterselo, una grande risorsa per chi fatica a portare un piatto caldo in tavola. Continue reading »

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Anche il Circolo Acli di Casalmaggiore ha partecipato al Festival dei Diritti 2024, promosso da Centro Servizi al Volontariato Lombardia Sud ETS nelle province di Cremona, Lodi, Pavia e Mantova, proponendo tre incontri di approfondimento sul tema delle carceri e della giustizia riparativa. Continue reading »

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Davanti a un’evoluzione sempre più rapida nello sviluppo delle tecnologie digitali c’è il rischio di rimanere spiazzati quando si entra in contatto con l’innovazione e il cambiamento che queste apportano nel modo di lavorare e in quello di vivere.

La questione è quella delle Intelligenze Artificiali, un nuovo sistema che riesce innegabilmente a portare ai massimi livelli le capacità tecniche dei nostri computer modificando tuttavia profondamente percezioni e, dunque, comportamenti sociali, di tutti noi. Il tema è talmente vasto e complesso e richiede, per essere compreso ed interpretato, un pensiero consapevole. Per questo nella Diocesi di Cremona nel corso di quest’anno sono state molte le occasioni che hanno offerto una possibilità di riflessione sul mondo vasto e complesso delle IA. In questo mese di novembre anche la parrocchia di Castelleone ha proposto alla comunità un percorso di approfondimento con gli intereventi di alcuni specialisti Nel pomeriggio di domenica 3 novembre si è svolta la prima di tre conferenze che hanno come filo conduttore la realtà delle intelligenze artificiali, analizzate però sotto un profilo più morale e sociale piuttosto che tecnico. Ad aprire il ciclo di incontri è stato Silvano Petrosino, docente di Antropologia filosofica dell’Università Cattolica di Milano, che nel suo intervento dal titolo La razionalità umana: tra ragione e intelligenza, ha spiegato che «in genere, quando si parla di IA, se ne parla sempre in termini molto positivi, infatti questa già ci aiuta in diverse attività, e lo fa molto bene». Il rischio non sempre riconoscibile, però, è concreto ed è quello di lasciarsi trasportare dall’entusiasmo, infatti «questa euforia può trasformarsi in una trappola. Davanti ai risultati di questa tecnologia il pensiero critico può venire meno, si può prendere un abbaglio. Bisogna cogliere questa occasione per riflettere sulla razionalità umana».

«Si ha una concezione un po’ ingenua della razionalità umana, e varrebbe la pena approfondirne la natura» ha spiegato il professor Petrosino, il quale a più riprese ha ribadito che «bisogna distinguere l’intelligenza dalla ragione. La razionalità non è riducibile all’intelligenza, perché questa si può ritrovare negli animali e oggi anche nelle macchine». E ancora: «Credo ci sia una specificità della razionalità umana che si può indicare con il termine ragione, una dimensione molto più ampia, molto più dinamica, molto più drammatica dell’intelligenza».

La questione delle Intelligenze Artificiali è diventata quindi un trampolino di lancio, che secondo il professor Petrosino serve a «riflettere sulla razionalità umana». E proprio nella dimensione della razionalità si può trovare la grande differenza che definisce il limite fra macchina e uomo: «La macchina ragiona sempre nell’ottica della risoluzione del problema, l’uomo invece, pur consapevole del problema, può decidere di non risolverlo». Ad avvalorare la tesi del professore, un parallelismo con la parabola del padre misericordioso, infatti «nella parabola, il figliol prodigo è come un’intelligenza artificiale. Torna dal padre, consapevole di un bisogno, e cerca una soluzione logica a quello che gli serve, chiedendo di essere trattato come uno dei salariati così da espiare le proprie colpe. Il padre misericordioso invece è come l’uomo, che sa bene che aiutare il figlio non è utile, non gli porterà nessun vantaggio, ma lo fa lo stesso, perché è suo padre. Vede il problema, ma decide di non risolverlo, lui è in grado di scegliere».

Il prossimo appuntamento organizzato dall’oratorio a Castelleone si terrà lunedì 11 novembre alle 20.45, e per l’occasione interverrà don Lucas Peyron, direttore della Pastorale Universitaria di Torino, con una presentazione del titolo Lo spazio che ci è dato: Vivere e credere al tempo dell’intelligenza artificiale.

Luca Marca
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Commemorazione dei defunti al Cimitero. Il Vescovo: «Cremona rinnovi la sua scelta di campo, dalla parte della vita e dei piccoli»

Guarda la photogallery completa     «Cremona rinnovi la sua scelta di campo, dalla parte della vita, dalla parte dei piccoli, dalla parte di tutti, perché anche la morte non abbia l’ultima parola su di noi». È questo il monito che il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, ha rivolto alla città in occasione della preghiera per i defunti presieduta come tradizione nel pomeriggio di … Continue reading »

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Nel tardo pomeriggio di giovedì 2 novembre il vescovo Antonio Napolioni ha presieduto l’Eucaristia in Cattedrale. La Messa, che ha fatto seguito alla preghiera per i defunti nel pomeriggio al Cimitero di Cremona, era già quella della XXXI Domenica del Tempo ordinario ed è stata concelebrata dal vescovo emerito Dante Lafranconi e dai canonici del Capitolo della Cattedrale. Continue reading »

Luca Marca
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A Pieve d’Olmi l’ultimo saluto a don Garattini, «non un uomo di chiacchiere, ma di relazioni»

Guarda la photogallery completa   «Un uomo non di chiacchiere, ma di relazioni», «annunciatore del Vangelo, ministro della Chiesa», così il vescovo Antonio Napolioni nella mattinata di giovedì 24 ottobre ha ricordato don Emilio Garattini nelle esequie presiedute nella chiesa di Pieve d’Olmi, dove il sacerdote 74enne era parroco dal 2003. Luca Marca Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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Educazione, cultura, ma anche crescita e rispetto. Questi i temi al centro della mattinata di confronto tra il vescovo Antonio Napolioni e i dirigenti delle scuole, sia paritarie che statali, presenti sul territorio. Quello vissuto venerdì 25 ottobre al Centro pastorale diocesano di Cremona è stato un momento di condivisione e confronto in merito alle nuove sfide educative che caratterizzano il lavoro degli insegnanti e, più in generale, la crescita delle giovani generazioni.

«L’ordine del giorno è lo scambio di esperienze, narrazioni e testimonianza – ha spiegato il Vescovo introducendo l’incontro prima di lasciare la parola ai docenti –. Solo lo scambio di verità ci aiuta». Un incontro – promosso dalla Pastorale scolastica diocesana guidata da don Giovanni Tonani – che ha lasciato spazio anche a domande e attese, anche nei confronti di comunità ecclesiale fatta anche di uomini e donne che vivono il Vangelo nella realtà scolastica, nell’ottica di «quell’alleanza educativa che non va mai data per scontata, ha bisogno di manutenzione e creatività».

Dirigenti di istituti scolastici, insegnati della scuola dell’infanzia e presidi delle scuole primarie e secondarie della città e della territorio hanno risposto all’appello del vescovo. Nel confronto sono emerse alcune criticità comuni, ma anche notevoli potenzialità che possono diventare la giusta strada da seguire.

Gli insegnanti si sono trovati concordi sul fatto che negli ultimi anni l’ostacolo più difficile da superare è quello dell’ostilità ingiustificata che molti studenti riservano ai propri insegnanti. Frasi ingiuriose, gesti non consoni all’ambiente scolastico e mancanza di rispetto sono comportamenti problematici che sembrano avere come denominatore comune la noncuranza delle famiglie e una svalutazione della figura dell’insegnate da parte degli alunni, e a volte, anche degli stessi genitori. In aggiunta, l’uso incontrollato degli smartphone genera tensione negli studenti, che tendono a svalutare l’interazione con i compagni preferendo quella del social. «I modelli diventano quelli mediatici», ha rilevato il vescovo, «campioni di egocentrismo».

La soluzione ai problemi che oggi affliggono la scuola secondo i presenti deve nascere da un maggiore coinvolgimento delle famiglie. Da molti è stato sottolineato l’impossibilità di un processo educativo che non veda le famiglie come alleate (quando non addirittura in contrasto). Proprio per questo è necessario abbandonare le vecchie teorie pedagogiche, rimanere al passo con i tempi e provare metodi calibrati a misura di ogni classe e ogni ragazzo, anche a fronte dei nuovi bisogni dei giovani di oggi rispetto alle generazioni precedenti.

Non vanno però dimenticati gli insegnati e il loro stare in prima linea. È stato quindi auspicato un controllo costante dello stato d’animo dei docenti perché possano sempre essere all’altezza del compito da svolgere, aiutandoli dove possibile con tecniche e strumenti che strizzano l’occhio ad una forma di insegnamento 2.0. Una risposta già diffusa e applicata è per esempio quella della rimodulazione delle tempistiche scolastiche: creare un orario giornaliero che non generi ansia e affanno può sicuramente migliorare il rendimento degli alunni e nello stesso tempo favorire il lavoro degli insegnati.

Il messaggio è chiaro: la scuola ha sicuramente bisogno di una svolta, ma questa deve essere il risultato di un lavoro congiunto fra insegnanti e famiglie. Solo così sarà possibile formare come si deve i giovani che sono destinati ad essere gli educatori di domani.

Luca Marca
TeleRadio Cremona Cittanova
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