Category Archives: La vita della Chiesa

Messaggio di Papa Leone XIV al Meeting di Rimini: “Per la pace, se non si riesce a far prevalere il dialogo, le comunità religiose e la società civile osino la profezia”

“Non possiamo più permetterci di resistere al Regno di Dio, che è un Regno di pace”. E “là dove i responsabili delle Istituzioni statali e internazionali sembrano non riuscire a far prevalere il diritto, la mediazione e il dialogo, le comunità religiose e la società civile devono osare la profezia. Significa lasciarsi sospingere nel deserto e vedere fin d’ora ciò che può nascere dalle macerie e da tanto, troppo dolore innocente”. Lo scrive Papa Leone XIV a mons. Nicolò Anselmi, vescovo di Rimini, nel messaggio per il 46° Meeting per l’amicizia fra i popoli. Continue reading »

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Maria, donna di speranza

Il 15 agosto si celebra l’assunzione di Maria al cielo. La sua esistenza così umana e divina ci interpella nel quotidiano per poter assumere uno stile di vita immerso nel Mistero. Ripercorrendo alcune tappe della vita di Maria, possiamo scorgere nel suo cammino i passi da lei compiuti che rendono credibile ancora oggi la speranza.

Il 15 agost celebriamo l’assunzione di Maria al cielo. La sua esistenza così umana e divina ci interpella nel quotidiano per poter assumere uno stile di vita immerso nel Mistero. Ripercorrendo alcune tappe della vita di Maria, possiamo scorgere nel suo cammino i passi da lei compiuti che rendono credibile ancora oggi la speranza.
“Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1,28), è il saluto dell’Angelo a Maria. È un’espressione tipica che indica la presenza di Dio in occasione di un incarico o di una missione da affidare, è un invito esplicito a credere con fiducia alla presenza del Signore. Maria è consapevole che il Mistero la supera e, pur rimanendo in contatto con forti emozioni, non si blocca, anzi si domanda tra sé e sé il senso del saluto e cerca Dio che abita nella profondità della sua esistenza. La libertà di Maria si gioca nella relazione con Dio da cui si sente amata e prediletta. È la fiducia in Lui che la porta a dare forma alla speranza.
Chiamata a partecipare alla realizzazione del Suo progetto, gioisce, ma non si esalta, non si sente arbitro degli accadimenti, non dimostra espressioni di onnipotenza. Maria ancora oggi indica la strada da percorrere per ritornare ad essere testimoni di vita piena: vivere le relazioni sull’esempio dell’amore Trinitario.
Donna dell’ascolto, dell’accoglienza della vita nell’attimo presente traduce il suo sì a Dio in comportamenti credibili.
Maria, dopo aver pronunciato il suo “Eccomi” a Dio, portando con sé Cristo, subito rende concreta la prossimità e la sua vicinanza alla cugina Elisabetta, andando in fretta a servirla. L’incontro tra Maria ed Elisabetta dimostra la dimensione umana di due donne che si accolgono nella gratuità alla presenza di Dio.
Maria, donna della generatività, ci fa cogliere come procedere lungo il cammino della vita con speranza: ella vive davanti al Signore con atteggiamento adorante nel cuore, considerando l’altro un dono di Dio da curare e da custodire nella concretezza.
Durante le nozze di Cana (Gv 2,1-5) Maria dimostra una grande capacità di sintesi: con uno sguardo concreto sulla situazione, si accorge che ai commensali manca il vino. Non parte da un’analisi sterile o da considerazioni parziali giudicanti, si ferma ad un dato di realtà e presenta il problema a Gesù, a cui chiede il suo intervento, mentre invita i servitori a fare ciò che Egli dirà loro (cfr. Gv 2,5).
L’attenzione al particolare coniugata con una visione globale della realtà permette a Maria di non chiudere gli orizzonti e di aprirsi a nuove possibilità. Non è spinta da vedute individuali: rimane sempre in relazione con gli altri. Struttura il tempo non a scopo difensivo, ma accogliendo e donando l’amore, poiché dà significato ad ogni momento penetrando gli avvenimenti alla presenza di Dio. Donna della speranza individua nelle difficoltà delle alternative per il bene e la cura degli altri.
Sotto la croce (Gv 19,25-27) Maria è in silenzio, avvolta dal dolore, perché anche per lei è giunta la sua ora. Nella solitudine incontra l’Altro, Gli riconosce lo spazio, interagisce e si abbandona a Lui e, in questa comunione senza riserve, continua a farsi dono, a rispondere di sé agli altri.
La sua chiamata alla maternità non termina con la morte del Figlio, infatti Gesù, ormai in croce, vedendo la madre e il discepolo che egli amava, disse a Maria: “Donna, ecco tuo figlio!” e al discepolo: “Ecco tua madre”. E da quel momento il discepolo la prese con sé.
Sulla croce, dopo aver donato tutto, Gesù compie ancora un atto d’amore, chiede a Maria la custodia di Giovanni, simbolo della Chiesa, e a Giovanni di accogliere con sé Maria. È il testamento spirituale che Gesù lascia ai credenti. Maria, che con il suo sì radicato nella fede ai piedi della croce, diviene madre della Chiesa, partecipa fino in fondo all’ora di Cristo, accogliendo in sé tutta l’umanità.
Quando pensiamo di non avere più nulla da dare, Maria ci insegna a non pensare a noi stessi, a non rimanere chiusi nel dolore, ma ad avere il cuore aperto per essere dono per gli altri,
I discepoli, dopo l’ascensione di Gesù, si riuniscono insieme ad alcune donne e a Maria nel cenacolo (cfr. At 1,12-14), luogo dove avevano celebrato con Gesù l’ultima cena. La presenza di Maria, la piena di grazia, è per loro uno stimolo per vivere con fede l’accaduto, per credere che il Signore è veramente presente nella loro vita. La Madre di Gesù li aiuta a guardare al di là del limite razionale, per scorgere l’oltre di Dio.
In questo tempo in cui siamo tentati di non vedere la luce in fondo ai nostri tunnel, perché abituati ad avere tutto e subito, Maria ci esorta a credere anche all’impossibile, perché l’ha sperimentato personalmente durante la sua vita.
Terminato il corso della vita terrena, Maria fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo: è ciò che ha proclamato il papa Pio XII nel 1950 come dogma di fede con la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus.
Papa Francesco durante l’Angelus del 15 agosto 2016 ha detto: “L’Assunzione di Maria è un mistero grande che riguarda ciascuno di noi, riguarda il nostro futuro. Maria, infatti, ci precede nella strada sulla quale sono incamminati coloro che, mediante il Battesimo, hanno legato la loro vita a Gesù, come Maria legò a Lui la propria vita. La festa di oggi ci fa guardare al cielo, preannuncia i “cieli nuovi e la terra nuova”, con la vittoria di Cristo risorto sulla morte e la sconfitta definitiva del maligno. Pertanto, l’esultanza dell’umile fanciulla di Galilea, espressa nel cantico del Magnificat, diventa il canto dell’umanità intera, che si compiace nel vedere il Signore chinarsi su tutti gli uomini e tutte le donne, umili creature, e assumerli con sé nel cielo”.
L’esperienza di Maria ci esorta a seguire il Signore per diffondere ovunque la speranza. Solo accogliendo da lei l’invito a vivere in ogni istante quello che Gesù ci dirà, renderà sempre più umana e divina la nostra vita fondata sulla fede in Cristo in atteggiamento di prossimità verso tutti.
La certezza che dal cielo Maria continua a vegliare e ad intercedere presso il Padre per tutta l’umanità, ci rende capaci di essere sempre segni di speranza.

Diana Papa (AgenSir)

TeleRadio Cremona Cittanova
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Tutela minori e adulti vulnerabili. Il vocabolario della prevenzione/9: sexting

Nona puntata della rubrica sulla prevenzione e la tutela curata dal Servizio regionale delle Diocesi lombarde per la tutela minori e adulti vulnerabili

“Sexting” è la parola al centro della nona puntata della rubrica sulla prevenzione e la tutela curata dal Servizio regionale delle Diocesi lombarde per la tutela minori e adulti vulnerabili. Ogni mese una parola chiave della prevenzione. In tre tempi: significato nella pratica educativa, domande per le relazioni educative personali e comunitarie, strumenti per l’approfondimento. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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Da Sydney alle Ande. Sette Università Cattoliche per un mondo più giusto e sostenibile

L'impegno per uno sviluppo globale equo e sostenibile è un imperativo morale rivolto a tutti. Ognuno può fare la propria parte. L'Alleanza delle università cattoliche indica le modalità per conseguire - o almeno avvicinarsi - ad alcuni dei Sustainable Development Goals

Salute mentale, accesso all’acqua, educazione inclusiva, giustizia climatica, cooperazione internazionale. Al centro, il ruolo attivo dei giovani nella costruzione di un futuro equo e sostenibile e il valore morale e strategico della formazione universitaria come leva di cambiamento e responsabilità sociale.

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Giovanna Pasqualin Traversa (AgenSir)
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Papa Leone nell’80° anniversario dell’atomica su Hiroshima e Nagasaki: no agli “orrori causati dalle armi nucleari”, appello per “pace disarmata e disarmante”

“Nei nostri tempi di crescenti tensioni e conflitti, Hiroshima e Nagasaki sono ‘simboli di memoria’ che ci spingono a rifiutare l’illusione di una sicurezza fondata su una reciproca distruzione”.

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M.Michela Nicolais (AgenSir)
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Leone XIV ai giovani di Tor Vergata: “Perseverate nella fede con gioia e coraggio”

La veglia a Tor Vergata, primo incontro del Papa con i giovani provenienti da 146 Paesi per il loro Giubileo, si è conclusa con l'adorazione eucaristica. Tra le immagini più significative, quelle di un Papa che porta la Croce a piedi, fino al palco, accompagnato dal "popolo giovane". Amicizia, coraggio, spiritualità i temi delle domande dei giovani, a cui Papa Leone ha risposto nelle loro rispettive lingue

Un Papa che porta a piedi la Croce, accompagnato da un corteo di giovani in rappresentanza di 146 Paesi. Roma, questa sera, è la Capitale della speranza.
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M.Michela Nicolais (AgenSir)
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Roma continua a parlare tutte le lingue del mondo, ma ieri, in alcuni angoli, si sentiva un ritmo familiare: il passo dei giovani lombardi. Cremonesi compresi. Dopo l’arrivo di nuovi gruppi diocesani nella mattinata, e un po’ di respiro nella libertà del centro storico, il pomeriggio ha visto un momento profondo di riconciliazione: si sono svolte le confessioni al Circo Massimo, dove sono state allestite circa 200 postazioni con un migliaio di sacerdoti disponibili in più lingue.

A causa dell’alta affluenza, i sacerdoti della diocesi e mons. Antonio Napolioni hanno deciso di offrire ulteriori spazi per l’ascolto: nei tranquilli giardini della chiesa di San Gregorio Magno al Celio, proprio accanto al Circo Massimo. Un gesto concreto di cura e presenza pastorale, improntato all’accoglienza e alla vicinanza.

In serata, i volti si sono riconosciuti. Dalle 18:30 la Basilica di San Paolo fuori le Mura ha aperto le sue porte ai giovani delle diocesi lombarde per un momento intenso e raccolto. Il titolo dell’incontro “Ultimo tra tutti apparve anche a me” ha fatto da filo rosso a una serie di interventi, silenzi, canti, riflessioni.

Oggi si apre l’ultimo grande capitolo di questo Giubileo: la veglia a Tor Vergata, il campo della gioventù. Dalle prime ore del pomeriggio, sotto le vele di Calatrava, inizieranno ad affluire centinaia di migliaia di giovani. Alle 20:30, la veglia di preghiera con Papa Leone XIV, tra parole, gesti, musica e preghiera. E anche la diocesi di Cremona trascorrerà la notte sotto le stelle, nel sacco a pelo, tra zaini e sorrisi, per custodire un’esperienza che ha il sapore della Chiesa vera: giovane, concreta, in cammino.

E quando l’alba tornerà a illuminare Roma, domenica 3 agosto alle 9:00, sarà celebrata la Santa Messa conclusiva, ancora con il Papa. Una benedizione finale che non segna la fine, ma un nuovo inizio.

 

Annachiara Pini
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Il cielo è limpido sopra Roma, ma l’azzurro oggi si mescola al verde brillante delle bandane della Federazione Oratori di Cremona. Si fanno notare tra la folla, questi giovani pellegrini partiti dal cuore della pianura Padana per ritrovarsi nel cuore della Chiesa universale. Il quarto giorno del Giubileo dei Giovani è iniziato questa mattina con un sapore tutto particolare per la diocesi di Cremona: nella chiesa di San Gregorio VII, il vescovo Antonio Napolioni ha tenuto una delle catechesi ufficiali, raccolte sotto il titolo “12 parole per dire speranza”.

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TeleRadio Cremona Cittanova
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