Povertà. Rapporto nazionale Caritas: cresce la cronicità del disagio. Record di assistiti e anziani, raddoppiano i lavoratori poveri

Il quarto Report statistico nazionale 2026 di Caritas italiana fotografa una povertà sempre più strutturale e persistente: in dieci anni le persone accompagnate dalla rete Caritas sono aumentate del 48%, mentre gli over 65 assistiti registrano un incremento del 191%. Crescono la solitudine, i bisogni sanitari e le difficoltà abitative, mentre avere un lavoro non basta più a proteggere dall’indigenza. Nel 2025 sono state sostenute oltre 282mila persone, il dato più alto mai registrato, con più di 4,8 milioni di interventi su tutto il territorio nazionale

“Sempre più poveri, sempre più a lungo”: così Caritas italiana descrive, in una frase significativa, il volto odierno della povertà in Italia, che vede aumentare negli anni la cronicità e intensità dei bisogni, la solitudine tra gli anziani e, per i lavoratori e le famiglie, la difficoltà di arrivare a fine mese. È quanto emerge dal Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia di Caritas italiana presentato martedì 16 giugno a Roma.

I dati raccolti nel 2025 dalla rete dei centri di ascolto fotografano un Paese in cui la povertà ha ormai perso il carattere dell’eccezionalità per assumere i contorni di una “strutturale normalità”. In dieci anni, dal 2015 al 2025, il numero di persone accompagnate dalle Caritas è cresciuto del 48%, con un incremento particolarmente marcato nel Nord Italia (+61,8%), che oggi concentra la quota più elevata di assistiti. Sebbene si registri una flessione dei “nuovi poveri” (37,6%), a preoccupare è il radicamento del disagio: il numero delle persone sostenute è cresciuto dell’1,7% rispetto al 2024, raggiungendo la cifra record di 282.539 persone assistite dalle Caritas su tutto il territorio italiano.

Spiccano alcuni dati: negli ultimi dieci anni il numero di over 65 incontrati è cresciuto del 191%; la dichiarata condizione di solitudine è passata dal 23,8% al 32.9%; i bisogni sanitari sono aumentati del 69,4% e quelli delle persone con disabilità sono addirittura a tre cifre: +102,6%. Perfino chi ha un impiego non se la passa bene per via del caro vita e della perdita di potere d’acquisto dei salari: tra chi si rivolge alla Caritas i lavoratori poveri tra i 35-44enni sono il 31,7%.

Raggiunto il 12% delle famiglie in povertà assoluta. Nel 2025 l’aiuto della rete Caritas ha raggiunto circa il 6 per mille dei nuclei familiari residenti in Italia e il 12% delle famiglie in povertà assoluta. Secondo l’Istat un residente su 10 vive in povertà assoluta, ossia circa 5,7 milioni di persone. Il contesto economico nazionale è segnato da una sorta di crisi permanente: nonostante una lieve flessione del rischio di povertà generale (22,6%), cresce la quota di chi vive in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale, passata dal 4,6% al 5,2%. A pesare è soprattutto l’erosione del potere d’acquisto: tra il 2019 e il 2024, le retribuzioni reali in Italia sono calate dell’8%, il dato peggiore tra i principali Paesi europei.

L’emergenza anziani e il peso della solitudine. Uno dei dati più allarmanti riguarda l’invecchiamento della povertà. In soli dieci anni, il numero degli over 65 incontrati dalla Caritas è esploso, segnando un +191%. Se nel 2015 rappresentavano il 7,7% dell’utenza, oggi sono il 15,4%. Questo fenomeno si intreccia con la solitudine: le persone che vivono sole sono passate dal 23,8% al 32,9% del totale degli assistiti. Tra chi si rivolge alla Caritas, quasi un utente su tre è un nucleo familiare composto da una sola persona. La solitudine agisce come moltiplicatore del bisogno: il 59,9% delle persone sole sperimenta forme di povertà multipla, cumulando difficoltà economiche, sanitarie e abitative.

Lavoratori poveri e famiglie con minori. Avere un impiego non è più una garanzia contro l’indigenza. Il fenomeno dei “working poor” è raddoppiato in un decennio: se nel 2015 gli occupati tra gli assistiti erano il 13,3%, oggi rappresentano il 24%. La vulnerabilità colpisce duramente le fasce centrali dell’età lavorativa, raggiungendo il 31,7% nella fascia d’età 35-44 anni e il 31% tra i 45 e i 54 anni (nel 2015 il fenomeno riguardava solo il 13,3% degli utenti). Le famiglie con figli restano però il nucleo principale della domanda di aiuto: il 52% degli assistiti convive con figli minori, il che significa che circa 147.000 nuclei familiari supportati comprendono bambini e ragazzi in condizioni di ristrettezza economica.

Salute e casa, i diritti negati. Il Report evidenzia un rafforzamento preoccupante dei bisogni sanitari (+69% in dieci anni). La povertà genera “inequità di salute”: il 16,1% degli assistiti presenta fragilità croniche o disabilità, e quasi il 10% della popolazione italiana ha rinunciato a cure specialistiche per motivi economici o liste d’attesa. La sofferenza mentale appare come la condizione più critica: il 78,7% di chi soffre di disturbi psichici cumula tre o più ambiti di bisogno. La vulnerabilità abitativa coinvolge invece il 34,9% delle persone seguite. Oltre alle 24.000 persone incontrate in condizione di totale mancanza di dimora (“senza casa” e “senza tetto”), cresce la platea di chi, pur avendo un’abitazione, fatica a sostenere affitti e utenze (11,8%).

Le risposte della rete Caritas: 4,8 milioni di prestazioni nel 2025. Di fronte a questa complessità, la rete Caritas ha erogato nel 2025 oltre 4,8 milioni di prestazioni, con una media di 17 interventi per assistito, concentrati principalmente su beni materiali, alloggio e ascolto.

Questi dati, ha commentato mons.Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico e neo presidente di Caritas Italiana, «nascono dall’ascolto quotidiano e ci chiedono di essere comunità più attente, capaci di riconoscere le ferite, custodire i legami e non lasciare sole le persone».

Il direttore di Caritas italiana, don Marco Pagniello, ha ribadito invece la funzione del Report come strumento politico e sociale: «Di fronte a povertà sempre più croniche, solitudini crescenti, lavoro povero e difficoltà abitative, occorre costruire percorsi, alleanze e responsabilità condivise».

 

Patrizia Caiffa (AgenSir)
TeleRadio Cremona Cittanova
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