Category Archives: News

Unità pastorali, unità fatte di persone

Si è aperto giovedì il percorso di formazione per i sacerdoti moderatori delle nuove forme di unione tra le parrocchie della diocesi «al servizio della missione evangelizzatrice»

“La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa”: su questo tema, che dà il titolo alla Istruzione promulgata dalla Congregazione per il Clero lo scorso 29 giugno, si è incentrato il primo di una serie di incontri formativi offerti ai moderatori delle costitute e costituende Unità pastorali della diocesi di Cremona. Il vescovo Antonio Napolioni ha così avviato un percorso finalizzato a sostenere l’impegno dei presbiteri in un cammino di conversione pastorale. Una sfida, questa, accolta con interesse e partecipazione, anche nella condivisione di quanto già è diventato esperienza viva Continue reading »

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Cinque anni fa l’ordinazione episcopale e l’ingresso a Cremona per il vescovo Antonio

Il messaggio di auguri della Chiesa cremonese attraverso le parole del Vicario generale don Massimo Calvi

Sabato 30 gennaio ricorre il quinto anniversario dell’ordinazione episcopale di mons. Antonio Napolioni e del suo ingresso in Diocesi di Cremona. In occasione  della ricorrenza del quinto anniversario la Diocesi rivolge il suo augurio al vescovo attraverso le parole del Vicario generale don Massimo Calvi che in un messaggio si fa portavoce della comunità della Chiesa locale. Continue reading »

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Visita pastorale a Torre de’ Picenardi, Pozzo Baronzio, San Lorenzo de’ Picenardi e Ca’ d’Andrea

Il parroco don Claudio Rossi: «La visita pastorale si inserisce in un cammino di comunità importante. Le quattro parrocchie ormai da alcuni anni respirano come un’unica comunità»

La comunità formata dalle parrocchie di Torre de’ Picenardi, Pozzo Baronzio, San Lorenzo de’ Picenardi e Ca’ d’Andrea si prepara da venerdì 29 a domenica 31 gennaio accogliere il vescovo Antonio Napolioni per la visita pastorale. Continue reading »

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L’arcivescovo Delpini, padre Spadaro (La Civiltà Cattolica) e Marco Impagliazzo (Comunità S. Egidio) protagonisti di un appassionato confronto sulla Fratelli Tutti

L'incontro organizzato dall’Ufficio scolastico territoriale di Cremona e Sondrio, diretto da Fabio Molinari

Viaggio tra le pagine di “Fratelli tutti”, la terza enciclica di papa Francesco, nel pomeriggio di giovedì 28 gennaio in un nuovo appuntamento della rassegna organizzata dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona e Sondrio. A discutere in diretta streaming attorno al messaggio di fratellanza, amicizia sociale e cambiamento contenuto nel testo scritto nell’ottavo anno di pontificato di papa Bergoglio sono stati monsignor Mario Delpini (arcivescovo di Milano), padre Antonio Spadaro (direttore della rivista “La Civiltà Cattolica”), Marco Impagliazzo (presidente della Comunità di Sant’Egidio e docente dell’Università Roma Tre), introdotti da Luigi Fiorentino (capo Gabinetto del Ministro dell’Istruzione), Salvatore Rosario Pasquariello (prefetto di Sondrio) e Fabio Molinari (dirigente UST Sondrio e Cremona), intervistati da Riccardo Maruti (giornalista del quotidiano La Provincia di Cremona).

«L’enciclica – ha ricordato monsignor Mario Delpini – è un genere letterario che viene interpretato dai vari papi in modo anche molto differente. Questa enciclica, forse a differenza delle precedenti – più orientate ad asserire alcuni concetti irrinunciabili – mi pare presenti un papa che modestamente parla di un “umile apporto alla riflessione”, per “un  nuovo sogno di fraternità e amicizia sociale”. Sono parole che si coniugano a quella “scommessa sull’umano” di cui parla il vescovo di Cremona Antonio Napolioni». Secondo l’analisi di Delpini, l’invito contenuto nel testo firmato da Bergoglio è a costruire un nuovo comportamento a partire dai poveri, secondo una dottrina che non si crea dal fondamento della nostra teologia, ma «che si propone ascoltando gli altri come una invocazione, ascoltando l’umanità come un gemito». La seconda riflessione proposta dall’arcivescovo di Milano ha riguardato invece il fondamento della fraternità al centro dell’enciclica stessa: «Il papa lo riconosce come elemento condiviso dalle diverse culture, accenna alla firma della Dichiarazione di Abu Dhabi, la dichiarazione che ha unito due importantissime tradizioni religiose».

A tracciare un legame forte fra l’enciclica e il trauma della pandemia è stato invece Antonio Spadaro, gesuita e giornalista direttore della rivista “La Civiltà Cattolica”: «Questa Enciclica – ha detto – è il punto di sintesi di un messaggio di fratellanza che sta attraversando tutto il pontificato di papa Francesco. Ciò si è intrecciato al fenomeno della pandemia, di fronte alla quale c’è un grande bisogno di capire cosa ci sta accadendo. Lo stesso papa ha scritto che capire cosa Dio ci sta dicendo diventa anche una sfida per la missione della Chiesa. Il papa parla di un pianeta gravemente malato a causa di una economia che mira solo al profitto e di egoismi nazionali. La pandemia ha smascherato le nostre false sicurezze, sulle quali abbiamo costruito agende, progetti e priorità. Per questo motivo non saremo chiamati a ripartire ma a ricominciare, serve un nuovo inizio. La prima immagine a emergere è quella di una barca, la stessa barca, sulla quale tutti siamo chiamati a remare insieme. La barca oggi è nella tempesta e ci rivela la condizione del presente in cui viviamo tutti. La tempesta però è il luogo ideale in cui scoprire la fraternità. La barca diventa la cifra di una fraternità radicale e umana. “Fratelli tutti” è una enciclica che offre un filo rosso per riconfigurare un mondo che oggi sembra andare a pezzi». Un documento che in molti leggono anche come espressione di una dimensione anche politica della fede, e anche per questo un testo che non si rivolge solo ai credenti. «Il riconoscimento della fratellanza – ha osservato Spadaro – implica che siamo tutti cittadini con uguali diritti e doveri. In visita a Cuba, il papa disse che  un paese si distrugge con l’inimicizia sociale: un grande monito per i nostri tempi. C’è un progetto di società in questa enciclica: non fa politica ma non prende nemmeno congedo dalla dimensione umana e sociale della politica. Il papa pone un discorso molto attuale: il multilateralismo. Non possiamo più pensare a noi stessi come singolo paese, ma come famiglia umana. Non si giustifica più l’economia senza la politica. Papa Bergoglio chiede un cambio di prospettiva radicale a tutti i livelli, una nuova architettura del mondo e delle relazioni».

Una enciclica di dialogo e quindi di pace è la sfaccettatura che invece prevale nell’interpretazione di Marco Impagliazzo: «In questo testo – ha detto – la Chiesa non si presenta come magistra che insegna dall’alto, ma prima di tutto come popolo che ha fatto esperienza di umanità. Il papa assume in profondità il metodo del dialogo. Questa è insomma una enciclica che non va solo letta, ma proposta per discutere e far lievitare dialogo e pensiero. Il suo valore è nell’essere l’inizio di un processo, utile per immaginare visioni di futuro, così scarse in tempi come i nostri. In precedenza papa Paolo VI ci aveva aiutati parlando già di una Chiesa che si fa parola, messaggio e colloquio». Dal dialogo alla ricerca di una pace possibile e non utopica: «Cosa possono fare gli uomini di fronte alla guerra? Rassegnarsi a una pace non possibile, per noi che viviamo in pace, significa rassegnarsi alla guerra degli altri.  Ma siamo tutti connessi: a pagare, anche se in modo più o meno doloroso, è l’umanità intera», ha concluso soffermandosi sulla «responsabilizzazione di ognuno di noi, non come ideologia prefabbricata o calata dall’alto, ma come presa in carico delle nostre responsabilità, perché nessuno è inutile, nessuno è superfluo».

Concetti già lambiti nel breve intervento iniziale anche da Luigi Fiorentino, capo Gabinetto del Ministro dell’Istruzione: «In questo nuovo testo ho trovato tutte le problematiche della contemporaneità, declinate tramite chiavi di lettura adatte a momento storico come quello attuale. Richiamare all’importanza dell’impegno per gli altri, in un momento in cui tale idea pare recessiva, stimola le persone – e spero soprattutto i più giovani – a ritrovare una dimensione sociale insieme a quella individuale».

Salvatore Rosario Pasquariello, prefetto di Sondrio, ha invece ricordato don Roberto Malgesini, il religioso ucciso nel 2020 a Como proprio da una delle persone che assisteva. Pasquariello ha letto la motivazione del conferimento della medaglia d’oro al merito civile individuando in quei pensieri «la sostanza dell’essere uomo e donna oggi, al di là del Cristianesimo che aiuta a esaltare le nostre virtù umane. Il nostro è un mondo in cui vengono radicalizzate le differenze: il papa ci sollecita ad abbandonare questo dualismo polarizzato a favore di un nuovo inizio».

Non ha fatto mancare il suo saluto Fabio Molinari, ricordando anche come l’enciclica più che mai manifesti la stessa inclusione che sta alla base anche dell’azione scolastica, un obiettivo talvolta molto difficile da garantire soprattutto in alcuni complicati contesti.

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Deceduto don Franco Regonaschi, parroco emerito di Regona: lunedì pomeriggio i funerali a S. Agata

Il sacerdote originario di Gabbioneta, ricoverato in ospedale da alcuni giorni per l'aggravarsi della malattia, era collaboratore parrocchiale nell'unità pastorale Cittanova di Cremona

È deceduto nelle prime ore di giovedì 28 gennaio, all’ospedale di Cremona dove era ricoverato da alcuni giorni, don Franco Regonaschi, 81 anni, collaboratore parrocchiale dell’unità pastorale “Cittanova” di Cremona. Già in passato aveva dovuto lottare contro la malattia, tornata recentemente in modo prepotente a farsi sentire. Nei giorni scorsi il ricovero in ospedale dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico, data la gravità della situazione emersa dagli ultimi accertamenti. Continue reading »

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Ancora in stallo la situazione dei volontari bloccati in Brasile: il punto della situazione

Il gruppo ha preso contatto con il Consolato d’Italia a Recife che ha fatto un capillare lavoro di censimento di tutti gli italiani presenti nel Paese: ora si attendono da Roma le valutazioni del Ministero della Salute

Ancora in stallo la situazione del gruppo di volontari cremonesi che si trova in Brasile, a Salvador de Bahia, dove il 7 gennaio scorso è giunto per offrire un proprio contributo alla comunità cattolica di Jesus Cristo Ressuscitado, retta dai due sacerdoti fidei donum cremonesi don Emilio Bellani e don Davide Ferretti. Continue reading »

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Santuario di Caravaggio in lutto per la scomparsa di Giovanni Merisio, da trent’anni organista titolare della basilica

È morto la sera del 26 gennaio all'età di 48 anni dopo una lunga malattia. Venerdì 29 gennaio alle 14.30 i funerali a S. Maria del Fonte

Giornata triste, quella di mercoledì 27 gennaio, al Santuario di Caravaggio. Già dalle prime ore del mattino, infatti, ha iniziato a diffondersi la notizia della morte del maestro Giovanni Merisio, organista titolare della Basilica di S. Maria del Fonte da oltre trent’anni. A 48 anni si è dovuto arrendere alla malattia, che da tempo combatteva. Continue reading »

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Giornata del malato, il vescovo in visita all’ospedale di Cremona. Il video della Messa e le foto della visita ai reparti

Non sono mancati momenti intimi e di preghiera con i ricoverati, insieme al grazie riconoscente per tutti gli operatori

In occasione della Giornata mondiale del malato, che ricorre ogni anno l’11 febbraio nel giorno in cui la Chiesa celebra la memoria liturgica della Madonna di Lourdes, il vescovo Antonio Napolioni ha fatto visita, nel pomeriggio, all’Ospedale di Cremona, dove ha celebrato l’Eucaristia e ha portato in modo simbolico un saluto informale agli operatori e ai ricoverati di alcuni reparti. Continue reading »

Sara Pisani
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Il ritorno in classe era davvero necessario

Una riflessione proposta dagli ufficio diocesani di pastorale giovanile e scolastica

In queste ore rientrano in classe le seconde e le terze medie e, in progressione, i ragazzi delle superiori. La zona “arancione” consente la ripresa più serena, sempre entro regole da far rispettare con precisione, dei percorsi formativi (la catechesi e i dopo-scuola e, laddove le strutture lo consentono, anche dello sport, con allenamenti che possono essere rimodulati e personalizzati).

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