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Il “nuovo Messale” un anno dopo: numero speciale gratuito di Rivista di Pastorale Liturgica

 

Poco più di un anno fa, usciva la terza edizione del Messale in italiano. Un lavoro di quasi vent’anni. Che cosa se ne può dire, ad alcuni mesi dall’adozione? Cerca di rispondere a questa domanda il numero speciale e gratuito di Rivista di Pastorale Liturgica (Editrice Queriniana), in cui teologi, liturgisti, ma anche fini pensatori hanno tentato di rilanciare la riflessione e l’azione. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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50 anni di Caritas Cremonese: l’anno celebrativo al via con la Messa nel 750° di san Facio

Appuntamento per tutte le realtà caritative alle 18 in Cattedrale per la Messa del Vescovo. Il 50° della Caritas diocesana si concluderà il 13 novembre 2022 nella solennità di sant’Omobono

La celebrazione che il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, presiederà nel pomeriggio di martedì 18 gennaio in Cattedrale, in occasione del 750° della morte di san Facio (18 gennaio 1272), sarà caratterizzata anche da un’altra significativa ricorrenza. Proprio nel ricordo di questo santo della carità si aprirà, infatti, l’anno celebrativo per i 50 anni della Caritas diocesana. Un anno commemorativo, di animazione alla carità e di sguardo alle nuove sfide che si chiuderà in un’altra data di particolare significato: il 13 novembre 2022, nella solennità liturgica di sant’Omobono, il patrono della città e della diocesi di Cremona da sempre riconosciuto come “padre dei poveri”.

Caritas Cremonese nasce nel 1972 quale organismo della Diocesi di Cremona per promuovere, anche in collaborazione con altre realtà e associazioni cattoliche, la testimonianza della carità della comunità cristiana, guardando allo sviluppo integrale della persona, alla giustizia sociale e alla pace e con una particolare attenzione agli ultimi.

Proprio volendo aprire nel 750° della morte di san Facio il 50° di Caritas Cremonese, alla Messa del 18 gennaio in Cattedrale (ore 18) sono state invitate le realtà che si occupano di volontariato e assistenza, a cominciare dai gruppi caritativi delle parrocchie.

Il legame in diocesi tra san Facio e la carità è testimoniato anche dal fatto che proprio a questo santo della Cremona del XIII secolo è intitolata la fondazione attraverso la quale Caritas Cremonese raccoglie i contributi – da parte di cittadini, enti e associazioni – da utilizzare per sostenere persone e realtà in situazione di fragilità e di bisogno.

«La testimonianza della carità a Cremona afferma don Pierluigi Codazzi, direttore di Caritas Cremonese – parte da molto lontano e ci è consegnata come patrimonio non tanto da celebrare, ma da vivere con creatività ogni giorno, nei luoghi e nei tempi che l’oggi ci offre».

Caritas Cremonese intende riproporre così le sue tre grandi finalità-vocazioni:

  • la promozione di una cultura evangelica sulla carità;
  • l’inserimento della dimensione caritativa nella pastorale organica della Chiesa locale;
  • l’educazione comunitaria secondo un metodo chiamato pedagogia dei fatti, carico di partecipazione e di responsabilizzazione di tutti.

La Fondazione san Facio onlus è uno strumento molto importante e opera in tre ambiti, nelle emergenze così come nella quotidianità:

  1. Ambito internazionale. In sinergia con l’Ufficio missionario diocesano, la Fondazione accompagna e sostiene i progetti portati avanti da sacerdoti e laici nelle parti più povere del mondo. Come per esempio in Libano, Romania, Brasile e Sierra Leone. Uno strumento è quello dei “sostegni a distanza”, periodici e mirati, per aiutare famiglie o realtà a livello alimentare, scolastico, sanitario ed educativo.
  2. Ambito emergenze. In coordinamento con Caritas Internationalis, Caritas italiana e la Delegazione di Caritas Lombardia, la Fondazione interviene a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali o vittime di conflitti. Spesso in Italia a seguito dei più gravi terremoti e nel mondo a fronte di emergenze, come quelle di Libano, Bosnia e Afghanistan.
  3. Ambito locale. In rete con i Servizi sociali e il Terzo settore, la Fondazione raccoglie contributi, singoli o continuativi, da parte di famiglie, gruppi parrocchiali e realtà del territorio da destinare al sostegno di persone e famiglie in particolare difficoltà economiche e sociali. Il lavoro, la casa, le spese alimentari e sanitarie, gli studi dei figli sono i principali ambiti di sostegno. Una risposta concreta ai bisogni reali e un accompagnamento in un percorso di crescita, integrazione e autonomia. Nell’ambito dell’emergenza sanitaria da Covid-19, la Fondazione ha operato e continua a operare in stretto rapporto con la “Borsa di S. Omobono”, il fondo speciale istituito dalla Diocesi a favore delle situazioni di fragilità dovute alla pandemia.

È possibile fare una donazione alla Fondazione san Facio onlus con versamento su:

  • conto corrente bancario
    Banca di Piacenza – via Dante 126 – 26100 Cremona
    IBAN: IT 57 H 05156 11400 CC0540005161
  • conto corrente postale
    68 411 503

intestati a “Fondazione san Facio onlus”. Le donazioni sono deducibili se fatte con bonifico, assegno o versamento postale.

 

Il 18 gennaio in Cattedrale la celebrazione per il 750° della morte di san Facio

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«I conflitti devono essere risolti con il confronto tra le differenze»: don Pisani ricorda Mazzolari nell’anniversario della nascita

L'incontro presso la cascina natale di San Colombano al Boschetto nel pomeriggio di giovedì 13 gennaio

“Né barriere né guerre” con queste parole si è voluto ricordare don Primo Mazzolari nel 132° anniversario della sua nascita presso la cascina di San Colombano, poco distante dalla chiesa parrocchiale del Boschetto (Cremona), nel pomeriggio di giovedì 13 gennaio.

L’incontro, organizzato dalla Tavola della Pace di Cremona, il coordinamento di associazioni che si impegna per promuovere i temi legati alla pace, ha visto l’intervento di don Luigi Pisani, parroco di Bozzolo, che ha introdotto la figura di Mazzolari: «La vita di don Primo si può dividere in due parti, separate dall’esperienza della Prima Guerra Mondiale, esperienza che cambiò profondamente gli ideali patriottici del sacerdote, particolarmente colpito dalla morte del fratello».

«Nel mondo c’è ancora l’idea che una Nazione è rispettata grazie alla sua potenza: don Primo ha scardinato questa idea – ha quindi proseguito don Pisani – un popolo non può essere orgoglioso della potenza dell’esercito e delle armi, ma la capacità di distribuire il benessere e l’attenzione alle differenze: un popolo non dev’essere omologato perché bisogna fare in modo che i diversi vivano insieme».

Da queste premesse del pensiero mazzolariano, quindi la conclusione contro l’utilizzo della guerra: «Le differenze e le disparità devono essere risolte, non con le armi, ma con il confronto e con la politica. Noi dobbiamo essere consapevoli delle decisioni dei nostri: ad esempio noi sappiamo cosa vuol dire usare le armi atomiche? Sarebbe la distruzione del mondo». Ha quindi concluso don Pisani: «Questo è il grande messaggio di pace che don Primo ha iniziato e che tanti suoi contemporanei hanno poi proseguito a sviluppare: abbiamo anche il suo carteggio con don Milani per esempio. Mazzolari fa parte di una bella fetta di mondo cattolico da cui, non solo la Chiesa, ma tutto il mondo può prendere esempio: dobbiamo imparare che non esiste una guerra santa, perché la guerra porta solo a morti e distruzione mentre i conflitti devono essere risolti con il confronto tra le differenze».

A seguire hanno preso la parola altri esponenti in rappresentanza di diverse associazioni: nella differenza degli interventi è stato comune il ricordo degli ideali profetici di pace, amicizia e progresso sociale che caratterizzano il pensiero di don Primo Mazzolari, anche oltre i confini ecclesiali.

Due le sfide principali per il 2022 rilanciate durante il pomeriggio: il disarmo ambientale per riconvertire l’industria militare che è tra i principali fattori di inquinamento e l’adesione al Trattato di abolizione delle armi nucleari dell’Onu entrato in vigore il 22 gennaio 2021, non ha ancora sottoscritto dal governo italiano.

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Fratello Facio: il santo della carità, lavoratore e pellegrino

Nato a Verona intorno al 1196, intorno ai trent’anni Facio, per motivi politici lasciò la sua città d’origine per trasferirsi a Cremona dove esercitò l’attività di orafo. Il suo viaggio a Verona per riconciliarsi con gli avversari lo costrinse per alcuni anni alla prigionia. Rientrò quindi, probabilmente negli anni sessanta del XIII secolo, a Cremona, dove promosse la Confraternita dello Spirito Santo, della quale divenne massaro (cassiere – elemosiniere). Gli obblighi di questo consorzio sono descritti dal suo affiliato di Piacenza: riunione ogni domenica per raccogliere le elemosine che i massari, eletti tra i confratelli, portavano poi ai poveri che si vergognavano di mendicare. Insieme ai membri ordinari dovevano esserci dei penitenti che si consacravano a tempo pieno a questa attività caritativa. Facio portava mantello e barba, segni esteriori della vita penitenziale volontaria. Come Omobono, dunque, si fece “conversus”: da qui si comprende il titolo di “frater” che gli è stato attribuito.

Le caratteristiche della sua santità possono essere sintetizzate sotto tre aspetti: nel lavoro, nel pellegrinaggio e nella carità. La sua fu una vita di preghiera e penitenza, ma la vita di san Facio lega il suo nome al latino “facere”, presentandolo dunque come un santo attivo e modello facilmente imitabile dal laicato. Lavoro che, però, dagli agiografici non è esaltato in se stesso, ma in quanto serve per l’elemosina ed, essendo orefice, a costruire vasi sacri per le chiese. Il pellegrinaggio nel XIII secolo è un mezzo di santificazione privilegiato. Facio sarebbe stato diciotto volte a San Giacomo di Compostela e altrettante volte a Roma, oltre che in altri santuari. Cristo, la Vergine, l’apostolo Pietro erano l’oggetto della sua devozione. La terza direttrice della spiritualità di san Facio è l’aver trasformato, in modo assai intenso negli ultimi otto anni della sua vita, la sua tensione penitenziale, manifestata soprattutto nei pellegrinaggi, in una scelta di servizio ai poveri. Una vita che si colloca anche nelle lotte politiche del suo tempo e nelle quali si schierò come guelfo per il partito della Chiesa.

Facio morì all’alba del 18 gennaio 1272 e questo fu da subito il giorno della sua festa liturgica. Dopo alcuni spostamenti di date, l’ultima riforma del calendario liturgico ha riportato la sua memoria al “dies natalis”, ma poiché la sua azione fu rivolta prevalentemente alla città di Cremona, il suo culto è declinato e la Cattedrale ne conserva le reliquie, l’Ufficio liturgico diocesano ha ritenuto di non inscriverlo come memoria obbligatoria per tutta la diocesi, ma quale memoria facoltativa, indicando che sia ricordato nella città che l’ha accolto, che ha servito e che ne custodisce la sepoltura.

La principale fonte storica sulla vita e i miracoli di san Facio è un manoscritto in scrittura gotica italiana databile tra fine XIII e inizio XIV secolo. L’originale è conservato ad Harvard, mentre a Cremona, in Archivio di Stato, si trova una copia del 1500. La Vita, edita e studiata dallo storico francese André Vauchez, fu tradotta da don Carlo Bellò nel 1972. L’antico documento è annotato da una scrittura notarile che nei margini sottolinea i momenti salienti della vita e numera i miracoli, informando anche che il codice apparteneva all’Ospedale Maggiore di Cremona e che la vita con la raccolta dei miracoli è stata composta dal presbitero Giovanni su commissione di Giovanni Belli arciprete della Cattedrale. Annotazioni che sono da collocare dunque dopo la metà del XV secolo, epoca in cui venne fondato l’Ospedale Maggiore, la cui chiesa settecentesca, conosciuta come Foppone, era intitolata proprio a san Facio.

 

Approfondimento storico-agiografico su san Facio
(a cura di don Daniele Piazzi)

 

Download materiali liturgici:

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La “Colonia de Férias”, il Grest brasiliano di Salvador de Bahia

  Clicca qui per vedere la photogallery completa   È iniziata sabato 8 gennaio nella parrocchia Jesus Cristo Ressuscitado di Salvador de Bahia, in Brasile, l’undicesima edizione della Colônia de Férias, l’analogo del ben noto Grest italiano. È infatti piena estate nel paese brasiliano e per i moltissimi bambini e ragazzi della parrocchia questo era un appuntamento atteso da tempo. Dopo che lo scorso anno, … Continue reading »

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«Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare», Coldiretti Cremona con le scuole per un futuro… buono

  Il futuro della casa comune è in mano ai più giovani. Questo il messaggio che Coldiretti Cremona intende sostenere e promuovere concretamente con il progetto scolastico «Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare», che grazie al contributo del Ministero dell’Istruzione prosegue idealmente il progetto di sensibilizzazione ambientale che l’anno scorso ha coinvolto 70 classi e 1265 alunni nella provincia di Cremona. La presentazione del progetto … Continue reading »

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«Giovani²», la nuova rubrica del Giorno del Signore con i reporter di “Terza Pagina”

I giovani raccontano i giovani: parte questa settimana la collaborazione con la redazione del giornale online nato al Liceo Vida

Da questa settimana c’è una bella novità nella scaletta della trasmissione “Giorno del Signore”, la rubrica tv e webtv di informazione diocesana prodotta dal centro televisivo diocesano.

Tra i servizi che raccontano la vita della Chiesa cremonese, infatti, arriva anche la rubrica intitolata «Giovani²» che inaugura la collaborazione fra TeleRadio Cremona CIttanova, società editrice che cura i contenuti della comunicazione diocesana, l’Ufficio delle Comunicazioni sociali della Diocesi di Cremona e Terza Pagina il giornale online che ogni settimana pubblica notizie grazie al lavoro di 20 studenti del liceo Vida di Cremona guidati dal professor Patrizio Pavesi, direttore della testata.

L’idea della rubrica «Giovani²» nasce dall’incontro tra due realtà nella comune passione per la comunicazione che porta a cercare uno sguardo nuovo sulla realtà. Il punto di vista è quello dei giovani: da un lato i giovani reporter, dall’altro i loro coetanei che raccontano storie di impegno in vari ambiti della vita sociale, culturale, formativa, spirituale…

«È giusto e doveroso che le nuove generazioni si possano mettere in gioco, non si possono accusare di pigrizia se non gli si dà la possibilità di mettersi in gioco – commenta Riccardo Mancabelli, incaricato per la pastorale delle Comunicazioni sociali – e posso dire che ho visto un impegno forte accompagnato da una grande determinazione».

Qualità che i giovani collaboratori di Terza Pagina mettono alla prova confrontandosi con un percorso che li avvicina al mondo del lavoro, e in particolare ad un settore delicato come quello della comunicazione, oggi più che mai cruciale per la costruzione di una società civile capace di abitare il cambiamento valorizzando i valori più sani e positivi della convivenza.

Il professor Patrizio Pavesi, coordinatore del progetto Terza Pagina, ricorda che «quello che viene trasmesso è solamente la punta dell’iceberg del lavoro che è stato fatto. Per raggiungere un buon risultato è stato necessario imparare a muoversi sul campo, superando la timidezza dell’intervista fino saper gestire una registrazione ed un montaggio televisivo. Il guadagno formativo è incalcolabile, anche se manca ancora un po’ di “sicurezza giornalistica”, ma son sicuro che col passare del tempo arriverà in maniera naturale».

I servizi avranno inizialmente una cadenza quindicinale e accompagneranno la storica trasmissione diocesana fino al termine della stagione (la 23ª) portando voci e volti nuovi sugli schermi di smartphone, computer e televisioni: volti e voci che raccontano una generazione capace di mettersi in gioco, di prendersi cura degli altri, dell’ambiente, della città o del paese in cui vivono, di immaginare un futuro migliore… e di farlo insieme. Sono giovani che raccontano i giovani. Sono «Giovani²»

La prima tappa ci porta questo fine settimana ad incontrare i ragazzi del gruppo degli scout Cremona3 dell’oratorio di San Bernardo e le prossime sono già in lavorazione, tra i corridoi del Liceo Vida dove ha sede la redazione di Terza Pagina, gli studi televisivi della Casa della Comunicazione e i luoghi dove tanti giovani, spesso lontani dai clamori della grande cronaca, costruiscono un pezzo alla volta la città che vorremmo abitare.

 Giorno del Signore va in onda sui

• Diocesi di Cremona: sito, pagina facebook, canale youtube e IGTV ufficiali
sabato ore 20.30 

Cremona1:
sabato ore 20.30; domenica ore 7.30 e ore 12.30

TelePace:
sabato ore 20.30;
domenica ore 12.20

 

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Il 16 gennaio l’organista Paolo Bottini ricorda Ponchielli con l’esibizione per il 136° anniversario della sua morte

Evento in programma alle 17.15 presso la chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Agostino di Cremona.

Domenica 16 gennaio è l’anniversario della morte di Amilcare Ponchielli, celebre compositore, organista e docente cremonese, nato a Paderno (poi Ponchielli) e famoso in tutto il mondo per le sue opere, che lo portarono ad essere considerato, nel suo periodo, primo compositore d’Italia e uno dei maggiori della storia del Bel Paese. Morto nel 1886, a soli 51 anni, per un’improvvisa broncopolmonite, sono ormai passati 136 anni dalla sua dipartita, ed è tradizione ricordarne le composizioni in questa giornata. Continue reading »

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Laudato si’, il 22 gennaio incontro all’oratorio di Piadena

L'evento, promosso dal Gruppo diocesano Laudato si' insieme all’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale, guarderà anche al discusso tema dell’autostrada Cremona-Mantova

Il Gruppo diocesano Laudato si’ e l’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro organizzano, nel pomeriggio di sabato 22 gennaio, alle 16.30 presso l’oratorio di Piadena, un incontro per approfondire la conoscenza dell’enciclica di Laudato si’ di Papa Francesco, campanello d’allarme mondiale perché tutta l’umanità prenda coscienza della distruzione che l’uomo sta causando all’ambiente e ai suoi simili.

Lo stile che il Papa propone è quello del dialogo «con tutte le persone che abitano questo pianeta», ed è proprio nel dialogo con gli altri che si fonda la proposta della Laudato si’, che pone l’ecologia integrale come fulcro di interesse, affinché essa sia «un’ecologia che integri il posto specifico che l’essere umano occupa in questo mondo tenendo in considerazione le relazioni con la realtà che lo circonda. L’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi e urbani, dalla relazione di ciascuna persona con se stessa e con gli altri».

L’incontro porterà all’attenzione alcune domande fondamentali che oggi necessitano più che mai di una risposta: che cosa vuol dire prendersi cura della casa comune? come farlo? Quale idea di sviluppo abbiamo per il nostro territorio? Alla luce di questi interrogativi e dell’enciclica del Papa troverà grande spazio un tema che interessa molto il territorio cremonese: la costruzione dell’autostrada Cremona-Mantova.

Questo primo momento di discussione attiva non sarà certo l’ultimo, infatti continuerà rivolto alla cura della casa comune, nello spirito dell’ecologia integrale, sperimentando un momento di cittadinanza attiva e produttiva.

Vista la situazione sanitaria, per accedere all’incontro sarà necessario presentare il Green Pass, indossare la mascherina FFP2 e rispettare il distanziamento.

Locandina dell’incontro

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