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Gmg, in serata l’arrivo dei cremonesi a Graz

Nel loro viaggio verso Katowice i 125 giovani, guidati dal vescovo Antonio, faranno tappa nella seconda città dell'Austria

Giungeranno in serata a Graz i 125 giovani cremonesi che parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia, la città di Giovanni Paolo II. Alle ore 14 un pullman è partito da Cremona e  uno da Cassano d’Adda (con sosta a Brignano Gera d’Adda) alla volta della terra polacca. Si tratta di un primo gruppo di cremonesi che vivrà, prima delle giornata celebrative con Papa Francesco, un gemellaggio con Katowice, importante città della regione storica della Slesia, nel Sud del Paese, sui fiumi Kłodnica e Rawa, non lontana da Cracovia. Con loro il vescovo Antonio, il responsabile della pastorale giovanile don Paolo Arienti e diversi altri sacerdoti.

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Don Sozzi a Pandino e don Marco Bosio a Viadana

Entrambi sono stati nominati dal vescovo Napolioni collaboratori parrocchiali

Durante le celebrazioni eucaristiche di domenica 24 luglio sono stati comunicati, nelle parrocchie interessate, due provvedimenti riguardanti altrettanti sacerdoti cremonesi. Don Fabio Sozzi, finora vicario di Viadana e Buzzoletto, con decreto datato 18 luglio, è stato nominato dal vescovo Napolioni collaboratore della parrocchia «S. Margherita vergine e martire» in Pandino, mentre don Marco Bosio, finora vicario a Vescovato-Ca’ de’ Stefani-Pescarolo-Pieve Terzagni-Gabbioneta-Binanuova, è stato nominato, sempre con decreto datato 18 luglio, collaboratore delle parrocchie «S. Maria Assunta e S. Cristoforo», «S. Maria Annunciata», «SS. Martino e Nicola», «S. Pietro apostolo» in Viadana e «Spirito Santo» in Buzzoletto di Viadana.

BIOGRAFIA DEI SACERDOTI INTERESSATI ALLE NOMINE

Don Fabio Sozzi è nato a Cremona il 29 maggio 1976 ed è stato ordinato sacerdote il 12 giugno 2004 mentre risiedeva nella comunità parrocchiale di San Lorenzo Aroldo. È stato vicario a Bozzolo dal 2004 al 2010, quindi il trasferimento, sempre come vicario, nella comunità di San Pietro a Viadana. Nel 2014 è diventato vicario anche delle altre parrocchie viadanesi di S. Maria Assunta e S. Cristoforo, S. Maria Annunciata e Ss. Martino e Nicola. Nel 2015 è divenuto anche vicario della comunità dello Spirito Santo in Buzzoletto, frazione di Viadana. Ora mons. Napolioni lo ha scelto come nuovo collaboratore parrocchiale a Pandino.

Don Marco Bosio è nato a Soresina l’8 luglio 1979 ed è stato ordinato sacerdote l’11 giugno 2005 mentre risiedeva nella parrocchia di Cumignano sul Naviglio. È stato vicario a Brignano Gera d’Adda dal 2005 al 2011, quindi collaboratore parrocchiale a Roncadello, Cicognara e Cogozzo dal 2012 al 2013. Dal 2013 è vicario a Vescovato-Ca’ de’ Stefani-Binanuova-Gabbioneta. Nel 2014 è divenuto vicario anche di Pescarolo e Pieve Terzagni. Ora mons. Napolioni lo ha scelto come nuovo collaboratore delle parrocchie di Viadana e Buzzoletto.

Tutte le nomine del vescovo Napolioni

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«Come luce nel mondo»: il nuovo anno oratoriano prende forma

Nel suo messaggio il Vescovo indica tre proposte: il Sinodo dei giovani, le settimane comunitarie da vivere negli oratori e la centralità del discorso della montagna. Intervista a don Arienti

Com’è consuetudine nel pieno dell’estate l’ufficio di pastorale giovanile ha già pronto buona parte del materiale per il prossimo anno oratoriano, compreso il primo messaggio del vescovo Antonio che sottolinea come l’oratorio «debba essere una palestra per affrontare la strada della vita, una casa in cui allenarsi ad essere in comunione e dialogo con tutti, un faro per tracciare nuove rotte nella complessità del futuro». Nella sua missiva il presule richiama tre proposte: il Sinodo dei giovani, le settimane comunitarie da vivere negli oratori e la centralità del discorso della montagna da meditare e concretizzare nel vissuto quotidiano. Lo slogan del 2016-2017 sarà «Come luce nel mondo. La chiamata giovane al Vangelo». A tal proposito abbiamo posto alcune domande a don Paolo Arienti.

Leggi il messaggio del Vescovo Antonio

Don Paolo, è pronto il materiale per il prossimo anno oratoriano?
«Quasi. Stiamo lavorando e continueremo a farlo anche dopo la GMG per concludere la sussidiazione utile prima delle feste degli Oratori e per la programmazione. In generale però le linee guida e le indicazioni principali, a partire dal messaggio del Vescovo Antonio, il primo da lui firmato per la pastorale giovanile diocesana, ci sono. Continueremo a riflettere sui passaggi immediatamente successivi alle Beatitudini, oggetto dell’anno oratoriano 2015-2016. Ci concentreremo sulle metafore della luce, del sale e della città costruita sul monte: Gesù chiarisce nel Discorso della Montagna che la luce è fatta perché illumini, il sale perché non perda il sapore e la città sul monte perché non cada nel paradosso dell’inevidenza».

Quindi continuità?
«Sì, come a voler procedere con una lettura la più fedele possibile del Discorso: dopo aver ascoltato le Beatitudini e aver colto la loro connessione con le opere di misericordia nell’anno giubilare, insistiamo ancora sullo stile cristiano, sull’atmosfera educativa dei nostri ambienti e su proposte belle, di senso e di pienezza. Le tre metafore costituiscono un bel banco di prova per la catechesi, l’animazione e i percorsi della pastorale giovanile, ma sono anche gioco favorevole al Sinodo che il Vescovo Antonio desidera far partire».

A proposito di Sinodo… qualche idea c’è già…
«Teniamo presenti due linee che il Vescovo ha consegnato da subito: il Sinodo come processo da costruire con i giovani e la necessità di una convergenza di comunione. Il Sinodo in altre parole ci metterà alla prova sulla voglia di lavorare insieme e di ragionare sul futuro dei giovani non senza di loro e non sulla loro testa, coivolgendo soprattutto i responsabili degli Oratori, gli educatori e i giovani stessi come soggetti primi di ascolto, analisi ed elaborazione. Il primo anno sarà dedicato proprio all’ascolto e alla costruzione dei percorsi, mentre il secondo (2017-2018) ci vedrà concentrati sull’elaborazione più diretta di pensieri e prospettive: qui i giovani, aiutati da sacerdoti e educatori, costituiranno la vera  e propria assemblea sinodale. Mons. Napolioni immagina anche un terzo anno, o meglio un “terzo giorno”, sostanzialmente permanente, quello della ricaduta nella prassi pastorale delle considerazioni condivise. In generale, sin dal primo anno sarà essenziale il clima di  condivisione e di aiuto reciproco: non pensiamo a eventi che possano sovraccaricare i calendari pastorali, ma alle occasioni di formazione, incontro e confronto già in essere nella pastorale giovanile diocesana riorientate all’attenzione sinodale. Il tema generale sarà il futuro dei giovani e con i giovani in questa Chiesa. Anche il rientro dalla GMG, come accenna il Vescovo nella chiusura del Messaggio, sarà un volano importante: stiamo già pensando a delle forme/occasioni di racconto e condivisione».

Tornando alla sussidiazione dell’anno, qualche anticipazione?
«Il numero estivo del Mosaico è pronto e viene inviato a tutte le parrocchie in formato digitale. La pagina interna, come di consueto, ospita una serie di suggestioni per la programmazione e molti sono i rimandi ad iniziative e percorsi classici in diocesi, come quelli di Traiettorie di sguardi, dei Frati cappuccini, delle Adoratrici di Rivolta, dell’Azione Cattolica e del CSI. La Focr predisporrà entro agosto i due sussidi maggiori: “Cittadini del cielo” per i giovani e “Gente che dà sapore” per gli adolescenti, suggestioni culturali e catechistiche utili perché modulari e libere, gratuitamente utilizzabili dal sito e adattabili alle situazioni locali. Come sempre, tutti i materiali saranno disponibili in formato grafico e scaricabili direttamente dal sito. Verranno poi predisposti i materiali per gli educatori e gli strumenti di coinvolgimento delle Parrocchie (schemi di preghiera e tracce per le Feste degli Oratori…), appena dopo la GMG».

 

Il materiale da scaricare:

 

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Don Compiani confermato assistente dell’Università Cattolica di Piacenza-Cremona

Il provvedimento è stato preso dalla Presidenza della CEI durante la sessione del 15 giugno scorso

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, nella sessione del 15 giugno 2016, ha confermato il sacerdote cremonese don Maurizio Compiani assistente ecclesiastico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza-Cremona, per un ulteriore triennio (1° settembre 2016 – 31 agosto 2019).

Don Maurizio Compiani è nato a Castelleone il 20 settembre 1960. Ordinato sacerdote il 24 giugno 1984 ha iniziato il proprio ministero pastorale in qualità di vicario nella parrocchia “S. Maria Annunciata” in Viadana. Insegnante presso il Seminario vescovile di Cremona (1990-1999), nel 1998 è stato nominato parroco di “S. Alessandro Martire” in Fengo, frazione di Acquanegra Cremonese.

Dal 1999 al 2003 è stato in Albania come “fidei donum”, svolgendo anche (dal 2000 al 2003) l’incarico di responsabile del Seminario interdiocesano maggiore nella diocesi di Scutari. Al rientro in Italia gli è stata affidata la comunità “Ss. Nazario e Celso in S. Giuseppe” nel quartiere Cambonino di Cremona, di cui è stato parroco sino al 2005.

Dal 2005 al 2008 don Compiani è stato responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale, incaricato per la formazione spirituale delle ACLI e per la pastorale universitaria, essendo nel frattempo impegnato come docente di Teologia presso la sede cremonese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto interdisciplinare di Scienze religiose “S. Ilario di Poiters” di Parma. Dal 2005 al 2010 è stato anche assistente diocesano della F.U.C.I. e del M.E.I.C..

Dal 2010 al 2011 è stato pro-rettore dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia.

Dal 2012 è responsabile della pastorale universitaria e dal 2013 è assistente spirituale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore delle sedi di Piacenza-Cremona.

Il 16 giugno 2016 mons. Napolioni lo ha confermato come incaricato della pastorale universitaria e lo ha nominato incaricato dell’apostolato biblico.

Laureato in Sacra Scrittura, dal 2007 insegna esegesi presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose delle diocesi di Crema-Cremona-Lodi e in quello di Mantova, oltre che all’istituto teologico e filosofico del Seminario di Scutari in Albania.

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Suore Adoratrici in Terra Santa nell’Anno della Misericordia

Dal 21 al 28 luglio una trentina di religiose vivranno un intenso percorso di fede guidate da don Compiani e don Anselmi

Oltre trenta suore Adoratrici del Santissimo Sacramento di Rivolta d’Adda sono partite giovedì 21 luglio per la Terra Santa per vivere un intenso pellegrinaggio guidato dal biblista cremonese don Maurizio Compiani e da don Claudio Anselmi, responsabile diocesano della pastorale scolastica. Un evento di fede particolarmente atteso in questo Anno della Misericordia che coincide per molte religiose con un particolare anniversario di vita religiosa.

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Per la prima volta nella Cattedrale di Cremona grande concerto della Cappella Sistina, il coro del Papa

La prestigiosa compagine terrà un concerto il 1° ottobre alle 21 in Cattedrale in occasione di CremonaFiere-MondoMusica

Un evento senza precedenti per la città di Cremona. Il prossimo 1° ottobre, alle ore 21, in Cattedrale, si terrà un concerto della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”, diretta dal maestro mons. Massimo Palombella. Il “coro del Papa” – che giunge a Cremona per la prima volta – proporrà lo stesso programma registrato un paio d’anni fa per la prestigiosa casa discografica Deutsche Grammophon e comprendente brani della grande polifonia romana cinquecentesca, da Palestrina a Da Victoria, Allegri, Anerio e Orlando di Lasso.

La presenza della Cappella “Sistina” si inserisce in un progetto di CremonaFiere-MondoMusica, grazie alla collaborazione di don Giuseppe Ferri e Marco Ruggeri, consulenti artistici e promotori dell’evento. La manifestazione è sostenuta dalla generosità di una cordata di sponsors.

Il concerto in Cattedrale si pone al centro di una serie di iniziative di grande spessore: un Convegno Internazionale, una Masterclass per direttori di coro e cantori e la S. Messa conclusiva. Lo stesso 1° ottobre, infatti, al mattino, nella sede di MondoMusica, si terrà il VII Seminario Internazionale sulla musica liturgica avente per tema: «Ut unum sint: la musica come elemento di unità tra i cristiani».

Il Convegno, organizzato come gli scorsi anni da don Ferri e Ruggeri, prevede il saluto del vescovo Antonio Napolioni, e gli interventi di mons. Arthur Roche, segretario della Congregazione vaticana per il Culto Divino e quelli dei direttori di tre prestigiosi cori di ambito luterano, anglicano e cattolico: il maestro Matthias Grünert, direttore del coro luterano della Frauenkirche di Dresda; il maestro James O’Donnel, direttore del coro anglicano dell’Abbazia di Westminster e, infine, il maestro Massimo Palombella, per la Cappella Sistina.

Il tema del Convegno è in piena linea con l’obiettivo che papa Francesco ha affidato alla Cappella Sistina e alla musica di cui essa è portavoce: porsi al mondo come segno concreto dell’unità dei cristiani. La musica infatti giunge facilmente laddove la teologia stenta ad arrivare: l’arte dei suoni, nelle sublimi armonie dei grandi maestri della storia musicale, sa abbattere barriere e unire i fedeli nel segno della bellezza. Tale progetto dell’ecumenismo attraverso la musica si è già sviluppato negli anni scorsi tramite concerti della Cappella Sistina a Westminster, a Lipsia e a Mosca, con scambi e incontri memorabili. Il Seminario di Cremona del prossimo 1° ottobre si inserisce dunque in tale percorso ecumenico fermamente voluto da papa Francesco.

Ma la manifestazione cremonese avrà anche un inaspettato risvolto didattico: il giorno successivo, domenica 2 ottobre, presso la chiesa cittadina di S. Agostino, si terrà una Masterclass (ore 14.30-16.30) dell’Ensemble Vocale della Cappella Sistina, un gruppo di 12 cantori sempre diretti da Massimo Palombella, che si produrranno in una sorta di “prove aperte”, ossia una lezione teorico-pratica rivolta a direttori di coro, cantori e appassionati di musica sacra. Il titolo dell’incontro – Dal segno grafico al segno sonoro: elementi di interpretazione della polifonia alla luce del Concilio Vaticano II – è molto accattivante e di grande interesse per chi si occupa di musica sacra e dell’attività liturgica corale.

Al termine della Masterclass, l’Ensemble della Cappella Sistina allieterà con la propria arte la S. Messa delle ore 17, sempre presso la chiesa di S. Agostino.

Scarica la locandina

Note storiche

La Cappella “Sistina” deve questo nome al luogo della sua sede, la celeberrima chiesa a fianco della basilica vaticana (ove si raduna il conclave per l’elezione dei papi), e al papa Sisto IV che nel 1471 ne definì l’organizzazione. Ma il coro esisteva già da oltre un millennio, fin dai primi secoli dell’era cristiana, tanto che senza dubbio può essere considerato il più antico coro del mondo ancora in attività.

Suoi cantori e direttori sono stati tra i maggiori compositori della storia: Giovanni Pierluigi da Palestrina, Luca Marenzio, Cristóbal de Morales, Costanzo Festa, Josquin Desprès e Jacob Arcadelt. In tempi più recenti, essa ha vantato i due maggiori compositori di musica sacra del Novecento: Lorenzo Perosi e Domenico Bartolucci, il cui magistero è durato complessivamente un secolo, dal 1898 al 1956 con Perosi, dal 1957 al 1997 con Bartolucci. Dal 1997 al 2010 il coro è stato diretto da Mons. Giuseppe Liberto. Il 16 ottobre 2010 S.S. Benedetto XVI ha nominato Mons. Massimo Palombella Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”.

Il coro è composto da 20 cantori adulti stabili, con l’inserimento a seconda delle situazioni di alcuni cantori aggiunti, e da circa 35 ragazzi cantori (i Pueri Cantores) che costituiscono la sezione di voci bianche della Cappella Musicale.

Oltre al suo principale impegno nell’ambito della Liturgia Papale, la Cappella “Sistina”, sia nella sua completezza che con la sola sezione di voci bianche, svolge attività concertistica in tutto il mondo dove attraverso attraverso il patrimonio storico della musica per la Liturgia attua, secondo il suo primo mandato, un’opera di Evangelizzazione.

Sotto la direzione del Maestro Massimo Palombella la Cappella “Sistina” ha iniziato a pubblicare in esclusiva con l’etichetta discografica Deutsche Grammophon, con la quale ha presentato nel 2015 il CD Cantate Domino. La Cappella Sistina e la musica dei papi; il prossimo ottobre verrà presentato un secondo CD contenente la celebre Missa Papae Marcelli.

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Nomine, don Gaiardi a S. Felice, don Gandioli a S. Abbondio e don Agnelli alle Acli

Nuovi provvedimenti del vescovo Antonio Napolioni annunciati domenica 17 luglio

Nuovi provvedimenti del vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, riguardanti alcuni sacerdoti cremonesi e comunicati alle rispettive comunità al termine delle celebrazioni eucaristiche di domenica 17 luglio. Don Gianluca Gaiardi,  finora vicario parrocchiale di «S. Maria Immacolata e S. Zeno» in Cassano, è stato nominato, con decreto datato 13 luglio 2016, parroco di «S. Felice martire» e «S. Savino vescovo» in Cremona al posto di don Claudio Rossi trasferito a Torre de’ Picenardi. Don Francesco Gandioli, sacerdote novello originario di Gallignano, frazione di Soncino, è stato nominato, con decreto datato 14 luglio 2016, vicario di Sant’Abbondio in Cremona: riceverà il testimone da don Francesco Cortellini, nuovo vicerettore del Seminario. Infine a don Antonio Agnelli, parroco di Corte de’ Frati,  con decreto del 14 luglio 2016, è stata affidato anche l’incarico di accompagnatore spirituale delle Acli cremonesi.

 

BIOGRAFIA DEI SACERDOTI INTERESSATI ALLE NOMINE

Don Gianluca Gaiardi è nato ad Orzinuovi (Brescia) il 21 dicembre 1971 ed è stato ordinato sacerdote il 22 giugno 1996 mentre risiedeva nella comunità di Soncino. È stato vicario a Covo dal 1996 al 2000, quindi a Brignano Gera d’Adda dal 2000 al 2005 e a Vailate dal 2005 al 2009. Dal 2009 era vicario nella comunità di S. Maria Immacolata e S. Zeno in Cassano d’Adda. Il 16 giugno 2016 mons. Napolioni lo ha nominato incaricato diocesano dei beni e delle attività culturali. Ora gli ha anche affidato la guida delle comunità di San Felice e San Savino in Cremona.

Don Francesco Gandioli, nato il 21 febbraio 1989 a Chiari (Bs), è originario della parrocchia S. Pietro Apostolo in Gallignano. Diplomato presso il liceo classico Racchetti di Crema, nel settembre del 2009 è entrato in Seminario, nella classe di Propedeutica. Durante gli anni di formazione ha prestato servizio pastorale nelle parrocchie di S. Francesco d’Assisi in Cremona, nell’unità pastorale di Pozzaglio-Castelnuovo Gherardi-Olmeneta-Casalsigone e in quella di Azzanello-Barzaniga-Casalmorano-Castelvisconti-Mirabello Ciria. Inoltre ha collaborato con il Centro diocesano vocazioni, prestando inoltre servizio presso la Casa della Speranza di Cremona. Ha svolto alcuni esperienze estive insieme agli studenti del Liceo Vida in Albania e a sostegno degli utenti della cooperativa sociale Gamma. Il 26 settembre 2015 don Gandioli è stato ordinato diacono dal vescovo Dante Lafranconi e nell’anno pastorale 2015/2016 ha prestato il proprio servizio diaconale, dal venerdì pomeriggio alla domenica sera, nelle comunità di Vicomoscano-Casalbellotto-Quattrocase-Fossa Caprara, guidate da don Ottorino Baronio. L’11 giugno 2016, nella Cattedrale di Cremona, mons. Antonio Napolioni lo ha ordinato sacerdote. Ora il presule lo ha scelto come nuovo vicario di Sant’Abbondio in città al posto di don Francesco Cortellini che è stato nominato vicerettore del Seminario.

Don Antonio Agnelli è nato a Isorella (Brescia) il 21 luglio 1957 ed è stato ordinato sacerdote il 19 giugno 1982 mentre risiedeva nella comunità di Scandolare Ripa d’Oglio. È stato vicario nella comunità «Beata Vergine di Caravaggio» in Cremona dal 1982 al 1983 e poi a Casalbuttano dal 1983 al 1995. Quindi la promozione a parroco di Dosimo e Quistro dal 1995 al 2004. Dal 2004 è parroco di Corte de’ Frati, incarico che manterrà accanto a quello nuovo di accompagnatore spirituale delle Acli cremonesi. Don Agnelli, autore di numerosi libri di teologia ed esperto della figura di mons. Oscar Romero, è laureato in teologia dogmatica.

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I numeri di Cracovia: oltre 600 i giovani della diocesi iscritti alla GMG

Partiranno scaglionati nei due gruppi, martedì 19 e sabato 24 luglio e saranno ospitati nelle famiglie polacche

Sono 604 i giovani che stanno ultimando i preparativi per la partenza verso la GMG di Cracovia. Culmine di questo viaggio sarà la Veglia con il Santo Padre che incontrerà i ragazzi da tutto il mondo sabato 30 luglio nel Campus Misericordiae: secondo gli organizzatori saranno oltre un milione e mezzo.

Momento tutto nuovo in questa Giornata mondiale della gioventù un pellegrinaggio pensato in occasione di questo particolare anno santo: la visita al Santuario della Divina Misericordia sulla collina di Łagiewniki con la Messa degli italiani nella spianata davanti alla chiesa, prevista per mercoledì 27 luglio.

I giovani cremonesi avranno la possibilità di vivere l’esperienza unica della GMG in due modalità diverse: un primo gruppo partirà martedì 19 luglio per un’interessante gemellaggio con la diocesi di Katowice. Con loro anche il vescovo Antonio che vivrà anch’egli queste particolari giornate di incontri e di scambio culturale. Un secondo gruppo partirà invece domenica notte, per essere a Cracovia lunedì 25 luglio.

Tutti i partecipanti, durante la settimana dal 25 al 31 luglio, saranno ospiti delle famiglie polacche che si sono rese disponibili ad accoglierli; in particolare risiederanno presso i parrocchiani di Wola Batorska, comunità a circa 30 km da Cracovia.

 

Partecipanti al gemellaggio con Katowice

In 125 parteciperanno al gemellaggio con la diocesi di Katowice, dal 19 al 24 luglio. Circa 90 sono i giovani che provengono da fuori città:

  • 10 da Acquanegra-Fengo,
  • 4 da Torre de’ Picenardi,
  • 10 da Vescovato,
  • 4 da Solarolo,
  • 8 da Motta e Scandolara Ravara,
  • 1 da Trigolo,
  • 6 da San Matteo delle Chiaviche,
  • 28 da Brignano Gera d’Adda,
  • 9 da Soresina,
  • 4 dalla parrocchia di San Zeno di Cassano,
  • 1 da Dosimo,
  • 2 da Pizzighettone

Per quanto riguarda i giovani della città, invece, parteciperanno 2 giovani di San Giuseppe al Cambonino e in 20 da Sant’Agata e Sant’Ilario. Partiranno martedì 19 anche 5 collaboratori della FOCr, insieme a don Paolo Arienti, responsabile dell’intera esperienza.

 

Gruppi che aderiscono solo alla settimana della GMG

Altri 479 raggiungeranno la Polonia la settimana successiva, arrivando a Cracovia il 25 luglio. Sono:

  • 1 da Scandolara,
  • 7 dalla parrocchia dell’Annunciazione di Cassano
  • 1 da Motta Baluffi,
  • 10 da Castelverde
  • 5 da Sospiro
  • 8 da Fontanella,
  • 15 da Casalmaggiore
  • 9 da Viadana
  • 7 da Cicognara
  • 26 da Caravaggio
  • 1 da Dosimo,
  • 14 da Covo
  • 25 giovani dalla Zona 3
  • 19 da Castelleone
  • 8  da Pizzighettone,
  • 7  da Rivolta d’Adda,
  • 56 della Zona 2
  • 12 da Bozzolo e Rivarolo del Re

Dalla città 3 giovani parrocchiani di San Giuseppe al Cambonino, 12 da San Michele Vetere, 9 da Sant’Ambrogio, 20 da San Francesco e 2 dalla Beata Vergine di Caravaggio.

Parteciperanno solamente alla Veglia e alla Messa di domenica 31 luglio altri 29 giovani e 140 neocatecumenali.

In tutti i sacerdoti saranno una ventina, la maggior parte vicari d’oratorio.

Il programma delle due proposte della FOCr con le informazioni necessarie per il viaggio

#lamiagmg: il concorso della pastorale giovanile e del nostro portale

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Quali scenari per la Turchia, «terra santa della Chiesa»?

La riflessione di don Roberto Rota, responsabile del segretariato diocesano pellegrinaggi

Fin dall’inizio della guerra in Siria (2011) e nel momento in cui le potenze occidentali prendono coscienza del pericolo del califfato di Al Bagdadi (2014), la Turchia non assume una posizione chiara: da una parte si schiera con i ribelli anti-Assad, dall’altra sembra guardare di buon occhio allo  sviluppo territoriale dello stato islamico, tanto da favorire il libero passaggio del proprio confine a tutti quelli che desiderano unirsi alle milizie che combattono per il califfato, nel nord dell’Irak. Contemporaneamente il governo porta avanti una campagna di accuse contro le popolazioni curde, colpevoli di destabilizzare il paese. A loro infatti vengono addebitate le responsabilità di una serie di attentati ad Ankara, Istanbul e in altri centri minori, tra il 2104 e il 2015.

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