Category Archives: News

Gemellaggio terremoto/34. Voglia di esserci e di servire

Il diario dello staff della Pastorale giovanile cremonese per un giorno sui luoghi del sisma

Cremona, 1° marzo 2017

La giornata inizia presto a Cremona. Si parte quando ancora il sole non è sorto con l’aspettativa e l’emozione di vivere una giornata piena, intensa. Con me don Paolo Arienti e altri cinque giovani legati alla pastorale giovanile e dalla voglia di esserci e di servire.

Arriviamo a Pian di Pieca e subito ci accolgono Nicoletta e Fermano, i due operatori di Caritas Cremona e Crema che si alternano nel lavoro al campo base, allestito proprio in fianco alla chiesa del paese. Consegniamo i pacchi con alcuni vestiti e incontriamo, insieme a loro, don Luigi, il parroco oltre che responsabile della Caritas di Camerino-S. Severino, la più colpita tra le quattro diocesi marchigiane coinvolte dal terremoto del 30 ottobre scorso.

Partiamo immediatamente verso la prima tappa della giornata: la visita al paese di Pian di Pieca, e in particolare alla chiesa e alla casa parrocchiale, nel centro abitato.

“È piena zona rossa questa”, ci dicono. Non potremmo nemmeno passare. Ma come fanno le persone a rendersi conto di che cosa vuol dire davvero il terremoto se non toccano con mano?

Una transenna e poi un paese fantasma, vuoto, quasi una scena da far west. Case che stanno ancora in piedi, ma su ogni porta troviamo l’avviso del comune “obbligo di abbandono dell’abitazione”. Chiediamo, ci informiamo e ci dicono: “Vedete quella crepa a X?. Lì è da buttar giù e ricostruire da capo”. Non se ne salva una.

Incontriamo una donna venuta a dar da mangiare al suo gatto, si ferma e ci parla: è la prima testimonianza diretta che raccogliamo e percepiamo subito il sospiro di affanno, la nostalgia per la vita che c’era prima in quel paese così grazioso, la difficoltà del trovarsi adesso a vivere in cinque nella casa di sua mamma, che prima viveva sola.

Seguiamo don Luigi, che ci porta nella sua casa parrocchiale e a visitare la chiesa del paese: del campanile non resta che un metro. Il resto durante la scossa era finito sopra la casa del parroco sfondando porte, finestre, pareti, fin nel suo studio, dove lui si trovava quella terribile notte.

Ci accompagna poi nella chiesa, piccolo gioiello in pietra a vista e capriate lignee tipicamente marchigiana con affreschi del ‘300 e del ‘400. È crollata parte della parete laterale e della copertura. “E la Sovrintendenza?” chiediamo. “Hanno le mani legate – ci risponde -. Non sanno che cosa fare. Ma non mi interessa, questa chiesa va ricostruita, assolutamente”.

Ritorniamo alle macchine e andiamo a visitare la cascina di un allevatore che tenta di portare avanti il suo lavoro nonostante le condizioni davvero difficili; ci prova: “ci si da’ una mano”. È un’intera comunità a darsi una mano.

Di nuovo sui mezzi per raggiungere il comune principale della zona San Ginesio che, come recita il cartello all’entrata del paese, è “uno dei borghi più belli d’Italia”. Quanti altri ne incontreremo sulla strada. Il volto più bello della nostra Italia è rimasto sfregiato da queste ripetute scosse; tra quanto potrà tornare a sorridere?

Raggiungiamo l’asilo del comune per portare alcune maschere di carnevale ai bambini: insieme alle maestre sorridono e ringraziano.

Poi facciamo un giro per il paese dove la vita sembra voler riprendere, non tanto tra le macerie, ma nel silenzio assordante degli edifici inagibili. Ci accorgiamo che ci sono spiragli di luce in grado di passare anche attraverso queste crepe. È una giornata di sole stupenda e i nostri accompagnatori ci portano al belvedere del paese, una vista che arriva quasi fino al mare.

Torniamo per pranzo al campo base della Caritas dove ascoltiamo altre storie, conosciamo nuove persone, tutte raccolte attorno al tavolo del salone della parrocchia dove qualche mese fa, nelle prime ore dell’emergenza, dormivano i terremotati in attesa di una sistemazione.

Salutiamo Nicoletta e don Luigi e risaliamo sul pulmino, accompagnati da Fermano in direzione Scopoli, paese umbro a pochi chilometri da Assisi e da Norcia. Nel tragitto passiamo attraverso altri paesi, o meglio, attraverso i corridoi di transenne che delimitano le strade che corrono attraverso questi piccoli paesi. Sono decide e decine, e pensare che dai telegiornali ci aspettavamo che il terremoto avesse colpito al massimo sei o sette città. Si parla di più di un centinaio di comuni colpiti, luoghi in cui non si può più abitare, luoghi senza più vita.

Arriviamo a Scopoli, qui resta una ventina di casette di legno che erano state montate per il terremoto del 1997 e che adesso stranamente risultano inutilizzate. Gli abitanti del posto e la proprietaria dell’associazione che le possiede vorrebbero che venissero sfruttate e proprio per questo si pensa a progetti e attività che possano portare i ragazzi di Cremona in quelle zone, magari durante le esperienze estive degli oratori.

Si fa sera e si torna a Cremona passando per Foligno. Che cosa rimane? La consapevolezza che la vita non si arrende alla tragedia.

 

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Giovanni Mazzolari
Gruppo collaboratori FOCr

Speciale terremoto con il diario dei giorni precedenti

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Il nuovo libro di don Bignami:«Un’arca per la società liquida»

Già in libreria da alcune settimana sarà presentato il 21 aprile in Comune alla presenza dell'onorevole Enrico Letta

In una società liquida che sembra rinunciare ai tradizionali punti di riferimento l’etica può essere considerata un’arca di Noè costruita attorno alla fraternità, al bene comune e alla cura. La bussola per la navigazione è offerta da papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, dove si ricorda che l’unità «prevale sul conflitto», che il tutto «è superiore alla parte», che «il tempo è superiore allo spazio» e che la realtà «è più importante dell’idea». È questa la strada che don Bruno Bignami, sacerdote cremonese, teologo morale e presidente della Fondazione Mazzolari, percorre nel suo ultimo libro  «Un’arca per la società liquida» edito dai Dehoniani. Bignami offre due piste di riflessione: una fa riferimento ai fondamenti etici della vita sociale e l’altra analizza alcuni temi su cui si misura il cambiamento d’epoca in atto. La convivenza, sostiene l’autore, va rifondata a partire da alcuni snodi concreti: un nuovo rapporto tra la coscienza morale e le leggi, una fraternità vissuta a partire dai beni comuni e dalla condivisione, una pace «giusta» e, da ultimo, stili di vita capaci di incarnarsi concretamente nella realtà.

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Successo a Bozzolo per «Nostro Fratello Giuda»

La famosa omelia di don Mazzolari è stata messa in scena il 3 marzo dal maestro Giuseppe Pasotti

Chiesa arcipretale di San Pietro a Bozzolo gremita nella serata di venerdì 3 marzo con la presentazione di don Gianni Macalli dell’applaudita anteprima della nuova produzione teatrale del maestro Giuseppe Pasotti.  L’uomo di teatro di Concesio, il centro bresciano che ha dato i natali a Paolo VI, accompagnato dall’interprete Maddalena Ettori e da Morris e il suo corpo di ballo con scenografie e audio di Mario Bresciana, ha messo in scena “Nostro fratello Giuda”. Opera tratta dall’omelia di don Primo Mazzolari del Giovedì Santo, 3 aprile 1958, registrata personalmente dal segretario della Fondazione Mazzolari Giancarlo Ghidorsi, allora quindicenne, su magnetofono Geloso.

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Giornata europea dei Giusti: don Mazzolari nel Giardino Virtuale di Gariwo

La presentazione lunedì 6 marzo a Palazzo Marino, a Milano

Nel pomeriggio di lunedì 6 marzo, nel contesto della Giornata europea dei Giusti, sarà ufficialmente presentato a Milano il Giardino Virtuale “Giusti del Monte Stella” di Gariwo. L’incontro, in programma a Palazzo Marino, vedrà anche la consegna delle pergamene alle figure che vi saranno onorate e tra queste il sacerdote cremonese don Primo Mazzolari, di cui si aprirà presto il processo di beatificazione. Continue reading »

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Convenzione tra Comune di Cremona e l’Associazione che riunisce le scuole paritarie

Previsto un contributo di 200mila euro finanziato con stanziamenti del Piano annuale comunale dei servizi in materia di diritto allo studio per l’anno scolastico 2016/2017

Sottoscritta nella mattinata di venerdì 3 marzo la convenzione tra il Comune di Cremona e l’Associazione A.D.A.S.M. – F.I.S.M. Scuole Materne Paritarie (Associazione delle Scuole per l’Infanzia a gestione autonoma). Per il Comune era presente la vicesindaco con delega all’Istruzione, Maura Ruggeri, per l’A.D.A.S.M. – F.I.S.M. Scuole Materne Paritarie il presidente Sergio Canevari. Continue reading »

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Mercoledì delle Ceneri, il Vescovo: «Andiamo insieme a Gerusalemme»

Nel pomeriggio del 1° marzo mons. Napolioni con la Messa presieduta in Cattedrale ha aperto ufficialmente il cammino quaresimale

«Andiamo insieme a Gerusalemme». Questo l’invito che il vescovo Antonio Napolioni ha rivolto celebrando in Cattedrale, nel pomeriggio del 1° marzo, la Messa del Mercoledì delle Ceneri. Lo spunto è arrivato dal pellegrinaggio diocesano in Terra Santa che proprio il Vescovo presiederà dal 6 al 13 marzo insieme a oltre 200 cremonesi. Ma quello quaresimale è un pellegrinaggio che va oltre l’esperienza di un viaggio. «Il cammino che oggi iniziamo è il cammino verso Gerusalemme», ha spiegato il Vescovo delineando tre direttrici. Continue reading »

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Don Milani: cittadino, prete e maestro … che parla ancora

Nel 50° della morte del priore di Barbiana, sabato 11 marzo alle 16 convegno al Centro pastorale diocesano di Cremona per insegnanti ed educatori

Un pomeriggio di studio e riflessione sulla figura di don Lorenzo Milani. È il convegno promosso sabato 11 marzo, a partire dalle 16, presso il Centro pastorale diocesano di Cremona. L’incontro, dal titolo “Faccio scuola perché voglio bene a questi ragazzi”, è promosso dagli uffici diocesani per la Pastorale scolastica e l’Insegnamento della religione cattolica nel 50° delle morte di don Milani, “Cittadino, prete, maestro … che parla ancora”, come evidenzia il sottotitolo del convegno aperto a tutti, ma rivolto in modo particolare a insegnanti ed educatori. Continue reading »

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Gemellaggio terremoto/32. Installata la terza tensostruttura

Il diario di Nicoletta D'Oria Colonna, di Caritas Cremonese, sui luoghi del sisma. Il 2 e 3 marzo a Cremona una delegazione marchigiana

Pian di Pieca, 28 febbraio 2017

Il mese di febbraio si è concluso con una nuova importante novità per le le popolazioni terremotate dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche. Il gemellaggio con la Diocesi di Cremona ha permesso, infatti, grazie all’impegno di Caritas Cremonese e il sostegno di tanti, la realizzazione una terza tensostruttura.

Dopo le due di circa 300 metri quadrati inaugurate a fine novembre a S. Severino Marche e a Camerino, proprio oggi è stata ultimata l’installazione di una terza, più piccola, 100 metri quadrati circa. È stata montata all’interno del Seminario di Camerino con una funzione diversa dalle altre due. Se le precedenti l’utilizzo principale è quello di luogo di aggregazione e per il culto, questa sarà utilizzata, invece, come palestra. Servirà, infatti, le scuole del circondario (sia scuole cattoliche che comunali o statali) per garantire ai ragazzi l’attività sportiva. Nelle ore scolastiche, ma non solo. Assicurando così la possibilità di un adeguato spazio per momenti informali di incontro e amicizia.

La realizzazione di quest’ultima tensostruttura riscaldata su un campetto di cemento del Seminario, con pavimentazione rialzata in legno per garantire il necessario isolamento termico. Il freddo, infatti, si fa sentire. Tanto che per le altre tensostrutture è stato necessario installare un’ulteriore protezione laterale di legno contro il vento forte.

Intanto si sta ultimando la preparazione della visita a Cremona di una piccola delegazione dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, guidata dal direttore della Caritas locale, mons. Luigi Verolini.

Il gruppo marchigiano giungerà all’ombra del Torrazzo nella mattinata di giovedì 2 marzo, quando è previsto un primo momento di incontro con il clero cremonese, riuninto nel Seminario di via Milano per il consueto ritiro mensile del giovedì. Il pomeriggio proseguirà quindi con la visita alle principali realtà diocesane, in particolare le strutture gestite da Caritas Cremonese.

Il tour cremonese si concluderà con la visita alla Casa dell’Accoglienza di viale Trento e Trieste dove alle 20 è in programma una cena che vedrà la partecipazione dei numerosi benefattori oltre che dei volontari e degli operatori Caritas che in questi mesi si sono alternati sui luoghi del terremoto a sostegno della popolazione.

Intanto nei giorni scorsi con il collega Alessio Antonioli, del Centro d’ascolto di Caritas Cremonese, ho incontrato il gruppo Caritas di San Severino per un importante momento di confronto e formazione sul lavoro del centro di ascolto.

Abbiamo anche incontrato il produttore Subrizi per iniziare una collaborazione con filiera corta: siamo stati a trovarlo a Gualdo di Castelsantangelo sul Nera. paese deserto e distrutto… eppure lui ha tanta voglia di ricominciare!

Poi, grazie alla preziosa collaborazione della cremonese Rossella Galletti e di alcune scuole del Cremonese, abbiamo consegnato articoli per il carnevale alla Scuola materna di San Ginesio.

Voglio ringraziare i cremonesi per la generosità che sempre dimostrano rispetto al gemellaggio: questa volta in particolare il negozio di abbigliamento “la taglia Gaia” che ci ha donato alcuni abiti nuovi per la Caritas di Camerino e che ieri abbiamo consegnato. L’unione fa la forza … e non posso non vedere nella collaborazione del nostro territorio un segno grande del Cielo che sempre ci guida nelle scelte e verso chi ha tanto bisogno.

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Nicoletta D’Oria Colonna
operatrice Caritas Cremonese

Speciale terremoto con il diario dei giorni precedenti

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Gemellaggio terremoto/33. Ascolto diffuso per tenere vive le relazioni tra le persone

Il diario di Alessio Antonioli, di Caritas Cremonese, sui luoghi del sisma

Cremona, 1° marzo 2017

Dei due giorni intensi vissuti a fine febbraio in diocesi di Camerino mi porto a casa contemporaneamente immagini bellissime e altre assai dolorose. Paesaggi naturali mozzafiato e centri abitati che sembrano bombardati; persone accoglienti ma fortemente provate dal vivere la precarietà quotidiana; imprenditori innamorati del proprio lavoro e della propria terra ma parzialmente paralizzati e angosciati dal futuro; una comunità cristiana fortemente solidale che vede offuscata la propria speranza dalla difficoltà di un cambiamento che tarda ad arrivare.

“Dove stai, dentro o fuori?”. La domanda riportata da una volontaria del Centro d’ascolto di San Severino durante l’incontro di formazione sul tema dell’ascolto è il ritornello sentito un’infinità di volte, per capire se si è riusciti a rimanere dentro la propria abitazione o se si sta vivendo da sfollati. Nella sola San Severino mille persone sono riuscite a trovare un’autonoma sistemazione alternativa alla propria casa, 400 risiedono negli alberghi della costiera marchigiana o nei bed&breakfast dove spesso ci si sente prigionieri e isolati.

Ricette pronte non si è certamente in grado di fornirle; l’invito è di tenere vive con uno stile di ascolto diffuso le relazioni tra le persone, in particolare con quelle più isolate, deboli o provate e di rafforzare il senso di comunità moltiplicando – come già sta avvenendo – occasioni per ritrovarsi, fare festa, pregare insieme.

Uno fra i tanti esempi di solidarietà che mi piace riportare è quello di Corrado, piccolo imprenditore agricolo e collaboratore della Caritas di Camerino che ha accompagnato Nicoletta e me fin a Gualdo di Santangelo sul Nera per farci conoscere un collega che ha avuto la casa distrutta e l’attività in forte crisi: “Prima bisogna pensare a chi è più in difficoltà, io tutto sommato me la sto cavando…”.

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Alessio Antonioli
Centro d’Ascolto – Caritas Cremonese

Speciale terremoto con il diario dei giorni precedenti

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Mons. Perego: «Il mio motto episcopale? “Gaudium et spes”»

Intervista al nuovo arcivescovo di Ferrara-Comacchio: «C’è la preoccupazione di essere “il pastore di tutti”, in cui tutti possano riconoscere una guida per crescere nella fede, nella speranza e nella carità, tra le contraddizioni e le speranze di oggi»

A pochi giorni dall’annuncio della nomina di mons. Gian Carlo Perego ad arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa, il settimanale diocesano “La Vita Cattolica” ha raggiunto il sacerdote di origine cremonese, per ora ancora direttore generale della Fondazione Migrantes, per alcune domande. Il novello presule ha rivelato il suo motto da vescovo: «Gaudium et spes», titolo della costituzione del Concilio Vaticano II dedicata alla Chiesa nel mondo contemporaneo.

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