E’ tornato al Signore don Roberto Ziglioli
Deceduto all'età di 87 anni dopo una intensa vita sacerdotale a servizio della Chiesa locale
Il 28 maggio 2019, il Diaconato permanente ha festeggiato il 25° anniversario della sua nascita in diocesi di Cremona. Dopo che il Concilio Vaticano II lo aveva ripristinato, mons. Enrico Assi avviò in diocesi il percorso vocazionale di discernimento e di preparazione dei candidati. Fu quindi mons. Giulio Nicolini a ordinare i primi sette diaconi. Attualmente i diaconi permanenti in diocesi sono 13 (di cui 8 sposati e 5 celibi); cinque sono poi i candidati, di cui quattro sono già accoliti; due aspiranti, cioè persone orientate al percorso di discernimento vocazionale.
È Flavio Carli, da molti anni ordinato diacono e oggi attivo nelle opere di caritative, in particolare con la San Vincenzo de’ Paoli, a spiegare che cosa sia il diaconato permanente: «La caratteristica prima del nostro operato è il servire gli altri, tutti i giorni. Io ad esempio attualmente sono responsabile del magazzino della San Vincenzo insieme a un collega volontario. I nostri compiti sono quelli di mantenere pulito il luogo dove i poveri vengono a prendere gli alimenti, perché la dignità del povero passa anche di lì».
Le attività sono tante: procurare il materiale, tenere contatti con le ditte e le realtà come il Banco Alimentare che alimentano il nostro deposito, organizzare la distribuzione. «Ci sono, certo, anche tante difficoltà – osserva il diacono -. La prima di tutte è riuscire ad ascoltare i poveri che incontriamo andando oltre i pregiudizi, per valutare gli effettivi bisogni di ciascuno. Ci sono alcuni che mentono, altri che ingigantiscono… Noi però siamo al servizio di tutti: la mentalità del diacono nasce dalle parole di Maria a Cana: “Fate quello che Lui vi dirà”. Così quello che ho imparato in questi anni di diaconato, è che bisogna avere la capacità di pensare di essere perdenti, perdenti con i poveri».
Il diaconato è in effetti, una realtà antica e nuova, allo stesso tempo. Antica in riferimento alle comunità cristiane dei primi secoli; nuova perché re-introdotta col Concilio Vaticano II, dopo tanti secoli di assenza. Non fa dunque meraviglia che un po’ tutti si fatichi a capire bene di che cosa si stia parlando. Spesso accade che, non avendo punti precisi di riferimento, ciascuno tende a immaginarla partendo dalle figure ecclesiali che già conoscono. Si paragona così il diacono al sacerdote, o al religioso, o al laico impegnato in parrocchia, salvo poi accorgersi che il diacono non è identificabile con nessuno di questi soggetti. Il diacono è anzitutto legato al Vescovo e ne è sua espressione, soprattutto in relazione alla carità. I Padri della Chiesa solevano dire che i diaconi sono la sua mano, il suo piede, il suo orecchio… Grazie al sacramento dell’Ordine che riceve, il Diacono è un ministro di Cristo a tutti gli effetti: ha il compito di proclamare il Vangelo e può tenere l’omelia; ha l’obbligo di celebrare la liturgia delle ore a nome dell’intera Chiesa; spesso celebra la liturgia del battesimo, benedice le nozze, accompagna alla sepoltura i defunti.
«La difficoltà nel diaconato – riflette ancora Flavio Carli – è quella di far capire che, nonostante nelle Scritture sembrino quasi due figure antitetiche (una più contemplativa e l’altra attiva), Marta e Maria ballano insieme. Noi oggi siamo portati a essere “attivi” e basta, come se tutto il significato della nostra esistenza dovesse esaurirsi con il fare delle cose. Le Scritture ci invitano a fare un passo in più: servire guardando a Gesù. Noi diaconi ci ispiriamo infatti a Cristo servo, possiamo e vogliamo solo seguirlo. Siamo stati fatti diaconi per la carità, la carità nel servizio».
Un altro aspetto decisivo è la solidarietà con la famiglia, moglie e i figli. «Se è sposato, la vocazione al diaconato deve essere condivisa totalmente con la moglie, mentre i figli sono più liberi. Il punto vero – che non spiegano mai – è che il diacono deve seppellire l’uomo vecchio. Deve diventare un marito e un padre nuovo. Non sempre la nostra figura è capita: ci sono alcuni sacerdoti che ci accolgono a braccia aperte, altri meno. Qualcuno non ha ancora compreso che noi non abbiamo compiti specifici se non quello di servire nel bisogno. Siamo disponibili a tutto. Che ogni cristiano sia chiamato a servire il suo prossimo nel nome di Cristo è fuori discussione. Ma appunto per questo il diacono esiste: per ricordare a tutti che il Cristianesimo è servizio».
Formazione
Incontro mensile presso il Seminario di Cremona: 13 settembre 2019, 26 ottobre, 23 novembre, 11 gennaio 2020, 22 febbraio, 28 marzo e 18 aprile
Giornate interdiocesane
Presso il Santuario di Caravaggio, appuntamento interdiocesano di spiritualità: 1 dicembre 2019, 1 marzo 2020 e 1-2 giugno
Pubblichiamo la nota dell’ufficio diocesano per la pastorale giovanile e di NOI Cremona in merito a “Circoli e oratori davanti alla riforma del terzo settore”
E’ stato completato il calendario degli ingressi annunciati per i nuovi parroci nominati dal vescovo lo scorso 26 maggio. Sono 11 i parroci che dal 15 settembre al 27 saranno presentati dallo stesso monsignor Napolioni alle comunità dove svolgeranno il loro ministero. Leggi qui l’articolo con tutte le nomine
Si svolgerà a Messina dal 26 al 29 agosto, la 70ª Settimana Liturgica Nazionale promossa dal Centro Azione Liturgica con l’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Il tema di quest’anno è “Liturgia: chiamata per tutti alla santità battesimale”.
Tragedia, nella notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 luglio, all’interno della Casa dell’Accoglienza di Cremona. Un giovane ghanese di vent’anni, da alcuni giorni in città in visita a un amico e temporaneamente ospitato presso la struttura della Caritas diocesana, si è tolto la vita. Continue reading
I vescovi della Lombardia sono riuniti nelle giornate di mercoledì 3, giovedì 4 e venerdì 5 luglio nella sessione ordinaria della Conferenza episcopale regionale. Per questo incontro non è stata scelta la sede tradizionale del Santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio, ma – anche per un momento di ristoro estivo – si sta svolgendo presso la casa di spiritualità “Villa immacolata” dell’Istituto delle Figlie dell’Oratorio a Castelveccana di Caldé, in provincia di Varese, sul Lago Maggiore.
Mercoledì 26 e giovedì 27 giugno il vescovo Napolioni ha fatto visita, nella Svizzera tedesca, ai due sacerdoti cremonesi impegnati nella pastorale per i migranti italiani in Svizzera. Si tratta di due bergamaschi. Più di 600mila.000 (compresi coloro che hanno il doppio passaporto) gli italiani presenti nella Confederazione elvetica. E ancora oggi si assiste a nuovi arrivi dall’Italia per cercare lavoro. Continue reading
È una cattedrale gremita e caldissima quella che accoglie don Francesco Mazza per la sua ordinazione presbiterale.
Il giovane bussetano (diocesi di Fidenza), nella serata di sabato 29 giugno, è dunque diventato prete, “raggiungendo” nel ministero i compagni di studi don Piergiorgio Fiori (Crema) e don Arrigo Duranti (Cremona).
«La cattedrale “è il centro della vita liturgica della diocesi” da cui deriva la necessità che le celebrazioni ivi presiedute dal vescovo “siano un esempio per tutta la diocesi”». Così – citando il “Cerimoniale dei Vescovi” – l’Ufficio Liturgico nazionale e l’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto esprimono la motivazione profonda del bando nazionale per l’adeguamento liturgico delle Cattedrali. Un bando che vede tra le diocesi vincitrici proprio la diocesi di Cremona.