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Deceduto il saveriano cremonese padre Franco Fiori

Le esequie, presediute dal vescovo Lafranconi, saranno celebrate nella chiesa parrocchiale di Castelleone giovedì 27 ottobre alle ore 15

È deceduto nel pomeriggio di lunedì 24 ottobre a Parma, padre Franco Fiori, missionario saveriano, originario di Castelleone. Da alcuni anni il religioso si era ritirato nella Casa Madre dell’istituto per gravi problemi di salute. Le esequie saranno celebrate mercoledì 26 ottobre alle ore 14.30 nella città emiliana, quindi giovedì mattina il feretro sarà trasferito nella chiesa parrocchiale di Castelleone dove alle 15 saranno celebrate le esequie. A presiedere l’Eucaristia di commiato il vescovo emerito di Cremona, mons. Dante Lafranconi. Padre Fiori sarà tumulato nel cimitero di Castelleone dove riposano i suoi cari.

Padre Franco Fiori prima di approndare nell’istituto fondato da mons. Guido Maria Conforti ha frequentato alcuni anni il seminario di Cremona, poi insieme ai compagni padre Sergio Parmigiani e padre Carlo Lucini si è deciso per la missione. È stato in Sierra Leone per oltre 30 anni, dove ha lavorato con successo a favore dei lebbrosi, dei condannati a morte e dei bambini. Il suo ministero lo ha portato anche in altri paesi, come Stati Uniti ed Olanda.È tornato in Italia perché costretto da una grave forma di diabete. Per alcuni anni ha risieduto nella casa saveriana di via Bonomelli a Cremona e si è dedicato con costanza e generosità al ministero delle Confessioni in Cattedrale. L’aggravarsi della malattia lo ha costretto a trasferirsi a Parma.

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Giovani con una grande voglia di verità nel cuore

Circa 300 ragazzi delle zone 6, 7 e 8 hanno partecipato all'incontro vocazionale con il vescovo Antonio nella serata di venerdì 21 ottobre alla Beata Vergine di Caravaggio a Cremona

Decisamente massiccia è stata la presenza del mondo giovanile cremonese delle zone pastorali 6, 7 ed 8 che, venerdì 21 ottobre, ha risposto all’appello del Vescovo e del centro Diocesano Vocazioni per una serata a stampo, appunto, vocazionale presso la parrocchia “Beata Vergine di Caravaggio” in Cremona.

Circa 300 giovani hanno popolato la chiesa parrocchiale, dopo una cena a buffet nel salone dell’oratorio, per raccogliere spunti che li hanno poi portati a ragionare sulla propria vita e sul senso che essa porta con sé. Il tutto, partendo dal messaggio del papa alla GMG (“Scendete dal divano”), un filmato dello scrittore Alessandro D’Avenia sul tema del trovare se stessi ed il brano di Vangelo della casa costruita sulla roccia.

Il Vescovo Antonio è partito proprio da questa pagina evangelica per fornire punti importanti alla riflessione dei giovani, che si sono poi suddivisi in gruppetti per ragionare meglio sulla possibilità di seguire il Vangelo alla luce anche dalla situazione sociale e culturale così confusa e secolarizzata

Ancora più coinvolgente è stata però la parte finale, con le risonanze di chi si è sentito di proporre a tutti il risultato delle riflessioni del proprio gruppo. Gli interventi, decisamente profondi, hanno evidenziato una ricerca seria, che costituisce la base essenziale per una vita ben spesa. Il Vescovo ha fornito importanti chiavi di lettura per trovare risposte alle domande dei ragazzi.

Il sinodo dei giovani, che è stato poi introdotto nelle sue linee essenziali da don Paolo Arienti, può contare su una base d’inizio davvero solida, a giudicare dall’esito qualitativo e quantitativo sia dell’incontro odierno, sia di quello, che lo ha preceduto, a Casalmaggiore. Nelle parole dei ragazzi si è davvero percepita una grande voglia di verità, per squarciare un po’ di quella confusione che, pure, appare come dato di partenza dominante nell’orizzonte di molti.

I prossimi appuntamenti saranno a Mozzanica, per le zone 1 e 2, la sera di venerdì 28, e, per concludere, a Soresina il venerdì 4 novembre per le zone pastorali 3,4 e 5. Senza dimenticare la ripresa finale, a Cremona il 21 aprile, e la proposta di Taizé, a livello diocesano, dal 6 al 13 agosto.

Sono tutti tasselli di un puzzle per contribuire a delineare una strada, che appaia sempre meno nebulosa e incerta e assuma sempre più i connotati di ciò che dovrebbe diventare per ognuno, una vera vocazione a cui rispondere con cognizione di causa.

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L’incontro vocazionale a Casalmaggiore per le zone 9,10 e 11

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«Evangelizzare, la prima opera di misericordia»

Il vescovo saveriano Giorgio Biguzzi ha presieduto venerdì 21 ottobre la veglia missionaria a Bozzolo per le zone 9, 10 e 11

Nella sera di venerdì 21 ottobre le tre zone del casalasco-mantovano si sono date appuntamento presso la chiesa di San Pietro in Bozzolo, per la celebrazione della veglia missionaria. Circa un centinaio di persone hanno partecipato, nel raccoglimento e nella preghiera, al canto animato dalla corale di Bozzolo e alle riflessioni proposte. In particolare, momento centrale della serata è stata la testimonianza di Mons. Giorgio Biguzzi, missionario saveriano, vescovo emerito della diocesi di Makeni, in  Sierra Leone, che ha ricordato gli anni del suo servizio pastorale assieme ai missionari casalaschi padre Vittorio Bongiovanni (da pochi giorni rientrato in Sierra Leone) e padre Luigi Brioni.

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«Umanizzazione del servizio al malato»: on line la relazione di padre Angelo Brusco

Il camilliano, direttore del centro di formazione di Verona, ha tenuto un'interessante lezione in Ospedale dinanzi a una novantina di sanitari

Nel pomeriggio di giovedì 20 ottobre ha preso il via il percorso organizzato dall’ufficio diocesano di pastorale della salute in collaborazione con l’ufficio formazione dell’Ospedale di Cremona: “Umanizzazione del servizio al malato”. Una novantina i presenti nell’aula magna fra infermieri, medici, volontari e assistenti spirituali. Il percorso è stato inaugurato da padre Angelo Brusco camilliano, direttore del centro camilliano di formazione a Verona, che ha dato una ampia definizione del termine umanizzazione applicato in ambito sanitario; soprattutto ha cercato di rispondere alle domande: cosa s’intende per umanizzazione? Quali ne sono le cause per cui la problematica dell’umanizzazione sia avvertita in maniera più acuta oggi più che non nel passato? Quali sono i sintomi del disagio che si avverte nelle istituzioni sanitarie e socio-sanitarie?

L’intervento di padre Brusco

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Scuola della Parola della zona III. Lectio divina di Paola Bignardi su alcuni testi del discorso della montagna

Primo appuntamento sarà martedì 18 ottobre, alle ore 20.45, al monastero della Visitazione di Soresina

Avrà inizio martedì 18 ottobre al monastero della Visitazione di Soresina la Scuola della Parola promossa dalla zona pastorale terza e dall’Azione Cattolica cremonese. “Il segreto di una vita buona e bella” il titolo del percorso di lectio divina che approfondirà il discorso della montagna nel Vangelo di Matteo, l’icona biblica scelta dal vescovo Antonio per questo anno pastorale. A tenere gli incontri la prof. Paola Bignardi, già presidente dell’Azione Cattolica italiana e attualmente impegnata ad approfondire temi di carattere educativo. Tutti gli incontri avranno inizio alle ore 20.45.

Martedì 18 il tema sarà “Beati voi. Felicità è avere il cuore di Dio” (Mt 5, 1-12). Martedì 8 novembre, presso la cooperativa “Lo Scricciolo”, in via Nolli 9 a Fiesco si approfondirà il tema “Sale della terra. Luce del mondo. Trasformare il mondo con la forza di Dio” (Mt 13-16). Martedì 6 dicembre l’appuntamento sarà presso il Circolo del Movimento Cristiano Lavoratori di via Guaiarini 16 a Romanengo, la serata verterà su “Ma io vi dico. La fedeltà viene dal cuore”. Quarto incontro in calendario sarà martedì 10 gennaio alla scuola San Martino in via Antica Rocca 2 a Soncino sul tema: “Padre nostro… Con cuore di figli”. Infine martedì 7 febbraio presso la sala della comunità di Trigolo la prof. Bignardi tratterà “Non affannatevi. Come bimbi in braccio alla mamma”.

Il 20, 21 e 22 marzo si terranno gli esercizi spirituali zonali.

Scarica la locandina del percorso

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“Ricondurre tutto a Cristo che nutre ogni giorno la nostra vita”

Concluso positivamente il secondo pellegrinaggio diocesano giubilare a Roma guidato dal vescovo Antonio dal 10 al 13 ottobre

Un pellegrinaggio che non finisce, ma che inizia nella vita di ogni giorno, forti della testimonianza degli apostoli e dei martiri, consolati dalla parola e dell’esempio di Papa Francesco, rinfrancati dall’indulgenza giubilare, confortati dalla creatività della fede che, nel corso dei secoli, ha prodotto monumenti di rara bellezza. Più volte, nel corso dell’ultima giornata romana il vescovo Antonio ha spronato gli oltre 200 cremonesi a non disperdere le ricchezze spirituali accumulate nei quattro giorni di pellegrinaggio diocesano a Roma dal 10 al 13 ottobre.

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Dopo l’udienza col Papa, Messa al Divino Amore e visita all’abbazia greca di Grottaferrata

I pellegrini cremonesi, nel pomeriggio di mercoledì 12 ottobre, hanno fatto rotta verso i Colli Albani per alcune ore di intensa spiritualità

Dopo l’emozionante incontro con il successore di Pietro nell’udienza generale del mercoledì, i pellegrini cremonesi hanno trascorso il pomeriggio in due luoghi decisamente meno affollati, ma carichi di storia e di silenzio: il santuario della Madonna del Divino Amore e il monastero esarchico di Santa Maria di Grottaferrata. La terza giornata del pellegrinaggio diocesano giubilare a Roma, che vede coinvolte oltre 200 persone, si è quindi conclusa alle pendici dei Colli Albani, per respirare la spiritualità mariana e quella monastico bizantina.

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«La croce unica chiave della libertà». Oggi udienza del Papa

Nel secondo giorno di pellegrinaggio a Roma Messa a Santa Croce di Gerusalemme e visita alle basilica di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore

È iniziata nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme la seconda giornata del pellegrinaggio giubilare diocesano a Roma presieduto dal vescovo Antonio e partecipato da oltre 200 cremonesi provenienti da diverse parti della diocesi. Mons. Napolioni ha accolto i diversi gruppi sul sagrato della stupenda basilica che conserva alcune delle reliquie più insigni della passione di Gesù, quindi ha presieduto l’Eucaristia insieme a don Roberto Rota, responsabile organizzativo della trasferta capitolina, e una decina di sacerdoti.

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Pellegrini cremonesi in preghiera in San Pietro

Oltre duecento diocesani, guidati dal vescovo Napolioni, hanno varcato, nel pomeriggio di lunedì 10 ottobre, la Porta Santa nella basilica vaticana

All’ombra di Castel Sant’Angelo, l’antico mausoleo di Adriano, trasformato nel corso dei secoli in possente e imprendibile fortezza, è iniziato lunedì 10 ottobre il secondo pellegrinaggio diocesano a Roma presieduto dal vescovo Antonio in occasione dell’Anno Santo straordinario della misericordia. Gli oltre duecento cremonesi, accompagnati da una decina di sacerdoti, hanno intonato il salmo 122, quello che canta la gioia del pellegrino che entra a Gerusalemme, poi in silenzio, dietro la croce giubilare e lo stendardo della diocesi raffigurante Sant’Omobono, si sono incamminati verso San Pietro, attraversando tutta Via della Conciliazione. Continue reading »

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Il festoso ingresso di don Zanaboni: «Il nostro programma? Adorare e scrutare la Parola di Dio»

Il giovane sacerdote, accompagnato dal vescovo Antonio, domenica 8 ottobre è divenuto parroco di Derovere, Cella Dati e Pugnolo

La freschezza e l’entusiasmo di don Umberto Zanaboni hanno subito contagiato le comunità di Pugnolo, Derovere e Cella Dati che nel pomeriggio di domenica 8 ottobre lo hanno solennemente accolto come nuovo parroco, in sostituzione dell’indimenticato don Lorenzo Nespoli, trasferito a Covo. Il giovane sacerdote, originario di Pandino, ha voluto iniziare il suo nuovo ministero di parroco sostando in preghiera nel grazioso santuario della Madonna della Parola, a Ca’ de’ Cervi, nel comune di Derovere. Un doveroso affidamento alla Vergine per un prete che per 7 anni ha vissuto all’ombra di S. Maria del Fonte di Caravaggio come vicario dell’oratorio più grande e impegnativo della diocesi.

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