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Una nuova veste grafica per «Chiesa in Cammino»

Il periodico del Seminario vescovile si rinnova e diventa più giovanile e più accattivante

Chiesa in Cammino il periodico del Seminario vescovile che raggiunge oltre 3.500 abbonati in diocesi e oltre è stato completamente rivisto nella sua veste grafica. Grazie all’intraprendenza di alcuni seminaristi e alla creatività del grafico Paolo Mazzini il numero autunnale del magazine si presenta più colorato, più giovanile, più dinamico e accattivante e di facile lettura. Uno sforzo notevole che da una parte mira a rendere ancora più bello e fruibile questo strumento di collegamento tra la comunità del Seminario e i tanti amici e benefattori e dall’altra tende a raggiungere sempre più di la fascia giovanile nell’intento di far riflettere sui temi importanti dell’esistenza.

«Chiesa in Cammino – spiega il direttore don Claudio Rasoli – ha sostanzialmente un duplice scopo: informare la diocesi sulle attività, i progetti e gli obiettivi della comunità del Seminario così da favorire la preghiera e l’affetto concreto e di promuovere, in collaborazione con il CDV, una riflessione di natura squisitamente vocazionale. Senza dimenticare un’attenzione alla spiritualità sacerdotale e alla vita del presbiterio diocesano».

In questo ultimo numero buona parte delle pagine sono dedicate al passaggio di testimone tra i formatori dei futuri sacerdoti: don Trevisi divenuto parroco a Cristo Re in città ha lasciato la responsabilità di rettore a don Marco d’Agostino, don Margini ora impegnato nel ministero delle confessioni in Cattedrale ha passato il compito di direttore spirituale a don Maurizio Lucini e don Francesco Cortellini ha sostituito don D’Agostino come vicerettore. Spazio anche ai cinque giovani entrati nella classe propedeutica: un numero così alto è da anni che non si vedeva e che fa ben sperare. Continua poi la collaborazione con don Bruno Bignami che mantiene la rubrica dedicata alla “Spiritualità Sacerdotale”. Un benvenuto in redazione a don Davide Schiavon che curerà le pagine del Centro Diocesano Vocazioni.

È sempre possibile ricevere “Chiesa in Cammino” in formato digitale, sulla propria mail. Questo servizio permette di leggere il nostro periodico immediatamente, senza dover aspettare le lungaggini delle Poste. Il costo è di 5,00 € l’anno. Per il versamento della quota si può utilizzare il conto corrente postale n. 11996261 intestato a “Seminario Vescovile via Milano 5 – 26100 Cremona” oppure attraverso un bonifico bancario intestato al Seminario Vescovile presso Banca Prossima, codice IT97 D033 5901 6001 0000 0003 195, specificando la causale. Si prega, poi, di mandare una mail a chiesaincammino@libero.it per avvisare dell’avvenuto pagamento e per trasmettere l’indirizzo mail cui inviare il nostro periodico.

paginaUna pagina interna della nuova veste grafica di Chiesa in Cammino (clicca per ingrandire la foto)

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Conclusi a Soresina gli incontri vocazionali dei giovani col Vescovo

Ottima partecipazione anche delle zone terza, quarta e quinta della diocesi. Ora il lavoro prosegue con altre importanti iniziative

È stato molto partecipato anche a Soresina (per le zone pastorali 3, 4 e 5) l’ultimo dei quattro incontri del Vescovo Antonio con i giovani, promossi dal CDV nelle macro-zone della diocesi, sul tema della vocazione. Secondo il consueto schema, i partecipanti, accompagnati dai rispettivi parroci o vicari di oratorio, si sono confrontati su alcuni spunti (le parole del Papa, un filmato dello scrittore Alessandro d’Avenia, la Parola di Dio e gli spunti del Vescovo Antonio) per cercare di capire, attraverso uno scambio di opinioni allargato, come dare senso alla propria vita, nel tentativo di lasciare spazio a Dio ed al suo progetto su di noi.

IMG_20151207_194240IMG_20151207_200408 IMG_20151207_205145 IMG_20151207_210407 Clicca sulle immagini per ingrandirle

 

I prossimi appuntamenti diocesani, in ambito vocazionale, sono:

  • Il terzo incontro della scuola di preghiera, organizzato dalle Monache della Visitazione presso il loro monastero, a Soresina, il 2 dicembre alle 20,45, sul tema delle Beatitudini, a cura di don Marco d’Agostino.
  • Un prosieguo unificato per gli incontri nelle macro-zone, a Cremona, appena dopo Pasqua, la sera del 21 aprile
  • Le zone pastorali 1 e 2 hanno già pensato ad una continuazione più “locale” la sera di domenica 27 novembre

Per approfondire in maniera individuale i temi trattati in questi incontri, il riferimento è il sito www.vocazionicremona.it, oppure www.diocesidicremona.it/vocazioni, con spunti di riflessione per ragazzi delle medie, studenti delle superiori, diciottenni, universitari, lavoratori.

Per le parrocchie, è sempre possibile mettersi d’accordo con don Davide Schiavon (cell. 3339234456, mail. d.schiavon@libero.it) per incontri specifici (non solo con i ragazzi, ma anche con eventuali gruppi di rosarianti), ritiri, interventi vari.

 

I precedenti appuntamenti:

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Il viaggio del Papa in Svezia: «Ecumenici perché misericordiosi»

Una riflessione di don Federico Celini, incaricato diocesano della pastorale ecumenica, dopo l'incontro tra cattolici e luterani a Lund per i 500 anni della Riforma

Al termine della Messa della Solennità di Tutti i Santi, in cui non è mancata la sottolineatura alla chiamata universale alla santità, si forma, sul sagrato della chiesa, il solito, fraterno, piccolo capannello. “Chi l’avrebbe mai detto?”, non pochi azzardano (e con loro chissà quanti, in ogni parte del mondo), in riferimento a quanto avvenuto in Svezia il giorno prima. E in effetti, il viaggio ecumenico del Papa, con l’abbraccio con i vescovi luterani, rappresenta qualcosa di forte, di straordinario, di storicamente inedito. Ma non di imprevisto, o di imprevedibile. Perché non si è trattato di una sorta di “boutade” del Papa, in vena di un certo buonismo di maniera. In realtà quanto avvenuto a Lund e a Malmӧ si inserisce pienamente e a pieno titolo in almeno cinquant’anni di dialogo ecumenico, certo faticoso, talora problematico, ma sempre vissuto nella tensione di tutti i cristiani verso l’unità.

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«Siate segno delicato e perciò potente nelle vostre Chiesa»

Domenica 30 ottobre, a Caravaggio, l'incontro regionale dell'Ordo Virginum ha raccolto una sessantina di consacrate. Messa del Vescovo Napolioni in basilica

Si è svolto domenica 30 ottobre, al Santuario di Caravaggio, l’annuale incontro regionale dell’Ordo Virginum, la più antica tra le forme di consacrazione secolare individuale pubblica femminile. L’appuntamento, che quest’anno è stato ospitato dalla Diocesi di Cremona e ha visto intervenire anche il vescovo Antonio Napolioni, ha assunto un carattere particolare cadendo nell’anno e in una chiesa giubilare: da qui il titolo dell’incontro “Mani di misericordia, nella vita corrente”. Continue reading »

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Gli insegnanti di religione riflettono su Lutero e la Riforma

Dopo un primo incontro sull'ecclesiologia tenuto da don Paolo Arienti, giovedì 3 novembre saranno approfonditi i riti e i sacramenti del luteranesimo con don Gianni Cavagnoli

A poche ore dallo storico viaggio di papa Francesco a Lund, in Svezia, per celebrare i 500 anni della Riforma luterana, gli insegnanti di religione si ritroveranno, giovedì 3 novembre, alle ore 17, al Centro Pastorale diocesano, per il secondo incontro di aggiornamento dedicato proprio alla figura di Martin Lutero e al movimento ecumenico.

Dopo la prima convocazione dedicata alla genesi e agli sviluppi dalla Riforma (dalle tesi di Wittemberg alla dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione) tenuta da don Paolo Arienti, docente di ecclesiologia, la seconda verterà sulla liturgia. Don Gianni Cavagnoli terrà una lezione dal titolo: «La fede luterana nel culto: sacramenti e riti. Il cammino liturgico delle chiese luterane tra differenze e convergenze con quella cattolica».

«Dopo questi due incontri di carattere teorico, svolti con modalità frontale dai relatori cui segue sempre il dibattito – precisa il responsabile don Claudio Anselmi -, il percorso proseguirà con appuntamenti di autoaggiornamento portati avanti tra reti di scuole al fine di arrivare a produrre materiale didattico sul tema ecumenico»

«Il lavoro di aggiornamento e di autoaggiornamento degli Insegnanti di Religione per tutti i vari ordini e gradi di scuola – conclude don Anselmi – terminerà nel marzo 2017 con varie convocazione nelle tre grandi macrozone (Caravaggio, Cremona, Casalmaggiore)  della Diocesi dove sarnno presentate “Buone pratiche” didattiche dell’Insegnamento delle religione Cattolica nelle scuole».

Materiale da scaricare:

 

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Le Acli provinciali riflettono sull’enciclica Laudato si’

Il 4 novembre l'inizio di un percorso di laboratori dedicati ai temi dell'ecologia e dello sviluppo integrale della persona

«Farsi carico, nella speranza, della terra, casa comune che si è stata affidata». È questo il titolo di un ciclo di laboratori sull’enciclica di Papa Francesco “Laudato si'” ideato dalle Acli provinciali. Gli incontri – che avranno inizio il 4 novembre – si caratterizzeranno sempre con una riflessione dell’assistente ecclesiastico don Antonio Agnelli e con delle testimonianze di persone che concretamente vivono il tema trattato, quindi spazio al confronto tra i presenti cui seguiranno le conclusioni del moderatore.

«Le provocazioni di Papa Francesco, riguardo la realtà storica, economica, politica ed ecologica – spiega la presidente provinciale Carla Bellani -, sono state di forte impatto per la Chiesa di oggi, spesso ripiegata su problematiche interne, pur significative, ma senza mordente nella realtà sociale. Un Papa latinoamericano ha posto dinnanzi alla vita dei credenti, la necessità di vivere una fede tanto profonda quanto dinamica, in grado di dare senso alla esistenza, ma anche capace di entrare nella complessità delle vicende storiche, per portarvi il lievito rivoluzionario del Vangelo».

«Questa serie di incontri, proprio a partire dalla Laudato si’, ma anche attingendo al magistero papale, vuole aiutare i credenti a vivere una esperienza cristiana integrale. Si tratta, come dice ancora il Santo Padre, nei confronti dei drammi del mondo, di essere non coloro che stanno a guardare dall’alto, ma coloro che escono dai propri recinti per entrare nelle periferie esistenziali e strutturali, portandovi la vita buona del Vangelo e combattendo contro lo spirito del male che produce ingiustizia, oppressione e morte».

L’interessante percorso avrà inizio dunque il 4 novembre, alle 17.30, presso la sede delle Acli provinciali (via Massaia 22 a Cremona), con un laboratorio condotto proprio dalla presidente Carla Bellani dal tema: «Oltre l’economia dello scarto: disuguaglianze, sfruttamento, profitto divinizzato, riduzione del vivere a consumo». In modo particolare verranno presentati i risultati di una indagine conoscitiva compiuta tra gli utenti degli sportelli Acli sui loro bisogni in relazione al tema povertà.

Un secondo appuntamento sarà il 2 dicembre con un laboratorio dal titolo: «La distruzione delle terra. Arricchire ad ogni costo: a quale costo per le generazioni future? Spunti profetici a partire dalla Laudato si‘».

Venerdì 13 gennaio un incontro di carattere biblico: «L’economia nella Sacra Scrittura. Presentazione del libro “La terra crocifissa. Un cammino di liberazione con Papa Francesco”».

Venerdì 17 febbraio focus invece, sui «Movimenti popolari: generare speranza dal basso per cambiare le strutture. I discorsi di Papa Francesco a Roma e in Bolivia».

Previsti altri due incontri – le date sono da definire – dedicati rispettivamente ai nuovi stili di vita come risposta alla distruzione socio-ambientale e al commercio di armi.

Tutti i laboratori si tengono nella sede delle Acli provinciali (Via Card. Massaia, 22 – Cremona) alle ore 17.30.

 

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Il Vescovo Antonio a Roggione per l’anniversario dell’incoronazione

Nella serata di giovedì 27 ottobre mons. Napolioni ha presieduto l'Eucaristia insieme ai tre parroci in solido della nuova unità pastorale

Nella serata di giovedì 27 ottobre, nella chiesa parrocchiale del Roggione, è stata celebrata la Messa per l’anniversario dell’incoronazione della Beata Vergine del Roggione con tutti i crismi della solennità. La Messa, presieduta dal vescovo Napolioni, è stata concelebrata dai tre parroci don Andrea Bastoni, don Gabriele Battaini e don Attilio Spadari e ha visto anche la presenza delle suore Figlie dell’oratorio.

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Mons. Rini nuovo assistente dei «Convegni Maria Cristina di Savoia»

Nominato dal vescovo Napolioni con decreto del 28 ottobre 2016. Sostituisce don Pietro Bonometti in carica dal 1999

Mons. Vincenzo Rini, direttore del settimanale diocesano “La Vita Cattolica”, è stato nominato dal vescovo Antonio Napolioni, con decreto in data 28 ottobre 2016, nuovo assistente ecclesiastico dell’Associazione femminile «Convegni di cultura Maria Cristina di Savoia», in sostituzione di don Pietro Bonometti in carica dal 1999.

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Mozzanica, il terzo incontro vocazionale per i giovani

Duecento ragazzi delle zone 1 e 2 hanno riflettutto insieme a mons. Napolioni del senso della vita e della chiamata

Prosegue con grande successo il ciclo di incontri vocazionali guidati dal vescovo Antonio nelle macrozone. Venerdì 28 ottobre, all’oratorio di Mozanica si è tenuto il terzo dei quattro appuntamenti promossi dal Centro Diocesano Vocazioni guidato da don Davide Schiavon.

Circa 200 i giovani delle zone 1 e 2 che hanno dato un importante contributo di idee e di riflessioni e che mons. Napolioni ha aiutato a rileggere e a chiarificare. Un’ulteriore prova di come la sete di verità sia sempre viva nell’universo giovanile e di come la voce di Dio e della Chiesa possa contribuire molto a far trovare la propria strada.

Il prossimo (e ultimo incontro) avrà luogo nell’oratorio di Soresina la sera di venerdì 4 novembre e vedrà convergere i giovani delle zone 3, 4 e 5.

Le altre proposte e gli ultimi aggiornamenti sulla pastorale vocazionale sono illustrate nei siti del cdv: www.vocazionicremona.it e www.diocesidicremona.it/vocazioni.

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I precedenti appuntamenti:

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L’80% degli italiani non ha dimestichezza con il Vangelo

Un rapporto-ricerca del Censis rivela che un terzo di coloro che vanno a Messa non lo conosce

“Devota incompetenza”: è la formula coniata dal Censis per sintetizzare il rapporto degli italiani con il Vangelo, in genere ridotto ad un libro in bella mostra sugli scaffali di casa ma quasi mai degno di essere sfogliato. “Il Vangelo secondo gli italiani”, come recita il titolo del rapporto-ricerca  è un libro, insomma, da “comò”, la cui conoscenza si riduce a spigolature e reminiscenze catechistiche sulla vita di Cristo, anche per chi frequenta abitualmente i circuiti ecclesiali. Unica sorpresa in controtendenza: l’interesse suscitato tra i giovani.

“Circa l’80% degli italiani non ha dimestichezza col Vangelo”. Così il curatore, Giulio De Rita, ha sintetizzato i risultati del rapporto, presentato presso la sede del Censis contestualmente all’opera “Vangeli nella cultura e nell’arte”, un’edizione di pregio a tiratura limitata dei Vangeli, realizzata dalla casa editrice Utet Grandi Opere. “Quasi il 70% degli italiani possiede una copia del Vangelo – tutti ce l’abbiamo nello scaffale di casa – ma di questi il 51% non lo apre mai”. Se si somma questa percentuale al 30% degli italiani che non possiede una copia del Vangelo, si arriva al dato dell’80%: ciò significa che il 20% degli italiani non legge mai il Vangelo, e di questi il 33% frequenta la Chiesa. Circa un terzo di coloro che vanno a Messa, insomma, non lo conosce.

Solo il 21% degli italiani, tuttavia, si mostra distaccato nei confronti del Vangelo: il 48% lo considera un testo fondamentale del nostro patrimonio culturale, il 31% se ne dice “toccato nell’animo”, ma poi il 44% non sa quanti sono gli evangelisti e l’11% non sa citarne a memoria il nome di almeno uno. In compenso, il 78% degli italiani dimostra di sapere che l’Ave Maria non è contenuta del Vangelo. Più che parole, il Vangelo evoca immagini: solo il 20% degli italiani è in grado infatti di citarne un versetto, ma il 66% ne ha in mente un’immagine, come quella dell’Ultima Cena o del Presepe.

La buona notizia, però, è che torna l’interesse dei giovani per il libro sacro: dal rapporto Censis risulta infatti che i giovani hanno più confidenza con il Vangelo delle persone di mezza età: il 70% ne possiede una copia, contro il 65% della generazione di mezzo. Si tratta, in particolare, di un interesse molto polarizzato, che va dalla “indifferenza informata” alla “attenzione informata”: la metà dei giovani che ne possiedono una copia ammettono di leggerlo, anche se non spesso, contro il 43% dei 30-50enni.

“Far uscire il Vangelo fuori dagli scaffali e dai circuiti più scontati, per cercare di tramandarlo nei contesti in cui è più sorprendente, e quindi restituirlo come annuncio vivo, nuovo e sorprendente”. È il suggerimento di Marco Damilano, vicedirettore de L’Espresso, secondo il quale sul fronte cattolico occorre chiedersi “che frutti porta l’albero della formazione, dell’educazione che parte dalla catechesi, passa per l’ora di religione – il cui rifiuto di avvelarsene a scuola è cresciuto vertiginosamente negli ultimi anni, passando dal 6 al 12% – e interessa poi la formazione dei giovani adulti, le associazioni, i movimenti, i gruppi spirituali, tutti quelli che fanno informazione a vario titolo nel mondo cattolico, chi fa cultura, chi fa televisione…”. “Se lasciamo il Vangelo in un ghetto”, ha proseguito Damilano, la responsabilità è anche della “cultura laica”, “del mondo culturale in senso ampio”, che “ha perso dimestichezza con queste pagine e con quelle immagini”.

“Oggi viviamo in un mondo Occidentale che si sente fortemente minacciato”. E’ l’analisi di monsignor Timothy Verdon, direttore del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze e autore del volume “I Vangeli nella cultura e nell’arte”. “Anche le persone che vorrebbero relegare il Vangelo al passato – la tesi dell’esperto – cominciano a capire che, di fronte a nemici che ritengono di avere un’identità radicata in testi sacri letti in un certo modo, anche l’Occidente deve riscoprire non generiche radici, ma le radici di un umanesimo cristiano: un umanesimo di cui tutti siamo eredi, ma che ha bisogno di essere rimesso nelle sue giuste prospettive, come lampada e luce nel nostro cammino”.

“A differenza degli ebrei e dei musulmani, noi non siamo una religione del libro”. La provocazione è giunta da Giuseppe De Rita, presidente del Censis. “Se non partiamo da una cultura del libro, come fanno gli ebrei e i musulmani, noi cristiani andiamo in regressione”, la tesi del sociologo, secondo il quale “in una cultura politeista il Vangelo come libro è il riferimento della nostra identità non solo religiosa, ma culturale”. “All’interno di una cultura che ci bombarda di messaggi, perché non arrivano i messaggi evangelici?”, il secondo interrogativo posto dal relatore: “Oggi i messaggi che arrivano sono troppi, si sovrappongono, e il modo in cui un tweet mette in circuito un messaggio non è lo stesso con cui lo metteva in circuito un’ edicola”. Altro problema, la mediazione: “Prima la svolgeva un élite, oggi chi fa mediazione deve rincorrere disperatamente la notizia”. Cosa resta, allora? “La devozione”, ha spiegato il sociologo.

“Oggi in Italia c’è un astensionismo culturale”. Ne è convinto Fabio Lazzari, presidente Utet Grandi Opere. “Il 40% delle persone non legge neanche un libro l’anno – ha fatto notare l’esperto – e di questi il 27% sono astensionisti totali, che non hanno nessun rapporto con la cultura: non leggono libri, non vanno al teatro, al cinema, in un museo…”. “I cattolici mostrano un così grande rispetto nei confronti delle Sacre Scritture che se ne stanno il più lontano possibile”, ha chiosato Lazzari citando Claudel.

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