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Chiusa la Settimana della Carità con un focus su Casa della Speranza

Venerdì 18 novembre a Mozzanica l'ultimo incontro con Beltrami e Mantovani dedicato alle opere segno di Caritas cremonese

L’oratorio San Luigi e Sant’Agnese di Mozzanica ha ospitato, venerdì 18 novembre, l’ultimo appuntamento della Settimana della Carità nel quale si è posta l’attenzione sulle cosiddette “Opere segno” di Caritas cremonese, strutture oramai inserite a pieno titolo nel sistema integrato dei servizi al territorio. Di una in particolare si è parlato nel paese della bassa bergamasca, la Casa della Speranza di Cremona, quartiere Borgo Loreto, comunità-alloggio per dodici malati di Aids.

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Inaugurata la chiesa di Villastrada dopo un massiccio intervento

Sabato 19 novembre messa del vescovo Napolioni durante la quale sono state amministrate le Cresime a nove ragazzi

Sabato 19 novembre, mons. Antonio Napolioni ha trascorso il pomeriggio a Villastrada, popolosa frazione di Dosolo, nella zona pastorale undicesima.  Il Vescovo è giunto poco dopo le 16 accolto dal giovane e dinamico arciprete don Stefano Zoppi, dal vicesindaco Uber Pasquali e dal presidente della RSA “U. Sabbadini” Arturo Malacarne. La prima tappa è stata la locale Casa di Riposo per un breve saluto agli ospiti, al personale e al Consiglio di Amministrazione.

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Giornata diocesana di Avvenire, il quotidiano dei cattolici

Domenica 20 novembre, in tutte le parrocchie, si tiene una distribuzione straordinaria del giornale di ispirazione cristiana

Domenica 20 novembre in diocesi di Cremona si celebra la giornata del quotidiano Avvenire. Un appuntamento ormai tradizionale di diffusione straordinaria e capillare della testata giornalistica. Tutte le parrocchie della diocesi sono state contattate dall’Ufficio comunicazioni sociali per la prenotazione di copie del giornale da vendere o distribuire a collaboratori e fedeli, per favorire un approccio meno distratto a questo qualificato strumento di comunicazione. La diffusione sarà di circa 3.500 copie complessive.

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Da Omobono la spinta ad essere una Chiesa più misericordiosa

Nel pomeriggio di domenica 13 novembre, in una cattedrale gremitissima, il vescovo Napolioni ha celebrato la festa del Patrono e ha ufficialmente chiuso in diocesi il Giubileo straordinario della misericordia

Con il solenne canto del Magnificat, al termine dell’Eucaristia vespertina di domenica 13 novembre, presieduta dal vescovo Antonio in Cattedrale, si è chiuso, in diocesi, il Giubileo straordinario della misericordia aperto il 13 dicembre 2016. Una celebrazione solenne e semplice allo stesso tempo, caratterizzata dal ricordo di Sant’Omobono, patrono della città e della diocesi di Cremona. Accanto a mons. Napolioni, l’emerito Lafranconi, il vicario generale don Massimo Calvi, i vicari episcopali e numerosi sacerdoti. Ad animare la liturgia il coro della Cattedrale rafforzato dalla schola cantorum di Castelverde e dal Discanto di Cremona, tutti guidati da don Graziano Ghisolfi e accompagnati all’organo da Fausto Caporali e da un quartetto di ottoni. In mattinata sono state celebrate dell’Eucaristie di ringraziamento nelle altre tre chiese giubilari della diocesi: il Santuario di Caravaggio con il vicario giudiziale mons. Mario Marchesi, quello della Fontana di Casalmaggiore con il vicario generale don Calvi e quello della Misericordia di Castelleone con il vicario episcopale per la pastorale don Giampaolo Maccagni.

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Le esequie di don Merisio: «Un prete al suo posto»

Mons. Napolioni ha celebrato l'Eucaristia di suffragio nel santuario di Caravaggio nel primo pomeriggio di lunedì 14 novembre

Immerso nel silenzio del lunedì, dopo una domenica affollata per la chiusura del Giubileo, il santuario di S. Maria del Fonte presso Caravaggio ha dato l’ultimo saluto a don Angelo Merisio, parroco emerito di Fornovo San Giovanni, stroncato da un infarto nella mattinata di venerdì 11 novembre. Il sacerdote, originario proprio di Caravaggio, amava questo luogo di pace e spiritualità e spesso, quando lo stato di salute lo permetteva, celebrava l’Eucaristia e si spendeva volentieri per il ministero della Penitenza.

Nel primo pomeriggio di lunedì 14 novembre, dunque, si è tenuta la liturgia esequiale presieduta dal vescovo Napolioni affiancato dall’emerito Lafranconi, dal vicario generale don Calvi, dal vicario giudiziale don Marchesi e da una quarantina di altri sacerdoti, tra i quali alcuni compagni di ordinazione, avvenuta nella Cattedrale di Cremona il 27 maggio 1961.

Poco prima delle 14.30 il rettore del grande complesso mariano, don Antonio Mascaretti, ha benedetto la salma composta nella sala Giannetta del centro di spiritualità: in questa improvvisata camera ardente tra sabato e domenica centinaia di persone hanno voluto mostrare il loro affetto a questo sacerdote che ha speso il suo ministero prima come vicario a Soresina e a Sant’Ilario e poi come parroco a Crotta d’Adda e a Fornovo San Giovanni.

Terminata la preghiera si è ricomposta la processione con una ventina di sacerdoti che hanno preceduto il carro funebre: il mesto corteo ha attraversato il grande cortile del Santuario ed è giunto dinanzi all’ingresso centrale della basilica da dove don Angelo ha fatto il suo ultimo ingresso portato a spalla. Seguivano i familiari con il fratello Franco, generoso sacrista del santuario.

Nell’omelia mons. Napolioni ha rimarcato il clima di silenzio e di pace che si respirava in santuario: «Lo stesso silenzio e la stessa pace – ha esordito – che spesso hanno attirato don Angelo in questo luogo sacro. È lo stesso silenzio del grembo di Maria dove c’è bisogno e voglia di ascoltare la Parola di Dio».

Il vescovo non ha voluto tracciare la storia del sacerdote defunto perchè «non è il momento della resa dei conti, ma il tempo del magnificat da innalzare per le grandi cose che Dio ha compiuto attraverso di lui». E pur non avendolo conosciuto a fondo mons. Napolioni ha potuto apprezzare negli incontri avuti «la sua semplicità, la sua dolcezza, la sua serenità». Don Angelo «dava proprio l’impressione di essere al suo posto, nonostante non fosse più in prima linea. Era al suo posto nel disegno di Dio, nel suo amore al Chiesa e anche davanti a se stesso».

Commentando il Vangelo del giorno incentrato sulla guarigione del cieco il celebrante ha affermato: «Anche don Angelo avverte il passaggio di Gesù e più che mai ripete l’invocazione: abbi pietà di me! Essa non è sola una rischiesta di perdono, ma esprime anche il bisogno di non sentirsi soli, manifesta la consapevolezza che le nostre forze sono insufficienti e dunque occorre affidarsi a Dio». E il Signore «non vede l’ora di avere pietà di noi», una grande verità di fede che «don Angelo ha sempre annunciato ai fratelli pur con i suoi limiti».

Come il cieco guarito don Merisio ora «vede di nuovo, vede ancora meglio la sua vita, vede la luce. Quanta luce – ha concluso mons. Napolioni – risplende nel cuore di chi con umiltà si consegna a Dio. Don Angelo che sta entrando nella pienezza di Dio sta sperimentando questa verità».

Al termine della celebrazione vescovi e sacerdoti hanno accompagnato il feretro dinanzi al Sacro Speco per una preghiera di affidamento alla Beata Vergine di Caravaggio, quindi all’esterno della basilica un’ultima benedizione prima del trasferimento nella chiesa arcipretale di Caravaggio, dove don Angelo celebrò la sua Prima Messa, per un ulteriore suffragio della comunità parrocchiale. L’ultimo atto il trasferimento nel cimitero locale per la tumulazione.

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BIOGRAFIA DI DON MERISIO

Don Angelo Merisio era nato a Caravaggio il 16 giugno 1934, ed era stato ordinato il 27 maggio 1961 insieme ad altri 12 confratelli, di cui due già deceduti: il vescovo Maurizio Galli e don Carlo Vignola.

Ha iniziato il suo ministero pastorale come vicario a Soresina, quindi nel 1965 il trasferimento a Cremona, presso la parrocchia Ss. Apollinare e Ilario.

Nel 1979 la promozione a parroco di Crotta d’Adda, dove è rimasto per ben 16 anni. Nel 1995, infine, il trasferimento a Fornovo S. Giovanni fino al 2011, anno in cui lasciò per raggiunti limiti d’età.

Da allora era tornato nella sua Caravaggio.

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La veglia in S. Omobono per la Settimana della Carità

Martedì 8 novembre nella chiesa di via Ruggero Manna l'adorazione eucaristica animata dai giovani vincenziani di Cristo Re

A pochi passi dal luogo in cui Omobono Tucenghi, all’alba del 13 novembre 1197, rese l’anima a Dio dopo una vita segnata dalla preghiera, dalla penitenza e dall’amore ai poveri, si è tenuta, martedì 8 novembre, una veglia di preghiera nell’ambito della Settimana di Carità. A presiedere il rito nella chiesa di via Ruggero Manna dedicata al Santo Patrono della Chiesa cremonese, don Antonio Pezzetti, direttore di Caritas Cremonese affiancato dal diacono permanente Cesare Galantina.

Nei banchi tanti operatori della carità tra i quali spiccavano i giovani vincenziani di Cristo Re che hanno animato l’adorazione eucaristica dopo la recita dei Vespri. In modo particolare sono stati letti alcuni scritti di Federico Ozanam, fondatore della Società San Vincenzo de’ Paoli, e di papa Francesco.

Don Antonio all’inizio ha spiegato il senso della celebrazione: «Ci raduniamo in preghiera attorno all’Eucaristia perché questa è la sorgente della nostra carità, il motivo ispiratore del nostro impegno a favore dei più poveri ed emarginati. Vogliamo affidare al Signore tutti coloro che lavorano per una società più solidale e più attenta ai bisogni di piccoli e dei fragili. Vogliamo inoltre ricordare le popolazioni delle Marche e del Lazio colpite dai terremoti».

Dopo la benedizione eucaristica e la reposizione del Santissimo Sacramento l’assemblea ha recitato la preghiera a Sant’Omobono scritta dal vescovo Dante Lafranconi.

Tra i banchi anche il vescovo Antonio accompagnato dal segretario don Flavio Meani.

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Richiedenti asilo e rifugiati in Italia, il punto di mons. Gian Carlo Perego

Nell'ambito della Settimana della Carità, il sacerdote cremonese, direttore generale della Fondazione Migrantes della CEI, è intervenuto nella serata di giovedì 10 novembre presso il Teatro comunale di San Giovanni in Croce

Nell’ambito degli appuntamenti della Settimana della Carità, nella serata di giovedì 10 novembre, presso il Teatro comunale “Gallerani” di San Giovanni in Croce, mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes della CEI, ha affrontato dinanzi ad una folta e attentissima platea il tema “Richiedenti asilo e rifugiati in Italia: la partenza, il viaggio, l’accoglienza nelle città, tra solidarietà e indifferenza”. Continue reading »

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Esercizi spirituali del clero guidati da mons. Gioia

Già aperte le iscrizioni al corso che si terrà dal 9 al 13 gennaio 2017 al Santuario di Caravaggio

Sono già aperte le iscrizioni agli esercizi spirituali per sacerdoti e diaconi promossi al Santuario di S. Maria del Fonte presso Caravaggio dalle ore 10 di lunedì 9 al pranzo di venerdì 13 gennaio 2017. Quest’anno le meditazioni saranno dettate da mons. Francesco Gioia, arcivescovo emerito di Camerino-San Severino Marche e attuale presidente della Peregrinatio ad Petri sedem, organismo della Santa Sede costituito nel 1933 per coordinare ed assistere quanti vengono in pellegrinaggio in Italia e a Roma, in particolare durante gli anni giubilari.

Per chi lo desidera l’accoglienza è possibile anche dalla cena di domenica 8 gennaio 2017.

Informazioni e iscrizioni pressola Cancelleria del Santuario (tel. 0363/3571 – mail info@santuariodicaravaggio.org) oppure presso la Curia Vescovile (tel. 0372/495011 – mail curiavescovile@diocesidicremona.it).

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Don Primo Margini nominato canonico del Capitolo

L'annuncio nel giorno del compleanno: il sacerdote è nato a Viadana il 6 novembre 1947. Dal 1979 al 2016 è stato direttore spirituale del Seminario, prima del Minore e poi dal 1987 anche del Maggiore

Mons. Antonio Napolioni, dopo aver avuto parere unanime da parte di tutti i membri del Perinsigne Capitolo della Cattedrale di Cremona, ha provveduto a nominare nuovo canonico don Primo Margini, già direttore spirituale del Seminario vescovile e attualmente impegnato nel ministero di confessore in Duomo. Il capitolo della Cattedrale torna così al completo dei suoi membri, che sono, di diritto, quindici. Essi sono al servizio liturgico della Cattedrale, soprattutto attraverso la Liturgia delle ore quotidiana. I canonici assumono il titolo di “monsignore”. L’annuncio della nomina cade proprio nel giorno del compleanno di don Margini.

Mons. Primo Margini, infatti, è nato a Viadana il 6 novembre 1947 ed è stato ordinato sacerdote il 17 luglio 1971 mentre risiedeva con la famiglia a Sabbioneta. È stato vicario di Sabbioneta dal 1971 al 1979, quindi direttore spirituale del Seminario minore dal 1979 al 1987. Nel 1987 è divenuto direttore spirituale di tutto il Seminario – minore e maggiore – incarico che ha mantenuto fino al giugno scorso quando è stato sostituito da don Maurizio Lucini. Don Margini è anche vice presidente di Teleradio Cremona Cittanova (dal 2003), direttore della Pia Unione del Suffragio fra il clero e apprezzato predicatore di esercizi e ritiri spirituali oltre che confessore.

 

Composizione del Capitolo

Con la nomina di mons. Margini si completa il Capitolo della Cattedrale: gli statuti, infatti, prevedono 15 membri. Questo il nuovo quadro dei canonici effettivi: mons. Giuseppe Perotti, mons. Mario Barbieri, mons. Angelo Talamazzini, mons. Luigi Gerevini, mons. Achille Bonazzi, mons. Mario Cavalleri, mons. Ruggero Zucchelli, mons. Marino Reduzzi, mons. Giuseppe Soldi , mons. Felice Bosio, mons. Alberto Franzini, mons. Attilio Cibolini, mons. Vincenzo Rini, mons. Antonio Trabucchi. Canonico onorario: mons. Giuseppe Aresi.


Storia del Perinsigne Capitolo

Il Perinsigne Capitolo, denominato ufficialmente “Capitolo dei Canonici della Beata Vergine Assunta nella Chiesa Cattedrale di Cremona”, è il più antico e illustre collegio della città. La sua esistenza è attestata dallo storico Giuseppe Bresciani già nell’VIII secolo.

L’attuale fisionomia del collegio dei canonici è chiarita nell’art. 3 dello Statuto del Capitolo della Cattedrale di Cremona che, riecheggiando il can. 503 del Codice di diritto canonico, recita: “Il Capitolo Cattedrale è il collegio dei Canonici dediti in primo luogo all’esemplare esercizio del culto divino in Cattedrale, (…) alla celebrazione quotidiana della liturgia delle Lodi e dell’Ora media e della Messa conventuale e, nel rispetto dell’attività pastorale della Parrocchia, alla disponibilità per le celebrazioni dell’Eucaristia e della Riconciliazione sacramentale e per la predicazione sacra, specie nei giorni festivi e nei tempi più significativi dell’anno liturgico”.

Tanti i poteri, le proprietà e i privilegi appartenuti nella storia al Capitolo, i cui membri, solitamente cadetti del patriziato, nel IX secolo sono chiamati “fratelli canonici” o “cardinali della Santa Chiesa cremonese”. Oggi l’unico privilegio è l’uso della croce patriarcale (concessa nel 1414 da Giovanni XXIII, l’antipapa Baldassarre Cossa, per l’ospitalità ricevuta).

Quanto all’abito, dopo il Concilio Vaticano II il Capitolo ha rinunciato ai rivestimenti sontuosi dell’ermellino, della cappa magna (concessa nel 1591 dal papa cremonese Gregorio XIV, già cardinale Niccolò Sfondrati per trent’anni vescovo di Cremona, che regalò al Capitolo anche la reliquia della Sacra Spina), della veste filettata di rosso con fascia violacea e fiocchi, della veste paonazza e del fiocco rosso sul tricorno, nonché della mantellotta paonazza, oltre a quelli confermati da Pio XI nel 1923 (i privilegi dei protonotari apostolici “ad instar partecipantium”, col privilegio dei pontificali, della mitra e della croce pettorale, con l’anello gemmato).

I canonici, che oggi hanno conservato il titolo di monsignore e con la facoltà di indossare la mozzetta violacea, hanno sempre esercitato un rilevante ruolo nel governo della diocesi, con la facoltà di elezione dei vescovi (fino alle bolle in contrario di Papa Bonifacio VIII). Oggi hanno perso tutta questa rilevanza, compresa la nomina dell’amministratore diocesano in sede vacante e l’esame delle pratiche amministrative di maggior importanza, attualmente demandato al Collegio dei Consultori. Dal 1990 il Capitolo non si occupa più nemmeno dell’amministrazione della Cattedrale: un solo canonico fa parte, per diritto, del Consiglio della Cattedrale, nominato dal Vescovo.

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Nota dell’ufficio comunicazione sociali su notizie errate relative alla fusione di quattro parrocchie del centro di Cremona

Confermata una fase di ripensamento del servizio ecclesiale sul territorio ma che durerà diversi mesi e che sarà attuata in diversi anni

In merito a notizie diffuse da una testata locale in data venerdì 11 novembre 2016 riguardanti la fusione di quattro parrocchie del centro cittadino di Cremona l’Uffico Comunicazioni Sociali della Diocesi esprime sorpresa e disappunto, perché non rispondenti alla realtà.

Mentre conferma (come annunciato in Cattedrale dal Vicario Generale al convegno diocesano del 19 settembre scorso) che è iniziata in tutte le zone della Diocesi di Cremona una fase di ripensamento del servizio ecclesiale sul territorio – che vedrà impegnati i sacerdoti, il Consiglio Presbiterale, il Consiglio Pastorale diocesano, i Consigli Pastorali Parrocchiali e le varie comunità cristiane in un percorso di condivisione che durerà diversi mesi nella sua elaborazione, e attuato in diversi anni – invita a rispettare i tempi e la gradualità del discernimento in atto, evitando di anticipare conclusioni che meritano di maturare in un clima di serena comunione.

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