Non sono passate molte settimane dalla conclusione dei Grest negli oratori della diocesi, mentre qualche parrocchia ha da poco concluso la settimana del “pre-scuola”. Eppure, se anche le maglie arancioni delle migliaia di animatori che hanno punteggiato campetti, strade e piazze di tutta la diocesi sono ripiegate nell’armadio, l’esperienza rimane. Vedendo molti di loro protagonisti della proposta rilanciata anche quest’anno a inizio settembre dalla Federazione Oratori Cremonesi: la “scuola animatori” di tre giorni a Cesenatico.
Centoventi adolescenti (e una decina di formatori) provenienti da tutte e cinque la zone della diocesi vivranno insieme giornate di formazione sulle ragioni del servizio in oratorio, l’arte della relazione, lo stile e le motivazioni di un animatore, e laboratori mirati sulle tecniche di animazione con esperti di danza, teatro e arte circense.
A dare inizio a questo programma è stata la Messa di apertura, celebrata nel mattino di lunedì 2 settembre prima della partenza per Cesenatico a Cremona, nella chiesa della parrocchia di San Francesco d’Assisi, nel quartiere Zaist, alla presenza del vescovo Antonio Napolioni.
Insieme ai sacerdoti delle parrocchie dei ragazzi, monsignor Antonio ha salutato e dato la sua benedizione ai tanti partecipanti prima della partenza per la Casa Sant’Omobono. «Essere animatori è un fatto spirituale prima ancora che umano: siamo fatti per ricevere la potenza dello Spirito, così che la nostra anima impaurita diventi coraggiosa e aperta ad intuire qualcosa delle anime dei fratelli, e fare comunità».
Durante l’omelia il Vescovo ha poi sottolineato come l’amore di Dio può rendere ognuno un ri-animatore del mondo, nel servizio di Gesù: «Auguro a ciascuno di voi – ha detto – di mettervi in cammino personalmente, nella libertà e responsabilità della missione affidata nella vostra vita: non solo per un’estate, bensì in una stagione dopo l’altra della nostra vita».
L’omelia del vescovo Antonio Napolioni
Durante la preghiera dei fedeli il pensiero è andato proprio ai giovani partecipanti dell’edizione 2024 di “Giochiamoci i talenti”: presenti i grippi di Agnadello per la zona I; le unità pastorali di Casalmorano, Castelleone e Corte de’ Frati per la Zona II; Sant’Abbondio, San Sebastiano e le unità pastorali Madre di Speranza, Cittanova, Sant’Omobono, Don Primo Mazzolari e quella di San Felice e San Savino per la città di Cremona, insieme anche al gruppo dei seminaristi; i ragazzi e le ragazze delle unità pastorali Cafarnao, Monsignor Antonio Barosi e Malagnino per la Zona IV; Sabbioneta, Casalmaggiore, Viadana e Bozzolo per la Zona V.
Il programma delle tre giornate si articola sulle due proposte degli incontri di formazione e di laboratori didattici. I primi sono organizzati in due moduli dedicati allo stile e alle motivazioni alla base dell’animatore e sull’arte della relazione, “strumento” chiave del ruolo da apprendere o affinare. Le attività, invece, guidate da esperti saranno sul teatro, la danza e il circo: i ragazzi potranno a scelta frequentarne una al mattino e l’altra al pomeriggio. Al mattino ci sarà la Messa, mentre alla sera un momento di preghiera collettiva.
Il senso di questa breve “scuola” è quindi comprendere che cosa significhi essere animatori sempre dietro a Gesù; il perché e in quale modo vivere questo impegno per tanti giovani. Domande al centro dell’esperienza biennale che – per il primo gruppo di animatori – si concluderà ad aprile 2025 con il laboratorio di terzo livello che misurerà le competenze acquisite con la preparazione del prossimo Grest.
«Il Grest – spiega il responsabile della Pastorale giovanile e della Federazione oratori don Francesco Fontana – resta, diciamo così, il termine paragone per l’impegno degli animatori. Il desiderio, però, è quello di offrire gli strumenti perché l’animazione non sia solo intrattenimento, ma sia una parte importante all’interno del progetto educativo in oratorio. Abbiamo a che fare con ragazzi “tutti interi” e dunque è importante che siano partecipi e coinvolti in tutti gli aspetti della loro capacità di espressione, di relazione e di impegno».



































Monsignor Adelio Buccellè, classe 1954, originario di Grumello Cremonese, è stato ordinato sacerdote il 19 giugno 1982. Laureato in Ingegneria, ha iniziato il proprio ministero come vicario a Sesto Cremonese. Nel 1988 è diventato parroco di Castelvisconti. Negli stessi anni è stato docente in Seminario (1993-1995). Nel 2000 è stato trasferito a Vailate come parroco. Nel 2013 ha assunto l’incarico di parroco in solido e moderatore dell’unità pastorale di Isola Dovarese, Pessina Cremonese, Stilo de’ Mariani e Villarocca. Nel 2022 ha assunto l’incarico di confessore in Cattedrale, diventando nel 2023 anche mansionario del Capitolo, del quale ora diventa canonico effettivo.
Monsignor Antonio Censori, classe 1948, originario di Scandolara Ravara, è stato ordinato sacerdote il 22 giugno 1974. Ha iniziato il proprio ministero come vicario a Cingia de’ Botti (1974-1978) e successivamente ad Antegnate (1978-1985) e nella parrocchia Cristo Re (1985-2000), nel quartiere Po di Cremona, ricoprendo anche il ruolo di incaricato della Pastorale dei fieranti e dei circensi (1991-2000). Nel 2014 è stato nominato parroco delle parrocchie di Longardore, San Salvatore, Sospiro e Tidolo e tra il 2010 e il 2011 è stato anche amministratore parrocchiale di Derovere e Vidiceto. Nel 2014 il trasferimento a Viadana come parroco delle quattro parrocchie S. Maria Annunciata, S. Maria Assunta e S. Cristoforo, Ss. Martino e Nicola e S. Pietro apostolo e dal 2005 anche della parrocchia della frazione di Buzzoletto. Ora il vescovo l’ha scelto come nuovo canonico del Capitolo della Cattedrale, affidandogli anche l’incarico di cappellano dell’azienda speciale Cremona Solidale.










































