Nella visita pastorale a Cappella de’ Picenardi, Cicognolo e Pieve San Giacomo l’invito a rafforzare l’unità, come risposta al Vangelo e per dare futuro alle comunità

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L’unità per dare continuità al messaggio di Cristo. E dare un futuro alle comunità cristiane, attraverso ragioni di speranza e forza per un cammino condiviso. «Per questo ci uniamo tra parrocchie che altrimenti diventano troppo piccole», ha detto il vescovo Antonio Napolioni durante l’omelia nella Messa presieduta nella mattinata di domenica 25 gennaio nella chiesa di S. Donnino martire a conclusione della Visita pastorale alle parrocchie di Cappella de’ Picenardi, Cicognolo e Pieve San Giacomo.

A partire dal brano del Vangelo di Matteo, monsignor Napolioni ha creato una similitudine tra le realtà parrocchiali visitate e i due luoghi di Nazareth e Cafarnao; i piccoli centri urbani lontani dalle vie di comunicazione e l’unità pastorale come la città in riva al grande lago, crocevia di persone, popoli, generazioni che si succedono. «Galilea delle genti: il mondo è così. E Gesù ci chiama a entrare nella luce, a vivere nella luce, a uscire dalle tenebre che storicamente sembrano prevalere quando c’è guerra, violenza, mancanza di dialogo. Ma queste tenebre non hanno l’ultima parola se ci sono uomini e donne che si convertono, che escono dalle tenebre per vivere nella luce, realizzando quella chiamata che Gesù ci ha fatto».

«La presenza del vescovo è stata un’occasione preziosa – ha riassunto don Ernesto Marciò, parroco dell’unità pastorale Madre Nostra (formata dalle parrocchie di Cella Dati, Derovere, Longardore, Pieve San Giacomo, Pugnolo, San Salvatore, Sospiro e Tidolo) che ha partecipato ai vari momenti insieme anche al collaboratore don Marco Bosio –. Ho visto una buona partecipazione di popolazione sia alla domenica sia agli incontri pubblici. La Messa è stata molto bella e partecipata. Venerdì sera abbiamo ricevuto anche un supporto dall’Ufficio famiglia diocesano per l’incontro del vescovo, che ci ha aiutati a eviscerare tematiche che possono poi diventare anche il filo conduttore di prossimi incontri».

E lo stesso è avvenuto anche il sabato sera, così come nell’incontro del mattino con gli amministratori locali e i rappresentanti delle associazioni del territorio.

«C’è stato un confronto libero con loro su tanti temi di carattere sociale e civile, senza nascondersi le criticità e potenzialità della zona, le fatiche della collaborazione e del mettere in rete i servizi – ha detto ancora don Marciò –. Il vescovo ha saputo dare una speranza di fronte ai problemi della denatalità e dello spopolamento che sta vivendo l’hinterland cremonese, evidenziando come le comunità siano ancora vive e desiderose di mantenere il legame con il territorio. Da qui il confronto si è protratto sulle sfide del mondo educativo, che sono state anche accennate e condivise con la sessantina di ragazzi delle medie e Superiori. Il vescovo è stato molto disponibile e aperto durante il momento di ascolto reciproco, a partire delle domande che i ragazzi avevano preparato e che è stato l’occasione per condividere con loro un momento di riflessione».

Proprio le criticità di trovare un equilibrio tra cambiamento e conservazione di una vitalità sono state riprese dal vescovo durante l’omelia a Cicognolo. «Siamo onesti: nessuno di noi si alza la mattina con una smania di convertirsi, di cambiare; anzi siamo molto attaccati a noi stessi, alle abitudini, ai gusti, alle tradizioni». La forza con cui Gesù riesce a convertire e a cambiare i cuori è nell’incontro e con uno sguardo di amore: «Dalla croce – ha detto ancora Napolioni – lui ci dona una tenerezza infinita e ci viene incontro, ci tende la mano, ci mostra il volto del Padre misericordioso». E ha proseguito: «“Sì, quel giorno in cui mi sono confessato in quel modo, ho sentito su di me lo sguardo d’amore di Dio e non lo posso più dimenticare”. E quello sguardo, come raccontava Papa Francesco, chiama la misericordia. Ci fa sentire scelti non perché bravi, non perché migliori, ma perché amati». E allora la comunità cristiana può imparare da Cristo a essere così amata «da non aver paura di amare i piccoli, i poveri, i nuovi, i lontani, gli anziani, le sue membra. Si impara a guardare così le persone e il mondo. Si impara a chiamare per nome ognuno, perché ciascuno ha una vocazione, un posto nella Chiesa, è prezioso agli occhi di Dio e contribuisce alla vita dell’intero popolo».

Don Giovanni Fiocchi, parroco in solido e moderatore dell’unità pastorale Cafarnao (composta da Binanuova, Ca’ de Stefani, Cappella de’ Picenardi, Cicognolo, Gabbioneta, Pescarolo, Pieve Tarzagni, Vescovato), ha sottolineato la centralità dell’Eucarestia domenicale e gli interventi del vescovo di rassicurare le parrocchie in queste fasi di avvicendamento: «Ha incontrato le persone dopo la Messa in modo molto cordiale e aperto. Non si è entrati approfonditamente nella situazione nei programmi della parrocchia, quanto a questi processi che stanno avvenendo con una certa gradualità.

«Ha partecipato non solo la comunità di Cicognolo, ma l’unità pastorale intera. Nella messa domenicale anche il coro era formato dai coristi delle altre parrocchie; quindi, è stata anche una bella esperienza di condivisione», ha sottolineato il vicario generale don Antonio Mascaretti, che dopo essere stato parroco di Cicognolo da settembre è collaboratore parrocchiale dell’intera unità pastorale Cafarnao, e ha concelebrato l’Eucaristia presieduta dal vescovo insieme a don Fiocchi e a don Pierluigi Capelli (parroco in solido dell’unità pastorale come anche don Alessandro Bertoni).

Un popolo in cammino, dunque, unito nelle differenze di vocazione, con lo sguardo verso Cristo. Una comunione proprio ricordata nella conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. «Questa è la formula per farcela – ha detto ancora il vescovo: uniti intorno alla stessa Parola. Ascoltiamo lo stesso Vangelo non perché dia ragione ai nostri pensieri, non per tirarlo dalla nostra parte, bensì per riconoscerci che siamo un corpo solo. Mostrare al mondo che l’unità, pur essendo diversi, è possibile. Questo è ciò che noi possiamo scegliere di fare insieme. Un cammino di benedizione per noi e per coloro che ci incontreranno. Una chiesa accogliente e fiduciosa del prossimo perché innamorata del Signore».

 

Il video della celebrazione conclusiva a Cicignolo

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Jacopo Orlo
TeleRadio Cremona Cittanova
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