Una celebrazione festosa e di buon auspicio per il futuro della comunità ghanese e non solo. Nella consueta celebrazione della domenica pomeriggio alle 15 nella chiesa di San Francesco, a Casalmaggiore, lo scorso 8 marzo è stata presentata ufficialmente la nuova associazione giovanile cattolica, composta da una ventina di persone originarie del Ghana. Il motto “giovani e vibranti” come missione: entusiasmo e coraggio per il bene della città maggiorina.
Alla guida del gruppo ci sarà Priscila Agyei Fobi, affiancata dal consiglio direttivo formato da Cecilia Agyei Fobi, Jacob Jankum, Mary Jankum e Stephan Atuahene.
Alla celebrazione, presieduta da don Prince Ampong, referente della comunità presente sul territorio di Reggio Emilia, Modena e Casalmaggiore, hanno partecipato anche il parroco don Claudio Rubagotti e il sindaco Filippo Bongiovanni.
Nel 2019 erano stati celebrati i dieci anni dalla fondazione della comunità, oggi guidata dal referente Francis Asamoah. La giornata di domenica ha segnato l’inizio di un nuovo progetto per uno dei gruppi più rappresentativi della città, che conta quasi 600 persone.
Il sindaco Bongiovanni ha salutato con favore la nascita dell’associazione: «Diamo il benvenuto a questa nuova realtà. Persone di origini diverse si ritrovano unite nella vita, nei lavori quotidiani e nella crescita di una comunità. L’importante è fare del bene tutti insieme per gli altri: il futuro lo costruisce chi ha voglia di fare e si prende a cuore il luogo in cui vive. Spero questi giovani, che rappresentano lo spirito che una comunità deve avere, portino avanti il lavoro di cura dei loro predecessori».
In una chiesa di San Francesco allegra e animata dalla musica, don Rubagotti, al quale è stata donata una casula, ha voluto sottolineare il significato della festa: «Questo aspetto, per la mia sensibilità, è qualcosa di importante nella vita di un cristiano. Ringrazio la comunità ghanese e don Ampong che hanno coinvolto me e il sindaco in questa iniziativa. Le parole del sindaco sono anche le mie: è bello pensare ai giovani che si organizzano. La vita è fatta anche di chi è giovane e costruisce insieme. Quando ero ragazzo papa Giovanni Paolo II usava questa espressione: “i giovani sono la speranza della Chiesa”. Ho imparato nella mia vita l’altra parte della frase: “la Chiesa è la speranza dei giovani”. La Chiesa cattolica ha un messaggio che non dipende da me e da te, e i giovani che la abitano diventano la speranza del mondo».
Prime parole ufficiali anche per la presidente Priscila Agyei Fobi: «Oggi è un giorno di gioia per noi: la comunità in cui ci riuniamo per inaugurare il gruppo giovanile davanti a tutti voi. Un onore che riconosco come privilegio e non un diritto: accetto la presidenza del gruppo con profondità gratitudine e accolgo con entusiasmo i compiti affidati. Il futuro di ogni istituzione, anche la chiesa, dipende dai suoi giovani e in quanto tale si presenta preparato e impegnato nelle seguenti missioni: sostenere le attività della chiesa assumendo alcuni ruoli come la lettura liturgica e la preghiera dei fedeli, la pulizia della chiesa, e favorire l’integrazione con la comunità italiana».
E ancora: «Questa missione contribuirà a promuovere una convivenza armoniosa, priva di discriminazione e razzismo. La pastorale giovanile non si limiterà alle sole attività della chiesa: sarà una piattaforma dove coltivare idee e potenziali competenze. Come giovani ci consideriamo ambasciatori della chiesa, quindi attraverso orientamento e formazione di un buon carattere sarà una priorità, pur accogliendo le differenze individuali».
«Vorrei esprimere il mio apprezzamento per la fiducia che il gruppo ha riposto in me come presidente – ha detto ancora Priscila Agyei Fobi – : mi impegno a guidare con integrità e coraggio. Sono pronta a servire al meglio delle mie capacità. Il nostro slogan, “giovani e vibranti”, ci ricorda che siamo pieni di energie e capaci di raggiungere qualsiasi obiettivo positivo che ci prefiggiamo. Incoraggio tutti noi a mettere in pratica questo motto. Il compito che ci attende richiede lavoro di squadra, quindi rimanere uniti, perché solo nell’unità possiamo realizzare grandi cose. Dio ci benedica tutti, e renda la nostra chiesa e i giovani forti per affrontare queste sfide».












