Di fronte alla crisi climatica “non reagiamo abbastanza, poiché il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura”. Otto anni dopo la Laudato si’, Papa Francesco con l’esortazione apostolica Laudate Deum lancia un nuovo appello “alle persone di buona volontà” e alle forze politiche a partire da una certezza:
“l’impatto del cambiamento climatico danneggerà sempre più la vita di molte persone e famiglie. Ne sentiremo gli effetti in termini di salute, lavoro, accesso alle risorse, abitazioni, migrazioni forzate e in altri ambiti”.





“La Casa del Dono” è “uno sguardo sull’oratorio per esplorare, indagare e portare alla luce, con il metodo proprio di una ricerca, quanto e come il contesto e il metodo oratoriano sia generativo in ordine alla gratuità e al dono di sé”. Lo si legge in “La Casa del Dono. Indagine sugli oratori lombardi e il volontariato”, presentata il 2 ottobre all’Università Cattolica di Brescia. “Chi abita o ha abitato l’oratorio sa bene che, come in una famiglia, tutte le attività e le iniziative si reggono quasi esclusivamente grazie alla condivisione che le persone fanno di se stesse per la crescita degli altri, in particolare di chi è più giovane”. L’oratorio è stato, in questo senso, “la casa del dono” per “generazioni di persone che in esso hanno speso tempo, energie, passione”; ma è stato “la casa del dono” anche “per quanti, a vario titolo, hanno beneficiato di tanta gratuità e di innumerevoli servizi, spesso nascosti, a sostegno delle attività educative e pastorali in esso promosse”. 






