Chi chiede di essere aiutato a morire vive “in uno stato di profonda depressione e delusione nei confronti dell’umanità”; la sua è in realtà “una domanda di vicinanza e sostegno”. Non ha dubbi lo psichiatra Tonino Cantelmi, che esprime al Sir assoluta contrarietà a risposte “disumane” come eutanasia e suicidio assistito e assicura: “Non accetteremo mai di smettere di curare”. Il tema sarà al centro di un incontro di alto profilo sul fine vita, in programma il prossimo 11 settembre a Roma.
Suicidio assistito. Cantelmi (psichiatra): “Una risposta disumana. Non smetteremo mai di curare”
La risposta a chi chiede di morire non è l’eutanasia o il suicidio assistito ma è fatta di vicinanza, ascolto, accompagnamento









