I giovani, nel pieno della loro crescita e dell’esplosione dello sviluppo, hanno, paradossalmente, molto a che fare con la morte. Proprio in questa fase della vita, infatti, i ragazzi iniziano a concepire e a pensare l’idea di morte come qualcosa che li possa colpire in prima persona. Il loro corpo percepito come mortale, corruttibile e finito, contribuisce ad aumentare in essi angosce e sentimenti depressivi. Il concetto di morte si affaccia nelle loro menti richiedendo grandi sforzi ed energie per poter rielaborare questo fisiologico lutto che ha a che fare con un corpo cambiato, non più bambino, un corpo fragile, bisognoso dell’altro e destinato ad una fine. Continue reading
Morire e crescere: guardiamo ai giovani nel tempo della pandemia
Una riflessione degli operatori del Consultorio Ucipem di Cremona










