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Il cortile del Museo Verticale del Torrazzo ha ospitato, lunedì 4 maggio, l’evento conclusivo del progetto “Il futuro ha bisogno di radici”. Gli studenti dell’Istituto “A. Ghisleri” di Cremona e dell’Istituto comprensivo “G. Diotti” di Casalmaggiore hanno presentato una performance che ha unito musica, danza e teatro per attualizzare il messaggio di don Primo Mazzolari.
L’iniziativa, sostenuta da Fondazione Cariplo, ha voluto connettere le nuove generazioni ai valori del parroco di Bozzolo, come ha sottolineato Silvia Corbari, della Fondazione “Don Primo Mazzolari” di Bozzolo, introducendo la mattinata: «Vogliamo rendere i valori della fratellanza, della pace e dell’attenzione agli ultimi più vicini alla vita dei ragazzi di oggi. Grazie a questi giovani per aver conosciuto don Primo e per presentarlo ora alla città».
Il percorso si è articolato attraverso i linguaggi espressivi scelti dalle scuole. L’Istituto Diotti ha aperto l’evento con canti e balli nati da un laboratorio interdisciplinare. «Abbiamo unito teatro, danza e musica – ha spiegato la docente Lucilla Valenti – . Per uscire dagli schemi siamo passati dal Cantico delle Creature a un ballo ispirato alle donne iraniane, recitato da una ragazza musulmana. Don Primo, con la sua vita, ha indicato questa strada».
La sfida del progetto è stata quella di tradurre un linguaggio storico in concetti contemporanei.
Don Umberto Zanaboni, vicepostulatore della causa di beatificazione di Mazzolari, ha rimarcato l’attualità del pensiero mazzolariano: «Gli scritti di don Primo possono risultare ostici per un giovane di oggi, ma accostandosi alle sue pagine si scopre la straordinaria modernità delle sue idee su tolleranza e coscienza. In un momento in cui spesso si “svuotano i cervelli”, questo progetto serve a riempire la mente dei giovani con temi fondamentali».
L’entusiasmo degli studenti è stato il motore della rappresentazione curata dal gruppo teatrale del Ghisleri. Il coordinatore Federico Benna ha osservato il percorso di crescita del gruppo: «Nessuno di loro conosceva bene Mazzolari. Siamo entrati nel suo pensiero scegliendo e sfrondando i testi. I ragazzi si sono entusiasmati integrando recitazione e danza. Portano a casa un impegno concreto».
La performance è stata ospitata dal Polo Museale Diocesano. Il direttore, don Gianluca Gaiardi, ha concluso l’incontro richiamando il valore della testimonianza: «Avete messo corpo e faccia per comunicare valori per cui don Primo ha speso il suo ministero in tempi difficili. Il ringraziamento si trasforma in un invito: non manchi mai il vostro impegno nella società».
















