“L’amore è intrepido”. Queste parole rivolte dal cardinale Federico Borromeo a don Abbondio nel chiedergli conto dei motivi per i quali non avesse celebrato il matrimonio di Renzo e Lucia, illuminano di una luce sfolgorante la missione dei cristiani di ieri e di oggi, chiamati ad essere come agnelli in mezzo ai lupi, sapendo che soffrire per la giustizia “è il nostro vincere”. Del resto, è tutto il discorso che il cardinale rivolge al curato del paesino in provincia di Lecco, a renderlo evidente con un rimprovero dal sapore cristiano, cioè una chiamata alla conversione, come in fondo sono tutti I Promessi Sposi, un mirabile affresco dell’animo umano in situazioni estreme, che conosciuti per il ruolo centrale che vi ha la Provvidenza, sono anche una scossa per ciascuno a riconoscerla e cooperare con essa. Nel rileggerli, nel tempo dell’emergenza da Coronavirus, non possono che balzare agli occhi quelle affinità che si scatenano nell’animo umano e nelle società quando vengono colpite da un flagello che si trasmette da un essere umano all’altro, costringendo, quindi, o a barricarsi nell’accusa o, al contrario, a aprire il cuore e per quel che si può a scommettere la propria vita per gli altri, non ubbidendo all’iniquità, come dice sempre il Cardinale a don Abbondio, quell’iniquità che comanda “trasgressione e silenzio”. Continue reading
Quei Promessi Sposi che ci parlano oggi
“Manzoni mi ha dato tanto”. Così Papa Francesco nel 2013 parlò del suo interesse per “I Promessi Sposi”, letti da lui più volte e richiamati anche in questo periodo. Il grande classico della letteratura italiana, ambientato in un periodo di pestilenza, tratteggia infatti l’umanità con grande attualità










