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Italia: Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime delle mafie

E’ Padova, la piazza principale della XXIV Giornata della Memoria e dell'Impegno, promossa da Libera per ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnovare l’impegno nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. Intervista a don Luigi Ciotti

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera celebra in tutta Italia il Giorno della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Il tema che accompagna la Giornata del 2019 è “Passaggio a Nord Est, orizzonti di giustizia sociale”. Tra i partecipanti anche i familiari delle vittime innocenti delle mafie. I nomi delle circa 1.000 vittime vengono letti, come ogni anno, nel corso della giornata. Nomi di donne e uomini che erano semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali, che sono morti per mano delle mafie per aver compiuto il loro dovere. Continue reading »

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“Primo: guardarli negli occhi”, il tema dell’accoglienza apre gli incontri del Centro culturale S. Omobono

Venerdì 22 marzo nella Sala dei Quadri del Palazzo Comunale la testimonianza di Ziggie Weldeslassie, eritreo arrivato in Italia nel 2007 attraverso il Mediterraneo

Riflessioni verso il voto n vista di una campagna elettorale – ormai alle porte – che si annuncia come e più di altre volte accesa e divisiva, anche all’interno delle stesse comunità cristiane, la associazione Sant’Omobono di Cremona propone una serie di incontri che vogliono offrire «contributi per il futuro governo di Cremona».

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La disaffezione alla preghiera colpa di noi adulti

Fratel MichaelDavide Semeraro, monaco benedettino, "rilegge" per il Sir il rapporto tra i giovani e la preghiera a partire da una delle tre pratiche tradizionali della Quaresima. E avverte: "La disaffezione alla preghiera è dovuta alla mancanza di iniziazione ad essa" da parte di noi adulti. Il gusto, il profumo, l'eleganza del silenzio dovrebbero essere insegnati e trasmessi fin da bambini. "La gratitudine e la solidarietà sono i frutti più importanti della preghiera"

I giovani vivono “raccontandosi” continuamente, ma non sono capaci di “sentire” profondamente. Ne è convinto fratel MichaelDavide Semeraro, monaco benedettino, che “rilegge” per il Sir il rapporto tra i giovani e la preghiera, una delle tre pratiche tradizionali della Quaresima. “Nei giovani c’è una disaffezione alla preghiera dovuta alla mancanza di iniziazione ad essa” da parte di noi adulti, la tesi di fondo. Continue reading »

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Santità giovane, la storia di Carlo Acutis giovedì ai Quaresimali di Soresina

Alle 20.45 nel salone parrocchiale “Mons. Natale Mosconi” interverrà Sidi Perin, padrino della Cresima del ragazzo morto nel 2006 all'età di 15 anni

Giovedì 21 marzo, per il secondo dei Quaresimali proposto dalla parrocchia di Soresina, si guarderà alla “santità giovane” con la figura di Carlo Acutis (1991 – 2006) per cui è in corso la causa di beatificazione e di cui si dice che sarà il futuro il patrono di internet e il protettore dei giovani cybernauti. L’appuntamento è alle 20.45 nel salone parrocchiale “Mons. Natale Mosconi”. Interverrà il dottor Sidi Perin, padrino della Cresima di Carlo Acutis. Continue reading »

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Sfilata di moda etica domenica a Cremona

Alle 18 davanti alla bottega Nonsolonoi Altromercato di corso Matteotti 1

È di pochi giorni fa la notizia dell’ultimo incendio divampato a Dhaka (Bangladesh), in una fabbrica che produce abbigliamento per conto di grandi aziende. L’ultimo di una lunga serie di eventi tragici che sta lasciando una scia di sangue e migliaia di morti. Molti ricordano il crollo del complesso industriale Rana Plaza nel 2013, sempre a Dhaka, in cui morirono 1133 persone. Continue reading »

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In Seminario con il Vescovo l’annuale festa dell’Associazione familiari del clero

Nell'occasione sono state consegne le pergamene a quei Familiari che da 25 anni sono a servizio dei loro preti, ordinati nel 1994

Nella giornata di martedì 26 marzo si è svolta in Seminario l’annuale festa dell’Associazione familiari del clero, cui ha partecipato anche il vescovo Napolioni presiedendo la celebrazione eucaristica. I partecipanti sono stati più numerosi del solito in occasione di questo momento che ha concluso, per quest’anno, la serie di incontri formativi che con cadenza mensile si tengono presso il Seminario. Continue reading »

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Familiari del Clero, il 26 marzo festa in Seminario con i preti che festeggiano il 25esimo di ordinazione

Da lunedì 11 a giovedì 14 marzo al Santuario di Caravaggio gli esercizi spirituali regionali

Marzo ricco di iniziative per l’associazione “Collaboratori e familiari del clero”. Da lunedì 11 a giovedì 14, infatti, presso il Santuario di Caravaggio si svolgeranno gli esercizi spirituali promossi, all’inizio della Quaresima, a livello regionale. La predicazione è affidata al sacerdote cremonese don Irvano Maglia, parroco di S. Agata e S. Ilario in Cremona.

Ulteriore appuntamento in programma è la festa dell’Associazione, in agenda martedì 26 marzo in Seminario. Il programma della mattinata prevede la celebrazione delle Lodi,  meditazione e confessioni. A seguire, alle 11.30, la Messa presieduta dal vescovo Napolioni. Continue reading »

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Il 30 marzo a Zanengo, presso “La Isla de Burro” della Caritas, sarà Do(W)nkeys

Un pomeriggio pensato principalmente per le persone con sindrome di Down e le loro famiglie. Intervista al diacono permanente Marco Ruggeri, responsabile del progetto e padre di una bimba down di dieci anni

Nell’ambito della Giornata mondiale delle persone con sindrome di Down (che ricorre il 21 marzo), sabato 30 marzo, a partire dalle 14.30, presso l’opera segno di Caritas Cremonese “La Isla de Burro” di Zanengo, torna il Do(W)nkeys. Su entrambe le giornate abbiamo rivolto qualche domanda a Marco Ruggeri, diacono permanente, operatore Caritas, responsabile del progetto “La Isla de Burro”, ma soprattutto papà di Sara, bimba down di dieci anni. Continue reading »

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Festa del papà: 50 anni di oscuramento in Occidente ma è ancora necessario

Se sparisce il padre sparisce anche ogni responsabilità, e costruiamo un mondo di bambini perennemente litigiosi o di irosi (pre)adolescenti, adulti solo all’anagrafe. Un mondo ove nessuno più si fa carico di nessuno. E ancora, il padre è ed è chiamato a esser colui che riesce a bilanciare tra loro autonomia e riferimento a valori normativi, attenzione a sé e all’altro, libertà e responsabilità, oggettività e soggettività. Un processo educativo è tale solo grazie a questo equilibrio, e alla presenza d’un padre a sua volta in relazione costruttiva con una sposa (e madre)

È ancora possibile essere “padre” in Occidente, dopo circa 50 anni spesi a “uccidere il padre” (come ci chiedeva con insistenza la psicoanalisi freudiana), o a definirla superflua (secondo la solita cultura radical chic dell’autonomia a tutti i costi), o a cancellarne la presenza (come nelle leggi sull’aborto), o a renderla facoltativa (in quelle sul matrimonio e l’educazione dei figli), o a ritenerla addirittura un puro costrutto culturale-sociale (secondo le teorie del gender)? In effetti questo clima così ostile ha creato nella nostra società una sorta di oscuramento del padre, di cui è inevitabile pagare le conseguenze.

La prima è che non solo non ci sono più “padri”, ma non ci sono adulti, perché la paternità significa il pieno compimento del cammino dell’adulto.

Se la vita, infatti, è dono ricevuto che tende per natura sua a divenire bene donato, si diventa adulti quando si sceglie esplicitamente di passare dalla fase passiva della ricezione del dono a quella attiva del dono-di-sé. Adulto è dunque colui che genera, che si prende cura dell’altro, che se ne sente responsabile e custode, che se ne carica peso e debolezza, anche nel male. Berdjaev dice, al riguardo, che Caino ha ucciso Abele non quando l’ha colpito con violenza mortale, ma quando di fronte al Creatore ha negato d’esser “custode” di Abele: non sentirsi responsabili dell’altro è ucciderlo! E ancora lo stesso autore russo specifica che il giudizio finale sarà sulla stessa domanda, che Dio rivolgerà a ogni uomo, e forse in modo particolare a chi si sente buono, come Abele: “Che ne hai fatto di Caino?” Ovvero la responsabilità nei confronti dell’altro, di qualsiasi altro, specie di chi sbaglia.

Se sparisce il padre sparisce anche ogni responsabilità, e costruiamo un mondo di bambini perennemente litigiosi o di irosi (pre)adolescenti, adulti solo all’anagrafe. Un mondo ove nessuno più si fa carico di nessuno.

E ancora, il padre è ed è chiamato a esser colui che riesce a bilanciare tra loro autonomia e riferimento a valori normativi, attenzione a sé e all’altro, libertà e responsabilità, oggettività e soggettività. Un processo educativo è tale solo grazie a questo equilibrio, e alla presenza d’un padre a sua volta in relazione costruttiva con una sposa (e madre). E il discorso s’estende naturalmente alla coppia: le categorie padre e madre, maschile e femminile, sono complementari e irrinunciabili per una società sana e adulta, ove ognuno è complementare all’altro per generare assieme vita e felicità. I legami affettivi originari, in armonia tra loro, sono costitutivi di identità; al di fuori di essi c’è solo la confusione identitaria e il caos relazionale, ove nessuno è se stesso e in pace con sé e con l’altro.
Ma

il padre oggi è necessario anche sul piano della fede.

Perché la paternità è pur sempre la prima caratteristica di Dio, e il padre terreno, col suo modo di porsi, di voler bene, di volere la crescita e la gioia del figlio, di farsi da parte per dargli spazio, è la prima immagine del Padre-Dio per il figlio stesso. In quello stile relazionale nasce ogni cammino di fede, oppure s’interrompe o viene deformato per sempre. È grande mistero che la qualità del rapporto con Dio dipenda in buona parte dalla qualità del rapporto originario col proprio genitore, ed è pure grande responsabilità per ogni padre!
Per questo il padre è necessario ancor oggi, come sempre. Ma occorre, forse ancor più che un tempo, che vi siano nella Chiesa cammini formativi alla vocazione paterna. La più bella che ci sia!

Amedeo Cencini

(fonte: AgenSir)

 

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Inaugurata al Foppone la mostra su sant’Oscar Romero (AUDIO e FOTO)

Visitabile sino al 24 marzo, prevede incontri di riflessione e approfondimento sul territorio: il programma completo

Una mostra e un ciclo di incontri sul territorio per ricordare mons. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, nell’America Centrale, ucciso il 24 marzo del 1980 mentre celebrava l’Eucaristia, mettendo così a tacere le sue denunce sulle violenze della dittatura militare nel Paese. Proprio guardando alla figura di questo “nuovo” santo (è stato proclamato santo da papa Francesco lo scorso 14 febbraio), le Acli cremonesi hanno ideato questa iniziativa insieme a diverse altre associazioni: Caritas, S. Vincenzo de’ Paoli, Gruppo Missionario S. Abbondio, Azione Cattolica, Associazione Latino Americana. Continue reading »

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