Archives

image_pdfimage_print

In occasione del 50° anniversario della morte, proponiamo il ricordo del vescovo Danio Bolognini da parte di mons. Ruggero Zucchelli, presidente del Capitolo della Cattedrale di Cremona. Il ricordo giovanile negli anni dell’Azione Cattolica e poi durante la formazione in Seminario prima dell’ordinazione, avvenuta il 24 giugno 1972, pochi mesi prima della morte del vescovo Bolognini. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

Il vescovo Danio Bolognini e il Seminario, la liturgia e il Concilio Vaticano II nel ricordo di mons. Francesco Follo, sacerdote originario di Pandino recentemente rientrato in diocesi dopo un lungo servizio nella Diplomazia vaticana, prima alla Segreteria di Stato e poi per vent’anni a Parigi come osservatore permanente della Santa Sede presso l’Unesco. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

Da ragazzino di Antegnate poi entrato in Seminario, a giovane prete novello inviato a perfezionare gli studi a Roma: mons. Mario Marchesi, oggi vicario giudiziale dopo essere stato vicario generale della Diocesi dal 2003 al 2016, ricorda alcuni momenti e incontri con il vescovo Danio Bolognini, in occasione del 50° anniversario della morte. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

Emergenza Ischia, il sostegno della Chiesa italiana attraverso Caritas

Venerdì il direttore di Caritas Italiana nell’isola per testimoniare vicinanza alla popolazione e fare il punto con la Chiesa locale sugli interventi

Caritas continua a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione a Casamicciola, nell’isola di Ischia, colpita da una frana che ha provocato morti, feriti e sfollati. Sabato 26 novembre, il presidente e il segretario generale della CEI, card. Matteo Zuppi e mons. Giuseppe Baturi, hanno espresso – con una telefonata al vescovo Gennaro Pascarella – la solidarietà della Conferenza Episcopale Italiana all’intera comunità. Venerdì 2 dicembre, il direttore della Caritas Italiana, don Marco Pagniello, sarà nell’isola per testimoniare vicinanza alla popolazione e fare il punto con la Chiesa locale sugli interventi.

Unendosi alla preghiera per le vittime e per i loro familiari, Caritas Italiana resta in stretto contatto con la delegazione regionale e con la Caritas diocesana per valutare le necessità e organizzare gli aiuti. Da subito si è mobilitata per offrire sostegno morale e psicologico alle famiglie sfollate, con particolare attenzione ai più piccoli e vulnerabili.

In attesa dell’operatività del piano della Protezione civile, attualmente il centro “Giovanni Paolo II” è il primo punto di riferimento per l’accoglienza degli sfollati che vengono poi indirizzati negli alberghi che hanno dato disponibilità, in alcuni dei quali, non essendo attive le cucine, provvisoriamente Caritas provvede anche ai pasti.

«Questa nuova emergenza – sottolinea don Marco Pagniello – colpisce un territorio e una popolazione che, come abbiamo denunciato il mese scorso, purtroppo è ancora alle prese con i ritardi nella ricostruzione dopo il terremoto che il 21 agosto 2017 ha provocato 2 vittime e 42 feriti, oltre a 3000 sfollati, di cui una parte ancora oggi vive in abitazioni di fortuna».

Poi aggiunge: «Non si può continuare a parlare di prevenzione e cura solo quando ci sono le emergenze. È tempo di responsabilità e consapevolezza: azioni concrete e costanti di studio, difesa e cura del territorio, possono prevenire o comunque ridurre progressivamente i rischi per le popolazioni più vulnerabili».

È possibile sostenere gli interventi, facendo un versamento intestato a Fondazione San Facio, specificando nella causale “Emergenza Ischia”, attraverso:

  • Conto Corrente Bancario
    IBAN: IT 57 H 05156 11400 CC0540005161
  • Conto Corrente Postale
    n. 68 411 503

oppure direttamente alla Caritas Cremonese attraverso un bonifico sul relativo Conto corrente.

  • Conto Corrente Bancario
    IBAN: IT 74 E 03069 11400 100000061305
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

Una donna dal viso dolce, le mani sul cuore. Cammina, quasi fluttua, con ai piedi un libro. Un’opera lignea, essenziale, “Madre di Sapienza”, il titolo, inaugurata nel pomeriggio di martedì 29 novembre presso la Cappella del Campus di Santa Monica, sede cremonese dell’Università Cattolica. Una statua che, nonostante l’aspetto semplice, parla di un connubio tra spiritualità, bellezza e cultura. Una statua che il vescovo Antonio Napolioni ha benedetto alla presenza dell’autore Sergio Lotta, del direttore della sede di Cremona e Piacenza, Angelo Manfredini, dell’assistente pastorale del campus, don Maurizio Compiani, del committente Virgilio Compiani e di un pubblico fatto da cultori dell’arte e docenti.

Prima della benedizione nella cappella, si è svolta la presentazione dell’opera presso l’aula magna del Campus, dove a moderare è stata la studentessa Annalisa Abellonio della laurea in Food Processing. L’intervento a distanza da Milano di mons Claudio Giuliodori, assistente generale dell’Università Cattolica, ha aperto il pomeriggio ricordando come l’opera sia di fatto “un segno profetico” capace di “illuminare il cammino dell’Università, luogo ricco di sapienza antica”.

Un luogo, come ha fatto notare Abellonio, dove ancora mancava un riferimento alla Vergine. E proprio per colmare questo vuoto da tempo si pensava a un’opera che poi si è rivelata frutto di una riflessione a più voci e che ha preso forma grazie all’impegno non solo dello scultore Sergio Lotta (medico di professione ma appassionato di ebanisteria e figlio d’arte) ma naturalmente del committente Virginio Compiani e di una serie di persone (nipotino dello scultore compreso) che ne hanno ispirato la complessità del simbolismo pur nella semplicità del suo apparire.

L’opera, di 156 cm, è composta dalla figura della Vergine, dal viso dolce e sorridente e dallo sguardo intenso, con le mani incrociate sul cuore, e da un libro aperto ai suoi piedi. È collocata al fianco dell’altare, dal lato dell’ambone, ed è sospesa grazie a un supporto quasi invisibile.

Don Compiani ne ha spiegato la genesi, frutto di discussioni appassionate, ma soprattutto i riferimenti biblici che ne sviscerano la profondità di significato (per approfondire l’argomento è stato pubblicato un opuscoletto dalla stessa università). Il titolo è “Madre di Sapienza” (non “della Sapienza”) ad indicare un “taglio pedagogico: Maria, Madre del Figlio – chiarisce Compiani – Sapienza di Dio, insegna a tutti i suoi figli la via della sapienza, spiegando loro in cosa essa consista, quali beni procuri e la via per ottenerla”.

Nonostante l’essenzialità della statua, nessun particolare è lasciato al caso. Un piede è avanti all’altro perché la sapienza, incontro di sapere e mistero, è in cammino verso la Verità. “L’intelletto – ha spiegato Compiani sulla scorta di Gregorio di Nissa – va avanti con le ali dell’amore”. Lo slancio verticale rimanda alla “sapienza che eleva verso orizzonti più alti di infinito ed eterno” conservando in sé i segni di un cammino umano segnato dal dolore (i nodi del legno). E poi c’è il libro, simbolo della Parola vivente, spazio su cui ciascuno scriverà la sua storia ma anche immagine della ricerca che in università si coltiva.

L’opera ricalca i passi del Libro della Sapienza e invita a una meditazione su questo tema che va affrontata con la consapevolezza che “la fede – ha spiegato don Compiani – non umilia l’intelligenza ma le apre prospettive nuove, la eleva oltre i limiti della certezza”.

Il risultato di pensiero e mani appassionate, la statua della Vergine, è “un’opera inattesa, commovente ed edificante” anche per l’autore stesso, Lotta. Ed è oggi un invito a tutti, in primis la comunità dell’università, ad “affidarsi e consegnarsi alla Sapienza della Madre di Dio” come ha detto il vescovo Napolioni durante la benedizione.

Maria Chiara Gamba
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

«Che sia un cammino da sapienti profeti». Questa l’esortazione di don Andrea Lamperti Tornaghi, vicario parrocchiale di Pandino, che lunedì sera, nella basilica del santuario di Santa Maria del Fonte, ha presieduto la veglia per la preghiera di inizio Avvento dei catechisti della zona pastorale I organizzata dall’équipe zonale catechisti. La meditazione alternata alla preghiera, un gesto di carità ed uno simbolico, a fine serata, hanno caratterizzato questa veglia, allietata delle voci dei cantori della corale parrocchiale di Arzago. Quattro le tracce seguite (altrettanti i vangeli letti e meditati): l’accoglienza, con la promessa di Maria; l’ascolto, con il sogno di Giuseppe; la condivisione, con la gioia dei pastori; la ripartenza, quella dei Magi da Betlemme.

«C’è un filo rosso che lega i quattro vangeli di stasera – ha detto don Andrea nella sua riflessione – ed è l’espressione “Non temere”, la stessa che Gesù rivolge nelle apparizioni pasquali. Legati fra loro, questi quattro brani del Vangelo diventano delle vie da percorrere, ma non in solitaria, perché siamo chiamati a camminare insieme, nell’ascolto attento dello Spirito Santo che ci permette di tradurre in parole ed iniziative il sogno di Dio, un Dio che vuole tutti nel suo regno. Care sorelle e cari fratelli – ha proseguito il sacerdote -, coraggio. Che il cammino di quest’Avvento non sia un rito scontato e stanco ma sia un cammino in compagnia del Signore che ci chiede di essere sapienti profeti con il gusto di cercare fra le pieghe della storia i germogli del suo regno e non fra i morti colui che è il Vivente».

Come gesto di carità, i presenti sono stati invitati a recarsi all’altare e, dopo aver messo un granello d’incenso nel braciere, a lasciare un contributo, ognuno secondo il proprio sentire, che sarà destinato alla Caritas per il progetto Bolletta sospesa. Infine, il gesto simbolico. Ad un rappresentante di ogni parrocchia o unità pastorale, già definita oppure erigenda, è stata donata una lanterna, che sarà collocata in oratorio o in chiesa: una luce-guida in questo tempo di attesa del Natale.

Luca Maestri
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

Papa Francesco: “Benedetto, che la tua gioia sia perfetta!”

“Anche noi, saldamente legati alle ultime parole del Signore e alla testimonianza che marcò la sua vita, vogliamo, come comunità ecclesiale, seguire le sue orme e affidare il nostro fratello alle mani del Padre: che queste mani di misericordia trovino la sua lampada accesa con l’olio del Vangelo, che egli ha sparso e testimoniato durante la sua vita”. È il passo dell'omelia di Papa Francesco dedicato all'eredità di Joseph Ratzinger, nel giorno della sua nascita al cielo. “Benedetto, fedele amico dello Sposo, che la tua gioia sia perfetta nell’udire definitivamente e per sempre la sua voce!”, l'invocazione finale

(Foto Siciliani - Gennari/SIR)

Una piazza San Pietro insolitamente avvolta nella nebbia, per raggiungere la quale decine di migliaia di fedeli si sono messi in fila fin dalle prima ore del mattino ai varchi. Il lungo e ripetuto applauso dei fedeli presenti in una piazza già piena un’ora prima dell’inizio dei funerali, mentre le campane della basilica suonavano a morto. Il Vangelo aperto sulla bara di cipresso, baciata dal suo segretario particolare, mons. Georg Gänswein. Sono alcune istantanee dei funerali del Papa emerito Benedetto XVI, a cui hanno partecipato – per suo volere – soltanto due delegazioni ufficiali, quelle di Germania e Italia, rispettivamente suo paese natale e sua patria d’adozione, e al quale si sono unite molte altre delegazioni giunte a titolo personale da tutto il mondo. 3.700 i sacerdoti, oltre ai cardinali e vescovi, che hanno concelebrato con il card. Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio, durante il rito delle esequie presieduto da Papa Francesco, che ha tenuto l’omelia, tutta incentrata sulle ultime parole pronunciate da Gesù sulla croce, ascoltate poco prima nel Vangelo: “Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito”. Continue reading »

AgenSir
condividi su

“Il sentiero del Natale”, un percorso cinematografico per il tempo di Avvento

L'iniziativa a cura dalla Commissione nazionale Cei per la valutazione dei film

 

“Sul sentiero del Natale” è il titolo del sussidio per l’Avvento preparato dalla Commissione nazionale valutazione film della CEI in sinergia con l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, l’Acec e le Sale della comunità. Pagine di riflessione, che attraverso la proposta di quattro film attualmente in sala, aiutano a “rompere gli argini e a cogliere dalle fessure il bagliore della speranza”. Si tratta di una piccola sosta nel tran tran quotidiano per orientare il cammino verso il Natale. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su

Il servizio del sacerdote e la liturgia: l’intervento di mons. Frisina al clero diocesano

Mons. Marco Frisina, biblista e compositore, ha incontrato i presbiteri della Diocesi di Cremona riuniti in plenaria la mattina di giovedì 1° dicembre presso il Seminario vescovile. Presentato dal vescovo Antonio Napolioni, Frisina ha offerto una ricca e profonda riflessione incentrata sul rapporto tra la vita del sacerdote e il servizio che esprime e offre nella liturgia. Riportiamo la registrazione integrale del suo intervento.   … Continue reading »

condividi su

Il 25 novembre in Cattedrale la Cantata “Pater pauperum” per festeggiare sant’Omobono nel ricordo di mons. Alberto Franzini e dei cremonesi morti per il covid

La cantata sacra composta dal maestro cremonese Federico Mantovani sarà eseguita dal Coro Polifonico Cremonese e La Camerata di Cremona

In occasione della solennità patronale di sant’Omobono, nella serata di venerdì 25 novembre, alle 21, nella Cattedrale di Cremona risuoneranno le note di Pater pauperum, imponente Cantata sacra composta dal maestro cremonese Federico Mantovani. Il progetto, che nasce dalla volontà del compositore di presentare alla città, a quindici anni dall’ultima esecuzione, il grande affresco musicale contemporaneo dedicato alla figura di sant’Omobono, il “padre dei poveri”, festeggiandolo solennemente dopo il lungo e terribile periodo della pandemia, coinvolge il Coro Polifonico Cremonese (in foto nell’esecuzione della cantata nel 2007), che per primo ha condiviso con entusiasmo le ragioni profonde della proposta, e la Camerata di Cremona, affiancati nella preparazione e nell’esecuzione dell’opera. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su