Visita pastorale, nell’ultima tappa la richiesta di un impegno per essere Chiesa in uscita e sempre dalla parte della vita

Con l'incontro nelle comunità di Gussola, Torricella del Pizzo e Martignana di Po monsignor Antonio Napolioni ha concluso la visita pastorale nelle 221 parrocchie della Diocesi

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Ripartire e proseguire con i giovani per una Chiesa in uscita nel presente e verso un futuro comune delle parrocchie. Una traccia – l’unione fa la forza – che richiederà quindi nuovo slancio e coraggio per realizzarla. Affinché, come Lazzaro, «non rimaniamo chiusi nelle nostre paure, nei nostri personali bunker». Con questo auspicio si è conclusa la visita pastorale del vescovo Antonio Napolioni alle parrocchie di Gussola, Torricella del Pizzo e Martignana di Po, vissuta da venerdì 20 a domenica 22 marzo. La tappa alle comunità guidate da don Lorenzo Nespoli e don Claudio Corbani ha concluso a tutti gli effetti gli incontri del vescovo nelle 221 parrocchie della Diocesi di Cremona iniziati sette anni fa.

Una fine che rappresenta un nuovo inizio, proprio come l’imminente Pasqua di Risurrezione, anticipata anche nell’episodio di Lazzaro nel vangelo della quarta domenica di Quaresima. «Abbiamo vissuto tre giorni di fraternità, di ascolto, di conoscenza, di gioia cristiana», ha esordito il vescovo durante l’omelia della Messa presieduta nella chiesa parrocchiale dell’Annunciazione di Gussola. Una celebrazione animata dai cori delle tre parrocchie, dalla folta collaborazione di chierichetti, con la presenza delle rappresentanze civili e militari. Un parallelismo tra la vita eterna gioiosa cristiana e lo spettro di morte e disperazione sempre più concreto dell’oggi. «Credo, la risurrezione della carne e la vita eterna: lo diciamo ogni domenica, ma siamo convinti?».

«Chi può convincerci della risurrezione? Io vedo gente che portava la tristezza che ha ritrovato la gioia. Vedo gente che è tentata dalla rabbia e invece cede alla mitezza. Vedo voglia di guerra, ma vedo anche tanta più voglia di pace. Vedo i bambini con la loro bellezza, semplicità, con il loro diritto alla vita, alla fiducia, con il loro bisogno di essere amati. E vedo adulti che, invece, sembrano bambini nel peggio. Davvero c’è come una morte che entra nel cuore e nella mente e che ammala e uccide l’anima», ha detto monsignor Napolioni nella celebrazione conclusiva della visita pastorale.

E allora, secondo il vescovo, la risurrezione della carne e la vita eterna per il cristiano significa «credere nei frutti infiniti di una scelta che adesso ci è chiesto di compiere; metterci dalla parte della vita e mai della morte». Una scelta controcorrente, scomoda, faticosa. In prima linea nella guerra dell’indifferenza, della violenza facile, delle parole armate, della comodità. Anche nelle proprie parrocchie. «È tempo di martiri anche oggi, cioè è tempo di essere cristiani per combattere il male con le armi del bene, con l’amore, con quella pace disarmata e disarmante che il Papa Leone XIV ci ha chiesto di scegliere, volere e costruire».

Una giovinezza dell’animo, nonostante le difficoltà di una convivenza comune, è lo spirito con cui affrontare le sfide del presente, rispondere alle domande dei ragazzi e delle ragazze, intercettare la distanza dalle famiglie. «Il vescovo ha fatto sentire a loro agio tutte le persone incontrate nel programma con i vari gruppi, associazioni, amministrazioni – ricorda don Nespoli –. Anche su sua richiesta non erano state preparate delle tracce di conversazione: gli argomenti sono emersi su ciò che le persone stavano vivendo in quel momento o su esigenze del contesto. Come ad esempio con i sindaci, con i quali monsignor Napolioni ha riflettuto sulla situazione delle Amministrazioni e invitato a cogliere le potenzialità del territorio».

Al di là delle difficoltà che i volontari hanno rilevato, con pochi giovani attivi per la parrocchia e quindi meno tempo e meno proposte per il territorio, il vescovo ha invitato a valorizzare l’impegno delle  persone disponibili, «che devono continuare ad alimentare il loro entusiasmo per il bene alle comunità, sia come membri del Consigli pastorali, catechisti o educatori. E anche come politici», aggiunge il parroco dell’unità pastorale di Gussola e Torricella del Pizzo.

«L’idea di doversi unire per costruire qualcosa di bello è condivisa – afferma ancora don Nespoli – anche se non si nascono distanze e campanilismi, anche per situazioni passate di fratture». La divisione impoverisce, l’unione è più forte. Anche e soprattutto per le famiglie e le nuove generazioni del territorio: «Da qui è nato l’ulteriore indicazione di formare un gruppo di lavoro con i rappresentanti delle tre parrocchie che possa lavorare già ora, come ad esempio nel coro che ha animato la Messa conclusiva della visita pastorale, aprendosi a una sinergia più attiva e reciproca tra loro».

Anche don Corbani rileva un gradimento per la visita del vescovo a Martignana e l’intenzione di una collaborazione con le parrocchie vicine: «L’accoglienza è stata bella e c’è stato affetto reciproco tra i parrocchiani e il vescovo, che è stato semplice ma profondo, come un padre fraterno più che un’autorità staccata dalla gente. Durante gli incontri ha insistito sull’importanza di creare e condividere momenti in comune tra Gussola, Torricella del Pizzo e Martignana. Soprattutto per quanto riguarda i giovani; come ad esempio il Grest o altre iniziative durante l’anno: ognuna cercherà di rendere partecipi anche le altre comunità in una visione d’insieme e non soltanto individuale, mettendo le basi per un’unità pastorale futura per il bene delle tre comunità», spiega don Corbani.

La visita pastorale era cominciata venerdì mattina nelle scuole: prima a Gussola la scuola per l’infanzia paritaria “Monumento” e la secondaria di primo grado (con la presenza anche dei ragazzi di Martignana) dell’istituto comprensivo Dedalo 2000, che comprende anche le scuole dell’infanzia e la primaria di Martignana, dove Napolioni ha fatto tappa prima dell’incontro con le Amministrazioni dei tre Comuni. Al pomeriggio il vescovo ha incontrato alcuni anziani e malati nelle loro case e ha celebrato la Messa nella chiesa di Martignana, per poi partecipare alla Via Crucis animata da bambini, ragazzi e giovani; seguita dall’apericena per adolescenti e giovani nel teatro parrocchiale.

La giornata di sabato ha avuto inizio a Gussola con la preghiera delle Lodi, poi il vescovo ha incontrato nel corso della mattinata prima gli operatori della carità, i volontari degli oratori e delle chiese insieme anche ai membri delle altre associazioni che operano sul territorio, poi i Consigli pastorali parrocchiali con i rispettivi Consigli affari economici. Nel pomeriggio, a Martignana l’incontro con catechisti e ministri della liturgia; quindi alle 18 la Messa a Torricella del Pizzo. Infine, domenica mattina le Messe alle 9.30 a Martignana di Po e alle ore 11 a Gussola, concludendo con l’aperitivo di saluto nel salone parrocchiale di Gussola.

 

Il video delle celebrazione a Gussola

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Jacopo Orlo
TeleRadio Cremona Cittanova
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