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Giubileo dei ministranti in Cattedrale. Il Vescovo indica due verbi: adorare e servire

Oltre 320 i ragazze e le ragazze che hanno attraversato la Porta Santa e partecipato alla Messa presieduta da mons. Napolioni

“Ogni tanto durante la Messa lasciatevi distrarre, ma non dallo sternuto del vostro vicino, bensì dalla presenza di Gesù che ci ama. Chiudete gli occhi e gustate il suo essere in mezzo a noi: che bello!». Era proprio a suo agio il vescovo Antonio durante il giubileo dei ministranti che è stato celebrato giovedì 2 giugno in Cattedrale, nella festa della sua dedicazione. Senza mitria, in mezzo ai banchi colmi di bambini e ragazzi nelle vesti liturgiche di diversi colori e fogge, il Vescovo è tornato un poco parroco e, tra una battuta e l’altra, ha fatto riflettere la singolare assemblea su due verbi fondamentali: “servire e adorare”.

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Il Vescovo Antonio in visita alla casa-albergo “Maria Immacolata” di Calvenzano

Il presule ha incontrato tutti gli ospiti e poi prima di partire ha fatto tappa alla locale sede degli Alpini

A distanza di una decina di giorni dalla Messa che ha celebrato a fine maggio in occasione del restauro della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, il vescovo Antonio è tornato sabato mattina (4 giugno) a Calvenzano per fare visita, in questo suo secondo appuntamento con il paese della cooperazione, agli ospiti e ai consiglieri d’amministrazione della casa-albergo “Maria Immacolata”. Puntualissimo, mons. Napolioni è giunto in via Brassolino alle 10, come da protocollo. Ad accoglierlo, il presidente della casa-albergo Carlo Viganò, i consiglieri d’amministrazione, il vicesindaco Fabio Ferla, il parroco di Calvenzano don Franco Sudati ed il collaboratore della parrocchia cremonese di Sant’Agostino don Giuseppe Ferri, sacerdote calvenzanese presidente della Fondazione proprietaria dell’immobile che ospita la casa-albergo.

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Il Vescovo a S. Latino per celebrare il S. Cuore con i sacerdoti della zona terza

Mons. Napolioni prima della preghiera ha visitato la comunità di recupero “l'Addolorata” fondata da don Chino Pezzoli che si trova sul territorio parrocchiale

Serata particolare e memorabile per la piccola comunità di San latino, unita Gombito. In occasione della festa patronale del Sacro Cuore ( il 17 ottobre 1940 l’arcivescovo Cazzani consacrò la chiesa parrocchiale di S. Latino con il titolo di “parrocchia del S. Cuore”) ,ormai da parecchi anni si celebra qui la veglia di preghiera per la santificazione del clero. Quest’anno si è aggiunto anche il ricordo di alcuni anniversari particolari di ordinazione sacerdotale: 65 anni di don Silvio Spoldi, 50 anni di don Mario della Corna e Don Giovanni Sanfelici ( assente a causa di urgenti impegni familiari), 30 anni di don Angelo Rossi, 25 di padre Giuseppe Ripamonti e 20 di don Marino Dalè ( parroco di S. Latino e Gombito) e don Diego Poli.

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Il vescovo Antonio e il Seminario a Gallignano per la Madonna di Fatima

Mercoledì 1° giugno il presule, in una affollata chiesa parrocchiale, ha ricordato l'esempio di fede della Vergine Maria

Una chiesa gremita ha accolto, mercoledì 1° giugno, il vescovo Antonio, giunto a Gallignano in occasione della “giornata sacerdotale” organizzata nell’ambito delle celebrazioni per la Madonna pellegrina di Fatima, presente nella frazione soncinese in vista dell’ordinazione presbiterale di don Francesco Gandioli, originario proprio di Gallignano.

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«Costruiamo una chiesa che generi speranza»

Una riflessione di don Antonio Agnelli in risposta alle suggestioni offerte nei giorni scorsi dal vescovo cremonese Carmelo Scampa sulla situazione della Chiesa in Brasile e nel mondo

Pubblichiamo volentieri questa riflessione di don Antonio Agnelli, parroco di Corte de’ Frati, in risposta alle suggestioni offerte nei giorni scorsi sul nostro portale dal cremonese mons. Carmelo Scampa, vescovo di São Luís de Montes Belos in Brasile, a proposito della situazione della Chiesa latino-americana e di quella universale.

Carissimo Vescovo Carmelo,

Sento il bisogno di rispondere alle tue giuste e provocanti riflessioni, perché  devo a te il mio interesse   per l’America Latina. Quando tu sei partito per il Brasile, nel 1977, io entravo in seminario e da compaesano affezionato ho cominciato a scriverti, e tu a rispondermi, aprendomi cuore e intelligenza all’esperienza ecclesiale che in quegli anni cresceva in America Latina. Erano tempi diversi: più dinamici e attenti a tutti i livelli, alle problematiche che interessavano la chiesa universale. L’indimenticato mons. Bassi, nostro direttore spirituale,  volle leggere un testo di Leonardo Boff, Il volto materno di Dio, esprimendomi le sue critiche e i suoi apprezzamenti.

La realtà è mutata in molti aspetti che tu meglio di me conosci: in quegli anni vi era  anche con i non credenti una piattaforma etica condivisa: oggi vi è oltre che un moltiplicarsi di visioni umane, anche l’avanzare dell’indifferenza che rende più difficile il dialogo, al quale comunque non si deve rinunciare, offrendo al limite solo l’amicizia e la vicinanza. L’eclissi di Dio porta anche a un progressivo svuotamento di valori che a volte ci spiazza e ci manda in crisi.

Ci  si è giustamente interrogati in questi ultimi decenni, sul come trasmettere la fede alle nuove generazioni,  come coinvolgere i genitori, come formare i cristiani, sul valore educativo della scuola pubblica e privata,  ecc….. ma non ci si è accorti che siamo forse rimasti prigionieri dei nostri giochi linguistici che aggiunti a pizzi e merletti, hanno provocato una autoreferenzialità ecclesiale i cui pericoli Papa Francesco ci indica continuamente .

È venuto meno l’entusiasmo di essere comunità cristiana: siamo diventati comunità di devozione, di tradizione, a volte ben ordinate, anche caritatevoli, s’intende,  ma fredde e opache: stanche e legate più al diritto canonico che alla vita reale delle persone: abbiamo perso lo spirito della profezia, della gioia, della denuncia dei mali storici, di una liturgia viva che senza essere sregolata, esprima proprio l’entusiasmo della comunione con il mistero della Trinità che è mistero di vita e di comunione che rinvigorisce, rianima e non esaurisce o intristisce chi vi partecipa.

Anch’io ho nostalgia, come tu dici di una “chiesa seria, coraggiosa lucida, capace di esporsi senza calcolare le conseguenze….senza orpelli inutili capace di dire la parola chiara del Vangelo a tutti”.

La tua chiesa latino-americana ha pagato di persona questa visione pastorale: i martiri, tra cui ricordo il tuo caro amico Josimo Tavarez, hanno autenticato col sangue la loro fedeltà al regno di Dio, e noi abbiamo pesino paura a nominarli:  per alcuni è ancora sovversivo il beato Oscar Romero, la cui colpa è stata quella di essere come Vescovo umile e perseguitato, fedele al Vangelo e agli impoveriti.

Comprendo il tuo umano pessimismo anche se giustamente sei convinto che la chiesa è nelle mani dello Spirito e lui saprà di certo scuoterla, vivificarla, ribaltarla se necessario, perché sia sempre più trasparenza non del potere umano ma del Vangelo del Crocifisso Risorto.

Non ci è proibito sognare, caro amico Vescovo Carmelo, non siamo nemmeno soli. Ci sono tanti segni anche qui da noi: qualcuno in Diocesi, molti fuori, che ci fanno ben sperare. Vi è il desiderio di ricostruire una chiesa che generi speranza, accetti la calunnia pur di essere fedele al Vangelo, usi le strutture necessarie per i più poveri, dia esempi di sobrietà e distacco dal braccio del potere di turno, sappia difendere i diritti umani, ami il dialogo, difenda la famiglia ma denunci senza paura il commercio delle armi,  la guerra che è la radice dell’ angosciante fenomeno migratorio che stiamo vivendo in Europa, l’economia di morte e sfruttamento che toglie speranza ai giovani, la corruzione, l’idolatria del denaro e delle cose materiali.

E in tutto questo abbiamo il sostegno insostituibile di Papa Francesco.

C’è spesso nelle nostre comunità tanta generosità, ma non  la voglia di capire il perché di tante situazioni e di agire di conseguenza, mettendoci in gioco. Abbiamo timore  di pagare di persona il prezzo di portare il Vangelo dalle chiese alla storia.

Grazie caro dom Carmelo delle tue provocazioni: ci possono aiutare ad essere una Diocesi meno addormentata e chiusa, più viva e coraggiosa e per te e la tua comunità diocesana, prego il Signore perché  aumenti le vocazioni e spinga anche i tuoi cristiani a gridare insieme a noi le parole del  Vangelo della vita e della misericordia.

Con affetto e stima
                                                                                                                          Don Antonio Agnelli

L’intervento di mons. Carmelo Scampa

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Mercoledì alle 18 in Seminario Messa in suffragio di mons. Maurizio Galli

Nell'ottavo anniversario della morte avvenuta il 1° giugno a Cremona presso la casa di cura «Ancelle della Carità»

Mercoledì, alle 18, in Seminario sarà celebrata una Santa Messa in suffragio del vescovo cremonese mons. Maurizio Galli deceduto il 1° giugno 2008 nella casa di cura «Ancelle della Carità» di Cremona. Mons. Galli, nato a Soresina nel 1936, ma cresciuto nelle comunità cittadina di Sant’Agata è stato ordinato sacerdote nel 1961. È stato vicario a San Michele e vice assistente di Azione Cattolica, ma l’esperienza più significativa e apprezzata è legata al Seminario: dal 1978 al 1982 è stato animatore e dal 1982 al 1998 rettore. Il 2 aprile 1998 è stato eletto vescovo di Fidenza ed ha ricevuto l’ordinazione episcopalie per le mani di mons. Giulio Nicolini, il 2 maggio 1998, nel Duomo di Cremona. Il 7 giugno 1998 ha preso possesso della chiesa sorella di Fidenza che ha guidato fino al 30 giugno 2007. Mons. Maurizio Galli è sepolto nella Cattedrale di San Donnino a Fidenza.

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Il 31 maggio mons. Napolioni a “Il Diario di Papa Francesco” su TV2000

Il vescovo Antonio, intervistato dal giornalista Gennaro Ferrara, commenterà tra le altre cose anche l'esortazione Evangelii Gaudium

Martedì 31 maggio mons. Antonio Napolioni sarà ospite della trasmissione “Il diario di Papa Francesco” in onda alle 17.30 su TV2000, l’emittente dei cattolici italiani. Il programma, condotto dal giornalista Gennaro Ferrara che si avvale della collaborazione in studio del collega Marco Burini, racconta, ogni giorno, le attività, ma soprattutto il magistero del Santo Padre: la messa quotidiana a Santa Marta, le udienze generali e particolari, le celebrazioni liturgiche, i viaggi apostolici. Non manca poi un approfondimento sui documenti che portano la firma di Papa Bergoglio.

Ogni martedì negli studi di via Aurelia a Roma, è ospite un vescovo italiano chiamato non solo a commentare le parole del Pontefice, ma anche l’Evangelii Gaudium, la prima esortazione apostolica di Francesco, promulgata il 24 novembre 2013 e considerata il manifesto del suo pontificato.

Il 31 maggio toccherà a mons. Napolioni che per mezz’ora sarà chiamato ad approfondire il pensiero del Pontefice.

Tv2000 è visibile sul digitale terrestre canale 28, sul satellite al canale 140 SKY, sulla piattaforma satellitare tivùsat al canale 18 e in streaming su www.tv2000.it

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Folla per l’arrivo della Madonna di Fatima a Gallignano

Un'intera settimana di celebrazioni per prepararsi all'ordinazione presbiterale di don Francesco Gandioli, 27enne originario della maggiore tra le frazioni soncinesi

C’era folla, nel vero senso della parola, ad accogliere la Madonna pellegrina domenica, nel tardo pomeriggio, a Gallignano. Palpabile l’emozione dei tanti fedeli intervenuti per l’apertura della settimana mariana in preparazione all’ordinazione presbiterale di don Francesco Gandioli, 27enne originario della maggiore tra le frazioni soncinesi.

Sotto una pioggia battente, centinaia di fedeli si sono radunati presso il campo sportivo dell’Oratorio per attendere l’atterraggio dell’elicottero, sul quale viaggiava il parroco don Lino Viola, promotore dell’iniziativa, ed accogliere finalmente la statua della Madonna di Fatima.

Erano le 17.30 quando il velivolo ha sorvolato il paese e si è pian piano abbassato, raggiungendo il tappeto erboso. Quattro giovani gallignanesi hanno ricevuto da don Viola il simulacro e l’hanno portato al riparo dalla pioggia, dove è stato montato sulla portantina con la quale ha raggiunto la chiesa arcipretale, scortato dagli alpini della sezione di Soncino e da due ali di folla.

Ad attendere la Madonna pellegrina una chiesa straripante di fedeli, che ha sciolto la commozione in uno scrosciante applauso. Nel primo banco una folta rappresentanza dell’amministrazione comunale soncinese, guidata dal sindaco Gabriele Gallina.

A seguire la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal vicario zonale, don Antonio Bandirali, e concelebrata, oltre che da don Viola, dai padri missionari dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, dal gallignanese don Luciano Stagni e dal camilliano padre Giuseppe Ripamonti, collaboratore parrocchiale nell’unità pastorale di Casalmorano.

All’altare hanno prestato servizio, oltre ai ministranti della parrocchia di san Pietro, due diaconi: don Gandioli e fra’ Paolo, animatore della settimana mariana insieme a padre Gianluigi, padre Eugenio e due suore. L’animazione del canto, invece, è stata affidata alla corale “San Bernardino” di Soncino, diretta dal maestro Giorgio Scolari.

Visibilmente commosso il parroco, che ha rivolto all’assemblea il saluto iniziale, nel quale ha affidato alla Vergine tutta la comunità parrocchiale, che guida instancabilmente da ventun’anni. A don Viola è andato anche il ringraziamento del vicario zonale, che nell’omelia ha rimarcato come l’Eucaristia rimandi alla condivisione, come suggeriva bene il vangelo della moltiplicazione dei pani. Questa spinta ad uscire incontro ai fratelli, ha sottolineato, dovrà essere il frutto più bello di questa settimana mariana densa di iniziative spirituali.

Al termine della celebrazione, dopo la recita della preghiera di consacrazione al Cuore immacolato di Maria, in tanti hanno voluto passare davanti alla statua della Madonna di Fatima per accendere un cero, per una preghiera silenziosa, per affidare i più piccoli.

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Il programma della Settimana Mariana

Tranne giovedì 2 e sabato 4, il primo appuntamento sarà alle 7 per la Messa con riflessione, continuando poi alle 8 con “2 minuti con Maria”, il momento di preghiera riservato ai bambini delle elementari. Tutta la settimana, invece, alle 9 vi sarà l’Eucaristia, seguita dall’adorazione eucaristica con possibilità di confessioni sino alle 11, quando vi sarà la recita del Rosario e dell’Angelus.

Il pomeriggio, inoltre, tranne il 2 giugno, i ragazzi delle elementari si ritroveranno in chiesa alle 15.45 per un momento di spiritualità che si concluderà con la merenda in oratorio. Mentre alle 17 (eccetto il 2 e il 4 giugno) il ritrovo sarà per i ragazzi delle medie: dopo la merenda insieme l’incontro in chiesa.

Le varie giornate, inoltre, avranno una propria caratterizzazione. Lunedì 30 maggio sarà la “Giornata dell’ammalato”. Così alle 16.15 è in programma la funzione con gli ammalati e l’amministrazione dell’olio degli infermi. Presiederà la celebrazione don Maurizio Lucini, responsabile dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute e assistente ecclesiale dell’UNITALSI cremonese. In serata, poi, si svolgerà il pellegrinaggio parrocchiale al santuario della Madonna di Villavetere con la statua della Madonna di Fatima recitando il Rosario. Al Santuario la Messa presieduta dal parroco con i Missionari.

Martedì 31 maggio sarà la “Giornata della preghiera”: in serata (21) il concerto musicale della Corale Vocalincanto diretta da Daniela Cattaneo.

La sera del 1° giugno, alle 20.30, nella “Giornata sacerdotale”, vi sarà la Messa presieduta dal vescovo Antonio Napolioni alla presenza dei sacerdoti della Zona e della comunità del Seminario, con il diacono don Gandioli.

Giovedì 2 giugno sarà la “Giornata della famiglia”. La mattina rispecchierà lo schema solito (sospesa però la Messa delle 7 e la preghiera dei bambini delle 8). Alle 15.30 è fissato il ritrovo delle famiglie in oratorio con un momento ricreativo e alle 18 la Messa, con il rinnovo delle promesse battesimali, presieduta dal vescovo emerito di Cremona, mons. Dante Lafranconi. In serata, alle 21, in chiesa sarà proiettato un filmato sulle apparizioni di Fatima, attualizzato nella vita dei Servi e delle Serve del Cuore Immacolato di Maria.

Venerdì 3 giugno, dopo la mattinata con i consueti appuntamenti e nel pomeriggio i momenti di incontro per bambini e ragazzi, alle 20 vi sarà la celebrazione penitenziale comunitaria con l’esame di coscienza guidato dalla testimonianza di Stefano Battezzati, un convertito.

Sabato 4 giugno sarà l’ultima giornata di presenza della statua della Madonna di Fatima a Gallignano. Dalle 9 in chiesa i consueti appuntamenti, seguiti nel pomeriggio dal momento per i bambini delle elementari. Dalle 16 alle 18 vi sarà la possibilità di confessarsi. Alle 18, quindi, la Messa presieduta dal vicario generale, mons. Mario Marchesi. In serata, alle 20.30, la statua della Vergine sarà portata in processione recitando il Rosario; quindi in chiesa la consacrazione a Maria. Alle 22, dopo il saluto e l’affidamento alla Vergine, la statua della Madonna di Fatima pellegrina sarà portata in processione sino alla piazzetta di via Macina, da dove lascerà il paese.

 

L’Immagine Pellegrina di Nostra Signora di Fatima

Scolpita seguendo le indicazioni di suor Lucia, la prima immagine Pellegrina di Nostra Signora di Fatima fu offerta dal vescovo di Leiria e coronata solennemente dall’arcivescovo di Evora il 13 maggio del 1947. A partire da questa data, l’immagine ha percorso, diverse volte, il mondo intero, portando con sé un messaggio di pace ed amore.

La genesi di questo percorso risale all’anno 1945, poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando il parroco di Berlino propose che un’immagine di Nostra Signora di Fatima percorresse tutte le capitali e città episcopali d’Europa, fino alla frontiera con la Russia. L’idea venne ripresa nell’aprile 1946, da un rappresentante del Lussemburgo nel Consiglio Internazionale della Gioventù Cattolica Femminile e, nell’anno successivo, nello stesso giorno della sua incoronazione, ebbe inizio il suo primo viaggio.

Dopo oltre mezzo secolo di pellegrinaggi, durante i quali l’Immagine ha visitato ben 64 paesi dei vari continenti, alcuni dei quali per più volte, la Direzione del Santuario di Fatima ha ritenuto opportuno che questa non viaggiasse ulteriormente, se non in occasione di circostanze straordinarie. Nel maggio del 2000 venne collocata presso la mostra “Fatima Luce e Pace”, nella quale venne venerata da decine di migliaia di visitatori. Trascorsi tre anni, più esattamente giorno 8 dicembre 2003, ricorrenza dell’Immacolata Concezione, l’immagine venne consacrata nella Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima, dopo esser stata collocata su una colonna accanto all’Altare Maggiore. L’immagine pellegrinò nuovamente il 12 maggio del 2014, inizialmente per una visita alle comunità religiose contemplative esistenti in Portogallo (visita che si estese fino al 2 febbraio 2015) e successivamente in visita a tutte le diocesi portoghesi dal 13 maggio 2015 al 13 maggio 2016. Queste uscite hanno avuto come obiettivo il coinvolgimento delle comunità di preghiera e delle diocesi portoghesi nella celebrazione del Centenario delle Apparizioni di Fatima.

Al fine di rispondere alle infinite richieste provenienti da tutto il mondo, vennero nel frattempo realizzate varie repliche della prima immagine pellegrina, fino a raggiungere un totale di tredici.

Da tutti i luoghi visitati provengono resoconti straordinari della presenza dell’Immagine Pellegrina, delle migliaia che accorgono al suo passaggio, delle partecipazioni, che mai prima si sono verificate nelle varie celebrazioni, di un grande numero di penitenti che si prostrano per ottenere il sacramento della riconciliazione, dell’affluenza massiccia di ogni genere di persone, sia bambini che giovani, che adulti e malati, provenienti dai più disparati contesti sociali e perfino da diverse confessioni religiose, insomma resoconti dei significativi frutti pastorali e delle abbondanti grazie concesse.

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«Tornare all’essenzialità del Vangelo». Una riflessione del vescovo cremonese Scampa

Pastore della chiesa di São Luís de Montes Belos in Brasile, riflette sulla attuale situazione della Chiesa in Brasile e nel mondo e racconta le fatiche e le speranze della sua diocesi

Il contatto con la propria Chiesa di origine fa sempre bene e stimola ad andar avanti, anche quando si cammina nella penombra. Stimolato da don Claudio Rasoli, sempre attento ai problemi della chiesa sorella di São Luís de Montes Belos che ha visitato con Mons. Dante e altri sacerdoti nel 2013,  butto sulla carta due righe che riflettono naturalmente il momento che stiamo vivendo.

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A San Bernardo la prima festa dello scoutismo cremonese

Si terrà nella serata di venerdì 3 giugno per ricordarre il 70° di rifondazione del gruppo a Borgo Loreto. Ospite la band toscana "L'Ostile Scout"

Quest’anno ricorre il 70° anniversario della rifondazione degli scout a Borgo Loreto e i ragazzi del “Clan de la bìsa” guidati da Roberto Caselani del gruppo Cremona 3 che ha sede a San Bernardo ha deciso di ricordare questa ricorrenza con una “festa dello scoutismo cremonese”. L’idea è venuta dopo aver ascoltato la testimonianza di Umberto Cariani, di oltre novant’anni, che ricompattò il gruppo, subito dopo la seconda guerra mondiale, dopo che era stato disciolto dal Regime Fascista.

L’amarcord si terrà venerdì 3 giugno e avrà inizio alle ore 19 con l’apertura dello cucina – si potrà cenare con carne alla griglia – quindi alle 21 si terrà il concerto della band “L’ostile scout”. Si tratta di un gruppo di capi toscani musicisti che suona insieme da circa due anni e che ripropone in chiave moderna brani classici della tradizione scout, oltre che celebri canzoni pop conosciute, cantabili e ballabili.Il complesso ha suonato sul palco di San Rossore durante la Route Nazionale del 2014 davanti a migliaia di scout!

Nel cortile dell’oratorio saranno allestiti degli stand che illustreranno l’attività e le finilità dell’Agesci.

Il Gruppo Cremona 3, guidato da Chiara Pedroni e Daniele Culturato, è composto da circa 130 persone: 60 lupetti, 40 del reparto, 20 del Clan e 20 capi. L’assistente è don Matteo Alberti.

L’invito è esteso a tutti gli ex del Cremona 3, ma anche a tutti gli scout e simpatizzanti del territorio.

Nella foto la band de “L’Ostile Scout”

 

 

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