“La sedazione palliativa profonda è stata erroneamente paragonata all’eutanasia, ma non è assolutamente un atto eutanasico, posto che venga fatta a determinate condizioni”. A sgomberare il campo da ogni possibile equivoco tra sedazione profonda – trattamento sanitario previsto dalle legge 38 sulle cure palliative per consentire ad un paziente in fase terminale, come il giovane ex calciatore Giovanni Custodero scomparso nei giorni scorsi, di non provare dolore quando ogni altro trattamento farmacologico risulta ormai inefficace – ed atti eutanasici volti a procurare la morte, è don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, introducendo a Roma, presso la sede dei vescovi italiani, la giornata di studio e formazione per assistenti spirituali e cappellani degli hospice. Continue reading
Cure palliative, don Angelelli (Cei): “Sedazione profonda non è atto eutanasico”










