Visita pastorale agli Istituti religiosi: il primo incontro in Casa dell’Accoglienza con le Suore Catechiste di Sant’Anna

 

Hanno voluto tornare alle origini del loro fondatore, il cremonese padre Silvio Pasquali, le Suore Catechiste di Sant’Anna. Così quando dall’India alcune religiose sono sbarcate in Italia una della comunità non poteva che trovare casa a Cremona. Una comunità oggi formata da sei religiose, impegnate nell’ambito caritativo: suor Ignazia e suor Kamala alla Casa dell’Accoglienza; suor Susheela e suor Shailaja alla Casa della Speranza, la struttura per malati di Aids gestita dalla Caritas diocesana; suor Sudha e suor Sowjanya nella comunità Santa Rosa per ragazze madri di Fondazione Madre Rosa Gozzoli. È incontrando queste sei religiose, presso la loro comunità all’interno della Casa dell’Accoglienza di Cremona dove risiedono, che nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre il vescovo Antonio Napolioni ha ufficialmente iniziato la Visita pastorale agli Istituti religiosi presenti in diocesi. Un momento di confronto vissuto nell’informalità che per il vescovo, affiancato dal suo vicario per la Vita consacrata, don Enrico Maggi, è stato occasione per approfondire i servizi svolti dalle religiose a Cremona secondo il carisma della propria congregazione, con lo sguardo che si è allargato anche oltre i confini diocesani.

La storia delle Suore Catechiste di Sant’Anna inizia in qualche modo nel 1864 presso Cascina Cambonino, nel quartiere Cambonino di Cremona, nasce padre Silvio Pasquali, sacerdote diocesano che, dopo aver svolto il proprio ministero nelle parrocchie di Genivolta e Sant’Agata a Cremona, nell’agosto 1896 lascia Cremona con la fama di “santo curato” per raggiungere nel Milanese il Seminario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere). Il 18 ottobre dell’anno successivo lascia definitivamente l’Italia per recarsi missionario in India, presso la città di Hyderabad.

In quel lontano paese, accanto alla predicazione del Vangelo, padre Pasquali si dedica alla cura dei malati, al sostegno dei poveri e all’accoglienza di orfani e moribondi. Con l’ampliarsi del territorio assegnato alle sue cure, nel 1914 fonda la Congregazione delle Suore Catechiste di Sant’Anna, formata da giovani donne indiane impegnate nella catechesi, nell’istruzione e nell’assistenza sanitaria.

Negli anni successivi la Congregazione consolida le proprie attività e nel 1999 è riconosciuta da Papa Giovanni Paolo II come Istituto di Diritto pontificio. Oggi la Congregazione, organizzata in una Casa generalizia e due Case provinciali, conta circa 80 comunità e svolge una vasta attività apostolica tra la popolazione indigena e i poveri, soprattutto nei villaggi più svantaggiati, attraverso scuole, ospedali, orfanotrofi e dispensari. L’impegno comprende programmi di sviluppo rurale, la gestione di centri di servizio sociale e un articolato sistema educativo con 65 scuole, 25 orfanatrofi e ostelli e un’Università specializzata in farmacia. Nel settore sanitario la Congregazione dirige quattro ospedali e quattro dispensari, proseguendo la tradizione di servizio ai malati avviata dal Fondatore.

Altre comunità sono presenti in Italia, Germania, Tanzania, Malawi e Stati Uniti.

Nel nostro Paese, oltre alla presenza a Cremona, le suore operano a Roma con quattro sorelle presenti nel Protettorato di San Giuseppe, in via Nomentana. Questa importante struttura gestisce cinque case famiglia offrendo assistenza educativa a minori e a nuclei familiari ospitati nelle sue strutture, attive 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno.

Tra il 2013 e il 2014 sono state avviate le procedure per la causa di beatificazione di padre Silvio Pasquali, la cui fase diocesana si è conclusa in India nel 2019 con il riconoscimento del titolo di “servo di Dio”.

 

 

Al via la Visita pastorale del vescovo agli Istituti religiosi

TeleRadio Cremona Cittanova
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