Category Archives: News

Con Sansebasket, Liceo Vida e MEDeA lo sport non vince solo sul campo

Il 24 gennaio firmato l'accordo che offrirà l'opportunità agli studenti di collaborare nella promozione del Sanse Day, evento benefico organizzato in favore dell'associazione cremonese per l'assistenza dei malati oncologici

Non si vince solo sul campo. È una battuta banale, scontata se vogliamo, ma vera. È un motto che sta al centro delle intenzioni di tre realtà forti del territorio cremonese, le quali hanno deciso di dar vita ad una collaborazione. Continue reading »

Andrea Bassani
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Il Vescovo ai giornalisti: «Raccontate e conservate il patrimonio di umanità che nobilita la convivenza»

In occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, mons. Napolioni scrive ai professionisti dell'informazione richiamando il Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali

Il 24 gennaio la Chiesa celebra la memoria di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Come ogni anno il vescovo Napolioni rivolge un saluto e un pensiero «a quanti operano a servizio dell’informazione sul territorio diocesano», richiamando il tema scelto da Papa Francesco per il suo Messaggio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali: “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria (Es 10,2). La vita si fa storia”.

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“Lombardia da scoprire”, Rai3 racconta Santa Maria in Bressanoro

La bellissima chiesa che sorge nelle campagne di Castelleone protagonista di un servizio che andrà in onda il 23 gennaio nella rubrica del Tg regioanle

La chiesa di Santa Maria in Bressanoro, isolata nella campagna, a poca distanza da Castelleone, è stata oggetto di un servizio televisivo realizzato da RAI 3 per la rubrica “Lombardia da scoprire”, nel pomeriggio dello scorso 16 gennaio.

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Terminata l’esperienza in Brasile della delegazione cremonese

Ritorno in italia dopo aver affiancato per 10 giorni i "fidei donum" in missione a Salvador de Bahia

È terminata l’esperienza in Brasile della delegazione cremonese, guidata da don Maurizio Ghilardi, incaricato diocesano per la Pastorale missionaria, che nelle scorse settimane ha visitato la comunità dove prestano servizio i due sacerdoti fidei donum cremonesi don Davide Ferretti e don Emilio Bellani.

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“Solo cose belle – Lo scandalo del plurale”, il quarto appuntamento di Tds arricchito dalle testimonianze di Francesca e Primo

Incontro concentrato sul tema dell'accoglienza e della genitorialità aperta. Ha contribuito all'evento anche don Oreste Benzi. Prossimo incontro domenica 16 febbraio

Il primo incontro di Traiettorie di sguardi del nuovo anno si apre con un importante monito: “il mondo cambia nella misura in cui ognuno di noi cambia”. Sono le parole di don Oreste Benzi, fondatore dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, dal 1968 impegnata a contrastare emarginazione e povertà. Ospiti della serata sono Francesca Benzi e Primo Lazzari, esponenti dell’Associazione e testimoni di un percorso di vita fatto di famiglia e condivisione. Da 43 anni, infatti, la loro è una genitorialità aperta e accogliente nei confronti di persone che, a causa di molteplici disagi fisici o psichici, necessitano di vivere il dono della famiglia. Continue reading »

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Settimana di preghiera per l’Unità: “Anche oggi vite umane in balia di forze immense e altamente indifferenti”

“Ci trattarono con gentilezza” è il tema scelto quest’anno per la Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani che si celebra dal 18 al 25 gennaio. Sono state le Chiese di Malta e Gozo a preparare il materiale a partire dal brano degli Atti degli Apostoli ambientato proprio a Malta e nel mare tempestoso che circonda l’isola.

L’indifferenza assume oggi varie forme: “l’indifferenza di coloro che vendono a persone disperate posti in imbarcazioni non sicure per la navigazione; l’indifferenza di persone che decidono di non inviare gommoni di salvataggio; l’indifferenza di coloro che respingono i barconi di migranti”. Le Chiese cristiane in Italia dicono no e a chi, “di fronte all’attuale crisi migratoria, si volta a guardare dall’altra parte” contrappongono la cultura dell’accoglienza. “Ci trattarono con gentilezza”, è il tema scelto quest’anno per la Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani che si celebra dal 18 al 25 gennaio. Continue reading »

AgenSir
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“Festa dei popoli e dell’ambiente” il 26 gennaio a Viadana

L'evento promosso dalla Comunità Laudato si' con la rete del territorio: inizio alle 15.30

Organizzato dalla Comunità Laudato si’ di Viadana, si svolge, presso la cooperativa Palm W&P (via Codisotto, 8, Buzzoletto – Viadana, MN), la Festa dei popoli e dell’ambiente, occasione di contatto e condivisione con altre culture e di riflessione sul tema dell’ambiente. Appuntamento fissato per domenica 26 gennaio alle 15.30. Continue reading »

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“Giovani dislocati”, la Zona I riunita a Misano per il terzo appuntamento

L'incontro, dedicato alla mobilità dei giovani, si è svolto domenica 19 gennaio a Misano Gera d'Adda,

«Oggi assistiamo a una tendenza a “omogeneizzare” i giovani, a dissolvere le differenze proprie del loro luogo di origine, a trasformarli in soggetti manipolabili fatti in serie. Così si produce una distruzione culturale». Ancora una volta, è stata una provocazione di questo tipo, lanciata da Papa Francesco nella Christus vivit, a permettere di comprendere la necessità di affrontare un tema così interessante, ma al contempo spesso tacito, sottinteso, come i luoghi abitati dai giovani oggigiorno. Continue reading »

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Niente può fermare i sogni. A Covo la testimonianza dell’atleta paralimpico Oney Tapia

Il 24 gennaio all’oratorio di Covo serata di riflessione promossa dalle polisportive oratoriane di Covo, Fontanella ed Antegnate. Tra gli interventi anche quello di Mario Donelli, ex calciatore professionista e oggi allenatore

“Niente può fermare i sogni”. Questo il titolo di una serata formativa organizzata venerdì 24 gennaio all’oratorio San Tarcisio di Covo dalle polisportive oratoriane di Covo, Fontanella ed Antegnate con il patrocinio dei rispettivi comuni. Presentato da Gigi Lanzani e introdotto dal saluto dei sindaci di Covo, Andrea Capelletti, e di Fontanella, Mauro Brambilla, dell’assessore allo sport di Antegnate, Ivan Brambilla, e del parroco di Fontanella, don Diego Poli, l’evento ha segnato un ulteriore, positivo momento di collaborazione fra le tre parrocchie, anche in vista della creazione di una futura unità pastorale. Continue reading »

Luca Maestri
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Libia: ecco cosa sta succedendo tra Serraj, Haftar e Putin in attesa dell’incontro a Berlino

La ripartenza potrebbe iniziare a Berlino o è già cominciata a Mosca, avvalorando così la tesi che singoli Paesi possono diventare qualcosa di più che semplici spettatori di una crisi ormai prolungata che gli equilibri di forza al momento non possono in alcun modo condurre ad una conclusione

Probabilmente è la conferma che ogni proposta negoziale per avviare a soluzione il conflitto in Libia serve a poco se non c’è la volontà di un buon numero di Stati. Così si potrebbe riassumere l’ulteriore scenario apertosi in una guerra da cui non sono estranee le principali Cancellerie, tutte protese a guardare i fatti libici come possibile trama per riequilibrare rapporti di forza, magari per chiudere partite iniziate da decenni, o ancora per verificare se, e come, sia possibile una diversa gestione di altre situazioni oltre quella militare. È facile il riferimento al comparto energetico o alla mobilità umana e alle migrazioni forzate, mentre più complesso è il rapporto tra le diverse anime dell’Islam, la minaccia terroristica, un più generale equilibrio nell’oriente mediterraneo.

Tutte situazioni legate a una mai sopita volontà di controllo esterno di quello scacchiere strategico che da sempre affascina uomini di governo, interessa gli analisti e gli studiosi, richiama le imprese e le attività economiche.

La ripartenza potrebbe iniziare a Berlino o è già cominciata a Mosca, avvalorando così la tesi che singoli Paesi – e l’Unione europea? – possono diventare qualcosa di più che semplici spettatori di una crisi ormai prolungata che gli equilibri di forza – interni ed esterni – al momento non possono in alcun modo condurre ad una conclusione. La sfida, infatti, va certamente oltre lo scontro tra le due macro realtà in cui è ripartito il controllo di quel territorio. Tale analisi, seppur comoda, sembra non tener conto di quelle micro divisioni che permettono di leggere la situazione libica (dai Tuareg nel sud ovest, ai miliziani Tubu nel sud). Immagini certamente non nuove ma che fanno probabilmente la differenza. In questo momento ciò significa impedire alla Cirenaica di annettere la Tripolitania, o fare in modo che quest’ultima possa continuare ad essere l’entità riconosciuta ufficialmente dalla Comunità internazionale. E anche qui le distinzioni, o piuttosto le perplessità, sono tante: il riconoscimento sin qui è stato non solo politico ma quantitativo, lontano da una valutazione della capacità politica e dal peso di alleanze dalle quali tutti attendevano una stabilizzazione dell’intero territorio nazionale.

La preannunciata conferenza, se non pensata in questi termini, rischia di essere solo una possibilità, forse l’ultima. Così come ad una tregua va attribuita la funzione di non compromettere altre ipotesi, oltre a far tacere temporaneamente l’uso massiccio delle armi. Su fallimenti di entrambe le iniziative pesa l’indicazione verso una definitiva suddivisione del territorio in due entità autonome e distinte, o in una pace armata mediante la presenza di una colazione militare che, se pure nel quadro Onu, rischia in partenza di essere un caleidoscopio delle potenze interessate che potranno posizionarsi nelle rispettive aree di influenza. Più che soluzione sarebbe il preludio di uno status quo, immobile e precario.

Saranno dunque le potenze esterne a giocare un ruolo essenziale per salvaguardare i loro interessi, anche quelli delocalizzati rispetto al territorio libico. Oppure – secondo uno scenario non nuovo anzi ritornante nello svolgersi delle relazioni internazionali – andranno a comporre le basi per un “giusto equilibrio”. La motivazione, che rischia di diventare l’obiettivo, sarà certamente legata alla convinzione che la Libia è ingovernabile, o alla retorica che solo il potere esercitato da Gheddafi poteva farla parlare con una sola voce (dato realistico, per altro, se si guarda la frammentazione attuale), o ancora che è necessario salvaguardare la frontiera sud dell’Europa rispetto ai flussi migratori. Questo dimenticando che la Libia rappresenta anche la frontiera nord di una realtà complessa come il continente africano: quell’area sahariana e sub-saheliana diventata ormai un crocevia di instabilità endemica, di sottosviluppo persistente, di povertà inguaribile delle popolazioni e allo stesso tempo di interesse per le potenze europee, di quelle del Golfo e dell’oriente, anche estremo.

Questi ultimi elementi ed assetti costruiscono un quadro che lascia perplessi – come anche vede assente l’informazione – da cui resta esclusa la popolazione, a meno che non la si voglia far corrispondere con i combattenti in azione e pertanto sostenere che i libici sono tutti identificati con le parti in conflitto. Probabilmente è un modo per escludere, e non sarebbe la prima volta, dai giochi dalla trattativa e finanche dal tavolo negoziale quanti del conflitto, della frammentazione, della violenza sono le vittime, magari ignare, dell’interesse sul loro territorio.

Esclusi senza che una ragione convincente sia almeno manifestata e non si limiti ad essere espressione dell’interesse, della potenza, della ragion di Stato. Fattori che per i rapporti internazionali non sono una novità, ma sarebbe chiaramente sprezzante se diventassero la conclusione già scritta dello spiraglio che in questo momento speriamo di poter leggere per la Libia in una tenue volontà negoziale, nella ponderata disponibilità delle parti in lotta a far tacere le armi e in altri segnali che sembrano accedere verso la speranza. Quella speranza che lo scorso 9 gennaio Papa Francesco poneva come obiettivo e come conseguenza dell’azione internazionale che voglia costruire una pace fatta di stabilità, legalità internazionale, rispetto delle regole e, obiettivo sempre più da perseguire, convinzione della centralità del negoziato multilaterale rispetto a quello determinato dalle volontà individuali, che restano sempre veicoli di separazione e contrapposizione.

AgenSir
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