Sarà una Pasqua singolare, quella che milioni di cristiani nel mondo stanno per vivere nel 2020. A motivo dell’isolamento per evitare il contagio del Covid-19, in diversi Paesi non sarà possibile ai fedeli partecipare alle grandi liturgie del Triduo Pasquale che fa memoria e attualizza l’istituzione dell’Eucaristia, la passione e morte di Gesù, la sua resurrezione. Non sono mancate, in Italia, discussioni e anche polemiche nei confronti dei vescovi che hanno condiviso le decisioni del governo. Un rapido sguardo alla storia dei secoli passati aiuta a comprendere come la drammatica situazione che stiamo vivendo, a motivo delle migliaia di vittime uccise dal virus, con le sue limitanti conseguenze anche sulla vita ordinaria delle comunità cristiane impedite, non è la prima volta che avviene. Anche per quanto riguarda l’accesso alle chiese e alle celebrazioni. Continue reading
Epidemie, quarantene, chiese vuote: precedenti della storia
Le condizioni in cui si celebra questa Pasqua non sono inedite: papi e vescovi nei secoli hanno promosso l’isolamento nelle case e la chiusura di edifici di culto per evitare contagi. I casi di Milano nel Natale 1576 e di Roma nel 1656










