Category Archives: News

Il grazie della RSA “Carlo Louisa Grassi” di Viadana al Vescovo per la visita

Monsignor Napolioni, in occasione della visita pastorale in città, ha incontrato gli ospiti e il personale

In occasione della visita pastorale a Viadana, lo scorso 12 marzo monsignor Antonio Napolioni ha incontrato ospiti e personali della RSA “Carlo Louisa Grassi” che ricordando con emozione la mattinata intende esprimere la propria riconoscenza al vescovo per la preziosa occasione. Continue reading »

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Un “angolo della preghiera” per il tempo pasquale

La proposta dell'Ufficio liturgico nazionale con il sussidio per le celebrazioni domestiche in Tempo di Pasqua (anche con tracce audio)

L’Ufficio liturgico nazionale mette a disposizione dei fedeli un sussidio per le celebrazioni domestiche in Tempo di Pasqua (anche con tracce audio) invitando a preparare, durante la Settimana Santa, “l’angolo della preghiera” per il tempo pasquale, differente da quello nel quale si è pregato nel percorso quaresimale.

L’indicazione è quella di scegliere un luogo della casa molto luminoso, nel quale la luce naturale faccia da sfondo ad un’immagine del Cristo Risorto. Si propone quindi di porre lì anche la Bibbia e, se possibile, la candela che è stata accesa al cero in occasione del battesimo dei membri della famiglia (in alternativa si possono utilizzare anche delle candele nuove).

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Assegno unico e universale per i figli: approvato dal Senato

Un traguardo che premia l'impegno costante e tenace dell'associazionismo familiare e che potrebbe rappresentare davvero un punto di svolta per le famiglie italiane. Un punto di svolta e allo stesso tempo un punto di partenza per rendere a misura di famiglia il sistema Italia nel suo complesso. Non solo è necessario, ma anche urgente. Le conseguenze della pandemia hanno amplificato la portata di questioni che già prima del Covid si potevano definire epocali, a cominciare dal declino demografico

Il disegno di legge-delega che istituisce l’assegno unico e universale per i figli è stato definitivamente approvato dal Senato. Con voto praticamente unanime, com’era già avvenuto alla Camera nel luglio scorso. Un traguardo che premia l’impegno costante e tenace dell’associazionismo familiare e che potrebbe rappresentare davvero un punto di svolta per le famiglie italiane. Un punto di svolta e allo stesso tempo un punto di partenza per rendere a misura di famiglia il sistema Italia nel suo complesso. Non solo è necessario, ma anche urgente. Le conseguenze della pandemia hanno amplificato la portata di questioni che già prima del Covid si potevano definire epocali, a cominciare dal declino demografico.

È una storia lunga, quella della legge per l’assegno unico. Bisogna risalire almeno alla passata legislatura. Dall’originario ddl Lepri-Del Rio si è poi passati attraverso il Family Act della ministra Bonetti che ha recepito la misura come uno dei suoi pilastri. Ma tutte le forze politiche hanno dato il loro contributo – anche quando non sussisteva la cornice trasversale del governo Draghi – e quindi la nuova legge nasce senza bandierine di partito.

Il nuovo contesto politico è comunque importante perché adesso bisogna riempire di contenuti la delega che il Parlamento ha affidato al governo per “riordinare, semplificare e potenziare” – attraverso l’assegno unico – le misure a sostegno dei figli a carico. L’esecutivo avrebbe in teoria un anno di tempo, ma già nell’ultima legge di bilancio del secondo governo Conte era stata prevista la data del 1° luglio per l’avvio del nuovo sistema e proprio nei giorni scorsi Draghi ha confermato questa scadenza. Il Consiglio dei ministri ora dovrà mettere a punto i decreti legislativi di attuazione, secondo i principi e i criteri direttivi della delega parlamentare; i decreti saranno inviati alle commissioni competenti di Camera e Senato perché possano esprimere il loro parere e quindi saranno definitivamente licenziati dal governo. Il tutto in tre mesi, se si vuole rispettare l’impegno preso.

Il nodo cruciale è quello delle risorse. Nella legge-delega non sono indicati numeri. La legge di bilancio varata a dicembre ha stanziato 6 miliardi. A questi vanno aggiunti i 15 miliardi circa che derivano dall’assorbimento delle forme di sostegno finora esistenti (assegni, detrazioni, bonus, ecc.). Ma l’assegno unico mensile verrà corrisposto per tutti i figli dal settimo mese di gravidanza fino alla maggiore età e ad alcune condizioni anche oltre: fino a 21 anni per studenti o disoccupati e anche in seguito nel caso di disabilità. Tenendo conto che i soli figli minorenni sono attualmente intorno ai 10 milioni, si capisce subito che la coperta è corta e, se la platea si allarga a comprendere categorie finora escluse (l’assegno è, appunto, universale), ci sono alcune fasce di famiglie che finirebbero addirittura per rimetterci. E paradossalmente sarebbero quelle che avevano finora più beneficiato delle detrazioni. Questo rischio sarà certamente evitato (si stima che a questo fine occorreranno altri 800 milioni), ma allo stato la cifra di 250 euro di cui ha recentemente parlato il premier è da intendersi come importo massimo. A meno di non prevedere uno stanziamento ulteriore di svariati miliardi. Già entro il mese di aprile, con la presentazione del Def – il documento che fissa le coordinate macroeconomiche della prossima legge di bilancio – si dovrebbe avere qualche elemento in più.

Vediamo ora nel dettaglio la legge delega approvata, che consta di cinque articoli.

Tra i “principi e criteri direttivi generali” si stabilisce che l’assegno sarà assicurato per ogni figlio a carico con criteri di universalità e progressività e che l’ammontare di tale assegno sarà modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare (quindi secondo l’Isee), tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare. L’assegno sarà ripartito in pari misura tra i genitori. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, l’assegno spetterà, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso l’assegno sarà ripartito, sempre in mancanza di accordo, nella misura del cinquanta per cento tra i genitori.
L’assegno sarà corrisposto in forma di credito d’imposta o di erogazione mensile di una somma di denaro. Al momento della registrazione della nascita l’ufficiale dello stato civile dovrà informare le famiglie sui benefici a cui hanno diritto. Per il monitoraggio sull’attuazione della riforma e sul suo impatto, sarà istituito un organismo ad hoc a cui parteciperanno le associazioni a tutela delle famiglie maggiormente rappresentative.

Per quanto riguarda i “principi e criteri direttivi specifici”, questi sono i punti salienti messi in evidenza dagli uffici parlamentari:

1) Riconoscimento di un assegno mensile per ciascun figlio minorenne a carico. Il beneficio decorre a partire dal settimo mese di gravidanza. Per i figli successivi al secondo, l’importo dell’assegno è maggiorato.

2) Riconoscimento di un assegno per ciascun figlio maggiorenne a carico, di importo inferiore a quello riconosciuto per i minorenni, fino al compimento del ventunesimo anno di età e con possibilità di corresponsione dell’importo direttamente al figlio, al fine di favorirne l’autonomia. L’assegno è concesso solo in presenza di determinate condizioni, vale a dire nel caso in cui il figlio maggiorenne frequenti un percorso di formazione scolastica o professionale; frequenti un corso di laurea; svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa limitata con redditi complessivi inferiori a un certo importo annuale; sia registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro; svolga il servizio civile universale.

3) Per ciascun figlio con disabilità, riconoscimento di un assegno maggiorato rispetto agli importi per i figli minorenni e maggiorenni in misura non inferiore al 30 per cento e non superiore al 50 per cento, con maggiorazione graduata secondo le classificazioni di condizione di disabilità. Riconoscimento dell’assegno per maggiorenni, senza maggiorazione, anche dopo il compimento del ventunesimo anno di età,
qualora il figlio con disabilità risulti ancora a carico.

4) Mantenimento delle misure e degli importi in vigore per il coniuge a carico e per gli altri familiari a carico diversi dai figli minorenni e maggiorenni.

5) Per quanto riguarda le condizioni di accesso, il richiedente deve soddisfare cumulativamente i seguenti requisiti: essere in possesso della cittadinanza italiana, ovvero essere un cittadino di Paesi facenti parte dell’Unione europea, o suo familiare, in quanto titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure ancora essere un cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale; essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia; vivere con i figli a carico in Italia; essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale. Si prevede comunque la possibilità di derogare a questi vincoli per casi particolari.

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Gesù è venuto per convertire, non per sovvertire (di Erri de Luca)

Il popolo oscilla nei suoi umori, rinnega chi ha acclamato il giorno prima. Non muoverà un dito per colui che avevano intravisto come un liberatore. La sua fine doveva avvenire come prescritto, in immolazione su di una spellata collina. L’occupazione straniera sta ai nostri giorni come l’epidemia: restringe spazi, limita le celebrazioni sotto la pressione delle emergenze sanitarie. Contro di essa non vale l’insurrezione, occorre invece isolare l’invasore. Gli vanno sottratti i suoi spazi di manovra, di penetrazione. La cacciata dei mercanti dal tempio corrisponde alla chiusura dei molti esercizi commerciali e produttivi, perché il tempio è il corpo sociale da difendere. È un’altra Pasqua di provvisorio esilio. "Quest’anno servi, l’anno venturo figli dì libertà"

Leggo i 15 Salmi delle salite. Con le loro sillabe di origine i pellegrini salivano per la Pasqua a Gerusalemme. “Alzerò gli occhi verso le alture da dove verrà il mio soccorso”.
Al tempo di Gesù, sotto l’occupazione militare di Roma, la festa era la più solenne e la più sentita. Quella Pasqua ebraica festeggiava e festeggia il ricordo della liberazione dalla servitù in Egitto. “Quest’anno servi, l’anno venturo figli di libertà”, si dice ancora nelle tavole ebree da più di venti secoli.
Nel pellegrinaggio in salita verso Gerusalemme era più pesante l’affanno nel fiato di un popolo oppresso. Non incombeva solo la pressione fiscale del tributo da sudditi, di più pesava la persecuzione religiosa. Per i precursori del monoteismo, della divinità unica e assoluta, bruciava come un’ulcera l’immagine di Giove/Iuppiter sul tempio di Gerusalemme. Nella tenacissima resistenza contro l’occupante già migliaia di giovani vite erano state appese al patibolo romano della trave a T, esposte alla pubblica vista. Per ulteriore oltraggio i corpi dei condannati erano nudi.

Gesù sale con i suoi entrando in Gerusalemme su di un’asina bianca, per tradizione una cavalcatura riservata ai re. Il popolo accorso da ogni parte di Israele gremiva la città e la legione romana era pronta a reprimere ogni protesta.

La folla si stringe intorno all’uomo entrato sull’asina bianca. È simbolo di indipendenza, di richiamo al regno fondato da Davide, che scelse Gerusalemme per sua capitale. L’uomo sull’asina è suo discendente, tramite Giuseppe suo padre adottivo.
Intorno a lui cresce entusiasmo e attesa. Lui va al tempio seguito da un folla che lo acclama. Sulla spianata compie un gesto di liberazione scacciando le bancarelle dei mercanti dal luogo sacro, anche loro saliti per l’occasione di un buon profitto.
Espellerli dal tempio è un atto che riconsacra il luogo dove Israele celebra l’Adonài Ehàd, il suo Signore Unico. In quel momento gli idoli romani e il loro potere sono sospesi.
Il popolo s’infiamma, l’insurrezione è pronta, basta una parola del discendente di Davide.

Ma lui non è venuto per avviare una delle tante imprese rovinose di resistenza contro l’invasore. È venuto per convertire, non per sovvertire.

È salito per la festività non per la strage. Mentre il popolo aspetta da lui il segnale per liberare la capitale dall’esercito romano, già pronto a non farsi sorprendere, lui esce con i suoi dalle mura, sciogliendo l’equivoco di essere a capo di una rivolta. Va a celebrare la cena di festa in un posto appartato.
Il popolo deluso nella sua speranza, vede sfuggire un’occasione rara di ritrovarsi in massa in Gerusalemme accanto a chi era entrato come un re, suscitando sentimenti di riscatto.
Il popolo oscilla nei suoi umori, rinnega chi ha acclamato il giorno prima. Non muoverà un dito per colui che avevano intravisto come un liberatore. La sua fine doveva avvenire come prescritto, in immolazione su di una spellata collina.
L’occupazione straniera sta ai nostri giorni come l’epidemia: restringe spazi, limita le celebrazioni sotto la pressione delle emergenze sanitarie. Contro di essa non vale l’insurrezione, occorre invece isolare l’invasore. Gli vanno sottratti i suoi spazi di manovra, di penetrazione.
La cacciata dei mercanti dal tempio corrisponde alla chiusura dei molti esercizi commerciali e produttivi, il tempio è il corpo sociale da difendere. È un’altra Pasqua di provvisorio esilio.
“Quest’anno servi, l’anno venturo figli dì libertà”.

Erri De Luca

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Venerdì Santo senza processione cittadina, ma venerando la Sacra Spina

La preziosa reliquia esposta alla devozione dei fedeli in Cattedrale. Anche il Vescovo in preghiera al termine dell'Azione liturgica

Anche quest’anno i riti della Settimana Santa si svolgeranno in modo inedito a causa delle limitazioni dovute alla pandemia. Durante la sera del Venerdì Santo non sarà possibile celebrare la tradizionale processione della Sacra Spina per le vie del centro storico di Cremona. La reliquia della Sacra Spina, comunque, sarà offerta alla devozione dei fedeli. Continue reading »

Matteo Lodigiani
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Fame d’aria buona, il messaggio d’auguri del vescovo Napolioni

Un anno fa esplodeva l’epidemia, e il deserto della Quaresima ci portava ad una Pasqua drammatica, di vuoto e silenzio, di dolore e morte, quasi un interminabile Venerdì Santo. Poi la primavera e l’estate ci hanno dato sollievo, illuso di avercela fatta, e sono tornati mesi di paura e di lutto, mentre tanti purtroppo cedevano all’abitudine, all’indifferenza e alla sterile polemica. I cristiani, con prudenza e timore, uno alla volta, tornano in chiesa per attingere, alle fonti della fede, ragioni di speranza e sforzi di carità, tanto necessari. Continue reading »

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«Riavvolto il rotolo, guardiamoci negli occhi…»: in Cattedrale la Messa crismale con il vescovo e il clero diocesano (VIDEO e FOTO)

Nella celebrazione del Giovedì Santo il rinnovamento delle promesse sacerdotali, il ricordo dei preti morti nell'ultimo anno e degli anniversari di ordinazione. Durante la liturgia benedetti gli oli per i sacramenti

«Cosa abbiamo da dirci? Cosa dobbiamo fare? Chi me lo fa fare?». Tre domande per un dialogo schietto e cordiale che il vescovo Napolioni ha proposto al clero diocesano riunito in Cattedrale per la Messa Crismale in cui, nella mattinata del Giovedì Santo, all’ingresso nel Triduo Pasquale, i sacerdoti rinnovano le promesse, ricordando i confratelli che festeggiano anniversari importanti e quello che nell’ultimo anno hanno lasciato questo mondo.

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Assegno unico famigliare: i figli risorsa della società e della Chiesa

Dalla Commissione diocesana per la pastorale Famigliare un riflessione sulla nuova misura approvata in Parlamento per il sostegno alla natalità e alla famiglia

Come ormai noto il 30 marzo il Senato ha approvato il testo sull’assegno unico universale per i figli, già approvato dalla Camera il 21 luglio 2020, facendolo quindi diventare legge.

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«Proprio oggi che non possiamo invitarci a cena, riscopriamo lo stupore della Cena con Dio» (VIDEO E FOTO)

Nella Messa in Coena Domini del Giovedì Santo il vescovo Napolioni ha invitato a ritrovare la gioia di sentirsi invitati al banchetto di un Padre che ama senza confini

«Il ricordo dello scorso anno è ancora vivo e dolente». Con queste parole, con questo sguardo su un passato ancora così vicino, il vescovo Napolioni ha introdotto la Messa nella Cena del Signore, presieduta in Cattedrale nella serata del Giovedì Santo. Uno sguardo che richiama agli occhi della memoria alla stessa celebrazione durante il Triduo del 2020, a «quella cena del Signore celebrata con tutti voi chiusi in casa, costretti al digiuno eucaristico e all’attesa di una liberazione dal male, certamente spirituale ma che ha preso anche le forme della insidia alla salute, della morte, della solitudine, dello scoraggiamento. Per questo – ha detto monsignor Napolioni – non possiamo non gioire stasera, perché anche se c’è ancora tanta strada da fare in questo tunnel buio la luce affascina e la nostra Cattedrale la raccoglie e la riconsegna al suo Signore che ci ospita al suo banchetto»

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