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Nei giorni scorsi l’incontro tra il vescovo Antonio e i diaconi cremonesi

La mattinata è terminata con l’impegno a un aiuto reciproco per rendere la Chiesa sempre più attuale e vicina alla vita di tutti

Sabato 20 febbraio, presso il Centro pastorale diocesano di Cremona, il vescovo Antonio ha voluto incontrare i diaconi cremonesi. All’incontro, oltre a mons. Napolioni, erano presenti il delegato episcopale per il Clero, Mons. Mario Barbieri, don Floriano Scolari e don Antonio Facchinetti, incaricati, rispettivamente, della formazione dei diaconi ordinati e dei candidati e aspiranti diaconi. Non mancavano naturalmente i diaconi permanenti insieme alle mogli, i candidati e gli aspiranti. Continue reading »

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On-line la relazione del prof. Francesco Giacchetta al secondo appuntamento de “La fatica di credere”

Il docente di Filosofia presso l’Istituto teologico marchigianoha ha riportato l’attenzione su alcuni fenomeni culturali che influenzano il benessere della terra e dell’uomo

La rassegna de La fatica di credere promossa dal Centro pastorale diocesano ha avuto nell’incontro dello scorso 20 febbraio un significativo avanzamento nella riflessione sui temi dell’ecologia umana grazie all’altissima riflessione del prof. Francesco Giacchetta, che all’ultimo ha sostituito egregiamente il prof. Mario Pollo, impossibilitato ad onorare il suo impegno cremonese per motivi di salute. Continue reading »

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Mons. Lafranconi nell’omelia a S. Croce in Gerusalemme sprona alla difesa dei diritti dei più fragili

Dopo la celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo emerito, il pellegrinaggio giubilare è continuato con la visita alle basilica di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore. Mercoledì mattina l'attesa udienza con Papa Francesco

La seconda giornata del pellegrinaggio diocesano a Roma in occasione dell’Anno Santo della Misericordia è iniziata nella graziosa basilica di Santa Croce in Gerusalemme, nel quartiero Esquilino, con la Santa Messa celebrata dal vescovo emerito Dante, affiancato dal successore, mons. Antonio Napolioni, e dalla quindici di sacerdoti presenti alla trasferta capitolina. Mons. Lafranconi, nell’omelia, ha insistito sulla necessità di dover imparare da Gesù che cosa significa esattamente misericordia, non solo per poterla accogliere e meglio gustare nella propria vita, ma anche per saperla donare. Riprendendo alcune suggestioni delle letture del giorno, dove si sottolinea il dovere di difendere i diritti delle classi meno tutelate del popolo ebraico – le vedove, gli orfani e i forestieri – il presule ha richiamato il dovere dei cristiani di soccorrere e difendere queste persone: “In questi giorni abbiamo sotto gli occhi – ha spiegato – le immagini strazianti dei maltrattamenti che alcuni anziani o persone diversamente abili hanno subito in alcune casa di riposo o di accoglienza. Sono cose che non devono accadere più. Fortunatamente nella nostra società c’è chiara la coscienza di dover difendere i diritti e le prerogative dei più fragili. E’ consolante, poi, che nella nostra diocesi ci sono istituzioni di ispirazione cattolica che si occupano di queste fasce della società”. “In quest’anno giubilare – ha proseguito – diamo voce a chi non è riconosciuta la propria dignità umana”.

Terminata la celebrazione eucaristica, i pellegrini hanno potuto sostare in preghiera alcuni istanti dinanzi alla Reliquie della passione del Signore, che, secondo la tradizione, furono portate da Gerusalemme dalla madre dell’imperatore Costantino, Elena. Non è mancata una sosta alla tomba di Antonietta Meo, detta Nennolina, morta quando appena aveva 7 anni e che è stata dichiarata venerabile nel 2007. A Roma la devozione dei fedeli a questa bambina, vissuta e deceduta santamente, è ancora molto forte.

La mattinata è poi proseguita con la visita, a gruppi, della basilica di San Giovanni in Laterano, la Cattedrale del Papa. I pellegrini, dopo rapidi controlli delle forze dell’ordine, sono entrati nel grande tempio passando per la Porta Santa. Dinanzi all’altare papale sormontato dallo spettacolare baldacchino gotico, opera dell’architetto Giovanni di Stefano, i cremonesi hanno pregato per il Papa e per l’unità di tutti i cristiani e hanno ricordato, con una certa emozione, il recente incontro tra Francesco e il patriarca ortodosso di Mosca Kirill. C’è stato poi il tempo per una veloce visita alla basilica, in modo particolare all’abside con il meraviglioso mosaico con al centro la croce gloriosa e con sotto la maestosa cattedra papale. Prima di dirigersi a Santa Maria Maggiore è stata fatta una sosta anche nel vicino battistero di San Giovanni in Laterano, di origine paleocristiana.

Anche a S. Maria Maggiore il gruppo cremonese ha potuto passare la Porta Santa che papa Francesco ha solennemente aperto il 1° gennaio 2016, solennità di Maria Madre di Dio. Dinanzi all’altare papale, a pochi passi dalla fastosa cappella che accoglie l’icona di Maria “Salus Populi Romani”, i pellegrini hanno lodato la Vergine attraverso il canto del Magnificat. Anche in questo caso c’è stato tempo per le devozioni personali e per una rapida visita alle opere d’arte più significative.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo in un ristorante a pochi passi dal Colosseo, i pellegrini, divisi in gruppi, hanno visitato alcuni degli angoli più suggestivi della Capitale attraverso un interessante itinerario storico-artistico guidato da guide competenti e preparate.

Mercoledì, ultimo giorno del pellegrinaggio, è prevista alle 10.30 l’udienza di Papa Francesco in piazza San Pietro. Sarà il momento certamente più emozionante dell’intera trasferta capitolina. I vescovo Antonio e Dante saranno a pochi passi dal palco papale e al termine della catechesi potranno avvicinare il Pontefice per il cosiddetto baciamano. Certamente Francesco, al momento dei saluti delle comitive di lingua italiana, citerà la diocesi di Cremona e avrà parole di incoraggiamento. Terminata l’udienza il gruppo si dirigerà nella vicinissima chiesa di Santa Maria delle Fornaci per la celebrazione eucaristica. Dopo pranzo, tempo permettendo, si terrà la visita all’ultima basilica papale, San Paolo Fuori le Mura, sulla via Ostiense, che conserva la memoria del martirio dell’Apostolo delle genti. A metà pomeriggio è previsto l’inizio del viaggio di ritorno.

Photogallery del secondo giorno di pellegrinaggio

L’omelia del vescovo Dante a Santa Croce in Gerusalemme

Al pellegrinaggio partecipano le comunità di Castelverde, Boschetto, Caravaggio, Brignano, Vailate, l’unità pastorale di San Giovanni in Croce, San Felice, Persico-Dosimo, Castelleone, Crotta d’Adda. Bisogna poi aggiungere dei pellegrini individuali provenienti soprattutto dalla città di Cremona. Presente anche la parrocchia di Cassano d’Adda che seguirà un percorso proprio.

La prima giornata del pellegrinaggio giubilare

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L’incontro dei vescovi Antonio e Dante con il Papa che ha invitato la Chiesa cremonese ad andare incontro alle persone

Il Pontefice si è intrattenuto anche con la delegazione diocesana composta da Manuela Cantini con le figlie Anastasia e Giulia, Lucia Tresoldi e don Roberto Rota

Davvero felice ed emozionato il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, dopo il breve ma intenso incontro con Papa Francesco al termine dell’udienza generale di mercoledì 24 febbraio. Appena si è presentato come vescovo di Cremona, il Papa con un grande sorriso ha commentato: «Ah, la città del torrone! Non me ne avete portato un po’?».

Mons. Napolioni ha quindi presentato al Pontefice il vescovo emerito, mons. Dante Lafranconi, spiegando di essere stato ordinato proprio dal suo predecessore. Il Pontefice si è detto molto contento di questo fatto che evidenzia la continuità nella successione apostolica.

Il vescovo Antonio ha anche raccontato al Papa di trovarsi molto bene nella nuova diocesi e di aver ricevuto da subito un’ottima accoglienza.

Di questo se ne è compiaciuto il Pontefice che quindi, come già aveva fatto nel precedente incontro con mons. Napolioni, all’indomani della sua elezione episcopale, ha invitato la Diocesi di Cremona a muoversi, uscire, andare incontro alla persone.

Da parte sua mons. Napolioni ha espresso tutto l’affetto, la simpatia e l’attenzione della Chiesa cremonese al Santo Padre.

Rullino

Emozionatissimi anche i pellegrini cremonesi che, in rappresentanza di tutti i 250 cremonesi presenti a Roma, hanno potuto accostare il Pontefice per il cosiddetto baciamano.

«Non sono riuscita a dire niente: gli ho solo baciato la mano e questo mi è bastato. Mi sono commossa soprattutto quando il Papa ha baciato la mia piccola Anastasia». Così ha commentato Manuela Cantini, di Mozzanica, che ha potuto incontrare Papa Francesco insieme alle figlie Anastasia e Giulia. A formare la ristretta delegazione diocesana che ha accostato il Papa anche la giovane Lucia Tresoldi di Castelleone e il responsabile del Segretariato diocesano pellegrinaggi, don Roberto Rota.

Photogallery del baciamano dei Vescovi

 

Gli altri momenti del viaggio a Roma

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L’emozione dei 250 pellegrini in piazza S. Pietro per l’udienza di Papa Francesco

Sono giunti ai cancelli di S. Pietro intorno alle 8 di mercoledì 24 febbraio gli oltre 250 cremonesi che da lunedì 22 stanno prendendo parte al pellegrinaggio giubilare a Roma promosso dal Segretariato diocesano pellegrinaggi, diretto da don Roberto Rota, con l’assistenza tecnica dell’agenzia viaggi Profilotours, presente con il suo direttore Gianluigi Gremizzi. A guidare il pellegrinaggio il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni. Presente anche l’emerito mons. Dante Lafranconi.

I due Vescovi hanno seguito l’udienza ai lati dell’altare papale, a pochi passi da Papa Francesco. Un posto privilegiato è stato riservato anche a una piccola delegazione cremonese, formata da Manuela Cantini con le figlie Anastasia e Giulia (di Mozzanica), la giovane Lucia Tresoldi di Castelleone e il responsabile del Segretariato pellegrinaggi.

Il resto del gruppo ha preso posto, invece, nell’area riservata proprio di fronte all’altare papale. Presenti le comunità di Castelverde, Boschetto, Caravaggio, Brignano, Vailate, l’unità pastorale di San Giovanni in Croce, San Felice, Persico-Dosimo, Castelleone, Crotta d’Adda, oltre a diversi pellegrini dalla città di Cremona. E non mancava neppure la parrocchia di Cassano d’Adda, che nei giorni scorsi ha seguito un percorso proprio.

I cremonesi hanno potuto seguire tutta l’udienza in “prima fila”. I momenti in attesa del Papa sono stati vissuti nella preghiera e non senza alcuni momenti di euforia, come quando lo speaker che annuncia la presenza in piazza dei vari gruppi ha presentato il pellegrinaggio della Diocesi di Cremona.

Puntuale alle 9.30 ha fatto il suo ingresso in piazza Papa Francesco che, a bordo della consueta jeep bianca, ha incontrando i pellegrini. Circa 20mila le persone presenti all’Udienza, tornata ormai ai grandi numeri dopo il calo seguito agli attentati di Parigi. Moltissime le bandiere variopinte che svettavano sotto il sole di un cielo terso. A distinguersi chiaramente anche i cremonesi, tutti con indosso il fazzolettone bianco del pellegrinaggio. Proprio di fronte al settore a loro riservato si è fermata la jeep del Papa.

 

L’udienza di Papa Francesco

«La ricchezza e il potere sono realtà che possono essere buone e utili al bene comune, se messe al servizio dei poveri e di tutti, con giustizia e carità. Ma quando, come troppo spesso avviene, vengono vissute come privilegio, con egoismo e prepotenza, si trasformano in strumenti di corruzione e morte». Questo l’ammonimento con il quale il Papa ha cominciato la catechesi dell’udienza generale nella quale, proseguendo le catechesi sulla misericordia nella Sacra Scrittura, si è soffermato sui “passi” di quest’ultima in cui «si parla dei potenti, dei re, degli uomini che stanno in alto, e anche della loro arroganza e dei loro soprusi».

Il passo scelto era quello dell’episodio della vigna di Nabot, descritto nel Primo Libro dei Re, in cui «si racconta che il re d’Israele, Acab, vuole comprare la vigna di un uomo di nome Nabot, perché questa vigna confina con il palazzo reale». Ma «la terra è sacra, perché è un dono del Signore, che come tale va custodito e conservato, in quanto segno della benedizione divina che passa di generazione in generazione, è garanzia di dignità per tutti», ha ricordato Francesco. E così Nabot si rifiuta di cedere al re la sua terra. Da qui la reazione di Acab e della moglie Gezabele, che «non era brutta, ma era cattiva», le parole a braccio del Papa.

«Se si perde la dimensione del servizio – ha spiegato il Pontefice – il potere si trasforma in arroganza e diventa dominio e sopraffazione». La regina «si serve delle apparenze menzognere di una legalità perversa». Gesù capovolge e sconfessa la legge del più forte.

Quella narrata nella Bibbia «non è la storia di altri tempi – ha detto il Papa a braccio -, è la storia di oggi, la storia dei potenti che per avere più soldi sfruttano i poveri, sfruttano la gente». E ancora: «È la storia della tratta delle persone, del lavoro schiavo, della povera gente che lavora in nero, con il minimo, per arricchire i potenti. È la storia dei politici corrotti, che vogliono più e più e più…». «Il grande Sant’Ambrogio – ha ricordato poi il Papa sempre fuori testo – ha scritto in piccolo libro su questo episodio, si chiama ‘Nabot’, che è un libro di attualità, un libro molto bello e molto concreto». Quindi un invito preciso: «Ci farà bene leggerlo in questo tempo di Quaresima».

«Ecco dove porta l’esercizio di un’autorità senza rispetto per la vita, senza giustizia, senza misericordia. Ed ecco a cosa porta la sete di potere: diventa cupidigia che vuole possedere tutto», ha affermato ancora il Pontefice. «Un testo del profeta Isaia è particolarmente illuminante al riguardo: in esso il Signore mette in guardia contro l’avidità i ricchi latifondisti che vogliono possedere sempre più case e terreni». Poi le parole del profeta: «Guai a voi, che aggiungete casa a casa e unite campo a campo, finché non vi sia più spazio, e così restate soli ad abitare nel paese». «E il profeta Isaia non era comunista», ha commentato il Papa a braccio.

«Dio è più grande della malvagità e dei giochi sporchi fatti dagli esseri umani», ha assicurato il Papa. Che poi ha proseguito: «Che bello sarebbe che i potenti, gli sfruttatori di oggi, facessero lo stesso, facessero come Acab!». «Il Signore accetta il suo pentimento», ma «un innocente è stato ucciso, e la colpa commessa avrà inevitabili conseguenze», ha commentato il Papa: «Il male compiuto lascia le sue tracce dolorose, e la storia degli uomini ne porta le ferite».

La misericordia è dunque «la via maestra che deve essere perseguita», perché «può guarire le ferite e può cambiare la storia». E ancora: «La misericordia divina è più forte del peccato degli uomini». «Gesù Cristo è il vero re, ma il suo potere è completamente diverso», ha ricordato Francesco: «Il suo trono è la croce. Lui non è un re che uccide, ma al contrario dà la vita. Il suo andare verso tutti, soprattutto i più deboli, sconfigge la solitudine e il destino di morte a cui conduce il peccato. Con la sua vicinanza e tenerezza porta i peccatori nello spazio della grazia e del perdono». «Questa è la misericordia», ha concluso il Papa a braccio citando il tema dell’anno giubilare.

La catechesi di Papa Francesco

Alla fine dei saluti nelle varie lingue il Papa si è rivolto anche ai pellegrini italiani. E qui non è mancato un riferimento specifico a «i fedeli della Diocesi di Cremona, accompagnati dal Vescovo Mons. Antonio Napolioni». «Auspico che tutti, in questo Anno Santo della misericordia, – ha detto il Papa – vivano ogni forma di potere come servizio per Dio e per i fratelli, con i criteri dell’amore alla giustizia e del servizio al bene comune».

Infine come sempre un saluto particolare ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. «La Quaresima è un tempo favorevole per intensificare la vita spirituale – ha spiegato Papa Francesco -: la pratica del digiuno vi sia di aiuto, cari giovani, per acquisire maggiore padronanza su voi stessi; la preghiera sia per voi, cari ammalati, il mezzo per affidare a Dio le vostre sofferenze e sentirlo sempre vicino; le opere di misericordia, infine, aiutino voi, cari sposi novelli, a vivere la vostra esistenza coniugale aprendola alle necessità dei fratelli».

Il saluto del Papa ai pellegrini italiani

Il testo integrale delle parole del Papa

 

Photogallery dei cremonesi all’Udienza

 

La conclusione del Pellegrinaggio

Dopo l’udienza per il gruppo cremonese tappa nella vicinissima chiesa di Santa Maria delle Fornaci per la Messa a conclusione del pellegrinaggio a Roma.

Quindi il pranzo e, tempo permettendo, la visita all’ultima basilica papale, San Paolo Fuori le Mura, sulla via Ostiense, che conserva la memoria del martirio dell’Apostolo delle genti. A metà pomeriggio è previsto l’inizio del viaggio di ritorno.

 

Gli altri momenti del viaggio a Roma

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Alla Messa conclusiva del pellegrinaggio a Roma il vescovo Antonio ricorda la giovanissima Gaia Sacchetti deceduta improvvisamente

La trasferta romana si è conclusa intorno alle ore 16 nella basilica papale di San Paolo fuori le mura

Intorno alle 16, nella basilica papale di San Paolo fuori le mura, si è concluso il pellegrinaggio diocesano giubilare a Roma iniziato lunedì 22 febbraio e presieduto dal vescovo Antonio insieme all’emerito Lafranconi e a una quindicina di sacerdoti. Nel grande tempio che conserva la memoria del martirio dell’Apostolo delle genti i pellegrini si sono raccolti brevemente in preghiera e a seguire hanno compiuto una brevissima visita.

Prima del pranzo, immediatamente dopo l’udienza generale in piazza S. Pietro, il gruppo cremonese si è ritrovato nella chiesa di S. Maria delle Fornaci, a pochi metri dal Vaticano, retta dai padri Trinitari. Qui il vescovo Antonio ha presieduto l’Eucaristia durante la quale sono stati ricordate tutte le necessità della Chiesa di Cremona, ma anche le tante situazioni dolorose: il presule ha pregato in modo particolare per Gaia Sacchetti, la 14enne di Pieve San Giacomo deceduta improvvisamente nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 febbraio.

Nell’omelia mons. Napolioni ha scherzato sui primi posti riservati ai cremonesi all’udienza papale: “Ora torniamo a casa: siamo disposti a riprenderci l’ultimo posto? Siamo pronti a tornare in famiglia, a scuola, sul lavoro dove c’è da ‘tirare la carretta’ tutti i giorni?'”.

Per il presule il segreto per vivere al meglio il pellegrinaggio una volta tornati alla vita di ogni giorno è di quello diventare un poco profeti, così come indicava la prima lettura del giorno: “Profeta non è colui che indovina il futuro, che giudica il mondo secondo la sua testa, ma è colui che ascolta talmente il Signore da non poter tacere ciò che ha ascoltato da Lui e lo comunica, lo grida, lo canta, lo sussurra: a seconda dei momenti e delle situazioni in cui viviamo. I genitori devono essere profeti di Dio in famiglia, i nonni lo stesso. Un bambino che va a scuola può essere testimone di Gesù in mezzo ai compagni. A maggior ragione il vescovo, i preti, i catechisti devono essere profeti di Dio”.

Il vescovo Antonio si è domandato come concretizzare questo compito: “Occorre ritornare a casa come pellegrini: rimettendosi in ascolto tutti i giorni. Compiendo il nostro piccolo pellegrinaggio dalla casa alla chiesa, ma anche il piccolo pellegrinaggio dal cuore al Crocifisso, al Vangelo, all’Eucaristia, allo sguardo di Maria, a quei segni forti e sicuri che ci fanno dire: ‘Non sono solo! Lui mi guida, lui mi parla, lui c’è'”.

E prendendo esempio dal Papa che quotidianamente si mette a servizio del popolo di Dio mons. Napolioni ha proseguito: “Se anche noi impariamo a essere non schiavi, ma servi, umile e gioiosi, gli uni degli altri, questo servizio si moltiplica nei nostri giorni e ci fa sentire che la nostra vita non è sprecata mai, perché non ci è mai impedito di ascoltarli, di amare e di servire. Allora sarà bello immaginare una nuova fioritura delle nostre chiese”.

E così ha concluso: “Questo pellegrinaggio non sia solo un fatto personale, familiare: ma un fatto ecclesiale. Tornando a casa raccontatelo con semplicità, ma, soprattutto, vivetelo ancora insieme a tutti”.

Prima della benedizione conclusiva don Rota, responsabile del Segretariato diocesano pellegrinaggi, ha ringraziato i vescovi Antonio e Dante, i diversi sacerdoti presenti e, soprattutto, i pellegrini  che hanno dimostrato grande attenzione e disponibilità a farsi coinvolgere spiritualmente e umanamente.

Photogallery 

 

L’omelia di mons. Napolioni a Santa Maria delle Fornaci

 

Gli altri momenti del viaggio a Roma

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Sabato a Caravaggio, con la Messa del vescovo Antonio, al via la Missione parrocchiale

130 i giovani annunciatori che lo scorso 7 febbraio hanno ricevuto il mandato. A sostenere la loro evangelizzazione i Fratelli di San Francesco di Nogarole Rocca

Con la Messa che il vescovo Antonio Napolioni celebrerà sabato 27 febbraio, alle 17.30, nella chiesa “Ss. Fermo e Rustico martiri”, a Caravaggio, si aprirà ufficialmente la “Missione parrocchiale”: due intense settimane di appuntamenti aggregativi, spirituali e culturali ai quali l’intera comunità è invitata a partecipare. Per approfondire il senso di questa iniziativa abbiamo posto alcune domande al vicario don Umberto Zanaboni, che già in passato ha vissuto l’esperienza delle Missioni parrocchiali. Continue reading »

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Il tema della connettività al centro della “Due giorni assistenti di Oratorio” del 16 e 17 marzo

Il corso, promosso dalla FOCr presso il Centro di spiritualità del Santuario di Caravaggio, aiuterà a riflettere su come educare al tempo della connettività totale

Si terrà al Centro di spiritualità del Santuario di Caravaggio nelle giornate di mercoledì 16 e giovedì 17 marzo la consueta “Due giorni assistenti di Oratorio” promossa dalla Federazione Oratori Cremonesi. Sono invitati a partecipare tutti i sacerdoti che hanno passione e interesse per i temi più strutturali ed urgenti della Pastorale giovanile. La tematica individuata quest’anno verte sui linguaggi digitali, gli spazi tecnologici e la connettività pressoché totale che caratterizzano i cosiddetti Millenials. Continue reading »

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Il 19 marzo al Palasport di Cremona la prima veglia delle Palme con il vescovo Antonio

Dopo il momento di riflesssione e preghiera lo spettacolo, a cura del Teatro Minimo, “La sosta”: rivisitazione in chiave moderna della parabola del buon samaritano.

“Beati i misericordiosi”: questo il titolo della veglia delle Palme che si celebrerà, come di consueto, al Palazzetto dello Sport a Ca’ de’ Somenzi a Cremona. L’evento si terrà sabato 19 marzo a partire dalle ore 18 con la preghiera, la prima presieduta dal vescovo Antonio. Attesi i giovani della diocesi (dai 16 anni) per un appuntamento denso di provocazioni e concretezza. Continue reading »

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In aprile al via la preparazione del Grest: dal 4 al 6 a Cremona, Vailate e Sabbioneta gli incontri di presentazione per i responsabili

Seguiranno poi due serata per gli animatori: domenica 17 al Palasport di Cremona e domenica 24 in quello di Caravaggio

Attenzione già puntata alla prossima estate oratoriana e in particolare all’edizione 2016 del Grest. Già fissate le consuete serate promosse dalla Federazione Oratori Cremonesi per presentare tema, obiettivi e materiali a sacerdoti, catechisti, educatori e accompagnatori degli adolescenti.

Tre gli incontri interzonali in agenda, tutti con inizio alle ore 20.45:

  • lunedì 4 aprile, all’oratorio del Boschetto, a Cremona, per le zone del Cremonese;
  • martedì 5 aprile, all’oratorio di Vailate, per le zone della Bergamasca;
  • mercoledì 6 aprile, all’oratorio di Sabbioneta, per le zone del Mantovano.

Non mancheranno quindi, nella seconda metà del mese di aprile, le presentazioni pensate per gli animatori. Continue reading »

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