“L’amore è intrepido”. Queste parole rivolte dal cardinale Federico Borromeo a don Abbondio nel chiedergli conto dei motivi per i quali non avesse celebrato il matrimonio di Renzo e Lucia, illuminano di una luce sfolgorante la missione dei cristiani di ieri e di oggi, chiamati ad essere come agnelli in mezzo ai lupi, sapendo che soffrire per la giustizia “è il nostro vincere”. Del resto, è tutto il discorso che il cardinale rivolge al curato del paesino in provincia di Lecco, a renderlo evidente con un rimprovero dal sapore cristiano, cioè una chiamata alla conversione, come in fondo sono tutti I Promessi Sposi, un mirabile affresco dell’animo umano in situazioni estreme, che conosciuti per il ruolo centrale che vi ha la Provvidenza, sono anche una scossa per ciascuno a riconoscerla e cooperare con essa. Nel rileggerli, nel tempo dell’emergenza da Coronavirus, non possono che balzare agli occhi quelle affinità che si scatenano nell’animo umano e nelle società quando vengono colpite da un flagello che si trasmette da un essere umano all’altro, costringendo, quindi, o a barricarsi nell’accusa o, al contrario, a aprire il cuore e per quel che si può a scommettere la propria vita per gli altri, non ubbidendo all’iniquità, come dice sempre il Cardinale a don Abbondio, quell’iniquità che comanda “trasgressione e silenzio”. Continue reading »
Fonte:
VaticanNews