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In preparazione al pellegrinaggio dei giovani a Cracovia percorso formativo nello zone

Già definite le proposte di viaggio

Da lunedì 19 a mercoledì 21 ottobre presenti in diocesi i due segni della GMG che i Vescovi italiani doneranno alla chiesa polacca il prossimo luglio a Cracovia. Questo singolare peregrinazione rappresenta una intensa occasione di preparazione spirituale all’evento del prossimo luglio. Ma è solo uno dei momenti in programma.

Da febbraio, infatti, prenderanno il via nelle zone, o a livello interparrocchiale, alcuni incontri di approfondimento incentrati sulle Beatitudini, in particolare sulla misericordia. «La struttura è molto semplice – spiega don Paolo Arienti, responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile – ci sarà una proposta di lectio divina, lo spazio per la risonanza e una interazione di carattere teatrale. Sarebbe bello approfittare di questi incontri e calendarizzarli almeno in Quaresima». Un primo evento, dal titolo “Pellegrini in Polonia”, guarderà principalmente al versante spirituale; mentre “Terra di santi e di martiri” avrà un respiro più di tipo culturale.

Le proposte di viaggio

Come ormai consueto vi saranno più proposte diocesane per la partecipazione alla GMG polacca, riservate ai giovani con età minima di 16 anni.

Anzitutto il “pacchetto lungo” che prevede il gemellaggio con la diocesi di Katowizce dal 19 al 25 luglio, con sistemazione nelle famiglie; quindi le giornate della GMG vera e propria dal 25 luglio al 1° agosto. Viaggio in pullman con sosta nell’andata a Graz (in hotel con mezza pensione) e pernottamento in pullman nel ritorno. Quota 595 euro.

C’è poi la proposta “corta” dal 24 luglio al 1° agosto, con pernottamento nelle strutture di Cracovia, al fine di partecipare solo alla parte celebrativa della Gmg. Viaggio in bus con pernottamento in pullman; quota di adesione 460 euro.

Infine c’è la proposta cortissima che prevede solo la partecipazione alla grande veglia del sabato e la messa della domenica mattina. Informazioni logistica e sui costi contattando la Federazione Oratori Cremonesi.

«È possibile fin d’ora – precisa don Arienti – pensare anche a forme di autofinanziamento che possano aiutare i giovani a “costruire” un pezzo di autonomia rispetto al viaggio, che non è una semplice vacanza, e anche per sostenere chi è in difficoltà economica. La FOCr sta cercando alleanze in grado di garantire e/o colmare i costi complessivi».

Tutte le informazioni contattando la Federazione Oratori Cremonesi (tel. 0372-25336; e-mail info@focr.it).

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Stefano Molardi all’organo di San Michele Vetere l’8 dicembre

Repertorio di Bach alla tastiera del Micheli dalle 17.15

Martedì 8 dicembre dalle 17.15  presso la chiesa di San Michele Vetere si terrà un interessante concerto d’organo. Il maestro Stefano Molardi, alla tastiera del Micheli, eseguirà un repertorio di J. S. Bach. In programma Toccata e fuga in fa minore, Pastorella e Preludio e fuga in do minore. Alle 18.30 seguirà la celebrazione della santa messa festiva, animata dalla Schola Cantorum parrocchiale.

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Presentato dal card. Dziwisz logo e preghiera della Gmg che si terrà a Cracovia nel 2016

Attesi 2 milioni di giovani

Il card. Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, ha presentato giovedì 3 luglio, durante una conferenza stampa, il logo e la preghiera ufficiali della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà dal 25 al 31 luglio 2016. Il logo illustra il brano di Matteo 5,7: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia?», scelto come tema dell?incontro. L’immagine è composta dai contorni geografici della Polonia, dentro i quali si trova la Croce, simbolo di Cristo che è l’anima della Gmg. Il cerchio giallo segna la posizione di Cracovia nella mappa della Polonia ed è anche simbolo dei giovani. Dalla Croce esce la fiamma della Divina Misericordia, i cui colori richiamano l’immagine «Gesù, confido in Te». I colori usati – blu, rosso e giallo – richiamano i colori ufficiali di Cracovia e del suo stemma. Il logo è stato creato da Monika Rybczynska, una giovane polacca di 28 anni, laureata in Scienze della comunicazione all’Università di Varsavia: ha disegnato il logo in Vaticano subito dopo la canonizzazione di Giovanni Paolo II, come forma di ringraziamento per l’intercessione nella sua vita professionale. Un’altra giovane grafica polacca, Emilia Pyza, di 26 anni, ha collaborato alla fase di perfezionamento del logo.

Durante la conferenza stampa è stata presentata anche la preghiera ufficiale per la GMG di Cracovia 2016. La preghiera è composta di tre parti: nella prima si affida l’umanità e specialmente i giovani alla misericordia divina; nella seconda parte si chiede al Signore la grazia di un animo misericordioso; nella terza parte si domanda l’intercessione della Beata Vergine Maria e di San Giovanni Paolo II, patrono delle GMG.

 

Dio, Padre misericordioso,
che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo,
e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore,
Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo.
Ti affidiamo in modo particolare
i giovani di ogni lingua, popolo e nazione:
guidali e proteggili lungo gli intricati sentieri del mondo di oggi
e dona loro la grazia di raccogliere frutti abbondanti
dall’esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia.
Padre Celeste,
rendici testimoni della Tua misericordia.
Insegnaci a portare la fede ai dubbiosi,
la speranza agli scoraggiati,
l’amore agli indifferenti,
il perdono a chi ha fatto del male
e la gioia agli infelici.
Fa’ che la scintilla dell’amore misericordioso
che hai acceso dentro di noi
diventi un fuoco che trasforma i cuori

e rinnova la faccia della terra.

Maria, Madre di Misericordia, prega per noi.
San Giovanni Paolo II, prega per noi.

 

Il sito ufficiale della Gmg polacca (www.krakow2016.com)  riporta anche un programma di massima di quei giorni. Martedì 26 avrà luogo la cerimonia di apertura e il Festival della gioventù. Dal mercoledì 27 al venerdì 29 si terranno le catechesi. Il giovedì 28 è prevista l’accoglienza al Papa, mentre il venerdì si svolgerà la Via Crucis. Sabato 30 sarà il giorno della Veglia, e domenica 31 luglio la Messa finale con l’annuncio della sede della prossima edizione internazionale della Gmg.

Il sito prevede che negli ultimi due eventi, la Veglia e la Messa finale, potrebbero partecipare oltre 2 milioni di giovani. Trecentomila, invece, quelli attesi per i “Giorni nelle diocesi”, ovvero i gemellaggi con le 43 diocesi polacche.

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Papa Francesco ai giovani: «Un’opera di misericordia corporale e una spirituale da praticare ogni mese»

Riscoprire le opere di misericordia corporale e spirituale per essere “strumenti” della misericordia di Dio “verso il nostro prossimo”. Nel suo Messaggio per la XXXI Gmg che si celebrerà a Cracovia dal 25 al 31 luglio 2016, Papa Francesco offre ai giovani di tutto il mondo le coordinate per diventare “apostoli della misericordia”. E lo fa in modo concreto, partendo proprio dal tema della Giornata, “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”, che di fatto inserisce Cracovia nell’Anno Santo della Misericordia, trasformandola in un vero e proprio Giubileo dei Giovani.

Un programma di vita. La misericordia, per Francesco, è “un programma di vita molto concreto ed esigente perché implica delle opere… Non è ‘buonismo’, né mero sentimentalismo”. In essa “c’è la verifica dell’autenticità del nostro essere discepoli di Gesù, della nostra credibilità in quanto cristiani nel mondo di oggi”. Credibilità che fa rima con concretezza. La misericordia di Dio, il cui “segno più eloquente è la Croce”, è “molto concreta e tutti siamo chiamati a farne esperienza in prima persona” scrive il Papa che, a riguardo, cita un episodio della sua gioventù, quando a 17 anni, un giorno, prima di uscire con gli amici, si fermò in Chiesa. “Lì – ricorda – ho trovato un sacerdote che mi ha ispirato una particolare fiducia e ho sentito il desiderio di aprire il mio cuore nella Confessione. Quell’incontro mi ha cambiato la vita! Ho scoperto che quando apriamo il cuore con umiltà e trasparenza, possiamo contemplare in modo molto concreto la misericordia di Dio. Forse qualcuno di voi ha un peso nel suo cuore e pensa: Ho fatto questo, ho fatto quello…. Non temete! Lui vi aspetta! Lui è padre”. Da qui l’invito del Pontefice a “scoprire il confessionale come il luogo della misericordia”. Nel concetto biblico di misericordia, trattato nel messaggio, Francesco include anche “la concretezza di un amore che è fedele, gratuito e sa perdonare”. Perché è su questo terreno che “saremo giudicati”.

Riscoprire le opere di misericordia. Il Papa non fa sconti ai giovani. Anzi, alza loro l’asticella della proposta di vita cristiana. “Saremo giudicati sulle opere di misericordia… Vi invito perciò a riscoprire le opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti”. Come fece nella sua vita santa Faustina, “umile apostola della Divina Misericordia nei nostri tempi”, portata come esempio ai giovani ai quali rivolge anche un ulteriore cammino di preparazione verso Cracovia: “a voi, che siete molto concreti, vorrei proporre per i primi sette mesi del 2016 di scegliere un’opera di misericordia corporale e una spirituale da mettere in pratica ogni mese”. Tra queste una delle “più difficili da mettere in pratica, è quella di perdonare chi ci ha offeso, chi ci ha fatto del male, coloro che consideriamo come nemici”. “Incontro tanti giovani – dice Francesco nel messaggio – che dicono di essere stanchi di questo mondo così diviso, in cui si scontrano sostenitori di fazioni diverse, ci sono tante guerre e c’è addirittura chi usa la propria religione come giustificazione per la violenza. Dobbiamo supplicare il Signore di donarci la grazia di essere misericordiosi con chi ci fa del male”, perché “l’unica via per vincere il male” è la misericordia. “La giustizia è necessaria, eccome, ma da sola non basta. Giustizia e misericordia devono camminare insieme”.

“Non abbiate paura”. E alla fine di questo cammino c’è “Gesù misericordioso” che “vi aspetta”. Ritorna forte l’invito: “non abbiate paura di fissare i suoi occhi colmi di amore infinito nei vostri confronti e lasciatevi raggiungere dal suo sguardo misericordioso, pronto a perdonare ogni vostro peccato, uno sguardo capace di cambiare la vostra vita e di guarire le ferite delle vostre anime. Lasciatevi toccare dalla sua misericordia senza limiti per diventare a vostra volta apostoli della misericordia mediante le opere, le parole e la preghiera, nel nostro mondo ferito dall’egoismo, dall’odio, e da tanta disperazione”.

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VERSO CRACOVIA Gmg 2016: il 4 ottobre al via il cammino di preparazione pensato per le diocesi italiane

Partirà il prossimo 4 ottobre, nella festa di san Francesco d’Assisi, il cammino delle diocesi italiane verso la prossima Giornata mondiale della gioventù, in programma a Cracovia, in Polonia, dal 25 al 31 luglio 2016. L’annuncio ufficiale, da parte del responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile, don Michele Falabretti, al termine del XIV convegno di pastorale giovanile. Un cammino di preparazione necessario per evitare il rischio che la Gmg rimanga solo un grande evento posto ai margini della pastorale ordinaria.

Come agganciare la cura delle nuove generazioni ad un evento importante ma sporadico come la Gmg? O forse, in modo più idoneo, come trasformarla in un itinerario da percorrere comunitariamente? Per dare risposte a queste domande nel corso del XIV convegno di pastorale giovanile (svoltosi a metà febbraio a Brindisi sul tema «Il cantiere e le stelle») è stato presentato il primo dei sussidi previsti per preparare Cracovia 2016. Nel Sussidio “numero zero” viene presentato il progetto, il suo significato e le attenzioni pastorali che occorre avere perché sia un vero “evento di Chiesa”, quindi parte di un itinerario che prevede un tempo di preparazione, quello dell’evento e, dopo che si è rientrati a casa, il momento della ripartenza.

I numeri Sono attesi 100mila i giovani italiani nella città polacca, accompagnati da 100 vescovi. Il cammino di preparazione, però, non si rivolge solo ai potenziali partecipanti, ma a tutti i giovani, anche quelli che resteranno a casa.

Eventi preparatori Tanti gli appuntamenti in programma. Il primo è il pellegrinaggio della Croce di san Damiano e dell’icona della Madonna di Loreto, che raggiungerà le diocesi italiane a partire dalla prossima Domenica delle Palme per concludersi in quella del 2016. In questo anno i due simboli sosteranno anche negli ospedali, nelle carceri e nei monasteri di clausura. Altro momento di rilievo sarà l’approfondimento sulle Beatitudini proposto durante la Quaresima 2016. Nell’attesa, poi, che le diocesi stabiliscano programmi a livello locale.

Temi della Gmg In questo itinerario una valenza particolare la assumono i temi della Gmg. A febbraio Papa Francesco li ha stabiliti, scandendo le tappe dell’itinerario di preparazione spirituale verso Cracovia. Per la Gmg 2014, il tema è stato «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli»; per la Gmg 2015 sarà «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio». La Gmg di Cracovia 2016 avrà «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia». I tre temi sono presi dalle Beatitudini che Papa Francesco, a Rio de Janeiro, aveva proposto ai giovani perché ne facessero un concreto programma di vita.

Ma la Gmg offre anche altri sguardi – viene evidenziato nel Sussidio – «uno sulla vita della Chiesa ed uno, più ampio, che si allarga al mondo». Guardando a Cracovia «il primo è legato all’esperienza della Chiesa polacca e alla devozione alla Divina Misericordia». Poi la figura di Giovanni Paolo II, «un santo che molti dei giovani che saranno a Cracovia non hanno conosciuto direttamente per motivi generazionali. Si tratta di una figura che dovrà essere riletta, non solo perché ha inventato la Gmg ma anche perché ha segnato la storia della Chiesa».

Altri sguardi sono quelli rivolti alle «vicine Chiese dell’Est» a quella ucraina in particolare, che, afferma don Falabretti, «vive un momento particolare». Le ultime Gmg di Madrid e Rio hanno mostrato la Chiesa latino americana. Ora è il tempo di quella Orientale. E poi c’è Auschwitz, vicino Cracovia, «luogo che segna in modo drammatico la storia dell’uomo».

Italiani in Polonia Intanto arrivano i primi dettagli relativi alla presenza italiana in Polonia. Come tradizione il contingente azzurro avrà come punto di riferimento “Casa Italia”, una struttura in pieno centro a Cracovia e per questo vicina ai luoghi della Gmg. Altro grande momento sarà la cosiddetta “Festa degli italiani”: data prescelta mercoledì 27 luglio 2016, quando i giovani azzurri andranno in pellegrinaggio al santuario mariano di Czestochowa. Per loro sono già pronti almeno 1000 bus.

Il programma di Cracovia Dal 20 al 25 luglio la Gmg sarà anticipata dagli ormai consueti “giorni nelle diocesi”. Martedì 26 avrà luogo la cerimonia ufficiale di apertura della Gmg di Cracovia e da mercoledì 27 a venerdì 29 si terranno le catechesi dei vescovi. Giovedì 28 è prevista l’accoglienza al Papa, mentre il venerdì si svolgerà la Via Crucis. Sabato 30 è il giorno della Veglia, e domenica 31 luglio la Messa finale con l’annuncio della sede della prossima edizione internazionale della Gmg.

Il dopo-Gmg «Pensiamo già da oggi a ciò che c’è da fare per prepararci, a come andarci e soprattutto a cosa fare una volta a casa», conclude don Falabretti. «La Gmg non deve rimanere solo un bel ricordo ma diventare un momento forte di un itinerario pensato e coinvolgente. Non possiamo più fare una pastorale di conservazione ma siamo chiamati ad una pastorale di ‘uscita’, che va verso gli altri, non preoccupata di conservare le proprie strutture. Dobbiamo aprire la sfida dell’adolescenza che va verso la giovinezza, dobbiamo riempire i vuoti che abbiamo lasciato. Il compito di educare non si può delegare ma va condiviso dalla comunità cristiana».

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In diocesi i segni della GMG. Ieri tappe a Caravaggio e Rivolta

Oggi in carcere e in ospedale stasera veglia con il Vescovo

Sono giunti lunedì 19 ottobre in diocesi i due segni della GMG che i Vescovi italiani doneranno alla chiesa polacca il prossimo luglio a Cracovia: una copia del Crocifisso di San Damiano e della Madonna di Loreto. Diversi i momenti di incontro e preghiera promossi per l’occasione dall’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile nelle interzone, con tappa in alcuni luoghi di particolare significato. Dopo Caravaggio e Rivolta d’Adda, oggi tre momenti dedicati a Cremona: alle 21 a S. Abbondio la veglia presieduta dal vescovo Lafranconi.

Dopo la prima accoglienza presso l´Oratorio di Caravaggio (ore 18), il Crocifisso di S. Damiano e la Madonna lauretana in peregrinazione nazionale verso la Polonia per la prossima GMG di Cracovia sono giunti a Rivolta d’Adda. Dalla parrocchiale, splendido esempio di architettura romanica, è partita la seconda celebrazione in zona nord diocesi: un primo momento di approfondimento culturale sull´iconografia dei crocifissi nell´arte, quindi l´accoglienza della croce, una sua lettura catechistica con il contributo di un Francescano e la proposta di tre letture sul tema del dono: Lewis, Schmidt e Mounier.

Si è quindi snodata la processione che ha ricondotto simbolicamente il figlio alla madre: la statua della Lauretana attendeva presso la chiesa di Casa Famiglia delle Suore Adoratrici. Qui si è concluso con due testimonianze lucide, profonde ed entusiaste sul tema della cura, da parte di tre voci giovani di Agnadello sull´esperienza di servizio Unitalsi a Lourdes e di Chiara, novizia dell´Istituto fondato del beato Spinelli.

Al termine la consegna della preghiera, l´ascolto dell´inno della GMG di Cracovia e la distribuzione del gancio che in tutta Italia diventa in questi mesi segno del prossimo appuntamento polacco.

L´animazione è stata affidata all´entusiasta coro di Arzago, mentre l´ospitalità alla parrocchia di Rivolta e alla comunità delle Adoratrici.

Nella giornata di martedì 20 ottobre altri tre appuntamenti a Cremona: alle 14 la Croce e la Madonna transiteranno nella Casa circondariale (con una celebrazione bilingue, anche in Spagnolo), quindi tappa all’Ospedale con la recita del Rosario alle ore 19, infine nella chiesa cittadina di S. Abbondio (S. Casa di Loreto) con la veglia presieduta dal Vescovo.

Agli incontri sono invitati non solo i giovani e i giovanissimi interessati alla partecipazione a Cracovia, ma anche tutti coloro che intendono venerare i segni del dono e della cura e pregare per quel “motore del mondo” che sono i giovani, con le loro speranze, le loro esigenze di imparare la logica del dono e della cura.

Mercoledì 21 ottobre ultimo giorno della presenza dei segni della Gmg in diocesi: la terza giornata guarderà alla zona Casalasca/Mantovana della diocesi. Nel pomeriggio, alle 18, la prima sosta sarà nella struttura di accoglienza “Casa Paola” a Rivarolo del Re. In serata il trasferimento all’oratorio Castello di Viadana per la partenza della Via lucis verso la chiesa di San Martino, animata dai gruppi scout della città mantovana. Le icone della Gmg lasceranno quindi la diocesi di Cremona per quella di Pavia.

È ormai consuetudine che la Chiesa italiana e i giovani che partecipano alla GMG offrano in dono alla Chiesa che ospita il raduno mondiale una copia del Crocifisso di San Damiano e della Madonna di Loreto. Già durante la GMG di Roma questi due segni furono posti all’attenzione dei giovani italiani: da allora è diventato tradizione offrirli come dono: è successo a Toronto, Colonia, Sidney, Madrid e Rio de Janeiro. Proprio per far sì che realmente questi siano il dono di tutti, è stata programmata una peregrinazione che percorre tutta Italia, naturalmente non tralasciando neppure la diocesi di Cremona.

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Gmg Cracovia 2016 al via la macchina organizzativa

Attesi due milioni di giovani nella terra di Papa Wojtyla

Tutte le città e tutte le diocesi che, dal 1984, anno in cui è stata istituita per una felice intuizione di Giovanni Paolo II, sono state toccate dalla Giornata mondiale dei giovani (Gmg) ne sono uscite trasformate. Impossibile, infatti, ospitare una Gmg e uscirne indenni. Non solo dal punto di vista logistico, ma spirituale, pastorale e culturale. Ogni volta i giovani del mondo fanno fare un balzo in avanti alla nazione e alla città che li ospita: “È il loro immancabile dono”. Se poi questa città è Cracovia e la nazione è la Polonia, allora tutto ciò è doppiamente vero. Ne è convinto il cardinale Stanislaw Dziwisz, arcivescovo della città polacca designata ad ospitare la prossima edizione internazionale della Gmg, nel luglio 2016 (26-31).

 

Appuntamento storico
«Un appuntamento storico e speciale». Così lo ha definito il porporato che lascerà alla Polonia e a Cracovia «un segno indelebile» sia a livello sociale sia pastorale. In modo particolare alla città, nella terra cioè «in cui il Papa santo Giovanni Paolo II, l’ideatore delle Gmg, è stato a sua volta giovane, un giovane necessariamente serio e impegnato come i tempi difficili esigevano».

«Se le Gmg hanno delle radici queste pescano nell’humus storico e culturale della terra in cui presto saremo lieti – a nome suo – di accogliervi», ha affermato l’arcivescovo parlando venerdì 11 aprile ai delegati delle pastorali giovanili di 90 Paesi e di 45 associazioni convenuti a Sassone di Ciampino (Rm) per il convegno “Rio 2013-Cracovia 2016” promosso dal Pontificio Consiglio per i laici.

Nel suo intervento il cardinale ha tratteggiato «il solco pastorale» della Gmg polacca che sarà quello di «rimettere in moto le parrocchie, far uscire i movimenti ecclesiali da se stessi, incontrare i giovani che sono fuori dai nostri ambienti, privilegiare tra essi i più poveri, creare familiarità tra i vescovi e i giovani, dare una scossa alle vocazioni, imprimere un’impronta cristiana sull’atmosfera della nostra epoca».

Si cercherà, per questo, di fare della Polonia, durante i giorni della Gmg, «un campus misericordiae», un campo di misericordia, in cui tutte le 44 diocesi del Paese si trasformeranno in luoghi biblici, come Nazareth, Emmaus, Betania, Gerusalemme in cui i pellegrini abiteranno e vivranno con i loro coetanei polacchi. La prossima Giornata, ha aggiunto il card. Dziwisz, «sarà la prima che godrà della protezione di san Giovanni Paolo II. Un Santo giovane, canonizzato a nove anni dalla sua morte; un Santo richiesto tale alla Chiesa dai giovani».

Per l’arcivescovo di Cracovia, il carattere più marcato della prossima Gmg sarà proprio «la santità» e Giovanni Paolo II, con la sua esistenza, «appare come il manifesto vivente di questa santità attraente. Egli ha mostrato alla storia odierna come si può essere contemporanei al mondo e, ad un tempo, fissi in Dio». Il primo significato della Gmg polacca «non può non essere la proposta dell’ideale storico-concreto della santità accessibile a tutti e a ciascuno, e accessibile ai giovani in particolare. Essa anzi è progetto che si attaglia particolarmente a loro, perché i giovani più degli altri osano denunciare la nausea e la noia di certa esistenza, e dunque a riconoscere che l’unica vera tristezza è quella di non essere santi».

«I giovani ci sono, sono importanti, in ogni generazione hanno una parola inedita da svelare, senza la quale l’umanità non progredisce. Ecco – ha concluso il card. Dziwisz – tornare alle origini dell’evento significa ripuntare al cento per cento sui giovani: loro sono il nostro capitale umano. Loro e il Papa: dopo Giovanni Paolo, dopo Benedetto, ecco Francesco, la stessa freschezza. Loro, i giovani, e il Papa, in un’alleanza inscindibile, oggi come trent’anni fa, un’alleanza che è profezia davanti al mondo e alla storia».

 

La macchina organizzativa

Intanto si comincia a pensare anche all’organizzazione pratica dell’evento e dall’incontro di Sassone trapelano già alcune indicazioni circa i luoghi della Gmg di Cracovia. Secondo quanto riferito da padre Robert Tirala, direttore esecutivo del Comitato organizzatore locale della Gmg polacca, dovrebbe essere la spianata di Blonia, adiacente al centro storico della città, il luogo della veglia e della messa finale di Cracovia 2016.

«L’estensione dell’area – ha spiegato il sacerdote – è di circa 100 ettari, più grande dunque di Copacabana a Rio. Nelle precedenti visite di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI in questo stesso luogo abbiamo avuto circa 2 milioni e mezzo di persone. Lavoriamo per accogliere nel 2016 un numero simile o superiore di giovani».

Per ospitare così tante persone verranno attivate tutte le 44 diocesi del Paese con le relative parrocchie e messe a disposizione sale, palestre, scuole, camping, ostelli, implementati i trasporti, soprattutto a Cracovia, dove non c’è metropolitana. «L’organizzazione – ha rimarcato padre Tirala – sarà anche spirituale e coinvolgerà tutte le chiese locali. La formazione dei volontari sarà innanzitutto di tipo pastorale e in questa direzione vanno anche i concorsi per il logo, di cui abbiamo già presentato alcune proposte, e per l’inno».

Nel frattempo si sta predisponendo il lancio delle iscrizioni ed una raccolta fondi per consentire la partecipazione ai giovani più bisognosi di 13 Paesi dell’Est.

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Continua la peregrinazione dei segni della Gmg

Martedì tappa a Cremona in carcere e in ospedale, la sera veglia con il Vescovo

Dopo l’accoglienza a Caravaggio e Rivolta d’Adda, martedì 20 ottobre sono giunti a Cremona i segni del Crocifisso di San Damiano e della Madonna di Loreto, che verranno donati alla Chiesa di Cracovia in occasione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Le copie delle due opere d’arte, che stanno peregrinando nelle diocesi italiane, nel pomeriggio hanno fatto tappa in carcere e in ospedale, per giungere in serata nella chiesa di Sant’Abbondio, dove il vescovo Lafranconi ha presieduta una veglia di preghiera.

Di particolare significato le prime due tappe cremonesi: trattandosi di icone della misericordia, dell’intercessione e della cura, le prime soste in città sono state in alcuni luoghi simbolo, come appunto la casa circondariale e l’ospedale.

In serata altro luogo scelto non in modo casuale: la chiesa di S. Abbondio, che ospita il santuario Lauretano. Dopo una breve introduzione di don Paolo Arienti, responsabile della Pastorale giovanile, Elena Poli, una giovane esperta d’arte ha delineato il quadro storico-artistico in cui si collocano le opere scelte per rappresentare la Chiesa italiana nel mondo. Il crocifisso di San Damiano, datato intorno al 1100 e conservato nella chiesa di Santa Chiara in Assisi, rimanda alla vicenda di san Francesco d’Assisi, che proprio dinnanzi a quest’icona venne chiamato da Dio a ricostruire la sua Chiesa. La statua della Madonna di Loreto, la cosiddetta Madonna Nera, presenta richiami anche con le sculture che ritraggono la Vergine Maria di Częstochowa in Polonia, la Vergine di Tenerife e la Santa Maria di Costantinopoli. La stessa chiesa di Sant’Abbondio conserva, nel piccolo santuario, la statua della Madonna Nera.

Alle figure del crocifisso e della madonna è stata poi prestata la voce, grazie a due monologhi che hanno permesso di riflettere sull’esperienza terrena della Madre, pronta ad accogliere il Figlio di Dio per farlo crescere e consegnarlo al mondo, e di Gesù crocifisso, inerme e all’apparenza sconfitto, dal quale, per fede, può nascere la speranza di una vita nuova.

Dopo la lettura del Vangelo con l’episodio del Padre misericordioso, il Vescovo, rivolgendosi ai giovani presenti, ha suggerito qualche spunto sulla parabola. Ha innanzi tutto posto l’attenzione sull’amore incondizionato del Padre, fuori dagli schemi e dalle misure umane. Proprio in preparazione alla GMG 2016 e all’apertura dell’Anno della Misericordia, è indispensabile – ha affermato il mons. Lafranconi – lasciarsi interrogare da questa misericordia, che non dev’essere tanto compresa quanto accolta, anche quando non pare giusta, persino quando non se ne capiscono i motivi. Come richiesto al fratello che nella parabola rimane accanto al padre, come l’esempio della Vergine continua a ricordare: ad ognuno è richiesto di ri-donare quella stessa misericordia che continua in ogni tempo a scaturire dal Padre.

Alcuni giovani, portando delle lampade all’altare, hanno poi innalzato preghiere. Quindi a due ragazze è stato chiesto di raccontare la loro esperienza nelle GMG passate, durante le quali hanno potuto sperimentare la bellezza di una Chiesa dai tanti colori, unita però da una sola fede. Fondamentale, per il giovane che parte a incontrare la Chiesa riunita, è tornare testimoniando alla sua comunità ciò che ha vissuto nell’incontro con Gesù e con gli altri.

Insieme al Vescovo i giovani hanno recitato la preghiera in preparazione alla GMG del prossimo luglio in Polonia e, dopo la benedizione, a tutti i presenti mons. Lafranconi ha consegnato il “gancio” che i giovani d’Italia stanno ricevendo in vista dell’appuntamento a Cracovia.

Nella giornata di mercoledì 21 ottobre ultime tappe diocesane, con il Crocifisso e la Vergine lauretana nella zona casalasco/mantovana, per poi essere accolti nella diocesi di Pavia.

Photogallery:  Tappe in carcere e in ospedale   Veglia con il Vescovo

Contributi audio della veglia:

 

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Con le tappe a Casa Paola e a Viadana si è conclusa la peregrinazione in diocesi dei segni della GMG

Suggestiva e ricca di partecipazione e significati anche il terzo e ultimo giorno di peregrinazione dei segni Gmg in Diocesi di Cremona. L’itinerario di mercoledì 21 ottobre si è aperto a Rivarolo del Re, nella bella e accogliente chiesa di “Casa Paola” (in foto), struttura della Tenda di Cristo. Conclusione quindi in serata all’oratorio di Viadana Castello.

A Rivarolo del Re il crocifisso e la madonna lauretana hanno sostato per far sentire ancora  una volta la loro voce di dono e di cura. La celebrazione, presieduta da fratel Francesco Zambotti, instancabile animatore di progetti di accoglienza, recupero e speranza, è stata partecipata da collaboratori e ospiti della struttura, provenienti da diverse nazionalità, accumunati dall’esperienza della “casa” che li accoglie per percorsi di vita rinnovata.

A Viadana l’appuntamento è stato dall’Oratorio Castello per un aperitivo, cui è seguito il lancio della serata con le parole di Giovanni Paolo II e due testimonianze di giovani viadanesi che hanno partecipato ad alcune Gmg. Quindi si è entrati nel vivo del percorso che ha fisicamente portato i giovani dall’oratorio alla chiesa di S. Martino, attraverso un cammino sull’argine.

 

Oltre la metà del percorso l’incontro con il primo segno, la raffigurazione della Vergine Lauretana, che ha idealmente concluso l’esame di coscienza itinerante, articolato sui comandamenti, e ha dato avvio al secondo momento del tragitto, giocato sulla preghiera litanica di intercessione.

Giunti in chiesa, l’incontro con l’icona del dono, il crocifisso di S. Damiano, e la riflessione di don Paolo Arienti, responsabile dell’ufficio diocesano per la pastorale giovanile. «Siamo opportunamente passati dalla notte alla luce – ha sottolineato il sacerdote –, dalla coscienza di quanto spesso non siamo desiderosi di fare e essere alla proposta di esserci, con coraggio nuovo; di cogliere la forza e la novità della beatitudine della misericordia».

I giovani hanno pregato le parole di preparazione alla Gmg di Cracovia dove si legge proprio l’invocazione perché ciascun giovane possa portare con la sua concreta esistenza luce, conforto e vita laddove le periferie dell’indifferenza chiudono e bloccano.

Anche a Viadana, come in tutte le tappe della peregrinazione in terra cremonese, la consegna del primo “gancio” con il mandato a sperimentare la forza delle parole ascoltate e pregate e l’arrivederci agli incontri formativi dedicati agli aspetti più decisivi della prossima giornata mondiale.

Nella mattinata di giovedì 22 i segni sono stati consegnati alla diocesi di Pavia, con la peregrinazione che continuerà sino alle Palme 2016.

Al termine della peregrinazione cremonese don Arienti ha espresso la soddisfazione per un percorso certo non facile (giorni feriali, congestione delle iniziative parrocchiali, ecc.), ma ricco di momenti preziosi. «Abbiamo cominciato con il passo giusto – ha affermato – andando al cuore del senso della Gmg: non un evento, ma un percorso; di più: uno stile da cogliere anche oltre e dopo il viaggio fisico, perché la concretezza cui Francesco ci richiama, sia segno visibile, affidato innanzitutto ai più giovani e alle loro energie. Un grazie davvero grande a tutti coloro che hanno dato un po’ del loro tempo e della loro intelligenza per costruire anche questo piccolo, significativo segno».

Nei giorni precedenti:

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On line la relazione di don Tullio Proserpio sulla cura della dimensione spirituale nei malati oncologici

Giovedì 10 dicembre in Ospedale il terzo incontro sull’accompagnamento spirituale in alcuni casi difficili

Giovedì 10 dicembre si è tenuto il terzo incontro di formazione per cappellani, volontari e operatori sanitari, presso l’aula magna dell’Ospedale di Cremona. Il tema affrontato è stato la cura della dimensione spirituale nei malati oncologici. La relazione è stata condotta da don Tullio Proserpio sacerdote della diocesi di Milano e cappellano dell’Istituto Tumori di Milano. Continua a leggere »

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