Pensavamo restassero sepolti in fondo al mare, forse di non pensarci più. Invece il barcone che li conteneva rimane esposto alla Biennale di Venezia fino al 24 novembre. Col nome di “Barca Nostra” è la memoria di quel numero imprecisato di migranti, tra settecento e mille, affondato nell’impresa di attraversare il mare il 18 aprile del 2015. Ventotto i superstiti. Continue reading
Barca nostra, tragedia da esposizione
Un barcone eritreo senza nome, fuori turchese come i cieli di sole, dentro nero di morte. Squarciato, inabissato e lasciato per un anno intero a 350 metri di profondità, ancora carico della merce che nessuno ha voluto: migranti. Solo nel 2016 c’è stato il non facile recupero. Cosa ne è venuto fuori lo dice un libro atroce di Cristina Cattaneo, medico legale, incaricata del riconoscimento degli annegati









