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Sinodo diocesano dei giovani: oggi a Soresina la seconda assemblea sul tema “Gli affetti”

L’assemblea in apertura impegnerà i giovani sinodali nell’approvazione delle “proposizioni” da consegnare al Vescovo, discusse nella precedente seduta

Nel pomeriggio di domenica 18 febbraio, presso la scuola “Immacolata” di Soresina, si terrà la seconda delle cinque assemblee del Sinodo diocesano dei giovani. I 106 membri eletti, in gran parte giovani insieme ad alcuni sacerdoti e adulti in rappresentanza dalle cinque Zone pastorali e delle realtà diocesane e associative, si confronteranno sul secondo dei cinque temi focalizzati dai giovani nella precedente fase sinodale: il mondo degli affetti. Continue reading »

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Sinodo dei giovani: le prime “proposizioni” che saranno sottoposte al voto dell’Assemblea

I testi sono il frutto dei lavori della prima Assemblea sinodale, tenutasi a Sospiro nel mese di gennaio 2018

All’inizio della seconda Assemblea dei membri eletti del Sinodo (a Soresina, domenica 18 febbraio) si procederà alla votazione delle “proposizioni” che i giovani sinodali decideranno di consegnare al discernimento del vescovo.

Ecco il testo delle proposizioni che saranno sottoposte all’approvazione dell’Assemblea:

PROPOSIZIONI DI SINTESI PER LA VOTAZIONE IN ASSEMBLEA

FOCUS 1: “LA CHIESA”

 

Innanzitutto alcune consapevolezze, frutto della nostra esperienza:

1. Abbiamo una percezione positiva della Chiesa, nonostante le contraddizioni e i limiti che riscontriamo nella sua storia di strumento voluto da Dio e chiamato sempre alla conversione. Nella testimonianza di adulti, comunità ed educatori che ci hanno accolto e servito, vediamo rispecchiata la vocazione della Chiesa ad essere sempre più corpo di Cristo, nella povertà e nell’essenzialità. Constatiamo che nel mondo giovanile sono diffusi anche pregiudizio, luoghi comuni e risentimento, spesso frutto di relazioni superficiali e giudizi affrettati, ma a volte anche di delusioni che hanno lasciato un segno negativo.

2. Ci sentiamo interpellati in prima persona quando per la Chiesa si invoca coerenza: il nostro metterci in gioco è vitale per la comunità e avvertiamo quanto sia prezioso per i coetanei che frequentiamo, per il mondo in cui spendiamo la nostra esistenza e per chi, più giovane, si affaccia alla vita.

Poi alcune sfide rivolte soprattutto ai giovani:

3. Sentiamo la necessità di educarci all’essenziale, al cuore della fede cristiana. In particolare avvertiamo il bisogno di ripartire dalla Parola di Dio, sperimentare relazioni comunitarie sincere e fraterne, sfidarci nel servizio del prossimo.

4. avvertiamo il desiderio che tutti ci riscopriamo corresponsabili nella comunità ecclesiale, scegliamo con più coraggio cammini di formazione e momenti di servizio, troviamo spazi di vero protagonismo (come una presenza più riconosciuta nei consigli e negli organismi di partecipazione).

5. Avvertiamo che i primi ostacoli da superare sono l’individualismo, la timidezza, la pigrizia e il disinteresse rispetto ai cammini di fede. Solo il nostro essere affascinati potrà suscitare interesse e far superare pregiudizi e chiusure.

6. Avvertiamo il desiderio di essere trattati da uomini e donne e non da eterni adolescenti; di essere richiamati alla vita reale, ai problemi e alle speranze del quotidiano: vogliamo che la prima lingua con cui possiamo esprimerci, siano i fatti, la verità delle nostre relazioni.

7. Desideriamo essere coscienti dei tanti carismi che rendono bella la Chiesa e ci ricordano i modi originali di rendere vivo il Vangelo. Sappiamo che a noi spetta il compito di cercare ponti con i coetanei che non frequentano gli ambienti ecclesiali, con quel “mondo” che noi per primi abitiamo.

Infine alcune richieste rivolte alle nostre comunità cristiane:

8. Chiediamo alla Chiesa di non smettere di sperare e puntare su di noi, considerandoci capaci di collaborare e spenderci per il bene.

9. Desideriamo che la Chiesa sia sempre più libera di custodire con libertà l’essenziale  del messaggio evangelico: la fede quotidiana in Gesù, l’ascolto della sua Parola, l’esperienza della preghiera, la vicinanza ai problemi e alle sfide reali della vita. Oratori e percorsi per i giovani non vanno misurati per quante cose producono, ma per la qualità delle esperienze che toccano la vita, suscitano desideri, offrono testimonianze credibili.  Lo stile ecclesiale sia il coraggio umile e silenzioso del quotidiano, lontano dal clamore di eventi isolati.

10. Chiediamo proposte formative alte, non giocate al ribasso, ma centrate sulla Parola e sul suo riferirsi alla vita, perché si possa condividere quanto essa provochi e illumini le domande profonde della nostra esistenza; proposte di carattere culturale perché la vita vera sia oggetto del nostro incontrarci e del nostro confrontarci; proposte aperte ai temi esistenziali che provocano anche i non credenti; proposte condivise tra comunità ed esperienze diverse, con riferimenti zonali più forti, perché solo “in rete” possiamo superare solitudini e stanchezze.

11. Crediamo che anche lo stile della comunicazione sia prezioso: crediamo che si debba prestare attenzione al “come” si comunica, al passo con l’innovazione contemporanea, senza smarrimenti e paure davanti alle novità del presente. Una buona comunicazione crediamo sia preziosa per sfatare alcuni pregiudizi nei confronti della Chiesa e della sua vita. Desideriamo siano narrati il bene e la bellezza della fede, più che la fatica e il limite.

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Venerdì 23 febbraio: Giornata di preghiera e digiuno per la pace

Le comunità della diocesi sono invitate a rispondere all'invito di Papa Francesco guardando in particolare alle popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan

Venerdì 23 febbraio si celebra la speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace chiesta da papa Francesco lo scorso 5 febbraio all’Angelus. “Dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo – ha detto il Santo Padre – invito tutti i fedeli ad una speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della prima settimana di Quaresima”. Continue reading »

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Mazzolari e la Chiesa, che prima di tutto è casa del Padre

Venerdì 16 febbraio in Cattedrale lettura di alcuni passi della missione di don Primo a Ivrea nel 1958

È nella splendida cornice della Cattedrale di Cremona che nella serata di venerdì 16 febbraio – nell’ambito del progetto “Le parole di don Primo” promosso da Comune di Cremona, Diocesi e Fondazione Mazzolari – sono riecheggiate le parole del parroco di Bozzolo di cui è in corso il processo di beatificazione. A dar voce al parroco d’Italia – attraverso le pagina di Chiesa, casa del Padre – due giovani della Federazione Oratori Cremesi (Mattia Cabrini e Elena Poli), alternati al suono dell’organo Mascioni suonato da Camillo Fiorentini. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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Dal 19 al 22 gli esercizi spirituali della Zona 1

Primi tre giorni nelle parrocchie, conclusione comunitaria giovedì sera a Brignano con il Vescovo. E dal 26 febbraio a Mozzanica approfondimento del Vangelo di Matteo con don Compiani

“Siamo la Chiesa per… un mondo di Vangelo”. Questo il tema degli esercizi spirituali proposti a tutte le comunità parrocchiali della Zona pastorale 1. Una proposta che, secondo una modalità già sperimentata negli anni, prevede una prima parte svolta a livello parrocchiale, concludendo quindi con una celebrazione di carattere zonale, alla presenza del vescovo Antonio Napolioni. Continue reading »

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In preparazione alla seconda assemblea del Sinodo sabato sera veglia zonale di preghiera

Nella chiesa del Monastero della Visitazione di Soresina, città sede all'indomani del secondo incontro sinodale presso la scuola Immacolata

Il Monastero della Visitazione di Soresina ha ospitato, sabato 17 febbraio, la veglia di preghiera zonale in preparazione alla seconda assemblea del Sinodo diocesano dei Giovani, in programma all’indomani proprio a Soresina, presso i locali della Scuola Immacolata. Continue reading »

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Giovedì al via i Quaresimali di Soresina, rileggendo la preghiera del Padre Nostro

Primo appuntamento guardando a don Primo Mazzolari; si prosegue il 1° marzo con la figlia di santa Gianna Beretta Molla

Si apre guardando a don Primo Mazzolari la serie di incontri quaresimali promossi quest’anno dalla parrocchia di Soresina. Giovedì 22 febbraio, alle 20.45 presso la sala Podestà, don Bruno Bignami, presidente della Fondazione “Don Primo Mazzolari” di Bozzolo e postulatore della Causa di beatificazione interverrà su un tema tipicamente mazzolariano: “Dio non ha nemici… ha solo figli!”. Continue reading »

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A Cremona la spiritualità di Mazzolari al centro degli esercizi spirituali delle parrocchie di S. Agata, S. Agostino e S. Ilario

Dal 19 al 21 febbraio tre serate approfondendo alcuni caratteri della figura del servo di Dio cremonese

La spiritualità di don Primo Mazzolari sarà al centro degli esercizi spirituali in programma dal 19 al 21 febbraio a Cremona per le parrocchie di S. Agata, S. Agostino e S. Ilario. Tre serata in agenda a S. Ilario (ore 21) nelle quali si cercherà di approfondire la figura del prete cremonese di cui è in corso il processo di beatificazione. Continue reading »

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Nella seconda Assemblea del Sinodo diocesano a tema le riflessioni su amore, affetti e sessualità

Ai membri eletti è stato chiesto un discernimento sul mondo delle relazioni, sulla loro stabilità, sui dibattiti contemporanei circa temi bioetici, omosessualità, unioni civili

L’accogliente scuola “Immacolata” di Soresina ha ospitato nel pomeriggio di domenica 18 febbraio la seconda Assemblea del Sinodo diocesano dei giovani. 105 i membri eletti presenti, provenienti dalle Zone pastorali della diocesi, da aggregazioni laicali e differenti percorsi, coordinati dalla Segreteria del Sinodo, convenuti con entusiasmo alla convocazione sotto la Presidenza di turno di Giulia Ghidotti, di Pandino.

Tema del discernimento sinodale: il rapporto tra le giovani generazioni e la dimensione degli affetti, dell’amore, del progetto di vita nella relazione, sulla traccia del secondo capitolo dell’Instrumentum laboris.

Il Vescovo Napolioni ha aperto la sessione sinodale con la preghiera, leggendo un intenso brano del santo papa Giovanni Paolo II, tratto dalla sua opera “Varcare la soglia della speranza”:  “I giovani , in fondo, cercano sempre la bellezza dell’amore, vogliono che il loro amore sia  bello. Se cedono alle debolezze, nel profondo del cuore desiderano un amore bello e puro”.

Partendo dall’analisi degli ascolti emersi nei mesi scorsi negli ambienti frequentati dai giovani, lo “strumento di lavoro” così sintetizza il delicato tema oggi in esame: “Le relazioni e i legami affettivi sono ancora oggi concepiti dai giovani come una dimensione fondamentale dell’esistenza […] Gli affetti le relazioni, la famiglia, vengono ancora considerate come delle ‘ancore del vivere quotidiano’, punti saldi su cui costruire la propria identità e il proprio futuro”.

Intenso e profondo il confronto nei nove tavoli di discussione, al termine del quale i coordinatori hanno più volte espresso, sui temi amore e sessualità, il vivo desiderio di un dialogo più sincero e partecipe dei ministri della Chiesa con il mondo adolescenziale e giovanile. Troppi i “silenzi impuri”, che a volte nascondono immaturità e sofferenze.

Dopo una serie di interessanti interventi di singoli in assemblea, si è proceduto alla votazione delle proposizioni elaborate nella prima sessione del Sinodo (nello scorso gennaio) sul tema “I giovani e la Chiesa”.

Mons. Napolioni, a conclusione dei lavori, ha voluto esprimere ai membri del Sinodo il suo compiacimento per la profondità e la chiarezza dei contributi raccolti, incoraggiando ognuno a proseguire con slancio e determinazione il proprio servizio ecclesiale.

 

 

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Giovani e Chiesa: approvate le prime “proposizioni” del Sinodo diocesano

Dopo le votazioni dell'Assemblea ecco i testi affidati dai membri sinodali al vescovo Antonio

Ecco il testo delle proposizioni approvate dal Sinodo dei Giovani sul primo dei temi in esame in questi mesi: Il rapporto dei giovani con la Chiesa.

Le proposizioni sono state suddivise in tre sezioni: alcune consapevolezze ribadite dai giovani riguardo la Chiesa, le sfide che anche le giovani generazioni sono chiamate ad affrontare insieme al mondo adulto e alle comunità parrocchiali ed infine alcune specifiche richieste avanzate dai giovani alla Chiesa.

Le proposizioni hanno anche raccolto alcune valutazioni negative, raggiungendo però, nel complesso, la percentuale del 75% di consenso richiesta dal regolamento. I giovani sinodali che hanno manifestato riserve consegneranno alla Segreteria del Sinodo le loro osservazioni o proposte, che l’Assemblea ha chiesto comunque di rendere note a tutti i membri.

Le consapevolezze – Unanimità di consenso dell’Assemblea

1. Abbiamo una percezione positiva della Chiesa, nonostante le contraddizioni e i limiti che riscontriamo nella sua storia di strumento voluto da Dio e chiamato sempre alla conversione. Nella testimonianza di adulti, comunità ed educatori che ci hanno accolto e servito, vediamo rispecchiata la vocazione della Chiesa ad essere sempre più corpo di Cristo, nella povertà e nell’essenzialità. Constatiamo che nel mondo giovanile sono diffusi anche pregiudizio, luoghi comuni e risentimento, spesso frutto di relazioni superficiali e giudizi affrettati, ma a volte anche di delusioni che hanno lasciato un segno negativo.

2. Ci sentiamo interpellati in prima persona quando per la Chiesa si invoca coerenza: il nostro metterci in gioco è vitale per la comunità e avvertiamo quanto sia prezioso per i coetanei che frequentiamo, per il mondo in cui spendiamo la nostra esistenza e per chi, più giovane, si affaccia alla vita.

Le  sfide – 4 voti contrari

3. Sentiamo la necessità di educarci all’essenziale, al cuore della fede cristiana. In particolare avvertiamo il bisogno di ripartire dalla Parola di Dio, sperimentare relazioni comunitarie sincere e fraterne, sfidarci nel servizio del prossimo.

4. Avvertiamo il desiderio che tutti ci riscopriamo corresponsabili nella comunità ecclesiale, scegliamo con più coraggio cammini di formazione e momenti di servizio, troviamo spazi di vero protagonismo (come una presenza più riconosciuta nei consigli e negli organismi di partecipazione).

5. Avvertiamo che i primi ostacoli da superare sono l’individualismo, la timidezza, la pigrizia e il disinteresse rispetto ai cammini di fede. Solo il nostro essere affascinati potrà suscitare interesse e far superare pregiudizi e chiusure.

6. Avvertiamo il desiderio di essere trattati da uomini e donne e non da eterni adolescenti; di essere richiamati alla vita reale, ai problemi e alle speranze del quotidiano: vogliamo che la prima lingua con cui possiamo esprimerci, siano i fatti, la verità delle nostre relazioni.

7. Desideriamo essere coscienti dei tanti carismi che rendono bella la Chiesa e ci ricordano i modi originali di rendere vivo il Vangelo. Sappiamo che a noi spetta il compito di cercare ponti con i coetanei che non frequentano gli ambienti ecclesiali, con quel “mondo” che noi per primi abitiamo.

Alcune richieste – 11 voti contrari

8. Chiediamo alla Chiesa di non smettere di sperare e puntare su di noi, considerandoci capaci di collaborare e spenderci per il bene.

9. Desideriamo che la Chiesa sia sempre più libera di custodire con libertà l’essenziale  del messaggio evangelico: la fede quotidiana in Gesù, l’ascolto della sua Parola, l’esperienza della preghiera, la vicinanza ai problemi e alle sfide reali della vita. Oratori e percorsi per i giovani non vanno misurati per quante cose producono, ma per la qualità delle esperienze che toccano la vita, suscitano desideri, offrono testimonianze credibili.  Lo stile ecclesiale sia il coraggio umile e silenzioso del quotidiano, lontano dal clamore di eventi isolati.

10. Chiediamo proposte formative alte, non giocate al ribasso, ma centrate sulla Parola e sul suo riferirsi alla vita, perché si possa condividere quanto essa provochi e illumini le domande profonde della nostra esistenza; proposte di carattere culturale perché la vita vera sia oggetto del nostro incontrarci e del nostro confrontarci; proposte aperte ai temi esistenziali che provocano anche i non credenti; proposte condivise tra comunità ed esperienze diverse, con riferimenti zonali più forti, perché solo “in rete” possiamo superare solitudini e stanchezze.

11. Crediamo che anche lo stile della comunicazione sia prezioso: crediamo che si debba prestare attenzione al “come” si comunica, al passo con l’innovazione contemporanea, senza smarrimenti e paure davanti alle novità del presente. Una buona comunicazione crediamo sia preziosa per sfatare alcuni pregiudizi nei confronti della Chiesa e della sua vita. Desideriamo siano narrati il bene e la bellezza della fede, più che la fatica e il limite.

Prossima convocazione del Sinodo a Rivolta d’Adda, domenica 10 marzo, presso “Casa Famiglia” delle Suore Adoratrici.

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