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Persecuzioni contro i cristiani, conferenza di padre Cervellera e Rosario nella chiesa di S. Agata

Il 18 febbraio sarà a Cremona il direttore di Asia News per una panoramica della situazione, il 20 febbraio in comunione con diverse parti del mondo la preghiera mariana nella chiesa di corso Garibaldi

Il 20 gennaio scorso in decine di città italiane si è pregato il rosario per i cristiani perseguitati. Anche Cremona era presente – in comunione con ciò che avveniva non solo in Italia ma anche in Svizzera, Siria e Iraq – grazie al Comitato Nazarat (www.nazarat.org). L’evento si ripeterà il 20 febbraio alle ore 21 nella Chiesa di S. Agata, questa volta preceduto da una testimonianza d’eccezione. Due giorni prima infatti il Teatro Monteverdi ospiterà – grazie anche al patrocinio dell’amministrazione comunale – padre Bernardo Cervellera, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) nonché Direttore di Asia News, l’agenzia di stampa più informata sulla situazione dei cristiani nell’immenso continente asiatico.

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Il primo saluto di mons. Perego: «Quel legame tra Cremona e Ferrara»

L'arcivescovo eletto si rivolge ai giovani: «Cercherò di essere compagno di strada, come Gesù con i discepoli di Emmaus, per saper leggere i ‘segni dei tempi’»

Pubblichiamo integralmente il primo saluto ufficiale dell’arcivescovo eletto, mons. Gian Carlo Perego, all’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio.

Saluto e abbraccio la Chiesa di Ferrara-Comacchio, di cui la Provvidenza, attraverso la nomina di Papa Francesco, ha voluto che io fossi da oggi pastore e guida. È curioso che negli ultimi secoli, la Chiesa di Ferrara-Comacchio abbia avuto almeno un pastore cremonese: nel XIX secolo il card. Ignazio Giovanni Cadolini (1794-1850), amico dell’abate Gioberti, e nel XX secolo l’arcivescovo Natale Mosconi (1904-1988), amico di don Mazzolari e padre conciliare.

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Dopo mons. Mosconi un altro cremonese a Ferrara

Nel XIX secolo ci fu un altro diocesano a guidare la Chiesa romagnola: il card. Ignazio Giovanni Cadolini, amico dell'abate Gioberti

Mons. Gian Carlo Perego è il terzo cremonese a guidare la diocesi di Ferrara-Comacchio. Il primo fu il card. Ignazio Giovanni Cadolini (1794-1850), seguito dall’arcivescovo Natale Mosconi (1904-1988), il cui ricordo è ancora vivo in quel terre, così come a Cremona..

Nato a Soresina nel 1904, Mosconi fu ordinato sacerdote nel 1927. In diocesi svolse il ministero come insegnante in Seminario, vicario di S. Imerio e segretario della Giunta di Azione Cattolica. Dal 1936 al 1939 fu direttore del settimanale diocesano “La Vita Cattolica”, quindi parroco di Sant’Abbondio.

Nel 1951 fu eletto vescovo di Comacchio.

La nomina a Vescovo annunciata su “La Vita cattolica”

L’ordinazione episcopale sul settimanale diocesano

 

Nel 1954 fu trasferito all’arcidiocesi di Ferrara, alla quale, in seguito, fu unita quella di Comacchio.

L’annuncio del trasferimento a Ferrara
sul settimanale diocesano “La Vita Cattolica”

«Si fece subito amare soprattutto dai giovani – ricorda il suo biografo ferrarese don Sergio Vincenzi -, per il suo carattere di trascinatore, per la sua irruente giovialità, per il suo carattere forte. Il suo “vocione” risuona dal pulpito – con in una mano i fogli delle sue memorabili omelie e con l’altra a sistemarsi lo zucchetto sulla testa, in continuazione – ma soprattutto anche accanto a chi soffriva e come barriera contro le ingiustizie».

Mosconi si dimostrò subito un personaggio impetuoso, un lottatore, un passionale, un pastore che amava il suo gregge al di sopra di tutto: «Era un personaggio all’antica – sottolinea ancora don Vincenzi -, in senso buono, non vecchio. Del passato conserva l’impeto, gli insegnamenti, i princìpi, la fermezza. Dall’altra parte era sempre pronto a un sorriso, alla battuta scherzosa».

«Era un classico vescovo d’assalto per quei tempi – continua il biografo – che non perdeva occasione per denunciare le ingiustizie, le prepotenze e per difendere la Chiesa. Il suo atteggiamento attivo e quasi focoso, era capace di contagiare, per la causa del bene, i suoi sacerdoti e i fedeli»

Nel 1976, Mons. Mosconi si dimise dall’incarico, ma restò a Ferrara fino alla morte, avvenuta il 27 settembre 1988. Le esequie furono celebrate dal card. Biffi, allora arcivescovo metropolita di Bologna che disse nell’omelia: «Il lungo episcopato di monsignor Mosconi sarà senza dubbio oggetto di ricerca e di analisi in altra sede e con altro agio, in modo che venga consegnato alla memoria storica di questa Chiesa un lavoro apostolico di eccezionale ampiezza e spessore».

Legatissimo alla sua terra, è sepolto nel cappella di famiglia nel cimitero di Soresina.

L’annuncio della morte su La Vita Cattolica
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Una riforma per favorire la comunione

Prosegue il cammino di riflessione e confronto per il riassetto territoriale della diocesi che comporterà la nascita di unità pastorali tra le parrocchie e la diminuzione delle zone

«L’intento non è di mortificare, ma di ridare ossigeno alle parrocchie attraverso un riassetto territoriale che sia il più condiviso possibile con la base». Don Gianpaolo Maccagni, vicario episcopale per la pastorale, ci tiene a rassicurare che la costituzione di nuove unità pastorali sarò accompagnata da un confronto con le comunità così da evitare scelte frettolose o azzardate: «Questo non vuol dire temporeggiare! Occorre al più presto avviare dei processi di ripensamento della pastorale che non può più avere il proprio baricentro nel campanile, ma che si deve allargare ad un territorio ben più vasto».

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San Valentino, un giorno per dire che l’amore è per sempre

La riflessione di Maria Grazia Antonioli e Roberto Dainesi, responsabili della pastorale familiare, nella giornata dedicata agli innamorati

In questi giorni vetrine, giornali e media invitano all’acquisto di gioielli, dolci e fiori contornandoli con cuoricini e frasi ad effetto: è san Valentino, la festa degli innamorati. Nata nel quinto secolo per riproporre in chiave cristiana la festa pagana della fertilità e ricordare il vescovo Valentino, martirizzato per aver celebrato le nozze tra una cristiana ed un pagano, è una festa ormai molto diffusa, spunto per giornali e media per parlare di tematiche di coppia, ma soprattutto per sostenere il commercio.

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Pellegrinaggi e turismo religioso: tutte le mete 2017

Fatima, la Germania di Lutero, ma anche Santiago de Compostela, il Messico con il santuario di Guadalupe, le Repubbliche Baltiche, le cattedrali romaniche della Puglia e un suggestivo itinerario nel deserto del Negeb

Domani, lunedì 6 marzo, la diocesi di Cremona si farà pellegrina in Terra Santa con 220 cremonesi guidati dal vescovo Napolioni, ma l’ufficio di pastorale del Turismo e del tempo libero guidato da don Roberto Rota ha già in cantiere molte altre proposte per il 2017.

Tra le mete più ambite quest’anno – dato l’anniversario centenario – è il santuario mariano di Fatima, la località del Portogallo dove tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917 la Vergine Maria è apparsa ai tre pastorelli Francesco, Giacinta e Lucia. «Una apparizione – spiega don Rota – che si pone all’interno del mistero della Chiesa, quasi un annuncio e prefigurazione di quei “tempi nuovi” che passano inesorabilmente attraverso la sofferenza del “Vescovo vestito di bianco che viene colpito a morte”, richiamo all’attentato a Giovanni Paolo II del 13 maggio 1981.  Cent’anni dunque da quei giorni attraversati dal primo conflitto mondiale e per noi oggi invito alla preghiera e alla penitenza perché quel “mai più la guerra” possa diventare vero per tutti».  I pellegrinaggi saranno tre: 5-7 maggio; 11-14 giugno; 17-20 settembre.

Una seconda opportunità riguarda i cinquecento anni della Riforma protestante, con l’invito alla riscoperta del suo fautore, Martim Lutero, personaggio controverso e difficile da decifrare. «Il viaggio programmato dal 9 al 13 maggio – continua il sacerdote – ci porterà  in Germania a visitare la sua città natale di Eisleben, Erfurt, Wittemberg luogo della pubblicazione delle 95 tesi che diedero inizio alla riforma e alcune altre importanti città tedesche come Dresda e Lipsia».

Esperienza singolare sarà invece quella di un piccolo gruppo che, nel mese di Luglio, percorrerà a piedi un tratto del Cammino di Santiago, fino alla nota città della Galizia che custodisce la tomba dell’Apostolo.

L’ufficio promuove inoltre un viaggio in Messico, al Santuario di Guadalupe e nei luoghi delle antiche civiltà pre-colombiane dal 25 aprile al 5 maggio, un itinerario nelle repubbliche baltiche  dal 26 maggio al 2 giugno, un viaggio alla scoperta delle più belle cattedrali romaniche della Puglia con visite a Matera e alla Reggia di Caserta dal 18 al 22 settembre, per concludere con un itinerario nel deserto del Negeb e in alcune località archeologiche di Israele come Masada ed Ebron, dal 5 al 12 ottobre.

L’agenzia Profilotours, supporto tecnico dell’ufficio, ha predisposto tutti i programmi, scaricabili dal sito www.profilotours.it.

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Sabato anche a Cremona torna il Banco Farmaceutico

In tutta Italia sono oltre 3.600 le farmacie che aderiscono all'iniziativa. Nel 2016 raccolti 353.851 farmaci

Sabato 11 febbraio si svolgerà anche a Cremona la XVII Giornata di Raccolta del Farmaco. In 101 Province, nelle oltre 3.600 farmacie che aderiscono all’iniziativa e ne espongono la locandina, sarà possibile acquistare uno o più medicinali da banco da donare ai poveri, assistiti dai volontari di Banco Farmaceutico (anche quest’anno sono più di 14.000). I farmaci acquistati saranno consegnati direttamente agli oltre 1.600 enti assistenziali convenzionati con la Fondazione Banco Farmaceutico onlus.

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Costituito dal Vescovo Antonio il nono consiglio pastorale diocesano

Cinquanta i membri, di questi poco meno di dieci sono sacerdoti, il resto laici rappresentanti delle undici zone e delle aggregazioni laicali. Prima convocazione il 18 febbraio

Il vescovo Napolioni con un decreto firmato il 18 gennaio, ha costituito il nuovo Consiglio pastorale diocesano per il quinquennio 2017-2021, il nono della serie della nostra Diocesi, . La novità più vistosa è che non ne fanno più parte i responsabili degli uffici pastorali della Curia, ma solo i responsabili delle quattro aree di cordinamento: don Paolo Arienti per i giovani, don Enrico Trevisi per le famiglie, don Bruno Bignami per il servizio e la carità mons. Alberto Franzini per la cultura e la comunicazione. Entrano di diritto il vicario generale don Massimo Calvi, il vicario episcopale per il clero e la pastorale don Gianpaolo Maccagni e il delegato per la vita consacrata don Giulio Brambilla. Ventidue laici rappresentano le undici zone pastorali, mentre sei membri provengono dalla vita consacrata. Quindici, infine, sono stati scelti dal vescovo Antonio soprattutto appartenenti ad aggregazioni laicali, tra di essi la prof. Silvia Corbani, presidente diocesana pro-tempore di Azione Cattolica. In tutto i membri sono cinquanta più il vescovo Napolioni.

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On line l’audio della lectio magistralis di Vittorio Sgarbi

Il noto critico d'arte è intervenuto in Cattedrale domenica 5 febbraio per la presentazione del restauro dell'opera "Gesù Cristo Crocifisso" di Boccaccio Boccaccino

Una Cattedrale affollatissima, com’era prevedibile, ha fatto da cornice, domenica 5 febbraio, alla lectio magistralis di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte ha illustrato alcuni dei tesori del massimo tempio cittadino e ha coronato, col suo intervento, la restituzione alla sua sede – la parete che porta alla Cappella della Madonna del Popolo – del dipinto che si credeva una tempera su tela, ma presumibilmente è un olio: “Gesù Cristo Crocifisso” di Bocacccio Boccaccino (1505-1510).

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Quaresima 2017. Il Papa: l’altro “non è mai un ingombro”

Nel Messaggio per il tempo forte che inizierà il 1° marzo, Francesco prende spunto dalla parabola dell'uomo ricco e del povero Lazzaro per mettere in guardia dal denaro come "idolo tirannico", che "può asservire noi e il mondo intero ad una logica egoistica"

Da una parte la “corruzione del peccato”, che si veste di porpora e di bisso ed è dominata da un “idolo tirannico”, che “può arrivare a dominarci”: il denaro. Dall’altra il volto dell’altro, che è sempre “un dono” e mai “un fastidioso ingombro”, anche quando bussa alla nostra porta. È l’affresco tracciato da Papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima – dal titolo “La Parola è un dono. L’altro è un dono” –  che inizia il primo marzo con la liturgia del Mercoledì delle Ceneri. Al centro del messaggio la parabola dell’uomo ricco – senza nome – e del povero Lazzaro, che ha “tratti precisi” e una “storia personale”: “Ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita ed amarla”, anche quando si presenta sotto le mentite spoglie di “un rifiuto umano”.

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