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Shoah: “La memoria è corta e fragile. Va conservata e custodita”. Video nel ricordo delle pietre d’inciampo e intervista a Ruth Dureghello

Intervista del Sir a Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, in occasione della Giornata della memoria

Di seguito, nel video, un viaggio tra musica e immagini nella ricorrenza internazionale in cui si commemorano le vittime dell’Olocausto. Le Pietre d’inciampo sono un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig che consiste nell’incorporare nel selciato stradale delle città dei blocchi in pietra con una targa in ottone con i dati delle vittime di deportazione nei campi di sterminio nazisti.

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“Ci preoccupano tante cose: un dibattito politico e pubblico attraversato da toni troppo accesi ed un uso della parola violento e divisivo. La preoccupazione è un fatto positivo. Vuol dire che c’è sensibilità, attenzione. Il punto è che non si va poi oltre”. Ruth Dureghello è la presidente della comunità ebraica di Roma. Alla vigilia della Giornata della memoria che si celebra il 27 gennaio, non nasconde la preoccupazione per i fenomeni di antisemitismo che hanno preso di nuovo di mira gli ebrei in maniera del tutto gratuita e violenta. Dalle pietre di inciampo divelte e rubate a Roma  in disprezzo per le vittime della Shoah ai volantini inneggianti all’odio razziale che sono stati distribuiti tra i tifosi di una delle due squadre romane. La Giornata della memoria si celebra in ricordo della liberazione degli ebrei prigionieri dal campo di concentramento di Auschwitz, nel 1945. Quando furono aperti i cancelli, il mondo intero poté vedere coi propri occhi la ferocia nazista. Ma oggi quelle immagini sembrano essersi sbiadite e la memoria perduta rischia di lasciare spazio ad un male che può in ogni momento ritornare.

Ruth Dureghello

 
Come vivono gli ebrei questo clima sociale in Italia?
Ciò  che si percepisce è  un sentimento di odio e di allontanamento che spesso percepiamo negli ambienti più diversi e disparati per accentuare la diversità come elemento di negazione dell’altro piuttosto che di arricchimento. Ci preoccupa che questo trend sembra essere sfuggito di mano. Anche se i segnali che abbiamo ricevuto, ad esempio in occasione delle pietre di inciampo, siano stati positivi, continuiamo a registrare un sentimento generale di aggressività, che sfocia e si sfoga fino a minacce non troppo velate. Oggi controllare questa comunicazione è molto difficile”.

 

Perché nel 2019 prendersela ancora contro gli ebrei? Che cosa nasconde questo odio?

Gli ebrei sono i diversi per eccellenza. Siamo un popolo che ha voluto mantenere la propria cultura, tradizione e pensiero. Lo ha però fatto senza mai porsi distante o separatamente dagli altri. Anzi, il modello dell’integrazione ebraica in tutta Europa è fondamento e principio dei valori europei e su cui anche la nostra Italia ha fondato i suoi principi di appartenenza e di esistenza. Di fronte però all’ignoranza, alla mancanza di cultura e di conoscenza è facile attaccare gli ebrei e crearli come capro espiatorio dell’incapacità di gestire i processi o di dare risposte ai bisogni della gente. La memoria è corta e fragile, la memoria va conservata, va custodita. Bisogna anche usarla in maniera corretta.

Lei da dove comincerebbe per contrastare odio e razzismo?

Sempre e solo dalla scuola, dai giovani e dalla responsabilità di ognuno. Molto spesso siamo abituati a delegare ad altri, anche quello che ci appartiene, la nostra umanità, il nostro saper convivere. La pace è un privilegio che abbiamo conquistato sul sangue dei martiri della Shoah e delle vittime della seconda guerra mondiale. L’abbiamo conquistata con le idee e con la forza di persone che hanno saputo vedere oltre. Quindi, pessimisti? Sono una positiva di natura, ma al di là del pessimismo, quello che ci ha insegnato la storia, come ebrei, è che anche di fronte alle difficoltà maggiori, anche di fronte alla volontà di chi ti vuole sterminare, siano gli antichi romani o i greci o nell’epoca moderna, bisogna rispondere pensando che non sia qualcun altro a dover fare al nostro posto ma che tutti dobbiamo contrastare.

Se non io per me, chi per me? Questo vale per ciascuno di noi.

La Giornata della memoria che cosa vuole dire ai cattolici italiani? 

Io vorrei solo dire che non può essere un giorno solo il momento in cui ci soffermiamo a pensare quanto un uomo può essere crudele verso un altro uomo. E quanto male può procurare e quanto è pericoloso per l’umanità intera permettere a chiunque di sopraffare l’altro. È un messaggio che vale per il mondo cattolico ma anche per il mondo islamico:

rimettere l’uomo al centro della storia, rimettere Dio al centro della storia, la famiglia e l’educazione, i valori su cui insieme crediamo e continuiamo a crescere. 

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Prosegue nelle zone la formazione degli operatori pastorali

Domenica a Cremona per gli animatori liturgici; lunedì sera per i vari settori appuntamento a Caravaggio, Casalbuttano, Cremona, Sospiro

Prosegue nelle zone pastorali la formazione degli operatori pastorali. Anche oggi pomeriggio appuntamento per gli animatori liturgici: in Seminario, a Cremona, tocca alla zona 3; l’ultimo appuntamento sarà il 10 febbraio a Vescovato per la zona 4. Continue reading »

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In visita al Grest di don Emilio Bellani a Salvador de Bahia

Don Ghilardi: «Siamo qui per comprendere meglio come codificare, mantenere e proseguire – se possibile – il legame tra questa parrocchia e la nostra Diocesi»

Il 22 gennaio una delegazione di preti cremonesi è volata in Brasile, uno dei Paesi a cui si rivolge in modo particolare l’attenzione missionaria diocesana. Insieme a don Maurizio Ghilardi, incaricato diocesano per la Pastorale missionaria, il vicario della Zona pastorale IV don Davide Ferretti e i vicari parrocchiali don Matteo Alberti (S. Bernardo, Zaist e Maristella a Cremona), don Fabrizio Ghisoni (Soncino) e don Davide Pezzali (Casalbuttano). Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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“Non puntare agli umori negativi del popolo ma dare speranza”

Il presidente della Cei commenta al Sir quanto sta succedendo sulla vicenda dei migranti anche dopo la chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto

“Se non si riscopre il concetto di umanità e la logica del Samaritano, per cui l’altro che sta ai margini della strada per un motivo o per un altro è un altro me stesso e ha le stesse necessità umane che ho io, non si risolveranno mai i problemi: né con leggi più strette né con leggi più larghe. L’umanità: l’altro è un altro me stesso”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, commenta al Sir quanto sta succedendo sulla vicenda dei migranti anche dopo la chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto. Continue reading »

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Nel matrimonio “Insieme è più bello”

Il 25 gennaio a Vicomoscano, per il terzo incontro del percorso per i giovani della zona 5, la testimonianza di Chiara e Luca

Si è tenuto venerdì 25 gennaio a Vicomoscano il terzo incontro rivolto ai giovani della zona 5 interno al percorso “Chiedimi se sono felice”. La serata, dal titolo “Insieme è più bello”, ha trattato il tema di matrimonio e affettività e ha visto la testimonianza di due giovani sposi, Chiara e Luca, che hanno condiviso con i ragazzi presenti il loro percorso di vita, dal fidanzamento alla coraggiosa scelta del matrimonio cattolico. Continue reading »

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AC, giornata di studio sull’accompagnamento spirituale dei giovani

Al Santuario di Caravaggio venerdì 8 e sabato 9 febbraio: l'iniziativa rivolta ai sacerdoti e agli educatori della regione

All’indomani del Sinodo dei Vescovi sui Giovani, l’Azione Cattolica Lombarda propone un laboratorio e una giornata di studio, rivolti ai sacerdoti e agli educatori della regione, sull’accompagnamento spirituale. L’evento, giunto ormai alla sua sesta edizione, è in programma al Santuario di Caravaggio venerdì 8 e sabato 9 febbraio. Il focus sarà sull’accompagnamento spirituale dei giovani alle prese con studi universitari e prime esperienze lavorative. Continue reading »

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San Francesco di Sales, il vescovo scrive ai giornalisti

Mons. Napolioni riconosce ai giornalisti un ruolo da «protagonisti di primo piano» nella società attuale, ricordando la responsabilità della formazione di «percezioni, coscienze e giudizi»

In occasione della festività di San Francesco di Sales, come ogni anno, il 24 gennaio, Papa Francesco ha reso pubblico il Messaggio per la 53Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebrerà il prossimo 2 giugno. In questa occasione il vescovo Antonio Napolioni ha rivolto un suo personale messaggio agli operatori della comunicazione della diocesi.

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L’unità dei cristiani a partire dall’ascolto

Sabato 19 gennaio a S. Ilario la veglia ecumenica con il vescovo Antonio Napolioni e il pastore metodista Nicola Tedoldi

Nell’ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, a Cremona si è svolta come di consueto la veglia di preghiera ecumenica promossa dall’Ufficio diocesano per la Pastorale ecumenica e del dialogo interreligioso in sinergia con il locale Segretariato per le attività ecumeniche. L’appuntamento è stato, nella serata di sabato 19 gennaio, nella chiesa di S. Ilario. Continue reading »

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Il Vescovo: «Annuncio alla Diocesi la prossima visita pastorale»: la lettera di indizione

Ascolto, annuncio, accompagnamento e discernimento le parole d'ordine della visita pastorale, che rispetto al passato presenta alcune novità organizzative

«Annuncio alla Diocesi la prossima visita pastorale con il desiderio che possa essere per ogni comunità e famiglia occasione di incontro con Gesù, il Cristo di Dio, scoprendo le tracce della Sua presenza lungo le nostre strade e nelle periferie della realtà». Così il vescovo Antonio Napolioni durante l’omelia della Messa del Crisma, celebrata la mattina di giovedì 18 aprile in Cattedrale insieme a tutto il presbiterio diocesano. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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Operatori pastorali: a gennaio la formazione nelle zone

Il vescovo Napolioni nella lettera d'invito: «Chiamati a diventare, insieme e personalmente, “parabole viventi” del Vangelo di Gesù»

«Chiamati a diventare, insieme e personalmente, “parabole viventi” del Vangelo di Gesù, vi invito agli incontri di formazione pastorale che si terranno in ogni zona della diocesi, nel mese di gennaio». Inizia così la lettera, firmata dal vescovo Antonio Napolioni, indirizzata a quanti nelle parrocchie sono impegnati  vari ambiti pastorali. Continue reading »

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