Nelle scorse settimane, e chissà fino a quando, abbiamo fatto massicciamente ricorso a contatti digitali, alla scuola digitale, al web… diventando quasi per forza esperti di piattaforme e videoconferenze. Qualcuno le chiama call perché, si sa, l’inglese sembra sempre migliore dell’italiano. Sicuramente abbiamo fatto un passo avanti, frettoloso e costretto, perché occorreva riprendersi almeno un poco quella connessione che l’assenza di corporeità vicine, in una classe, nel cortile dell’oratorio o nel gruppo di catechesi, stava vietando. Ma tutti sanno che il web è anche problematico, tentacolare, perché quel net, quella rete di fatto non ha snodi autorevoli o, se anche presumiamo che ci siano, se ne infischia. Continue reading
In rete con i ragazzi
Alcune pagine del servizio regionale per la tutela minori interpellano maturità e vigilanza degli educatori










