Almeno sulla giornata per ricordare le vittime del Covid le forze politiche sono riuscite a ritrovare quello spirito unitario che sarebbe servito e servirebbe ora per affrontare le conseguenze della pandemia. E che rischia di mancare anche intorno alla ormai imminente festa della Repubblica, dato che dal centro-destra arrivano conferme sulle iniziative di piazza previste per il 2 giugno (simboliche, per una eventuale manifestazione di massa si parla di luglio). Intanto, però,la commissione affari sociali della Camera ha adottato con voto unanime la data del 18 marzo per l’omaggio nazionale ai morti da coronaviruse il pensiero corre immediatamente alla notte in cui a Bergamo i camion militari portarono fuori città le salme delle vittime. Immagini che resteranno nella mente e nel cuore di tutti gli italiani. Ora l’iter della legge dovrà essere completato ma con questi presupposti è scontato un esito rapido e positivo. Continue reading
Il ginepraio dell’Election Day. I conflitti su voto amministrativo e referendum, specchio dei nodi istituzionali irrisolti
Mentre sulla giornata per ricodare le vittime del Covid-19 le forze politiche hanno trovato un accordo (18 marzo), la situazione resta più complessa per la tornata elettorale. Sulla data delle elezioni regionali e amministrative e del referendum confermativo sul taglio dei parlamentari, non si è ancora raggiunta un'intesa e le contrapposizioni sono forti, tanto che il voto sul relativo decreto-legge – necessario dopo il rinvio della tornata primaverile per l'emergenza sanitaria – è slittato alla prossima settimana












