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Sulla soglia del Santuario la Madre va incontro ai suoi figli (FOTO e VIDEO)

Nella mattinata di martedì 26 maggio il vescovo Antonio Napolioni ha presieduto la solenne Messa pontificale nella solennità di santa Maria del Fonte, patrona della Diocesi

La prima celebrazione a carattere diocesano dopo l’emergenza Coronavirus. È nel giardino del Santario di Caravaggio, di fronte alla basilica, che nella mattina di martedì 26 maggio il vescovo Antonio Napolioni ha presieduto la solenne Messa pontificale nella solennità di santa Maria del Fonte, patrona della Diocesi di Cremona insieme a sant’Omobono. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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Coronavirus: il Brasile diventa il terzo Paese più colpito al mondo

Più di mille i morti in una sola giornata. Oltre 570 mila i contagiati in tutta l’America Latina

Con 1.179 morti per coronavirus nelle ultime 24 ore e oltre 270 mila casi positivi ufficiali, il Brasile è ormai il terzo Paese al mondo per numero di contagi dopo Stati Uniti e Russia. Una situazione difficile da monitorare e che riguarda soprattutto le parti della popolazione più povere che non possono permettersi di rimanere a casa e non lavorare. Lo stesso governo centrale del presidente Bolsonaro, sebbene la Camera dei deputati abbia appena approvato l’obbligo di utilizzare le mascherine nei luoghi aperti, è sempre stato restìo ad ampie misure di lockdown ed è anzi stato in forte contrasto con le misure intraprese in questo senso da alcuni governatori degli Stati federali.

Le scelte di Bolsonaro
“Il costo per bloccare questa evoluzione così forte della pandemia”, spiega a Vatican News Antonella Mori, docente di Macroeconomia alla Bocconi ed esperta di America Latina, “sarebbe quello aumentare la crisi economica e portare la gente a morire per fame, quindi Bolsonaro preferisce consentire alle persone di uscire di casa per poter continuare a lavorare e lasciare aperte tutte le attività, sapendo però che in questo modo il contagio aumenterà”.

Il conflitto con i governatori
“Alcuni sindaci e governatori sono riusciti in realtà a imporre dei lockdown nelle grandi città”, prosegue la professoressa Mori e “quando la popolazione riceve un messaggio così contraddittorio dalle istituzioni si creano delle situazioni in cui, anche nelle grandi città, parte dei sostenitori di Bolsonaro escono a manifestare contro il lockdown”. Una situazione di incertezza in cui pesa anche l’assenza di un ministro della salute, dopo l’estromissione di Luiz Henrique Mandetta, medico vicino alle posizioni dell’Oms nell’affrontare il virus, e le dimissioni, pochi giorni fa, dell’oncologo Nelson Teich.

Perù e Messico tra i più colpiti
In generale in America Latina i contagi sono oltre 571 mila, con oltre 30 mila decessi. Le situazioni più gravi in Perù e in Messico, dove tuttavia la curva epidemica sta rallentando. In Cile ieri si sono registrati oltre tremila nuovi casi positivi e 31 morti. Sono questi i numeri più alti dall’inizio della pandemia, che non hanno impedito ai cittadini della capitale Santiago, una dei luoghi più colpiti dal coronavirus nel Paese, di scendere in piazza e manifestare contro il presidente Sebastian Pinera, sulla falsariga delle proteste per il carovita di inizio ottobre.

Proteste in Cile
“Sembrava che la situazione fosse sotto controllo invece negli ultimi giorni è tornato ad aumentare il numero dei contagi”, afferma Mori. Pinera ha irrigidito il lockdown è ha investito molto, “in termini di spesa pubblica, sia per aiutare le classi povere sia per aiutare le persone che in questo momento non stanno guadagnando”. Le manifestazioni di questi giorni, che hanno portato il presidente ad annunciare una distribuzione porta a porta di 2.5 milioni di pacchi alimentari per i più poveri, fanno capire, spiega ancora la professoressa Mori, “che Pinera sa che non si può utilizzare il coronavirus per mettere un po’ da parte il tema della riforma della Costituzione, perché l’attenzione dei cileni è un’attenzione ancora molto forte”.

Nessun dato certo dal Venezuela
In tutta la regione, poi, resta l’incognita Venezuela, da cui non arrivano dati sanitari certi. Poco più di 700 infatti, i casi segnalati con oltre 250 morti. “Il coronavirus è arrivato in Venezeula e questa è un’ennesima crisi che si somma a quella istituzionale, politica, economica e umanitaria quindi il quadro non può che essere drammatico”, conclude Antonella Mori. “Già sapevamo prima del coronavirus che negli ospedali mancavano le medicine, alcune volte manca l’elettricità quindi la situazione non può che essere drammatica. In più alcuni venezuelani che hanno lasciato il Paese ed erano andati in Colombia per esempio, e si erano fermati lungo il confine stanno tornando e anche quello può essere un canale di contagio nuovo”.

VaticanNews
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Associazioni paritarie cattoliche: «Parlamento colmi disparità risorse con effettivo sostegno a famiglie e scuole»

Le richieste al Governo dopo il Decreto rilancio

“È indispensabile che sia decisamente incrementato il fondo straordinario di 65 milioni destinati a coprire i costi fissi della forzata chiusura – tuttora in corso – dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia paritarie; sia prevista la detraibilità integrale delle rette corrisposte dalle famiglie (o il corrispondente credito di imposta); siano previste risorse economiche adeguate per garantire la ripresa dell’attività nel prossimo anno scolastico”.

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AgenSir
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A Cicognara una sola Messa all’aperto per tutte le parrocchie dell’Unità

Domenica 24 maggio la celebrazione per le comunità di Cicognara, Cogozzo e Roncadello nel campo dell'oratorio

Per la ripresa delle messe festive alla presenza del popolo, l’unità pastorale Beata Vergine delle Grazie (parrocchie di Cicognara, Cogozzo e Roncadello) ha scelto di celebrare una liturgia unica. Il rito si è svolto all’aperto, nel campo dell’oratorio di Cicognara, nel tardo pomeriggio di domenica 24 maggio.

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Riccardo Negri
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«La vita si fa storia», un talk per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni

Venerdì alle 21 sui canali diocesani una trasmissione con Nataša Govekar, responsabile della Direzione teologico-pastorale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, la giornalista Maria Acqua Simi, e don Marco d'Agostino, biblista e Rettore del Seminario diocesano

“La vita si fa storia”. Quanto le parole diventino vere nel quotidiano lo stiamo misurando – anche drammaticamente – in questi giorni, nei quali la “normalità” di gesti e scelte scrive pagine inedite nell’esistenza di ciascuno. Lo sanno bene anche i comunicatori di professione e tutti gli utenti che attraverso i media si nutrono di storie, di personaggi e di trame. E lo sa – non da oggi – anche la Chiesa, custode di una “buona notizia” raccontata nei secoli e capace persino di salvare la vita.

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Coronavirus sul lavoro, Acli: «In Lombardia troppi casi sommersi. Lavoratori senza tutele Inail»

La nota ufficiale del Patronato di Cremona

Pubblichiamo una nota diramata dal patronato Acli Cremona che, insieme ai Patronati della Lomardia si impegna nella tutela dei lavoratori che si sono ammalati di Covid promuovendo un diritto – a volte non conosciuto – a cui possono accedere i lavoratori che hanno contratto il virus sul lavoro.

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«Meet the Meeting», un incontro digitale per scoprire l’edizione 2020 (VIDEO)

Anche il vescovo Napolioni tra i testimoni nel video di presentazione dell'evento

C’è anche il vescovo Napolioni tra i testimoni che, raccontando la propria esperienza al Meeting di Rimini, hanno partecipato al video realizzato dal Centro culturale Sant’Omobono per presentare l’evento di raccolta fondi e di anticipazione dei contenuti del Meeting di Rimini che si terrà sulla piazza digitale di meetthemeeting.org sabato 23 alle ore 18,30.

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La conversione ecologica ai tempi del Covid

Da Cassano d'Adda la proposta di una videoconferenza sul tema con l'intervento di don Bruno Bignami

L’emergenza sanitaria mondiale causata dal diffondersi del Coronavirus ha evidenziato la necessità di ripensare, al più presto, il sistema economico e sociale nonché il rapporto dell’uomo con l’ambiente. Una questione complessa, densa di implicazioni anche per la nostra quotidianità, già sufficientemente provata dalle misure per il contenimento della pandemia.

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Un’alleanza per il sociale sul territorio

Diocesi, Comune, Uniti per la provincia di Cremona, Forum del Terzo Settore, insieme, per aiutare persone e famiglie fragili sul territorio

Il Vescovo mons. Antonio Napolioni per la Diocesi, don Pier Codazzi per la Caritas Cremonese, il Sindaco Gianluca Galimberti e l’Assessore Rosita Viola con la Dirigente del Settore Politiche Sociali Eugenia Grossi per il Comune di Cremona, Renato Crotti per l’Associazione Uniti per la provincia di Cremona, Daniela Polenghi del Forum del Terzo Settore-Alleanza contro la Povertà, Giuseppina Biaggi per il sistema delle Cooperative nei giorni scorsi si sono incontrati per capitalizzare il “bene” che si è riusciti ad esprimere in questa emergenza e, fuori dall’ottica emergenziale, per decidere di integrare percorsi e progetti, pubblico e privato, mettere a sistema tutte le azioni per arrivare in modo efficace ed efficiente a più persone, rispondendo alle nuove domande, fornendo tutte le opportunità senza sovrapposizioni.

Il sistema territoriale si impegna ad aumentare i luoghi di ascolto delle persone e di orientamento, decentrandoli nella città e scegliendo gli spazi e i riferimenti che sono più riconoscibili e accessibili per i cittadini. Si impegna a trovare nuove forme anche digitali per mettere in rete i servizi e raccogliere esigenze e necessità per nuovi servizi. Si impegna a sostenere insieme e con maggior efficacia singoli e nuclei famigliari che necessitano di alimenti, beni di prima necessità, supporto nel pagamento delle utenze e degli affitti e, attraverso un lavoro congiunto, si impegna a creare opportunità di sostegno all’inserimento lavorativo.

La prossimità con i cittadini e il loro ascolto permetterà anche di far emergere situazioni di fragilità legate ai carichi di cura e di improntare risposte adeguate per ciascuno. Restano sempre attivi i numeri telefonici, i canali on line e i luoghi fisici che in queste settimane moltissimi nostri concittadini hanno usato e frequentato per avere aiuti e sostegni. Ma questa azione comune, questa alleanza tra le realtà che si sono incontrate desidera rendere ancora più efficienti la risposta e l’aiuto anche con nuove proposte. Un segno di una comunità unita e coesa nella vicinanza a tutti i cittadini, perché nessuno rimanga indietro.

L’epidemia che ha colpito la nostra città è stata un vero e proprio shock non solo dal punto di vista sanitario, ma anche per il sistema di welfare. L’emergenza sanitaria si somma ad un’emergenza sociale che coinvolge oggi una fascia più ampia di cittadini con bisogni nuovi e crescenti. In questi mesi è stata significativa da parte di tutti la capacità di reagire. L’esperienza di CremonAiuta, ad esempio, è stata un frutto bellissimo di questa capacità, un coordinamento di associazioni e singoli volontari, organizzato dal Comune di Cremona con i referenti dei Servizi Sociali e della Protezione Civile, per dare risposte a bisogni primari e a tanti servizi a domicilio.

Ma ora e nei prossimi mesi occorre evitare che una parte della popolazione già a rischio povertà finisca in una situazione di indigenza prima che sia troppo tardi e prevedere interventi che garantiscano i livelli essenziali. In questi mesi si sono acuite le condizioni di fragilità sociali ed economiche delle persone sole e delle famiglie, conseguenti alla necessità di sospendere le attività economiche, ma anche per gli effetti della riorganizzazione delle attività didattiche ed educative.

È per questo che le realtà del territorio si sono ritrovate, per unire le forze in quanto la sofferenza e la situazione determinata dall’epidemia, nella sua drammaticità, rappresenta anche un’opportunità di cambiamento.

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