Category Archives: News

Settimana ecumenica: insieme per abbattere i muri

Martedì 24 gennaio in S. Ilario a Cremona la celebrazione alla presenza dei rappresentanti delle diverse confessioni cristiane

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani a Cremona si è avviata a conclusione con la veglia ecumenica che il locale Segretariato per le attività ecumeniche (Sae), in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la Pastorale ecumenica e del dialogo interreligioso, ha promosso la sera di martedì 24 gennaio presso la chiesa cittadina di S. Ilario. Continue reading »

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Il 28 gennaio in Seminario tavola rotonda sul Dp Camp di Cremona con un focus sul Parco dei Monasteri

L'iniziativa è promossa dalla Biblioteca del Seminario di Cremona nel contesto del Giorno della memoria

Sabato 28 gennaio, nel contesto del Giorno della memoria, presso il Seminario Vescovile di Cremona è in programma una tavola rotonda sulla presenza in città di un campo per profughi ebrei, sito nell’area del Parco dei Monasteri, dal 1946 al 1948. “DP CAMP IT82: CREMONA. Arrivo e partenza. Traiettorie, incroci, vite, Storia” è il titolo dell’iniziativa, curata dalla Biblioteca del Seminario con l’Associazione Amici BiMu e in collaborazione con diverse istituzioni ed enti locali e nazionali. Continue reading »

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Giunta all’ospedale di Kansele una prima parte della somma raccolta durante l’Avvento di Fraternità

Intervista a don Ghilardi, incaricato diocesano per la pastorale missionaria, che dall'11 al 19 gennaio è stato a Mbuji Mayi, nella Repubblica Democratica del Congo, dove sorge il nosocomio nel quale opera il cremonese Paolo Carini

Don Maurizio Ghilardi, incaricato diocesano per la pastorale missionaria, dall’11 al 19 gennaio è stato a Mbuji Mayi, nella Repubblica Democratica del Congo, dove sorge l’ospedale di Kansele nel quale opera il cremonese Paolo Carini. Proprio a favore di questa struttura sanitaria è stato devoluto quanto raccolto da parrocchie e comunità religiose durante l’«Avvento di fraternità». Il sacerdote cremonese ha portato una prima parte della somma di denaro che servirà a Carini per rendere più dignitosi e funzionali gli ambienti. A don Ghilardi abbiamo rivolto alcune domande.

Don Maurizio a che punto sono i lavori nell’ospedale di Kansele?

«Innanzitutto bisogna specificare che dell’intero ospedale solo ad una parte è stata riservata la raccolta in quanto, su indicazione dello stesso Paolo Carini, sarebbe impossibile mettere mano a tutto la struttura in così poco tempo e i fondi non basterebbero a coprire tutte le spese; l’attenzione si è quindi concentrata sul reparto di pediatria e su quello di ginecologia e ostetricia. Le condizioni locali, in questo momento, necessitano in modo urgente di questi due servizi in ragione del numero di nascite e di patologie neonatali sulle quali bisogna intervenire tempestivamente».

Durante il sopralluogo, cosa avete potuto constatare, in termini di necessità?

«Bisogna distinguere la vita al di fuori dell’ospedale, che è molto simile a quella di tutte le nazioni sub sahariane, da quello che accade all’interno della struttura ospedaliera. Nella città di Mbuji Mayi colpisce la grande povertà, l’assenza delle utenze fondamentali: acqua potabile ed energia elettrica sono praticamente inesistenti in gran parte delle abitazioni (in queste settimane, essendo stagione delle piogge ci si può lavare con l’acqua piovana, ma l’acqua da bere è un problema in quanto non ci sono risorse idriche). L’instabilità politica, poi, ha generato anche un’insicurezza nella vita sociale pubblica: sono molte le forze militari disseminate per le vie sia della capitale Kinshasa sia per le strade di Mbuji Mayi. La conferenza episcopale congolese ha fatto del proprio meglio ed è riuscita ad ottenere nuove elezioni da colui che dovrebbe essere ormai il presidente uscente Kabila. Il vescovo di Mbuji Mayi è intervenuto personalmente in diverse zone della città e in alcuni villaggi per far sì che molti miliziani ribelli deponessero le armi. Si respira una calma apparente che dovrebbe arrivare fino al prossimo dicembre, mese nel quale si terranno le elezioni».

E l’ospedale?

«La zona ospedaliera è tutto un cantiere. Gran parte delle strutture precedenti, ormai più che fatiscenti, sono state abbattute per lasciare spazio alle nuove costruzioni. Ovviamente non dobbiamo pensare ai cantieri europei ma a quello che realmente si può fare in una zona dove anche per l’ospedale avere l’acqua pulita da usare nei reparti è quasi una chimera. Lo stesso vale per l’energia elettrica. Attualmente solo dalle 11 del mattino fino a mezzogiorno arriva la corrente che consente, in quell’ora, di far funzionare i pochi computer che ci sono e soprattutto le strumentazioni diagnostiche (l’ecografo, ad esempio). I farmaci, che sono a carico dei degenti, sono pochi. Il medico che sta prestando servizio in pediatria fa del proprio meglio, ma se si pensa che in una condizione di povertà ai degenti spetta pagare l’uso del letto e i farmaci e che i familiari devono soggiornare con il malato in ospedale cucinando per se stessi e per il malato stesso e in più devono lavare la biancheria stando in ospedale… sembra non esserci mai limite al peggio!».

Oltre alla struttura muraria ci sono altri interventi necessari da fare?

«Si sta approntando un impianto fotovoltaico per poter dare energia elettrica sufficiente per far funzionare della culle termiche, che arriveranno in un secondo momento, per poter conservare in frigorifero quei farmaci che vanno conservati a basse temperature. Lo stesso impianto dovrebbe far partire delle pompe per far scorrere l’acqua, accuratamente filtrata, che dalle cisterne di raccolta dovrà raggiungere i nuovi reparti».

Insieme al nostro Paolo Carini, chi lavora all’interno della struttura?

«La direzione generale è affidata al Vescovo di Mbuji Mayi, il quale ha incaricato un suo sacerdote di seguire tutta l’andamento quotidiano; un fratello della comunità dei domenicani, originario del luogo, si occupa del personale, Paolo si occupa della questione economica relativa alle degenze, degli stipendi del personale e degli acquisiti così anche, insieme ad altri volontari italiani che si alternano, della prosecuzione dei lavori».

Avete potuto incontrare la comunità cattolica locale?

«Sì, siamo stati ospiti un pomeriggio di mons. Emanuel Bernard, vescovo della diocesi, con alcuni rappresentanti del clero locale, il quale ha dato la massima disponibilità per coloro che del nostro clero o dei laici volesse sperimentare la missione in Congo; poi abbiamo incontrato la parrocchia nella quale ha sede l’ospedale, affidata alla comunità dei frati minori conventuali (tutti congolesi) con i quali abbiamo vissuto l’Eucarestia domenicale. Un momento molto forte, bello, contrassegnato da una povertà dignitosa e di grande vitalità. L’età media dei fedeli presenti non superava i trent’anni, in un Paese dove l’aspettativa di vita è di sessant’anni!!! Abbiamo poi conosciuto le suore di San Vincenzo de Paoli (anch’esse tutte congolesi) che portano avanti un orfanotrofio con trenta bambini (qualcuno della nostra diocesi si sta preparando per andare a fare servizio estivo proprio in questa struttura). Al momento la struttura non è in grado di ospitante altri, ma la necessità sarebbe almeno tre volte tanto».

Avete portato con voi qualcosa che rappresentasse la nostra terra?

«Non potevano mancare salame e torrone, insieme ad un primo contributo da parte della diocesi e di numerosi privati che in diversi modi hanno voluto partecipare a questo progetto. Per onestà bisogna però dire che i passaggi aeroportuali e doganali non sono semplicissimi in Congo, portare qualcosa è piuttosto complesso. Si sa, ciascuno cerca di vivere come può in una situazione difficile e ad ogni passo ci si sente chiamare: “Monsieur le blanche, monsieur le blanche!!! (che significa: uomo bianco). Lasciamo a voi immaginare le richieste che ne seguivano».

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«La conversione obiettivo primario della mia vita»

Mercoledì 25 gennaio, alle 18, in Cattedrale mons. Lafranconi ha celebrato una solenne Eucaristia per i 25 anni di episcopato. Con lui i vescovi Napolioni, Delpini, Malvestiti e Lupi

«San Paolo mi ha sempre accompagnato nella mia vocazione e l’ordinazione episcopale nel giorno che fa memoria della sua conversone mi ha continuamente spinto a considerare la conversione come l’obiettivo primario della mia vita». È la confidenza, intima e delicata, che il vescovo Lafranconi ha condiviso con la folta assemblea che mercoledì 25 gennaio è convenuta in Cattedrale per festeggiare insieme con lui 25 anni di episcopato. Continue reading »

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Il Sinodo dei giovani approda anche in università

Il 6 aprile a Cremona incontro del Vescovo con gli studenti della Cattolica. Intanto continua a prendere forma la fase preparatoria, con anche una lettera per coinvolgere i "lontani"

Nuovi passi sulla strada del Sinodo diocesano dei giovani con la fase di ascolto che vedrà coinvolti anche gli studenti della sede cremonese dell’Università Cattolica. Intanto la Segreteria ha messo a disposizione delle Parrocchie una bozza di lettera per il coinvolgimento dei giovani che non frequentano. Continue reading »

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Un anno insieme al vescovo Antonio

Lunedì 30 gennaio ricorre il primo anniversario dell’ordinazione episcopale e dell'ingresso in Diocesi

Lunedì 30 gennaio ricorre il primo anniversario dell’ordinazione episcopale del vescovo Antonio Napolioni e del suo ingresso in Diocesi. Una ricorrenza significativa che non sarà celebrata con eventi pubblici, ma che per l’intera Chiesa cremonese è occasione per stringersi attorno al proprio Pastore e pregare per il suo delicato ministero. Continue reading »

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Il vescovo Antonio a Mozzanica con le famiglie

L'incontro nell'ambito della Settimana dedicata alla famiglia, iniziata domenica 22 gennaio con un incontro con i coniugi Dainesi

Nel contesto della Settimana dedicata alla famiglia, che ricorre in questi giorni a Mozzanica, la sera di giovedì 26 gennaio c’è stata l’Eucaristia presieduta dal vescovo Antonio Napolioni insieme al parroco don Giuseppe Bernardi Pirini e al vicario don Gabriele Mainardi. Continue reading »

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Giornata della Memoria, il Corriere onora Mazzolari

Il quotidiano milanese dedica un articolo alla vicenda della famiglia di Oskar Tänzer, salvata dal parroco di Bozzolo dalle persecuzioni nazifasciste

Nella Giornata della memoria dedicata alle vittime dell’Olocausto nazista il Corriere della Sera, nella pagine nazionali, ricorda don Primo Mazzolari come protettore di numerosi ebrei ed antifascisti. L’articolo, a firma di Carlo Baroni, descrive le disavventure di Oskar Tänzer e della sua famiglia, ebrei tedeschi prima rifugiati a Milano e poi, dopo le infamanti leggi razziali fasciste, a Bozzolo. In questo paesino mantovano essi trovano la salvezza proprio grazie al coraggioso parroco.

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Aperte le iscrizioni al pellegrinaggio adolescenti a Roma

Da lunedì 17 a mercoledì 19 aprile il consueto appuntamento per i ragazzi di 14 e 15 anni. Conclusione con l'udienza con Papa Francesco

Anche quest’anno nei giorni successivi a Pasqua si svolgerà il consueto pellegrinaggio diocesano a Roma per i ragazzi di 14 e 15 anni. “Lascia la tua orma” è lo slogan dell’iniziativa, promossa dalla Federazione Oratori Cremonesi, guidata da don Paolo Arienti. Continue reading »

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La ProfiloTours ora viaggia anche sul web

Attivo il nuovo sito internet dell'agenzia turistica diocesana: una vetrina multimediale di tutti gli itinerari proposti

Nuova vetrina per l’agenzia turistica diocesana ProfiloTours, ora anche sul web. Attivo, infatti, il nuovo sito internet www.profilotours.it. Specializzata nelle proposte di pellegrinaggi in Terra Santa, a Roma e nei principali santuari mariani del mondo, come Lourdes e Fatima, l’agenzia promuove anche il turismo religioso e veicola un turismo a misura d’uomo nelle principali località d’arte europee e mondiali. Continue reading »

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