Category Archives: Diocesane

Il 5 gennaio monsignor Napolioni a Vescovato nel ricordo di don Luisito Bianchi

Alle 18 nella chiesa parrocchiale la Messa nell'anniversario della morte del prete-operaio, scrittore, poeta e uomo della gratuità

È stata una delle figure più straordinarie della cultura cristiana degli ultimi cinquant’anni: don Luisito Bianchi fu scrittore, poeta, insegnante e traduttore, prete-operaio e inserviente d’ospedale, ma soprattutto uomo della gratuità. Nell’anniversario della sua morte, avvenuta il 5 gennaio 2012 all’età di 84 anni, la sua parrocchia natale ne ricorderà la figura con la Messa presieduta, nel pomeriggio di mercoledì 5 gennaio, alle 18, dal vescovo Antonio Napolioni nella chiesa parrocchiale di Vescovato. Continue reading »

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La Diocesi tra i “Cremonesi dell’anno 2021”. Il premio di “Mondo Padano” per il nuovo Museo

Il riconoscimento del settimanale per la sezione "Cultura"

C’è anche la Diocesi di Cremona tra i “Cremonesi dell’anno” premiati dal settimanale Mondo Padano. L’annuncio è stato dato dallo stesso periodico nell’ultima edizione del 2021, in edicola oggi. Alla Diocesi va il riconoscimento nella sezione “Cultura” grazie all’apertura del nuovo Museo Diocesano, inaugurato alla vigilia della festa patronale di Sant’Omobono.

«Anche se fa un po’ strano ben venga – ho commentato il Vescovo Napolioni intervistato da Mondo Padano – . Infatti, la Diocesi prima di essere un ente e chi ne è pro tempore responsabile, è un popolo, è l’insieme delle comunità cristiane che vivono le diverse dimensioni della fede, tra cui certo anche i suoi risvolti culturali. E se tutti si sentono “premiati” per il quotidiano impegno di cura del patrimonio ricevuto e di creatività culturale, spero ne siano tutti felici». Nelle parole del vescovo il ringraziamento per tutti quanti hanno reso possibile la realizzazione di un’idea che in Diocesi ha radici profonde (mons. Napolioni ricorda infatti come i primi passi del progetto fossero un’intuizione proposta dal suo predecessore e oggi vescovo emerito Lafranconi) e una riflessione sulla funzione che questa struttura assume nella vita della comunità cristiana: «Il Museo presenta il territorio (anche con lo splendido video conclusivo), ne collega tanti aspetti e momenti, con un percorso educativo che può avere diverse angolature. Svolge certamente un ruolo di custodia e promozione del patrimonio culturale religioso, indicando alle comunità criteri e metodiche per valorizzare anche localmente tanta bellezza che ci è stata consegnata».

Sul settimanale anche un’intervista al cavaleri Giovanni Arvedi, che con la moglie Luciana, attraverso la fondazione “Arvedi Buschini” ha sostenuto e reso possibile l’apertura del Museo: «La nostra volontà – ha detto – è quella di rendere possibile alle persone e soprattutto ai giovani di ammirare e riflettere sul messaggio artistico e spirituale che queste opere comunicano».

Insieme alla Diocesi, gli altri “Cremonesi dell’anno” per il 2021 sono il Prefetto Vito Gagliardi (attività pubblica), Nicolò Govoni (solidarietà), Fausto Desalu, Valentina Rodini, Marco Villa e Vanessa Ferrari (sport), con un premio alla memoria all’imprenditore Giacomo Spedini.

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Giorno del Signore, il 2021 della Chiesa cremonese

È una puntata speciale ad aprire il 2022 del Giorno del Signore. La rubrica televisiva settimanale sulla vita della Chiesa cremonese, infatti, ha proposto nell’edizione di domenica 2 gennaio, una puntata speciale in cui – attraverso le parole e le immagini dei servizi realizzati negli ultimi 12 mesi – ripercorre l’anno appena trascorso attraverso i momento più significativi vissuti dalla Diocesi di Cremona. Dai grandi … Continue reading »

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Ascolto e condivisione, «solo così saremo capaci di proporre sentieri di pace»

Guarda la photogallery completa   In una Cattedrale ricolma di fedeli il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, ha presieduto nel pomeriggio del primo giorno dell’anno, insieme al Capitolo della Cattedrale, la Messa della solennità di Maria Santissima Madre di Dio . Dopo essersi soffermato sulla straordinarietà di venerare Maria come Madre di Dio, monsignor Napolioni nella sua omelia ha ricordato il messaggio del Papa … Continue reading »

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“Dio benedice il futuro tenendoci per mano”. Il vescovo a S. Agostino nell’ultimo giorno dell’anno

Monsignor Napolioni ha presieduto la Messa del Te Deum nella chiesa cittadina di Sant'Agostino: «Nulla spezzi la comunione con il Signore»

Il vescovo Antonio Napolioni ha presieduto come da tradizione la santa Messa di ringraziamento giorno dell’anno nell’ultimo giorno dell’anno presso la chiesa di Sant’Agostino, a Cremona, caratterizzata dal canto finale del Te Deum. A concelebrare insieme al vescovo di Cremona erano presenti mons. Dante Lafranconi, il vescovo emerito, don Irvano Maglia, parroco dell’Unità pastorale, con gli altri sacerdoti dell’Unità pastorale.

Nella sua omelia il Vescovo ha ripercorso il testo che da secoli la Chiesta canta con il Te Deum, invitando a riconoscere nella figura di Maria l’insegnamento «alla Chiesa ad essere altrettanto paziente e fedele nel fare memoria quotidiana delle promesse di Dio, a percepire il suo sguardo sugli avvenimenti».

Nella sua omelia il Vescovo ha aperto con uno sguardo sull’anno che si sta per chiudere: «Il regno di Dio quest’anno è comunque cresciuto, compiendo la Parola di Gesù, anche nella notte del mondo e del male c’è un amore fragile, delicato e nascosto di Maria e Gesù, dei santi e dei pellegrini nella Storia».

L’attenzione di mons. Napolioni è andata quindi al bene che è stato condiviso: «Anche noi benediciamo Dio, come lui ci aiuta a benedire tutto ciò che è di positivo anche se è chiaro che potevano andare meglio tante cose: non dobbiamo darci delle medaglie ma ringraziare i fratelli e le sorelle perché ciò che ha addolcito un po’ la solitudine sono i sorrisi e l’incoraggiamento umile».

«Dio benedice il futuro tenendoci per mano ed entrando in esso, ci incoraggia a non avere paura con la sua presenza – ha quindi proseguito il vescovo di Cremona aprendo lo sguardo sull’anno che si sta per aprire – noi dobbiamo preoccuparci e cambiare tante cose nel nostro stile di vita con la fiducia figliare in chi ci sarà sempre padre e fratello».

Quindi l’omelia è proseguita concentrandosi su una preghiera francescana: «Questa è anche la benedizione antica che ci ripropone anche San Francesco, e con lui anche Santa Chiara che in una sua preghiera conclude con queste parole “siate sempre amanti di Dio e delle anime vostre e delle vostre sorelle, il Signore sia sempre con voi e faccia che voi siate sempre con lui”. Una bella preghiera perché va all’essenziale invitandoci ad essere amanti di Dio, un amore che va alla nostra anima e di chi ci vive accanto».

In conclusione, l’augurio di Napolioni: «Per questo l’augurio che faccio a tutti voi, quello con cui Santa Chiara, che nulla spezzi la comunione con il Signore: che Lui sia sempre con noi è certo, ma che noi siamo sempre con lui non è detto. Sia questo l’unico grande proposito per l’anno che inizia, non mollare l’amicizia con Dio, ma anzi farla diventare un amore incandescente capace di farci affrontare ogni difficoltà».

Con questo spirito è proseguita la celebrazione della Messa che si è conclusa proprio con il Te Deum, un canto di lode e di fiducia, forte dell’amore di Dio che ci conduce verso un nuovo anno, con i suoi giorni, le sue prove, i gesti di generosità, le sue occasioni di gioia, di vita.

Matteo Lodigiani
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Lettera agli sposi, dal Papa un abbraccio e un invito alle famiglie

Domenica 26 dicembre, festa della Santa Famiglia, il Papa ha scritto a noi famiglie una lettera: i toni sono quelli caldi e semplici cui siamo abituati, con tanti esempi concreti; si rivolge a noi col “tu” e chiude il testo salutandoci “fraternamente”, a sottolineare la comunione di carismi cui siamo chiamati.

LEGGI QUI LA LETTERA DEL PAPA AGLI SPOSI

Rincuora leggere del suo affetto e delle sue quotidiane preghiere per noi, così come è di stimolo la sua realistica lettura della situazione attuale, in cui però ci richiama a renderci conto che Gesù è con noi sulla nostra barca traballante, si prende cura di ciascuno di noi. Ricorda poi che tenendo fisso lo sguardo su Gesù i problemi “non se ne andranno, ma potrai vederli in un altro modo”.

L’attenzione è rivolta alla vita delle famiglie in tutte le fasi che vivono: dal fidanzamento all’essere nonni, dall’essere genitori all’essere in una situazione di separazione emersa nel lockdown…

Per ciascuno c’è l’invito a seguire Abramo che esce verso una terra sconosciuta lasciando la “confort zone” cui si era abituato, sapendo che Dio lo accompagna. In questa prospettiva la pandemia risulta “terra sconosciuta”, così come il pensare di sposarsi o l’educare i figli, ma la presenza di Gesù sprona a testimoniare che l’amore per sempre è possibile.

Oltre che alle relazioni all’interno della famiglia, una grande attenzione è data al ruolo sociale della famiglia ed al suo essere “in uscita”.

Gli sposi infatti devono “primear”, cioè prendere l’iniziativa all’interno della comunità, partecipare alla vita della Chiesa da protagonisti, in una dinamica di corresponsabilità con i ministri ordinati.

Le coppie, anche in risposta alla situazione emersa dalla pandemia, oltre a vivere quella quotidianità fatta di piccoli gesti di amore, improntati alla pazienza, al dialogo, al “permesso, grazie e scusa”, devono generare una “cultura dell’incontro” sia nelle relazioni familiari, sia tra generazioni che nel mondo, consapevoli della propria impotenza, ma certi che nella debolezza si manifesta la potenza di Cristo.

Con questa bella lettera arriva così a ciascuno un invito a non scoraggiarsi ed a vivere con gioia questo tempo.

Mariagrazia e Roberto Dainesi
incaricati diocesani di Pastorale Familiare

 

A “Chiesa di casa” l’anno della famiglia, uno stile che rinnova la comunità

“Il profumo di Dio nella coppia”: weekend per famiglie a Folgaria dal 21 al 23 gennaio

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Dalle meraviglie del territorio a Lourdes. L’impegno di Ufficio Pellegrinaggi e Profilotours tra cultura e spiritualità

A pochi giorni dall’annuncio del pellegrinaggio diocesano a Lourdes che sarà guidato dal Vescovo nel prossimo mese di aprile, “Chiesa di Casa” questa settimana ha incontrato in studio don Roberto Rota, incaricato diocesano per la pastorale del tempo libero e dei pellegrinaggi, oltre che presidente dell’agenzia turistica Profilotours, insieme a Osvaldo Bonfanti, membro del consiglio di amministrazione dell’agenzia turistica diocesana. Il dialogo, condotto da Riccardo … Continue reading »

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Le celebrazioni con il Vescovo per fine 2021 e Giornata per la pace

Si avvicina la conclusione dell’anno solare e come da tradizione anche la liturgia sottolinea il passaggio al nuovo anno con le celebrazioni del 31 dicembre e del 1 gennaio.

Venerdì 31 dicembre, nel pomeriggio (ore 18) presso la chiesa di Sant’Agostino, a Cremona, la Messa di ringraziamento per l’anno trascorso.

All’indomani, nella solennità di Maria Madre di Dio e Giornata mondiale per la pace, il vescovo presiederà l’Eucaristia in Cattedrale alle 18 (diretta sui canali web diocesani). Anche il 1° gennaio, così come ogni domenica, alle ore 11 in tv e sui social della diocesi sarà trasmessa la Messa dalla Cattedrale di Cremona.

Giovedì 6 gennaio alle 11 il Vescovo sarà di nuovo in Cattedrale per il pontificale dell’Epifania (diretta tv e web) e alle 17 a San Sigismondo per la celebrazione del Vespro.

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Deceduto don Cesare Perucchi, a lungo parroco di Bordolano. Era il sacerdote più anziano in diocesi

Il decesso nella notte tra il 29 e il 30 dicembre. I funerali venerdì 31 dicembre alle 15 nella chiesa di Bordolano, dove gli sarà data sepoltura

È deceduto nella notte tra mercoledì 29 e giovedì 30 dicembre 2021, presso la Casa di Riposo della Fondazione “La Pace” di Cremona, don Cesare Perucchi. Classe 1927, don Cesare avrebbe compiuto 95 anni anni il prossimo giugno ed era il sacerdote più anziano del presbiterio cremonese.

Nella giornata di venerdì 31 dicembre la salma del sacerdote giungerà nella chiesa parrocchiale di Bordolano, dove la comunità di cui è stato parroco per 36 anni lo saluterà con un momento di preghiera silenziosa e un rosario meditato guidato dal parroco dell’unità pastorale don Roberto Moroni. Alle 15 sarà il vescovo Antonio Napolioni a presiedere il rito delle esequie, concelebrato dal vescovo emerito Dante Lafranconi. Al termine la sepoltura nel cimitero del paese.

Nato a Soresina, don Perucchi è stato ordinato sacerdote nel 1950 con una classe di ben 16 sacerdoti. Dopo un anno a Robecco d’Oglio, è stato per 12 anni, fino al 1963, vicario parrocchiale ad Antegnate. Dal 1963 al 1974 ha poi guidato come parroco la comunità di Alfiano, prima del suo trasferimento a Bordolano, che , dal suo ingresso, il 12 marzo 1974, è diventata la sua casa. Qui infatti si è fermato come sacerdote residente anche dopo il congedo per raggiunti limiti d’età, nel 2010, ed è rimasto fino al trasferimento alla Fondazione “La Pace” dove ha trascorso gli ultimi mesi della sua vita terrena.

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