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Sabato il ministro Martina a Cremona al dibattito sul Terzo settore

Il convegno organizzato per il 20esimo dalla cooperativa sociale "Il Calabrone", promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII

Si terrà sabato 28 ottobre a Cremona, a partire dalle 9.30 presso il Teatro Monteverdi (via Dante 149), il convegno “Nel mercato con il terzo settore, una sfida possibile”, organizzato dalla cooperativa sociale “Il Calabrone”, in occasione del 20° anniversario della sua apertura. Continue reading »

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Avvento, già pronti i sussidi predisposti dalla F.O.Cr.

Per tutte le fasce di età e per le famiglie un itinerario di ascolto della Parola, preghiera e di verifica della propria vita cristiana

Sono già disponibili, presso la Federazione Oratori Cremonesi, i sussidi per accompagnare il tempo dell’Avvento e di Natale. Anche quest’anno gli strumenti, differenziati per fasce d’età, intendono offrire un percorso diocesano comune di ascolto della Parola, preghiera e verifica. Continue reading »

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Aperta a Cagliari la Settimana sociale. Il Papa: “La comunione deve vincere sulla competizione”

Venerdì 27 ottobre giornata tutta dedicata alle buone pratiche

La 48esima Settimana sociale dei cattolici italiana si è aperta nel pomeriggio di giovedì 26 ottobre con lo sguardo fisso su Papa Francesco, che a Cagliari ha voluto rendersi presente attraverso un video-messaggio inviato agli oltre mille delegati delle diocesi italiane. Alle giornate sarde prende parte anche una delegazione cremonese guidata dal vescovo Antonio Napolioni insieme al prof. Fabio Antoldi, ma occorre contare anche la presenza del sacerdote cremonese don Bruno Bignami, nuovo vicedirettore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei. Continue reading »

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Sinodo dei giovani, il punto con don Paolo Arienti

Intervista all'incaricato diocesano per la Pastorale giovanile

Facciamo il punto sul Sinodo diocesano dei giovani insieme a don Paolo Arienti, incaricato diocesano per la Pastorale giovanile.

 

Don Arienti, perché un “sinodo dei giovani”?

«Francamente, quando il vescovo Antonio ha lanciato l’idea, c’è stata molta freddezza, anche da parte nostra. Un po’ per altre urgenze che sembravano “più impellenti”, un po’ per reazione ad una idea di per sé bella, ma dai contorni non definiti. Ma si è proceduto lo stesso e si è cercato di dare forma alla proposta e… ne è scaturito il cammino sinodale: un’occasione per mettersi in discussione e sciogliere qualche rigidità, ma soprattutto coniugare la verifica dell’azione pastorale della Chiesa con le nuove istanze comunicative e culturali dei giovani».

 

Ovvero?

«La catechesi giovani l’abbiamo sempre fatta, anche se in questi ultimi anni molti fattori l’hanno incrinata: calo demografico, mobilità universitaria, ma, soprattutto, l’altissimo tasso di abbandono dei cammini di fede dalla preadolescenza. Gli Oratori ci sono e sono presenti con una rete molto capillare, ma in molti luoghi la frequenza è legata al catechismo dei bambini, a qualche percorso per adolescenti e scuole Medie, all’oratorio estivo, allo sport. Mentre per i giovani propriamente detti la proposta è rarefatta ed ancor di più una eventuale richiesta. Questo gap interroga molto. E aggiungo anche il problema dei linguaggi e delle aspettative: a giovani universitari, figli della generazione Erasmus, quali contenuti e in quale forma è bene proporre? Siamo così sicuri di investire nella direzione giusta? Un Sinodo dei giovani certo non risolve tutti i problemi e può avere anche un vaga venatura giovanilista, ma è uno strumento molto utile per testarsi, capirsi meglio. In una espressione: ascoltarsi».

 

Sembra che sia proprio l’ascolto a tema di tutto…

«Certo. Però non un ascolto di pancia né uno statistico. Per il primo e il secondo già sappiamo: dalla pancia escono inquietudini poco riflesse e urgenze con poca forma; dalle statistiche numeri importanti, ma sempre numeri. Ecco allora che l’ascolto che proponiamo è frutto di un atto di fiducia: ancora qualche giovane desidera esserci e assumersi qualche responsabilità. Ancora non resta solo Peter Pan. Ancora gli adulti e gli anziani possono accorgersi che anche i giovani sanno pensare e intuire. Certo è una sfida, in gran parte senza rete. Ma fa parte di un percorso che non ha alternative, se non quella classica, che nessuno dichiara, ma che in molti si vorrebbe praticare: quella del rinchiudersi e del parlare in senso unidirezionale, blindato, liofilizzando l’esperienza e appiattendola sulla dottrina».

 

Ed ora il cammino a che punto è?

«Siamo ormai alla fase celebrativa. Abbiamo dedicato un anno agli ascolti e alla sintesi di voci, interventi e riflessioni. A macchia di leopardo, raccogliendo diversi entusiasmi, ma anche freddezze e lentezze, proprio come è la vita vera delle nostre comunità. Questo non ci ha sorpresi, ma al contrario ci è stato di grande stimolo! Entro Natale le zone pastorali e le associazioni indicheranno i giovani che faranno parte dell’assemblea sinodale e il 20 gennaio si partirà con la prima seduta».

 

Quindi, si fa sul serio?

«Certo. E la serietà non è data da un complicato processo burocratico, da qualcosa di formale, bensì dal coinvolgimento di decine di giovani che potranno ascoltarsi, confrontarsi e chiedersi sui temi della fede, della chiesa, degli affetti, della vocazione e degli stili di vita che cosa hanno da imparare e da dire, quali desideri e difficoltà percepiscono e quale “abitabilità” ha oggi la Chiesa per loro. Sullo sfondo le grandi questioni giovanili e generazionali attuali, al centro la significatività del Vangelo. Mi permetto di dire: a me pare un passaggio culturale importante, da non misconosce».

 

Sinora che cosa è emerso?

«Nonostante le paure e la non omogeneità degli ascolti, i materiali pervenuti sono molto interessanti e hanno consentito alla Segreteria di formulare gruppi di domande molto forti che ci auguriamo innescheranno il lavoro del Sinodo. In particolare sulla condizione dei giovani nella chiesa o sul capitolo degli affetti e degli stili di vita molto va ponderato e preso sul serio. Da questo punto di vista lo strumento di lavoro non è per nulla banale!».

 

Una battuta sul dopo-sinodo?

«Come sapete, nel prossimo ottobre papa Francesco ha convocato un sinodo dei vescovi dedicato proprio al mondo giovanile. Noi ci prepareremo a quello con il nostro Sinodo e sarà sicuramente una tappa bella. Sul dopo? Vediamo che cosa emerge, ma soprattutto stiamo pronti a non dare nulla per scontato: né la trasmissione della fede né i codici della pastorale giovanile. Dal dopo-sinodo aspettiamoci di avere imparato un po’ di più un metodo e – perché no? – provare ad onorarlo di più».

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Medici con l’Africa Cuamm: a Rivolta d’Adda e Castelleone due serate per conoscere l’impegno dei dottori cremonesi

Il 26 e il 27 ottobre con Alberto Rigolli e Donata Galloni, insieme al giornalista Pietro Suber e al direttore del Cuamm don Dante Carraro

Alberto Rigolli, ginecologo di Cremona, e Donata Galloni, infettivologa di Castelleone, saranno protagonisti di due serate di testimonianze dal campo organizzate il 26 e il 27 ottobre a Rivolta d’Adda e Castelleone. Insieme a loro, il giornalista Pietro Suber, inviato di Mediaset, e don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, organizzazione con cui entrambi sono partiti per l’Africa. Continue reading »

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Al via la 48esima Settimana sociale dei cattolici italiani: la presentazione del prof. Fabio Antoldi

Insieme al vescovo Napolioni partecipa ai lavori assembleari di Cagliari

Giovedì 26 ottobre, a Cagliari, s’inaugura la 48esima Settimana sociale dei cattolici italiani, intitolata “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale”. Proponiamo una riflessione a cura del prof. Fabio Antoldi, cremonese che, insieme al vescovo Napolioni, partecipa ai lavori congressuali. Il prof. Antoldi, membro della commissione diocesana della Pastorale sociale e del lavoro, è professore ordinario di Strategia aziendale e di Imprenditorialità presso la Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza e Cremona) e direttore del CERSI, il Centro di ricerca per lo Sviluppo imprenditoriale dell’Università Cattolica. Proprio il prof. Antoldi, in vista della Settimana sociale, ha curato per la Diocesi di Cremona la scheda di valutazione dei casi di successo nell’ambito del progetto “Cercatori di LavOro”. Continue reading »

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In Vescovo in visita a Villa Flaminia

Lunedì 23 ottobre un momento familiare di incontro con i sacerdoti che risiedono nella casa per sacerdoti di Cremona

Lunedì 23 ottobre il vescovo Napolioni ha fatto visita a Cremona a Villa Flaminia, casa per sacerdoti che non risiedono in parrocchia e prestano altri servizi: chi in Curia, chi come confessore in Cattedrale e chi alla casa di riposo di Cremona Solidale. In un dialogo molto familiare tra sacerdoti e Vescovo ognuno ha potuto esternare gli aspetti positivi della convivenza tra sacerdoti e anche le difficoltà, dovute soprattutto alla mancanza di una assistenza medica costante, visto l’età avanzata della maggioranza. Continue reading »

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Il racconto di due medici cremonesi partiti per l’Africa con il Cuamm

Alberto Rigolli e, in collegamento dal Mozambico, Donata Galloni il 27 ottobre sono intervenuti a Castelleone, dopo la serata a Rivolta d'Adda

Il legame della comunità castelleonese con il Cuamm si rafforza sempre più, e dopo il galà Su il sipario: è Africa, la serata di musica, teatro e balli del 20 maggio scorso, ancora una volta gli operatori della ong padovana tornano a Castelleone per la serata Testimonianze dal campo, una sorta di resoconto aggiornato delle attività dei Medici con l’Africa. Ad ascoltare le loro esperienze una sala gremita di persone attente e partecipi. Continue reading »

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Campagna “Ero Straniero”: raccolte 70mila firme, di cui 965 in provincia di Cremona

Erano necessarie 50mila sottoscrizioni per portare la legge all'attenzione del Parlamento

Saranno consegnate venerdì 27 ottobre alla Camera le sottoscrizioni alla proposta – sostenuta dalla campagna “Ero straniero. L’umanità che fa bene” – di una norma che cambi le politiche sull’immigrazione e superi la Bossi-Fini. Oltre 70mila firme raccolte, di cui 965 raccolte in provincia di Cremona, in particolare attraverso le iniziative promosse a Cremona, Crema, Casalmaggiore, Soncino, Rivolta d’Adda e in tanti altri comuni. Continue reading »

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Il Vescovo al cimitero: «Testimoniare la gioia di essere chiamati all’unità»

Il 2 novembre, nella commemorazione dei defunti, l’invito a conservare le ceneri nel campo santo

Chiamati a compiere gesti umani, ma facendosi «portatori di un di più di vita». È questo l’invito che il vescovo Napolioni ha rivolto a quanti, numerosi anche quest’anno, nel pomeriggio del 2 novembre, al cimitero di Cremona, hanno preso parte alla commemorazione dei defunti.  Continue reading »

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