Di fronte all’avanzare dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus Covid-19 nel nostro Paese, “le nostre abitudini vanno cambiate ora: dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia, dei nostri cari, dei nostri genitori, dei nostri nonni. Lo dobbiamo fare subito e – ha detto il premier Conte – ci riusciremo solo se tutti collaboreremo e ci adatteremo subito a queste norme più stringenti”. Sì, ma come? Da quando il presidente del Consiglio dei ministri, in conferenza stampa a reti unificate, ha annunciato il varo di un nuovo Dpcm denominato “Io resto a casa” spiegando che a partire da oggi “ci sarà un’Italia zona protetta” si è scatenata la pioggia di domande e interrogativi. Continue reading
Coronavirus Covid-19. “Io resto a casa”, dal governo le indicazioni per orientarsi nell’“Italia zona protetta”
Dall’estero hanno subito parlato di 60 milioni di italiani bloccati per il coronavirus Covid-19. Ma basta aprire la finestra del salotto per rendersi conto che anche dopo il varo del provvedimento “Io resto a casa”, l’Italia è tutt’altro che ferma. Ha giustamente rallentato i suoi ritmi di vita, come richiesto dalle autorità governative. Che oggi fanno chiarezza su tutto ciò che è possibile o meno fare da cittadini responsabili, collaborativi, attenti alla propria e all’altrui salute










