La chiusura delle scuole a causa del Coronavirus, con l’impossibilità per molti studenti di accedere alla didattica a distanza, avrà “un effetto devastante” sul lavoro minorile in Italia. Nella Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile si parla poco del fenomeno tutto nazionale, che però esiste e sul quale le istituzioni non indagano abbastanza. L’ultima ricerca nazionale, curata dall’Associazione B.Trentin della Cgil (che si occupa del fenomeno da oltre vent’anni) e da Save the Children, risale al 2013 e stima circa 340.000 minori di 16 anni con qualche esperienza di lavoro, cioè il 7% della popolazione coetanea. 2 su 3 dei 14-15enni sono maschi. Il 7% è di nazionalità straniera. Continue reading
In Italia oltre 340.000 baby lavoratori, 3 su 4 in attività familiari
Anche l'Italia non è esente dal fenomeno del lavoro minorile, anche se non esistono monitoraggi ufficiali e le ultime stime Cgil/Save the children risalgono al 2013. L’Ispettorato nazionale del lavoro ha riscontrato 502 illeciti nel 2019, di cui 243 hanno riguardato la “tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”. Ora la preoccupazione maggiore di sindacati e associazioni è la dispersione scolastica dovuta alla didattica a distanza.











