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Metter su famiglia, oggi. Alla prova del “per sempre”
Efficaci e gentili in rete per una nuova città digitale
Giustizia riparativa: reo e vittima faccia a faccia per ricucire la società ferita
La sfida di restare per non cedere alla noia
Ricerca oncologica: prendersi cura della ricerca è una frontiera di speranza
Tre minuti per dire tutto. Se Lucio Dalla sfida Beethoven
Femminilità ferita e ritrovata: la sfida di Chiara con l’endometriosi
Sport, ambiente, giustizia, ricerca, digitale… Le «Sfide» del nostro tempo sul nuovo numero di Riflessi
È online le nuova edizione del mensile digitale diocesano
Lo sport, l’educazione, la famiglia, la sostenibilità, la giustizia, il mondo digitale, il tempo che scorre, il confronto con il mistero, la quotidianità frenetica e i grandi ideali… Sono queste alcune delle «Sfide» raccontate da Riflessi Magazine nell’edizione online da venerdì 28 gennaio.
«E se è vero che la vita è una sfida – si legge nell’introduzione al numero – mai come oggi dovremmo aver chiaro che non si vince mai da soli. Nemmeno la maratona. Lo abbiamo imparato da bambini, attaccati ai calzoni di papà; ce lo conferma ogni nostra giornata: le riunioni di lavoro, la vita di coppia, i capricci dei bimbi, l’esame da superare, gli scontri sulla rete, la pandemia di coronavirus, il mondo che cambia».
Aperta da una fotografia che raffigura la fatica, la passione e la tensione verso l’alto che spingono un’atleta a scalare una parete in arrampicata, e da una citazione di Anna Frank che riconosce la tenacia e la potenza di una piccola luce anche nelle ore più buie («Guarda come una singola candela può sfidare e definire l’oscurità»), l’edizione «Sfide» di Riflessi è una rassegna di immagini, storie e incontri che parlano di coraggio di fronte alle fatiche della vita, ma soprattutto di fiducia: «Non ci si butta in una sfida se non con la fiducia di poterla affrontare. Non si vince una sfida se non ritrovando la fiducia in chi ne condivide la lotta. O in chi, semplicemente, presta un po’ di attenzione».
C’è la storia di Chiara Pedroni, campionessa italiana di danza in carrozzina, che racconta la sua lotta quotidiana con l’endometriosi, la malattia che l’ha costretta sulla sedia a rotelle ma non ha interrotto la sua voglia di vivere e di ballare; c’è Gabriele, giovanissimo canottiere che con la sua barca scende sul Po per ripulirlo dai rifiuti; e poi si parla di giustizia riparativa con le storie di minori che ricuciono le ferite aperte dai loro errori nella società incontrandosi faccia a faccia con le vittime, di Beethoven e Lucio Dalla, educazione digitale, ricerca oncologica, cinema astratto, parkour, paralimpiadi e ultra-maratoneti.
Il Vescovo su Avvenire risponde alle domande dei giovani sui temi dell’affettività: «Le comunità siano meno giudicanti e più educanti»
L'intervista in edicola sul quotidiano della Cei mercoledì 26 gennaio riprende i temi affrontati nell'incontro di novembre tra i giovani e i vescovi lombardi
«Cosa c’entra Dio con le relazioni d’affetto?». Con questa domanda si apre l’intervista al vescovo Napolioni pubblicata oggi, mercoledì 26 gennaio, dal quotidiano Avvenire in una pagina dedicata alla ripresa dei temi di “Giovani e vescovi”, l’incontro che ha posto in dialogo i vescovi della Lombardia con duecento giovani, lo scorso 6 novembre, nel Duomo di Milano. Un incontro che il vescovo stesso definisce «profetico, segno di speranza e chiamata alla responsabilità».
Il Vescovo Napolioni, che proprio a Milano partecipò ai lavori del tavolo incaricato di affrontare il tema dell’affettività, nell’intervista risponde alle domande raccolte dalla redazione di Avvenire proprio tra i giovani: «Il mistero della vita – dice – si scopre soprattutto con gli affetti, le relazioni, gli incontri».
Nel dialogo con la giornalista Chiara Vitali, il Vescovo parla di matrimonio, di «scelte di vita robuste e coraggiose», di sessualità, della «dialettica tra legge e libertà», di educazione, di ferite ed esclusioni, di una comunicazione da rinnovare, dell’urgenza di una nuova capacità di ascolto nelle comunità adulte, chiamate ad essere «meno giudicanti e più educanti».
L’intervista pubblicata sull’edizione di Avvenire di mercoledì 26 gennaio con il titolo “Napolioni: liberiamo la vita dai miti che bloccano l’amore”, sarà seguita nei prossimi giorni da un estratto video sui canali digitali del quotidiano della CEI.

