Visita pastorale a Bonemerse e Bosco, l’invito del Vescovo a vincere l’individualismo: «Lasciamo che il Signore intanto cambi il nostro cuore»

Da venerdì 16 gennaio fino a domenica 18 gennaio monsignor Napolioni ha fatto tappa nelle parrocchie di S. Maria Nascente e S. Gioachino, appena fuori dalla città di Cremona

image_pdfimage_print

Con le Messe presiedute dal vescovo Antonio Napolioni domenica 18 gennaio nelle chiese parrocchiali di S. Gioachino, a Bosco ex Parmigiano, e di S. Maria Nascente, a Bonemerse, si è conclusa la seconda tappa della visita pastorale in questo 2026. Le due celebrazioni hanno rappresentato il momento culminante della presenza dal vescovo nei due paesi appena oltre i confini della cittò di Cremona, caratterizzata dagli incontri con le diverse generazioni di parrocchiani – in particolare i giovani e le famiglie – insieme anche ad alcuni momenti con le Istituzioni del territorio.

Un clima di festa e voglia di stare insieme ha accompagnato gli appuntamenti del programma: dalla visita al doposcuola e quelle agli anziani nelle case, dalle pizzate con i ragazzi alla preghiera con le famiglie, i parroci hanno evidenziato l’entusiasmo delle due comunità di vivere con intensità queste giornate insieme al vescovo.

«Per noi è stato un po’ come il Cristo presentato da Giovanni il Battista nel Vangelo di domenica: non lo conoscevamo così da vicino – ha raccontato don Alberto Mangili, parroco di Bosco ex Parmigiano –. Questi tre giorni sono stati un’occasione per conoscerlo di più. Non ci aspettavamo miracoli, ma solo il desiderio di farci conoscere».

Anche don Alberto Martinelli, guida della parrocchia di Bonemerse, ha evidenziato la presenza positiva del vescovo tra le diverse realtà della comunità: «È stato molto semplice, familiare, è stato accanto alle persone, anche perché ha la capacità di essere molto comunicativo e anche essere espansivo. Ha dato alcune indicazioni, sia agli adulti sia ai bambini. Siamo molto contenti di questi tre giorni».

Un clima di festa da portare ovunque «a una terra che ha bisogno della gioia e della pace del Signore, perché gli uomini da soli non sanno darsela», è stato proprio l’invito rivolto dal vescovo Antonio Napolioni durante l’omelia a Bonemerse. Al centro c’è la Parola di Dio, «che ci fa sentire uniti come comunità e ci fa vincere la stanchezza del vivere quotidiano». E poi a aggiunto: «Auguro a questa bella parrocchia non solo di coltivare la memoria di tutto il bene sperimentato, ma di accorgersi di come Gesù vi viene incontro oggi e vi chiama a uscire incontro agli altri».

Proprio la centralità di Cristo nelle vicende e nelle dinamiche umane di tutti i giorni è stato il messaggio che il vescovo ha voluto sottolineare durante la visita pastorale tra le due parrocchie. Ha incontrato i giovani e gli operatori della eco-company alla Cascinetta di Gerre Borghi e le loro storie, il mondo del lavoro – in particolare quello agricolo – con l’azienda Antonioli (nel giorno di sant’Antonio), quello della scuola tra materna, elementari e doposcuola mettendosi a fare i compiti con i ragazzi. Ha parlato con gli ammalati, i genitori e con la comunità civile con il sindaco di Gerre de’ Caprioli (di cui Bosco è frazione) Michel Marchi e le associazioni “Gianni e Massimiliano”, la Protezione Civile e l’organizzazione di volontariato della “Fèsta de j òof còt” che hanno regalato al vescovo una tela riportante il Cristo del Po del fabbro-vogatore Italo Fornasari.

«Con la sua presenza paterna – ha commentato don Mangili – il vescovo ha voluto ricordarci come la parrocchia è una famiglia di famiglie, la cui guida è quella di Cristo».

E lo ha fatto anche nei momenti più “appartati” del programma: «Sono stati tutti incontri belli, però è stato toccante la visita agli anziani e agli ammalati – ha aggiunto don Martinelli –. L’entusiasmo della persona anziana che si sente riconosciuta e importante perché il vescovo entra in casa sua, da persone ritenute ai margini della società».

«Gesù sa nascondersi nelle possibilità di vita che le giornate ci offrono, è lui che ci viene incontro in mille modi. E quante storie ho sentito, anche se in poco tempo, di persone e di famiglie, che hanno saputo affrontare grandi momenti di prova grazie al dono di Dio che si è manifestato attraverso l’amore degli altri, attraverso le circostanze più diverse – ha raccontato il vescovo Napolioni –. Si sono rialzati e vanno avanti. Noi siamo quelli che, insieme a Gesù, possiamo non darla vinta al male e credere che nella diversità delle storie, delle culture, delle sensibilità: siamo chiamati a un capolavoro di unità». E allora, ecco l’invito di monsignor Napolioni a non rinchiudersi nell’individualismo e a stringere patti di amicizia, di fraternità e di unità con tutti: «Se non riusciamo a cambiare tutto come vorremmo, lasciamo che il Signore intanto cambi il nostro cuore e lo renda accogliente, pieno di fiducia e i nostri occhi brillino di gioia, perché se si vede che abbiamo incontrato Gesù, qualcun altro ci seguirà e lo condurremo da lui».

 

Il video delle celebrazione conclusiva a Bonemerse

Questo contenuto non è disponibile per via delle tue sui cookie

Jacopo Orlo
TeleRadio Cremona Cittanova
condividi su