Prime Messe. L’abbraccio festoso di Pandino a don Gabriele Donati

Dopo l'affidamento alla Beata Vergine del Riposo, nel santuario del Tommasone, l'Eucaristia solenne presieduta dal sacerdote novello nella parrocchiale di S. Margherita

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Ci sono giorni in cui la felicità di una comunità è così intensa e contagiosa che si riversa dai portoni della chiesa fino in strada. Questo si legge chiaramente sui volti della gente e nell’entusiasmo travolgente dei giovani. È esattamente ciò che è accaduto domenica 7 giugno a Pandino. Un intero paese si è stretto attorno a don Gabriele Donati per la sua Prima Messa, un evento atteso a lungo e vissuto come un grande dono per tutta la comunità.

La celebrazione è stata preceduta da un significativo momento: l’affidamento alla Beata Vergine del Riposo. Il sacerdote novello, insieme al parroco don Fabio, si è recato al santuario del Tommasone, per affidare a Maria il suo ministero presbiterale. Un momento di preghiera intimo e silenzioso, davanti a quella statua che ha visto rivolgere il suo sguardo, nei momenti più decisivi della sua scelta vocazionale.

Poi la festa è esplosa nel cuore del paese. Dopo l’emozione della sera precedente in Cattedrale, a Cremona, con l’ordinazione da parte del vescovo Antonio Napolioni, la domenica pandinese ha mostrato tutto il calore di una vera famiglia.

Già molto prima delle 17.30, la chiesa parrocchiale era piena di persone. La celebrazione è iniziata ufficialmente con la processione d’ingresso partita dalla chiesa di Santa Marta, in piazza del Monumento. Lungo il breve tragitto, mentre le campane suonavano a festa e il corpo bandistico accompagnava il corteo, la comunità ha dimostrato tutta la sua vicinanza e calore. È stato un vero abbraccio collettivo che ha accompagnato don Gabriele fino all’altare per la sua prima Eucarestia.

Varcato il portone, tra canti e sguardi commossi, si respirava la gratitudine di un paese intero. Per il nuovo sacerdote l’emozione più grande è stata incrociare gli sguardi di chi lo ha visto crescere fin da piccolo. Tra quei banchi, tutti ricordano i suoi primi passi come chierichetto, seguiti dagli anni intensi da animatore, educatore e catechista. Nei suoi occhi brillava una consapevolezza profonda: questo momento non rappresenta affatto un traguardo, ma un punto di partenza decisivo per impegnarsi con fiducia per il Signore e la sua Chiesa.

Prima di concludere l’Eucarestia, don Gabriele ha rimesso insieme il mosaico di volti e storie che l’hanno accompagnato nel suo cammino fino ad oggi. È qui che ha ricambiato l’abbraccio delle comunità e famiglie che ha incontrato.

Al termine della Messa, l’entusiasmo si è spostato nei cortili dell’oratorio. Lo spazio dei giochi si è trasformato in un grande teatro di festa all’aperto, animato da musica, scambi di regali e soprattutto da tanta voglia di stare insieme. Il bello è stato questo clima di affetto e spontaneità, che è continuato durante la cena, dove tutti si sono ritrovati vicino a don Gabriele per chiacchierare, ridere e condividere ricordi e speranze per il futuro.

Classe 1992, originario di Pandino, laureato in Giurisprudenza, durante il percorso in Seminario ha collaborato con le unità pastorale di San Giovanni in Croce, Cassano d’Adda, Rivarolo Mantovano e Castelleone, prestando il proprio servizio anche presso la comunità “La Tenda di Cristo” di Rivarolo del Re, mentre nell’anno del diaconato ha prestato servizio nella parrocchia di Covo. Comunità che erano rappresentate anche in occasione della sua Prima Messa.

È stata una giornata davvero indimenticabile: Pandino ha festeggiato, come solo lei sa fare, un nuovo pastore, ricordandogli che qui troverà sempre le sue radici e una comunità intera pronta a fare il tifo per lui.

Daniel Lentini

 

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TeleRadio Cremona Cittanova
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