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Una festa attesa più di settant’anni, quella che la gente di Rivolta d’Adda ha dedicato, domenica 7 giugno, a don Massimo Serina in occasione della sua Prima Messa, celebrata alle 10 nella basilica di S. Sigismondo e S. Maria Assunta. L’ultima ordinazione di un prete diocesano nato in paese è stata quella di don Ferdinando Bruni, avvenuta nel 1952, ormai parte dei ricordi di pochi. Una festa iniziata nella serata di sabato 6 giugno, nella Cattedrale di Cremona, partecipando con entusiasmo e commozione alla cerimonia dell’ordinazione presbiterale di don Massimo.
Durante la Prima Messa, il parroco di Rivolta d’Adda, mons. Dennis Feudatari, ha ricordato al novello sacerdote che «la sua vocazione comincia adesso». Lo ha invitato a non aver timore della sua vita sacerdotale, «a essere un uomo come un altro, a diffidare degli applausi della platea e ad ascoltare tutto quello che gli viene detto, a non credere alle magie dello spirituale, oggi tanto di moda» e a rispondere come Samuele: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”.
Il sindaco Fabio Calvi nel suo saluto ha ricordato che «don Massimo ha scelto una vita per gli altri» e gli ha augurato di essere «pastore attento all’uomo, nel suo divenire e nell’evoluzione dei suoi bisogni, facendosi esempio di virtù e di valori, perché il mondo attuale ha bisogno di ripartire dagli ultimi, dai fragili, dai compagni di cui si circondava il Cristo».
Terminata la Messa si è svolta la processione del Corpus Domini, durante la quale don Massimo ha portato il Santissimo Sacramento dalla basilica al convento della Suore Adoratrici per la benedizione eucaristica.
Don Massimo Serina è nato nel 1994 nel paese del concittadino Alberto Quadrelli, parroco del borgo, vescovo di Lodi e santo che, nel XII secolo, mantenne la diocesi laudense fedele al papato. A Rivolta, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, svolse la sua missione pastorale, accogliendo gli “ultimi”, abbandonati dalla società del tempo, san Francesco Spinelli, fondatore dell’Istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento.
Don Serina ha frequentato le classi dell’obbligo a Rivolta. Terminate le scuole superiori ha conseguito la laurea in Scienze e Tecnologie alimentari. Durante gli anni del Seminario ha prestato servizio a Cremona in Ospedale, nelle parrocchie della Beata Vergine di Caravaggio e di San Sebastiano e a Soresina. Dopo l’ordinazione diaconale, avvenuta il 28 settembre 2025, ha svolto il suo ministero nell’unità pastorale di Cogozzo, Cicognara e Roncadello Po.
La sua vocazione sacerdotale, nata e sostenuta nell’ambiente familiare, è maturata in parrocchia e, in particolare, all’oratorio, dove Massimo è cresciuto condividendo il percorso di fede e le attività ricreative organizzate per le ragazze e i ragazzi. Lui stesso è diventato catechista e animatore durante il Grest, i momenti di svago e nelle settimane del campeggio a Rhêmes Notre Dame. Un cammino spirituale durante il quale si è manifestata, man mano, la chiamata “a essere missionario del vangelo e a rappresentare un punto di riferimento per una comunità che, nel suo insieme, si fa annunciatrice della persona di Gesù Cristo”.
Una missione che richiede un cambiamento di mentalità pastorale perché, come più volte ha ricordato papa Francesco, “non siamo più nella cristianità, non più! Oggi non siamo più gli unici che producono cultura, né i primi, né i più ascoltati”.
Un mandato, quello delle origini – “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura” –, che attende don Massimo a essere prete del proprio tempo ricercando, ogni giorno, spazi di espressione e di servizio. Ad essere “uomini di misericordia, a vivere una sincera sobrietà personale, il distacco dei beni, la fuga dal carrierismo e la radicalità evangelica. Ad assumere, come si è detto, lo stile del buon pastore che condivide la vita delle proprie pecore, per cui non solo (evangelicamente) le conosce per nome, ma ne assume addirittura l’odore” (Papa Francesco).
Cesare Sottocorno




















