Il Vescovo nella Messa dell’Epifania: come i Magi cercatori del vero Re

La mattina del 6 gennaio mons. Antonio Napolioni ha presieduto in Cattedrale la solenne Eucaristia

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Gesù Bambino, il re pastore, contrapposto a Erode, il re padrone. E a completare la scena dell’Epifania i Re Magi, cercatori che devono essere oggi esempio per ciascuno, chiamato a valorizzare la propria intelligenza distinguendo il vero re da quelli falsi. Questo il messaggio lanciato dal vescovo Napolioni la mattina di sabato 6 gennaio in Cattedrale, dove ha presieduto la Messa pontificale della solennità dell’Epifania.

Al centro della riflessione del Vescovo il brano evangelico di Matteo (Mt 2,1-12), partendo dallo slogan “Non torneremo da Erode” fatto proprio dai giovani della Gmg del 2005 a Colonia, dove sono conservate quelle che secondo la tradizione sono le reliquie dei Magi.

Mons. Napolioni ha messo in guardia dalla tentazione di prediligere i regni del mondo al Regno di Dio. Sottolineando poi la sproporzione tra queste due realtà, con i grandi della terra che presumono di potersi difendere da un Dio che avanza nella piccolezza: come nella vicenda di Davide e Golia o, appunto, nella sproporzione tra un bambino in fasce e il potente Erode.

Quindi il richiamo all’immagine di una Chiesa più sicura e vera quando piccola e povera e all’esempio di Papa Francesco, capace di tradurre in gesti concreti ciò che predica e attento ai più piccoli e agli umili. Da qui l’invito a non scoraggiarsi, nella consapevolezza che sempre nella storia brilla quella stella che è Cristo e non mancano santi che indicano la strada. A noi – ha quindi affermato il Vescovo – l’intelligenza di riconoscere questi santi: non per farne statue, ma per seguirli. Proprio come i Magi, che realizzarono la loro vita da cercatori, capaci di valorizzare, con la propria intelligenza, il vero. E ancora da parte del Vescovo l’invito a riconoscere la leadership sana di chi serve la comunità e non la usa, con un’attualizzazione concreta che non ha tralasciato un veloce ma incisivo riferimento alle prossime elezioni.

Con queste premesse mons. Napolioni ha invitato a guardare al nuovo anno con speranza, camminando sulla strada tracciata da Cristo. Solo così la manifestazione del Signore – ha concluso – si rinnoverà ogni giorno, permettendo di vedere Gesù e poterlo rendere visibile agli altri.

La celebrazione, concelebrata dai canonici del Capitolo della Cattedrale e servita all’altare dai ministranti di Casalbuttano, è stata accompagnata con il canto del Coro della Cattedrale, supportato all’organo dal maestro Fausto Caporali. La direzione è stata affidata, come sempre, al maestro don Graziano Ghisolfi che, dopo la proclamazione del Vangelo da parte del diacono permanente Eliseo Galli, ha cantato l’annuncio del giorno della Pasqua. Come da antichissima tradizione, che risale al IV secolo, nella solennità dell’Epifanie è solennemente annunciata la data della Pasqua e delle feste ad essa collegate. “Se la manifestazione del Signore che si estenderà ancora al Battesimo di Gesù è il culmine della memoria del Natale del Signore nella carne – ha spiegato poco prima il Vescovo – il nostro sguardo di fede è proteso alla Pasqua, centro di tutto il Mistero della salvezza”. Ecco il testo dell’annuncio:

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata
e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo
ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto
che culminerà nella domenica di Pasqua il 1 aprile.
In ogni domenica, Pasqua della settimana,
la santa Chiesa rende presente questo grande evento
nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
le Ceneri, inizio della Quaresima, il 14 febbraio,
l’Ascensione del Signore, il 13 maggio,
la Pentecoste, il 20 maggio,
la prima domenica di Avvento, il 2 dicembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli Apostoli e dei Santi
e nella commemorazione dei fedeli defunti
la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.
A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia,
lode perenne nei secoli dei secoli. Amen.

 

Nel pomeriggio, alle 17, il canto dei Secondi Vespri dell’Epifania nella chiesa monastica di S. Sigismondo, a Cremona, ricordando i 10 anni della posa della clausura papale sul monastero domenicano di S. Giuseppe presso S. Sigismondo.

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