Category Archives: News

Il 20 aprile in Cattedrale il Concerto di Pasqua

Protagonisti il Coro Polifonico Cremonese con il tenore Cosimo Vassallo, il baritono Valentino Salvini e l’Orchestra Filarmonica Italiana

Giovedì 20 aprile, alle 21, nella Cattedrale di Cremona si rinnova la consolidata tradizione del Concerto di Pasqua del Coro Polifonico Cremonese, reso possibile dal sostegno della Fondazione Giovanni Arvedi e Luciana Buschini. Esecutori, con il Coro Polifonico, il tenore Cosimo Vassallo, il baritono Valentino Salvini e l’Orchestra Filarmonica Italiana. Direttore Federico Mantovani. In programma: Johannes Brahms (1833-1897), Geistliches Lied op. 30; Giacomo Puccini (1858-1924), Messa di Gloria; Federico Mantovani, O salutaris Hostia e Alleluia. La serata, che vedrà la presenza del vescovo Antonio Napolioni, è a ingresso libero e gratuito. Continue reading »

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Mons. Burgazzi, responsabile della posta del Papa

Martedì santo il Santo Padre Francesco ha incontrato l'ufficio che si occupa delle lettere che arrivano da tutto il mondo. A capo di questo delicato servizio il sacerdote cremonese originario di Sant'Imerio

Mons. Cesare Burgazzi, sacerdote cremonese in servizio presso la Santa Sede dal 1992, capo ufficio della corrispondenza privata del Santo Padre, nella mattinata di martedì 11 aprile, ha incontrato Papa Francesco che ha fatto visita proprio all’ufficio che si occupa della sua posta. L’occasione della visita per gli auguri pasquali e per ringraziare dell’importante servizio reso alla persona del Pontefice e dell’intera Chiesa cattolica. Don Cesare, originario di Sant’Imerio e vicario prima a Bonemerse e poi a San Pietro al Po, oltre ad occuparsi del settore onorificenze della Segreteria di Stato, da alcuni mesi coordina alcuni sacerdoti, religiosi e laici che hanno il compito di leggere e smistare le oltre mille missive che giungono ogni settimana in Vaticano e che sono indirizzate al Papa. Un compito delicatissimo, ma decisivo dal punto di vista pastorale: ben si conosce, infatti, il desiderio di Francesco di stare il più possibile vicino alla gente, soprattutto se sofferente nel corpo e nello spirito.

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Le testimonianze dei catecumeni e dei loro accompagnatori

Durante tutta la Quaresima sono state proposte all'interno della rubrica televisiva "Giorno del Signore"

Durante tutta la Quaresima la rubrica televisiva diocesana “Giorno del Signore” ha accompagnato l’ultimo tratto del cammino di formazione dei catecumeni, cui ha dato voce insieme ai propri catechisti e accompagnatori.

Di seguito tutti i video delle testimonianze e alcuni loro pensieri per aiutare a conoscere meglio le 22 persone che nella notte di Pasqua diventeranno cristiane.

 

 

Testimonianze di alcuni dei catecumeni

Salvatore, di Caravaggio: «Provengo da una famiglia cristiana per tradizione, ma non dinamica nella fede. Non so neppure perché non sono stato battezzato dai miei genitori, credo per superficialità. Adesso, in età matura, ho piena consapevolezza di questo percorso di ricerca».

Daniela Ketti, di Rivolta d’Adda: «I miei genitori fecero la scelta di non farmi battezzare e di rimandare all’età adulta questa scelta. Questo ha appesantito non poco la mia vita, perché non avevo una mia propria identità spirituale: le grandi feste di Natale e Pasqua non erano per me motivo di non appartenenza ad alcuno. E anche per i miei figli, nel loro percorso di iniziazione cristiana, questo mio retroterra ha comportato qualche sofferenza».

Roberto, di Cremona: «Per opposizione marcata e protratta di mio papà né io né mia sorella siamo stati battezzati. Il mio desiderio di essere battezzato è sempre stato presente nella fanciullezza, anche se in maniera vaga. Il forte senso religioso tradizionale della gente che mi circondava, soprattutto in Trentino dove abitavo, mi ha sempre fortemente interpellato. Con la malattia di mia sorella abbiamo cominciato a riflettere seriamente sul senso della malattia, sul dramma della vita minacciata».

Dila Leshi, Antegnate: «A causa del regime comunista non sono stata battezzata. Ma l’ho scoperto solo tre anni fa, a 48 anni: dal dolore ho pianto fortemente e ripetutamente. Adesso sono molto contenta di poter ricevere il Battesimo: sono sempre stata fedele alla preghiera che mi aveva insegnato mia nonna di nascosto da bambina».

Violeta Zefi: “In Albania la dittatura è durata fino al 1990. Successivamente, nel 1994 mi è stato offerto il Battesimo da parte di alcuni sacerdoti italiani, ma io non sapevo di che cosa si trattasse: l’ho scoperto solo venendo in Italia. Senza il Battesimo mi sento come staccata da Gesù anche se, almeno nelle grandi feste, vado in chiesa».

Lucia Evisa Selamaj: «Io ho cominciato il percorso tanti anni fa, nel 1988, ma poi l’ho dovuto interrompere. Da quando sono in Italia, grazie anche ai parroci che mi hanno accolto e mi hanno fatto sentire a casa, ho sempre frequentato l’oratorio, dando una mano soprattutto per il Grest. Siamo stati accettati come eravamo e questo è stato molto bello. Sento che il Signore è vicino e mi ascolta: ho bisogno, però, di confermare la mia fede con il Battesimo e di ufficializzarla».

Eric Yede, Cremona: “Nel mio paese di origine, la Costa d’Avorio, avevo cominciato ad andare a catechismo, ma poi mi sono ammalato gravemente e sono fuggito in Italia. Mi piace Dio! Apprezzo soprattutto il modo di amare di Gesù, il suo modo di comportarsi verso gli altri».

Yves Abo Koffi, Cremona: «Sono in Italia con i miei cari da 9 anni: sono fuggito dal mio paese per la guerra. Dio lo sento come Qualcuno vicino a me, sempre presente nella mia vita».

Nicola Sarjo, Cremona: «Voglio diventare cristiano, anche se so ancora poco del Cristianesimo. In Gambia, i miei nonni erano cristiani. Quando nel 2012 il Gambia è diventato Repubblica Islamica i miei genitori furono costretti a farsi musulmani. Mio papà è stato ucciso, ma mi ha sempre raccomandato di passare alla fede cristiana appena potevo».

Isaac Meledje, Cremona: «Ho bisogno di seguire nel mio cuore la strada di Gesù. Ho sbagliato tanto nella mia vita, troppo movimentata. Per questo ho deciso di cambiare vita, seguendo la strada di Gesù. Da piccolo ho seguito il mio cammino di crescita nella fede in una chiesa evangelica, ma poi ho cominciato, quasi senza rendermene conto, a non rispettare la Parola del Vangelo, a diventare disonesto, a fare violenza sugli altri, a ricercare carica e gioia di vita in modo sbagliato, attraverso modalità inaccettabili».

 

Testimonianza della catechista Silvana Castelli di Brignano Gera d’Adda

Di fronte alla proposta di accompagnare in un percorso di preparazione al Battesimo una persona adulta della mia comunità parrocchiale, in un primo momento ho avuto alcune riservatezze, poi ho realizzato che poteva essere un’opportunità per comunicare la bellezza del Vangelo e per dare la mia testimonianza di credente adulta.

Con Yanelis – la catecumena cubana a me affidata nella mia comunità parrocchiale, che per la prima volta in questi anni ha ricevuto la richiesta del Battesimo da parte di una persona adulta – mi incontro settimanalmente per leggere brani di Vangelo: essi richiedono una spiegazione semplice ma precisa per cogliere l’autentico insegnamento di Gesù in modo da poterlo attualizzare nella nostra vita. Mi rendo conto di non possedere un’adeguata formazione teologica, ma ogni volta che non ho la risposta pronta mi viene in aiuto lo Spirito Santo che mi illumina e mi fa riscoprire la Parola di Dio come se mi si rivelasse per la prima volta, in modo assolutamente nuovo.

Yanelis si dimostra così interessata al dialogo religioso che non manca mai all’appuntamento frequente: è facile comprendere che è anche nata una forte amicizia fra noi due, fatta di profonda stima e rispetto reciproco. Lo stupore e la gioia che manifesta questa ragazza ogni volta che viene colpita in profondità dalle parole di Gesù mi confermano che “insieme” cresciamo verso una fede più consapevole e matura. A volte mi risulta difficile spiegare dei concetti che presuppongono la conoscenza dell’Antico Testamento che lei ancora non ha, ma sperimento che l’ascolto reciproco e l’apertura di entrambe rende il linguaggio semplice e chiaro. I contenuti della fede biblico-teologici più completi e organizzati verranno con il tempo, ne sono certa.

Insieme siamo state invitate a presentare la nostra esperienza a un gruppo di ragazzi delle scuole superiori che hanno affrontato con i catechisti il tema della “conversione”. Io ho potuto dire loro che ogni incontro con lei è fonte di conversione per me: conoscere la situazione politica e sociale del popolo cubano mi fa apprezzare la democrazia e il benessere economico del nostro Paese, la mancanza di libertà religiosa mi fa rivalutare la nostra libertà, condividere la precarietà del lavoro mi fa riflettere sulle nostre sicurezze, la lontananza dalla famiglia che genera solitudine mi spinge verso gli affetti familiari…

Il confronto con lei mi ha veramente arricchita, sia dal punto di vista umano che nel cammino di fede: è dal mettersi al servizio che la fede riceve una forza nuova, una spinta in avanti. La fede si rafforza donandola, scriveva san Giovanni Paolo II nella sua Enciclica missionaria.

I momenti in cui esterna il suo entusiasmo e il desiderio di aderire alla fede cristiana con il Battesimo per me sono occasione di riscegliere un dono ricevuto da piccola – quindi un po’ inconsapevole – che, accolto, apre alla Vita.

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Il Catecumenato degli adulti

Il cammino di una intera comunità cristiana

Il Catecumenato segna un passo decisivo nella vita del richiedente adulto: non si tratta solo di fare catechismo, ma di coinvolgere il catecumeno dentro tutta la comunità di fede, a partire dai catechisti e dai garanti. Implica dunque un percorso di conoscenza della fede cristiana, soprattutto a partire dalla Parola di Dio e dalla liturgia, ma anche della vita cristiana, della sua tradizione e della sua morale. Si tratta di una conversione e di scelte di vita corrispondenti al Vangelo. Lo stesso rito dell’Iniziazione cristiana degli adulti presenta i tre gradi progressivi dell’itinerario.

1) Il pre-catecumenato o prima evangelizzazione. Ha la durata media di un anno. È il tempo della ricerca della fede in Gesù Cristo Salvatore, Figlio di Dio che rivela a noi il Padre e lo Spirito Santo, della spiritualità cristiana e degli impegni che la scelta della fede contempla nella vita.

2) Il Catecumenato vero e proprio ha mediamente la durata di un anno e mezzo. Nella Prima Domenica di Avvento si compie in parrocchia il rito di Ammissione al Catecumenato. Nella Prima Domenica di Quaresima (tempo di purificazione e illuminazione) si celebra nella celebrazione eucaristica parrocchiale il Rito dell’elezione e l’iscrizione del Nome. Nelle Domeniche seguenti: III, IV e V, si celebrano i riti degli scrutini e le consegne del Simbolo e della Preghiera del Signore. Nella Veglia pasquale, presieduta dal Vescovo, in Cattedrale, si tiene la Celebrazione dei Sacramenti dell’iniziazione. È importante che i catecumeni vengano accompagnati non solo dai loro padrini, garanti e catechisti, ma anche da un gruppo significativo della loro comunità parrocchiale.

3) La Mistagogia. In questo tempo si organizzano alcuni incontri di preghiera e di approfondimento della fede, nella propria Parrocchia e, insieme, in Diocesi, in alcune feste dell’Anno Liturgico, come nel Lunedì di Pasqua, nella Domenica in Albis e Pentecoste.

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La notte di Pasqua saranno battezzati 22 catecumeni

Dalle mani del vescovo Antonio Napolioni riceveranno anche la Cresima e la Comunione

Sono 22 i catecumeni che nella notte di Pasqua riceveranno i sacramenti dell’Iniziazione cristiana: Battesimo, Cresima e Prima Comunione. Un numero importante, quasi il doppio rispetto agli anni passati. Molti i catecumeni di origine straniera, ma non mancano alcuni italiani. E ci sono anche alcune coppie di sposi. Continue reading »

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Enrico Letta a Cremona per la presentazione dell’ultimo libro di don Bignami

Il volume "Un’arca per la società liquida" sarà presentato il 21 aprile in Municipio a Cremona

Sarà presentato nel pomeriggio del 21 aprile, alla presenza dell’on. Enrico Letta, il libro “Un’arca per la società liquida” (Edizioni Dehoniane Bologna), ultima pubblicazione del sacerdote cremonese don Bruno Bignami, teologo morale e presidente della Fondazione “Don Primo Mazzolari”, oltre che parroco di Picenengo, a Cremona. Continue reading »

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Canticum novum, il 22 aprile al via la rassegna di musica sacra nel ricordo di don Concesa

Primo appuntamento nella parrocchiale di Casalsigone, conclusione il 4 giugno al Santuario di Caravaggio

 

Sabato 22 aprile inizierà la XIII edizione della rassegna “Canticum Novum”, concerti per la valorizzazione dei cori e del patrimonio organario della diocesi di Cremona. La rassegna, promossa dall’Associazione Marc’Antonio Ingegneri insieme alla Scuola diocesana di musica sacra Dante Caifa, prenderà il via da Casalsigone per terminare il 4 giugno con un concerto nel Santuario di Caravaggio. Continue reading »

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58 anni fa moriva don Primo Mazzolari

Il parroco di Bozzolo ancora vive nell’animo dei testimoni diretti e di quanti lo hanno conosciuto attraverso le sue opere

Il 12 aprile ricorre il 58° anniversario della morte di don Primo Mazzolari, avvenuta alla clinica San Camillo di Cremona, nella tarda serata del 12 aprile 1959. L’evento, ricordato anche da un documentato servizio di RAI Storia, cade dopo il riuscito Convegno storico nazionale su “Don Primo Mazzolari e la Costituzione”, tenutosi lo scorso fine settimana a Bozzolo. In quella sede, infatti, è stato assunto l’impegno, considerato importante dal Comitato Scientifico, per l’approfondimento degli studi sui suoi rapporti con i Costituenti ed i Parlamentari del territorio (tra cui Cappi, Momoli, Zanibelli), che va ad aggiungersi al fitto carteggio con Guido Miglioli. Continue reading »

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Domenica a Bozzolo Messa con il card. Bassetti: sulla tomba di Mazzolari la rosa regalata dal Papa

La solenne celebrazione per il 58° anniversario della morte alle 17 nella chiesa parrocchiale di S. Pietro apostolo

Assume un significato tutto particolare quest’anno a Bozzolo la consueta celebrazione dell’anniversario della morte di don Mazzolari, avvenuta il 12 aprile 1959. Non solo perché a presiederla sarà un cardinale, l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve mons. Gualtiero Bassetti. Ma anche perché, in prossimità dell’apertura ufficiale della causa di beatificazione dopo i lavori preliminari dei censori teologi e della commissione storica, sarà posta sulla tomba del parroco di Bozzolo la rosa d’argento donata direttamente da Papa Francesco. Continue reading »

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