La depenalizzazione del reato di clandestinità sarebbe un “atto di grande intelligenza per il nostro Paese”. È la richiesta emersa martedì 12 gennaio, durante la conferenza stampa di presentazione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebra il 17 gennaio. La Chiesa italiana, con Caritas e Migrantes capofila, s’inserisce nel dibattito in corso. La discussione sul reato di clandestinità era prevista in Consiglio dei ministri ma è stata rimandata. Lunedì 11 Caritas italiana aveva giudicato la decisione del governo “paradossale” perché motivata da “dichiarate motivazioni politiche” legate alla percezione del fenomeno da parte dell’opinione pubblica piuttosto che su dati reali, e contro i pareri di magistratura e polizia, che giudicano inefficace il reato in termini di deterrenza, oltreché dannoso perché intasa le procure e ostacola le indagini sul traffico di esseri umani. Oggi il concetto è stato ribadito da mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes: “Una condizione di vita non può essere un reato”.
L’invito di mons. Perego: «Depenalizzare il reato di clandestinità». Dalla Chiesa accolte finore 27mila persone
Alla conferenza stampa di presentazione della Giornata del migrante del prossimo 17 gennaio anche il sacerdote cremonese










